giovedì 29 gennaio 2009

Se ti chiama... buttati!


Se ti chiama... buttati!

Uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli li ammaestrava. Nel passare, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: “Seguimi”. Egli, alzatosi, lo seguì.
Mentre Gesù stava a mensa in casa di lui, molti pubblicani e peccatori si misero a mensa insieme con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano. Allora gli scribi della setta dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: “Come mai egli mangia e beve in compagnia dei pubblicani e dei peccatori? ”. Avendo udito questo, Gesù disse loro: “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori”.
(Marco 2, 13-17)

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Che fatica decidersi nella vita. Che faccio? Dove vado? Che studio? Ci sarà uno sbocco positivo a questa strada? Non è che mi metto a studiare per avere una laurea e poi mi ritrovo a stare in stand by tutta la vita? Mi sposo? E se dopo un anno, come è capitato ai miei amici, non riesco più a spartire vita con la persona che ho scelto? Qual è la mia vera strada? C’è qualcuno che mi aiuta a trovare la strada giusta? C’è un satellitare infallibile? Spesso forse siamo in attesa che sia qualcun altro che decide per noi, per non caricarci della responsabilità della scelta, e così scaricare su altri i nostri fallimenti.
Qualcuno invece non si pone tanti problemi di scelta. Ha trovato due o tre occasioni, le ha seguite, una gli sembra buona e se ne sta tranquillo a vivere di rendita. È una vita senza lode e senza infamia come tutte del resto. Non faccio niente di speciale, ma sto bene, ho amici, ho fascino, ho soldi, che vuoi di più? A un certo punto però si accorge che c’è qualcosa che non quadra nella sua esistenza oppure viene posto di fronte con evidenza a una luce, a un’intuizione, a una verità che gli fa cambiare radicalmente strada, gli si aprono gli occhi, percepisce dentro una voce, una spinta che non lo lascia tranquillo.
Levi era uno di questi. Pacifico, stava a contare i suoi soldi in banca, a spostare danaro, a fare bonifici; aveva un lavoro fisso, disprezzato da tutti perché se la intendeva per forza di cose con i romani, che occupavano la Palestina; un avvenire sicuro, una cerchia di amici della stessa risma che gli faceva da cortina di fumo per non vedere i problemi, qualche bella cena, qualche buona avventura e guadagno sicuro. Della rispettabilità non gli interessa, tanto per i soldi tutti si creano una maschera e fanno tacere a pagamento se fosse possibile anche la coscienza.
Ma un giorno gli capita al banco, dove sta contando euro a non finire, Gesù. E Gesù punta su di lui lo sguardo, il dito, la sua persona, la sua voce perentoria, tutto il suo fascino e gli dice: Seguimi! È un fascio di luce, un dito puntato, uno stupore, una sorpresa: ti serve qualche donazione per i quattro straccioni che ti seguono dovunque vai? Hai progetti ambiziosi che ti posso finanziare? Ma Gesù non è venuto a chiedere le sue cose, ma la sua stessa vita, l’ardore del suo lavoro, l’intelligenza dei suoi pensieri da applicare al suo Regno non a quello di Mammona. E Levi capisce: proprio me chiami? È me che vuoi? Con tutte le banchieri che ci sono ti rivolgi proprio a me? e alzatosi, messosi dritto davanti a Gesù, davanti alla vita, davanti a un nuovo futuro, nella dignità di tutta la sua umanità, provocata a risorgere da questo invito, lo seguì. Gli è andato dietro, lo ha messo davanti a se come una meta, una forza irresistibile, una luce abbagliante, un calore confortante ed è diventato apostolo, mandato ad annunciare, non più seduto a contare.
Continua ancora la sua vita di relazione, ha ancora i suoi amici, sicuramente deve giustificare loro perché abbandona la sua ricca posizione sociale per correre dietro a un predicatore che non si sa quanto raccomandabile sia; sta di fatto che vuole che Gesù incontri questa sua potente fasciatura, tutto il mondo di pubblicani che lo accerchia.
E Gesù va con grande scandalo dei benpensanti a sradicare certezze e a portare la sua speranza. Gesù non disdegna nessuna delle nostre mense, si fa compagno di tutti, non ha paura, vuole solo la nostra felicità. Li vede spaesati, ma lui li aiuta a alzare lo sguardo al cielo. È venuto per loro, non per stare nelle sacrestie del tempio a morire di fumo di animali bruciati. Questo Gesù passa ancora per banche e agenzie, per fabbriche e uffici, per borse valori e università e punta il dito e dice “seguimi”. Se lo ascolti avrai trovato la strada della felicità.

(Dimensioni nuove) Gennaio 2009 - autore: Domenico Sigalini

4 commenti:

  1. Caro fr. Alberto,
    non sapevo di questa ultima tua iniziativa... ne sono contento: ti auguro buon lavoro e non solo! Un abbraccio.
    fr. Francesco R.

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  2. Grazie di cuore fr. Francesco per l'incoraggiamento.Ti chiedo una preghiera per me e per i giovani in cammino. Il signore ti dia pace. frate Alberto

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  3. Caro fr. Alberto,
    navigando in internet si può trovare di tutto, ed è bello trovare cose interessanti come questo blog.
    Soprattutto questo intervento, che esprime bene molte domande che mi sto facendo in questo periodo. Ne ho pubblicato un pezzo (ovviamente con rimando) sul mio, spero non le dispiaccia.

    Francesca

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  4. cara Francesca,è un piacere incontrarti!
    Grazie per gli apprezzamenti e soprattutto perchè mi confermi che, pur cambiando attorno a noi un sacco di cose in modo rapidissimo e imprevedibile, le domande essenziali, le domande di fondo che riguardano il SENSO e la VERITA'del vivere restano eterne e sempre nuove...alla faccia di ogni visione riduzionista e meccanicista dell'uomo!
    Ti auguro un buon cammino..Pace e letizia!
    fr. Alberto

    p.s.: anch'io sono bresciano di origine

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