venerdì 28 maggio 2010

Giovani e vocazione

GRUPPO PORZIUNCOLA: alla ricerca della tua Vocazione!!

Si è concluso con gli esercizi spirituali il percorso mensile del GRUPPO PORZIUNCOLA.
Circa 15 giovani (ragazzi e ragazze) si sono ritrovati un fine settimana al mese, da ottobre a maggio, con noi frati e le suore francescane Elisabettine per un CAMMINO VOCAZIONALE.
Ogni volta si è guardato più da vicino ad una vocazione cristiana: alla famiglia, al sacerdozio, alla vita consacrata,alla vita contemplativa, alla missionarietà, all'impegno laicale...La preghiera, la fraternità, la Parola di Dio, le testimonianze e la stupenda accoglienza delle suore (a casa S. Sofia- Padova), hanno accompagnato i nostri incontri..Molti i frutti raccolti..molte le promesse e le speranze sbocciate nel cuore di Samuel..e Chiara...e Maura e Lorenzo...Matteo..Giorgia..e di ciascuno dei partecipanti.
Propongo di seguito due testimonianze molto belle, una è di Chiara, l'altra di Lorenzo, entrambi studenti universitari. Sono certo potranno aiutare molti e suscitare l'interesse di altri ragazzi a partecipare dal prossimo ottobre al nuovo corso vocazionale che partirà.
Un grazie di cuore , da parte mia a tutti i partecipanti, come alle suore e ai testimoni.
frate Alberto
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TESTIMONIANZA DI CHIARA
Il “gruppo Porziuncola” è un itinerario vocazionale per giovani, cui hanno partecipato una quindicina di ragazzi tra i 19 e i 30 anni. Anch’io, che da quest’anno studio a Padova, ho accolto la proposta avanzata insieme dalle suore francescane elisabettiane e dai frati minori conventuali. Gli incontri, a frequenza mensile, iniziavano il sabato sera con la cena e terminavano la domenica pomeriggio con la celebrazione eucaristica. Ogni mese si è analizzata una vocazione diversa: a partire dalla chiamata alla vita, che è universale e abbraccia tutte le altre vocazioni, abbiamo intrapreso un cammino verso una comprensione più profonda delle chiamate particolari: alla vita matrimoniale, a quella religiosa e sacerdotale, a una vita consacrata laica, alla missione. Fra Alberto, suor Paola, fra Fabio e suor Franca sono stati gli animatori degli incontri. Sempre disponibili al dialogo e al confronto, ci hanno accompagnati con costanza ed entusiasmo in questo itinerario di conoscenza della volontà di Dio.
I mezzi della nostra ricerca sono stati: la preghiera, in particolare l’adorazione eucaristica, appuntamento fisso del sabato sera dopo cena, e inoltre le lodi e i vespri; ampio spazio ha avuto anche la meditazione personale della Parola che ci veniva offerta di volta in volta con un approccio del tipo lectio divina; infine le varie testimonianze, una per ogni specifica vocazione, ci hanno aiutato ad immedesimarci, ad avvicinare più concretamente il tipo di chiamata che di mese in mese prendevamo in considerazione.Non sono mancate, naturalmente, anche occasioni di confronto, dialogo e allegria fra noi ragazzi e con i “nostri” frati e le “nostre” suore.
