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Home discernere

Cos’è il discernimento vocazionale? Ecco una metafora POP

La dinamica della scelta, spiegata facile!

fra Nico Melato di fra Nico Melato
25 Gennaio 2025
in discernere, domande vocazionali
0

Che cos’è questo benedetto “discernimento vocazionale“? Abbiamo provato a spiegarlo in tanti modi… oggi proviamo a farlo con una metafora un po’ POP: forse il discernimento vocazionale è come andare al supermercato. In che senso? Vediamolo insieme!

Hai mai pensato che il discernimento vocazionale sia simile a quando ci rechiamo in un supermercato? Può sembrare un paragone curioso, ma è credo sia un’immagine che ci aiuta a comprendere alcuni aspetti fondamentali del discernimento, in particolare la dinamica della scelta.

Libertà di scegliere: una passeggiata tra gli scaffali

Provate a pensarci: entrare in un supermercato è come entrare in un mondo di possibilità! C’è di tutto e puoi scegliere tutto quello che vuoi. Giri tra gli scaffali, osservi i prodotti, ti lasci incuriosire. Forse confronti le opzioni, leggi le etichette, ti immagini come sarebbe portare a casa quel prodotto, come potresti utilizzarlo.

Da un certo punto di vista anche il discernimento vocazionale inizia così: esplori le possibilità che la vita ti offre, ascolti il tuo cuore, ti poni domande importanti…

  • Quali “scaffali” attirano la mia attenzione?
  • Quali desideri profondi emergono mentre osservo tutto questo?
  • Che cosa mi fa sentire vivo/a, cosa da senso alla mia esistenza?

In questa fase, la libertà ci sembra totale: puoi guardare, immaginare, sognare. Ma la libertà vera non si ferma qui… Pensaci un attimo: al supermercato vedi tante cose belle, ma finché non scegli, finché non compri qualcosa, finché non paghi ciò che devi, resta solo un sogno, un’immaginazione… è solo dopo che finalmente puoi gustare quella cosa!

Il primo rischio allora sta qui: lasciarsi inebriare dall’idea di poter scegliere tutto, di sentirsi “liberi fino in fondo”, e alla fine, non scegliere davvero mai nulla… e quindi restare con le mani vuote…

Qualche assaggio, che affascina e che fa paura, ma che non sazia

Talvolta al supermercato ci sono anche dei banchetti (per lo più provvisori, per alcune promozioni) dove puoi anche assaggiare qualcosa di un determinato prodotto: un caffè in cialde appena arrivato sul mercato, un pezzetto di formaggio stagionato proveniente dalla malga a km 0, ecc…

Anche la vita in questa fase iniziale ci può sembrare così: forse talvolta abbiamo la possibilità di gustare un assaggio, un’anteprima… Facciamo qualche esempio:

  • per chi vuole “assaggiare” la vita matrimoniale: ci sarà il tempo della conoscenza in una nuova relazione, il tempo del fidanzamento, forse per qualcuno anche lo sperimentarsi in mode e forme diverse…
  • per chi vuole “assaggiare” la vita consacrata: ci saranno dei ritiri nei weekend in cui varcare le porte del convento e cominciare a capirci qualcosa, ci saranno i campi vocazionali ad Assisi, ecc…
  • per chi vuole “assaggiare” la vita in missione: magari farà un corso di preparazione alla missione, e forse un’esperienza estiva in Africa, o in America Latina…

Pensa anche ad un altro aspetto: ti è capitato che al supermercato (o per strada) qualcuno ti offrisse un assaggio gratuito e tu rifiutassi per paura che dietro ci sia una fregatura, che poi ti obblighino a comprare?

Lo stesso ci può accadere di fronte ad una proposta di cammino vocazionale (o a qualcuno che ti propone di “conoscerci, di uscire insieme una volta…”): talvolta siamo bloccati dalla paura che qualcuno ci voglia fregare, ci voglia ingabbiare… dalla paura che se facciamo un primo piccolo passetto, poi saremo obbligati a fare anche tutti i successivi…

Di fronte a questo “metterci in gioco” sentiamo allora talvolta paura e ritrosia. Eppure il giocarsi, il sperimentarsi, sono dinamiche vitali, buone, che ci liberano e ci salvano! Ovviamente se fatto con prudenza e intelligenza, mi sembra chiaro…

D’altra parte però, anche qui siamo ancora ben lontani dal “gustare davvero”. Si tratta pur sempre di piccoli e brevi assaggi, che ci possono aiutare ad orientarci, ma sono ben lontani dalla bellezza del “gustare appieno”.