Personalmente, ho trovato l’iniziativa del “gruppo Porziuncola” bella e ricca di speranza. Pensare che ogni forma di vita possa portare alla piena realizzazione di sé, alla gioia, è fonte di grande incoraggiamento per chi, come me, si chiede: ‹‹Cosa farò della mia vita? E tu, Signore, che mi conosci meglio di chiunque altro e meglio di me stessa, come pensi che io possa essere? Quale donna vuoi che diventi? Come posso valorizzare le qualità, i doni che tu mi hai dato? Che aiuto posso offrirti per costruire un mondo migliore? ››. A queste ed altre domande che si affollano nella mente e nel cuore di noi giovani abbiamo tentato, se non di dare una risposta, almeno di individuare un metodo, una strada che ci conduca, un giorno, alla meta.
Chiara
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TESTIMONIANZA DI LORENZO
Come Dante nella Selva Oscura, spesso si arriva ad un momento della vita in cui diventa necessario fermarsi e riflettere e intraprendere un viaggio. “Dove sei?” chiese Dio ad Adamo quando questi si nascose dopo aver mangiato il frutto proibito. E se il Signore chiedesse a me dove mi trovo, a che punto sono arrivato? La scelta di intraprendere il percorso del Gruppo Porziuncola è quasi stata spontanea, perché l’occasione mi è capitata in un momento in cui sentivo che il Signore mi stava chiedendo dove mi trovavo, a che punto ero, dove volevo andare. Il bisogno che sentivo era di intraprendere un percorso di ricerca e meditazione spirituale ma di avere la possibilità di confrontarmi in questo con altre persone che, come me, sentivano questo bisogno. Mi è difficile trovare le parole giuste per esprimere con chiarezza l’esigenza che sentivo. Forse perché non era così razionalizzabile ma, in fondo non è questo il problema perché, per citare Seneca: “Ciò che il cuore conosce oggi, la testa comprenderà domani”. Nel corso di questo cammino (ora che sta volgendo al suo crepuscolo, mi rendo conto che forse è stato troppo breve e vorrei proseguisse), ho avuto modo di riflettere su tutte le molteplici vocazioni che ci conducono sulla via che il Signore ha in serbo per noi. Dalla vita matrimoniale a quella sacerdotale (grazie anche agli opportuni incontri con testimoni di ognuna delle vocazioni sulle quali abbiamo riflettuto), ho avuto modo di fermarmi con Dio e con me stesso imparando, a poco a poco, a orientarmi, a usare una bussola che mi permetta di scegliere con serenità il cammino da seguire. Non ci sono parole per ringraziare i tanti nuovi amici che mi hanno accompagnato in questo bellissimo viaggio. Se, arrivato a Padova, mi sentivo una piccola goccia solitaria, appena uscita da un ghiacciaio dov’era imprigionata, ora sono in compagnia di mille altre gocce, che mi accompagnano in un fiume impetuoso verso l’oceano per poi evaporare e ricominciare il ciclo.
Forse prima avevo paura, forse c’erano cose che non volevo vedere, domande che non volevo ascoltare. Nel recente weekend a Villa Immacolata a Torreglia (un giardino dell’Eden in versione aggiornata senza frutti proibiti), imparando a meditare sulla Parola di Dio, ho realizzato che alla fine del percorso del gruppo, ero pronto a intraprendere il percorso mio. Sdraiato su una roccia, circondata da quattro alberi che correvano verso il cielo quasi ricongiungendosi tra loro, come quattro giganti che proteggevano un folletto spaventato, ho sentito balenare nella mia mente la risposta alla fatidica domanda già posta ad Adamo: “Signore, io sono qui”.
Lorenzo

Vedi alcune belle fotografie dei nostri incontri: http://www.elisabettine.info/comevento/proposte.htm

sabato 22 maggio 2010

Il Cammino di S. Antonio 2010

IL CAMMINO DI SANT'ANTONIO 2010
Giovani e frati in pellegrinaggio sui passi del Santo
nella notte di sabato 29 maggio
da Camposampiero-Arcella-Basilica del Santo

Programma
Il Cammino di Sant'Antonio è percorribile in ogni stagione, singolarmente o in gruppo.
Ogni anno però i frati organizzano un grande pellegrinaggio in prossimità della festa del Santo rivolto principalmente aigiovani, ma aperto anche a tutti i devoti che vi desiderano partecipare.
Sabato 29 maggio-Camposampiero (Pd)
ore 18.00 da quest'ora sarà attivo il servizio accoglienza pellegrini con la consegna della credenziale e del libretto
ore 20.30 per chi lo desidera è possibile partecipare al concerto strumentale nel chiostro del convento
ore 22.00 veglia eucaristica guidata
ore 23.00 preghiera e benedizione dei pellegrini
ore 23.30 partenza
Domenica 30 maggio
ore 6.00
circa arrivo previsto all'Arcella; celebrazione del transito di S. Antonio e colazione fornita dall'organizzazione
ore 8.00 circa partenza per la Basilica del Santo
ore 10.00 S. Messa solenne in Basilica
ISCRIZIONI: Via e-mail info@ilcamminodisantantonio.org o per telefono (dalle 9.00 alle 15.30) allo 049.9315711 specificando nome, cognome, data di nascita e residenza. Tali dati verranno trattati secondo la legge sulla privacy e saranno usati per effettuare un’assicurazione per ogni pellegrino.
IMPORTANTI NOTE LOGISTICHE: Il cammino si snoda attraverso un lungo percorso di 25 Km con strade sterrate e lungo gli argini di un canale. Pertanto è vivamente consigliato avere un equipaggiamento adeguato; ecco l'essenziale: portare scarpe adatte al cammino e un abbigliamento consono, acqua (non ci sono punti di ristoro durante il cammino), un cappellino e k-way in caso di pioggia, una torcia elettrica. Si tenga presente che il pellegrinaggio in notturna, per quanto affascinante, risulta oltremodo più faticoso!! Il ritorno a Camposampiero per chi vi è giunto in macchina, sarà comodo in treno. L'organizzazione è volutamente minima ed essenziale. I frati e i sacerdoti presenti guideranno il cammino e la proposta spirituale.

martedì 4 maggio 2010

Pensieri di ..vocazione

Pensiero per chi deve prendere delle decisioni per la propria vita:
Conosci Gesù e Deciditi per Lui.
Se hai molte paure, forse sei più concentrato su di te che su di Lui.
Quale potrebbe essere il tuo modo di essere dono per la Chiesa?
La tua vita sia per gli altri AMORE e BENEDIZIONE!
Pensiero per chi è già dentro un percorso di vita:
Sapevi che il discepolo è chiamato a perdere la propria vita, per guadagnarne un'altra...perchè allora ti lamenti e protesti per la tua stanchezza?
Il tuo sacrificio feconda la Chiesa: riesci a vedere i campi che biondeggiano?
E i frutti maturi?
Pensiero per chi ha visto rompersi qualcosa:
Il Signore risana e guarisce.
Le tue ferite possano diventare ispirazione e consolazione per altri.
Come fu per le piaghe di Cristo.
Ecco, può nascere qualcosa di nuovo?

lunedì 3 maggio 2010

Il papa ai giovani a Torino

Il Papa (grande!!!!!!!), ai giovani a Torino....
«Cari amici... abbiate il coraggio delle scelte definitive e vivetele con fedeltà! Il Signore potrà chiamarvi al matrimonio, al sacerdozio, alla vita consacrata, a un dono particolare di voi stessi: rispondetegli con generosità! ...Cari giovani, abbiate il coraggio di scegliere ciò che è essenziale nella vita!».


INCONTRO CON I GIOVANI A TORINO
DISCORSO DI BENEDETTO XVI
Piazza San Carlo. Domenica, 2 maggio 2010


Cari giovani di Torino!
Cari giovani che venite dal Piemonte e dalle Regioni vicine!

Sono veramente lieto di essere con voi, in questa mia visita a Torino per venerare la sacra Sindone. Vi saluto tutti con grande affetto e vi ringrazio per l’accoglienza e per l’entusiasmo della vostra fede. Attraverso di voi saluto l’intera gioventù di Torino e delle Diocesi del Piemonte, con una preghiera speciale per i giovani che vivono situazioni di sofferenza, di difficoltà e di smarrimento. Un particolare pensiero e un forte incoraggiamento rivolgo a quanti fra voi stanno percorrendo il cammino verso il sacerdozio, la vita consacrata, come pure verso scelte generose di servizio agli ultimi. Ringrazio il vostro Pastore, il Cardinale Severino Poletto, per le cordiali espressioni che mi ha rivolto e ringrazio i vostri rappresentanti che mi hanno manifestato i propositi, le problematiche e le attese della gioventù di questa città e di questa regione.

Venticinque anni fa, in occasione dell’Anno Internazionale della Gioventù, il venerabile e amato Giovanni Paolo II indirizzò una Lettera apostolica ai giovani e alle giovani del mondo, incentrata sull’incontro di Gesù col giovane ricco di cui ci parla il Vangelo (Lettera ai Giovani, 31 marzo 1985). Proprio partendo da questa pagina (cfr Mc 10,17-22; Mt 19,16-22), che è stata oggetto di riflessione anche nel mio Messaggio di quest’anno per la Giornata Mondiale della Gioventù, vorrei offrirvi alcuni pensieri che spero possano aiutarvi nella vostra crescita spirituale e nella vostra missione all’interno della Chiesa e nel mondo.

Il giovane del Vangelo - lo sappiamo - chiede a Gesù: “Che cosa devo fare per avere la vita eterna?”. Oggi non è facile parlare di vita eterna e di realtà eterne, perché la mentalità del nostro tempo ci dice che non esiste nulla di definitivo: tutto muta, e anche molto velocemente. “Cambiare” è diventata, in molti casi, la parola d’ordine, l’esercizio più esaltante della libertà, e in questo modo anche voi giovani siete portati spesso a pensare che sia impossibile compiere scelte definitive, che impegnino per tutta la vita. Ma è questo il modo giusto di usare la libertà? E’ proprio vero che per essere felici dobbiamo accontentarci di piccole e fugaci gioie momentanee, le quali, una volta terminate, lasciano l’amarezza nel cuore? Cari giovani, non è questa la vera libertà, la felicità non si raggiunge così. Ognuno di noi è creato non per compiere scelte provvisorie e revocabili, ma scelte definitive e irrevocabili, che danno senso pieno all’esistenza. Lo vediamo nella nostra vita: ogni esperienza bella, che ci colma di felicità, vorremmo che non avesse mai termine. Dio ci ha creato in vista del “per sempre”, ha posto nel cuore di ciascuno di noi il seme per una vita che realizzi qualcosa di bello e di grande. Abbiate il coraggio delle scelte definitive e vivetele con fedeltà! Il Signore potrà chiamarvi al matrimonio, al sacerdozio, alla vita consacrata, a un dono particolare di voi stessi: rispondetegli con generosità!

Nel dialogo con il giovane, che possedeva molte ricchezze, Gesù indica qual è la ricchezza più importante e più grande della vita: l’amore. Amare Dio e amare gli altri con tutto se stessi. La parola amore - lo sappiamo - si presta a varie interpretazioni ed ha diversi significati: noi abbiamo bisogno di un Maestro, Cristo, che ce ne indichi il senso più autentico e più profondo, che ci guidi alla fonte dell’amore e della vita. Amore è il nome proprio di Dio. L'Apostolo Giovanni ce lo ricorda: “Dio è amore”, e aggiunge che “non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio”. E “se Dio ci ha amati così, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri” (1Gv 4,8.10.11). Nell’incontro con Cristo e nell’amore vicendevole sperimentiamo in noi la vita stessa di Dio, che rimane in noi con il suo amore perfetto, totale, eterno (cfr 1Gv 4,12). Non c'è nulla, quindi, di più grande per l'uomo, un essere mortale e limitato, che partecipare alla vita di amore di Dio. Oggi viviamo in un contesto culturale che non favorisce rapporti umani profondi e disinteressati, ma, al contrario, induce spesso a chiudersi in se stessi, all’individualismo, a lasciar prevalere l’egoismo che c’è nell’uomo. Ma il cuore di un giovane è per natura sensibile all’amore vero. Perciò mi rivolgo con grande fiducia a ciascuno di voi e vi dico: non è facile fare della vostra vita qualcosa di bello e di grande, è impegnativo, ma con Cristo tutto è possibile!

Nello sguardo di Gesù che fissa - come dice il Vangelo - con amore il giovane, cogliamo tutto il desiderio di Dio di stare con noi, di esserci vicino; c’è un desiderio di Dio del nostro sì, del nostro amore. Sì, cari giovani, Gesù vuole essere vostro amico, vostro fratello nella vita, il maestro che vi indica la via da percorrere per giungere alla felicità. Egli vi ama per quello che siete, nella vostra fragilità e debolezza, perché, toccati dal suo amore, possiate essere trasformati. Vivete questo incontro con l'amore di Cristo in un forte rapporto personale con Lui; vivetelo nella Chiesa, anzitutto nei Sacramenti. Vivetelo nell’Eucaristia, in cui si rende presente il suo Sacrificio: Egli realmente dona il suo Corpo e il suo Sangue per noi, per redimere i peccati dell’umanità, perché diventiamo una cosa sola con Lui, perché impariamo anche noi la logica del donarsi. Vivetelo nella Confessione, dove, offrendoci il suo perdono, Gesù ci accoglie con tutti i nostri limiti per darci un cuore nuovo, capace di amare come Lui. Imparate ad avere familiarità con la parola di Dio, a meditarla, specialmente nella lectio divina, la lettura spirituale della Bibbia. Infine, sappiate incontrare l’amore di Cristo nella testimonianza di carità della Chiesa. Torino vi offre, nella sua storia, splendidi esempi: seguiteli, vivendo concretamente la gratuità del servizio. Tutto nella comunità ecclesiale deve essere finalizzato a far toccare con mano agli uomini l’infinita carità di Dio.

Cari amici, l’amore di Cristo per il giovane del Vangelo è il medesimo che egli ha per ciascuno di voi. Non è un amore confinato nel passato, non è un’illusione, non è riservato a pochi. Voi incontrerete questo amore e ne sperimenterete tutta la fecondità se con sincerità cercherete il Signore e se vivrete con impegno la vostra partecipazione alla vita della comunità cristiana. Ciascuno si senta “parte viva” della Chiesa, coinvolto nell’opera di evangelizzazione, senza paura, in uno spirito di sincera armonia con i fratelli nella fede e in comunione con i Pastori, uscendo da una tendenza individualista anche nel vivere la fede, per respirare a pieni polmoni la bellezza di far parte del grande mosaico della Chiesa di Cristo.

Questa sera non posso non additarvi come modello un giovane della vostra Città: il beato Piergiorgio Frassati, di cui quest’anno ricorre il ventesimo anniversario della beatificazione. La sua esistenza fu avvolta interamente dalla grazia e dall’amore di Dio e fu consumata, con serenità e gioia, nel servizio appassionato a Cristo e ai fratelli. Giovane come voi visse con grande impegno la sua formazione cristiana e diede la sua testimonianza di fede, semplice ed efficace. Un ragazzo affascinato dalla bellezza del Vangelo delle Beatitudini, che sperimentò tutta la gioia di essere amico di Cristo, di seguirlo, di sentirsi in modo vivo parte della Chiesa. Cari giovani, abbiate il coraggio di scegliere ciò che è essenziale nella vita! “Vivere e non vivacchiare” ripeteva il beato Piergiorgio Frassati. Come lui, scoprite che vale la pena di impegnarsi per Dio e con Dio, di rispondere alla sua chiamata nelle scelte fondamentali e in quelle quotidiane, anche quando costa!

Il percorso spirituale del beato Piergiorgio Frassati ricorda che il cammino dei discepoli di Cristo richiede il coraggio di uscire da se stessi, per seguire la strada del Vangelo. Questo esigente cammino dello spirito voi lo vivete nelle parrocchie e nelle altre realtà ecclesiali; lo vivete anche nel pellegrinaggio delle Giornate Mondiali della Gioventù, appuntamento sempre atteso. So che vi state preparando al prossimo grande raduno, in programma a Madrid nell’agosto 2011. Auspico di cuore che tale straordinario evento, al quale spero possiate partecipare in tanti, contribuisca a far crescere in ciascuno l’entusiasmo e la fedeltà nel seguire Cristo e nell’accogliere con gioia il suo messaggio, fonte di vita nuova.

Giovani di Torino e del Piemonte, siate testimoni di Cristo in questo nostro tempo! La sacra Sindone sia in modo del tutto particolare per voi un invito ad imprimere nel vostro spirito il volto dell’amore di Dio, per essere voi stessi, nei vostri ambienti, con i vostri coetanei, un’espressione credibile del volto di Cristo. Maria, che venerate nei vostri Santuari mariani, e san Giovanni Bosco, Patrono della gioventù, vi aiutino a seguire Cristo senza mai stancarvi. E vi accompagnino sempre la mia preghiera e la mia Benedizione, che vi dono con grande affetto. Grazie per la vostra attenzione!

Benedetto XVI