Ecco allora il secondo rischio: scambiare questi “assaggi”, questi piccolo sorsi o morsi, per il tutto; pensare che il massimo della vita stia lì, nello spiluccare qua e là… Ma alla fine gli assaggi chiedono il conto, e non ti resta in mano altro che la carta della caramella che hai scartato…

La decisione: passare alla cassa

Ecco la verità: nel supermercato della vita, non basta passeggiare tra gli scaffali. Puoi sognare quanto vuoi, ma è solo quando scegli qualcosa e passi dalla cassa che puoi portarlo a casa e gustarlo davvero.

Decidere allora in questo senso significa scegliere qualcosa e rinunciare a tutto il resto. Questo fa paura: e se mi pento? E se c’era qualcosa di meglio? Ma la vita vera non si gusta nell’indecisione o nell’attesa di trovare l’opzione perfetta. La vita si gusta quando ti impegni, quando decidi di portare a casa quel pezzo di pane, quel frutto, quel dono che il tuo cuore ti ha indicato.

Pensaci: quando esci dal supermercato con la tua borsa della spesa, normalmente sei contento di quello che hai preso e inizi già a pensare a come utilizzarlo, e non pensi più tanto a tutto il resto che hai lasciato dentro al supermercato, a tutto quello che avresti potuto prendere ma non l’hai fatto… la tua attenzione è su ciò che hai ora!

E allora anche la scelta di una strada per la vita può essere un po’ così: è normale aver paura di scegliere, ma quando poi l’hai fatto, la tua attenzione, la tua gioia, la tua pienezza, sarà in ciò che hai ora fra le mani! Forse qualche volta avrai qualche rimpianto, qualche pensiero al passato, qualche rimorso, qualche nostalgia… forse sì. Ma ciò che abiterà il tuo presente sarà molto più grande e “convincente”, di quanto lo siano le sbiadite memorie di un passato ormai andato.

Di fronte a questa “paura”, c’è un altro aspetto da non dimenticare: il supermercato non rimane aperto per sempre! Prima o poi, arriva il momento in cui l’altoparlante dice “fra dieci minuti si chiude”. Devi scegliere, altrimenti rischi di uscire a mani vuote…

E così nella vita! A volte ci raccontiamo la favoletta che “si è sempre giovani, si fa sempre in tempo…“, ma la realtà è un altra. Rimandare all’infinito può portarti a perdere occasioni preziose, o peggio, a lasciarti con un pugno di mosche in mano.

Ecco allora il terzo rischio: lasciarsi paralizzare dalla paura e non scegliere mai! Non bisogna mai lasciarsi prendere dall’ansia e dalla fretta, certamente, ma dall’altra parte occhio a rimanere sempre in un limbo dolciastro e accomodante, che piano piano ti svuota dentro e non ti lascia più nulla…

C’è da pagare

C’è un altro aspetto interessante da prendere dalla metafora del supermercato. Finché sei dentro, tutto è bello, affascinante e attraente. E quando hai scelto cosa prendere, lo prendi e lo poni nel carretto, ti sembra in qualche modo che sia già tuo, di aver già fatto tutto… prendi un sugo particolare e una pasta speciale, li vedi lì nel tuo carrello, e ti sembra già di aver fatto il soffritto, cucinato tutto e avere il piatto fumante davanti a te e ai tuoi ospiti per la cena di stasera…

Eppure invece arriva il momento di pagare: c’è un pegno, c’è qualcosa da lasciare. E bisogna stare attenti ai prezzi, che non capiti di arrivare in cassa e leggere sul POS “credito insufficiente”! Sai che figura?!?! Direbbe Gesù:

Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro” (Lc 14,28-30)

Ecco, credo che anche nella dinamica della scelta vocazionale ci sia questo aspetto. La scelta ha sempre un prezzo, un pegno da pagare. Non perché la vita sia ingiusta o perché il nostro Dio sia sadico… Ma è semplicemente così, sta nella dinamica delle cose. La vocazione ha sempre a che fare con il “dare”.

Cosa sei disposto/a a pagare, a dare, per avere la pienezza (“la vita eterna” direbbe Gesù)? Perché qui sta il quarto rischio: volere tutto senza dare nulla in cambio. Non esiste una pienezza, un “riempimento”, che non parta prima da uno “svuotamento”…

La gioia di una scelta

Sembra allora chiara una cosa: c’è da scegliere! Non si scappa da lì: di fronte alle possibilità di una vita, c’è una scelta da fare. Una scelta che chiede impegno, tempo, fatica, un prezzo, una rinuncia, ma che porta alla pienezza.

Passa allora attraverso gli scaffali della tua vita, esercita il tuo “discernimento”, con fiducia e senza paura. Come si fa a scegliere? Ci sono tanti strumenti che ti possono aiutare in questo e di molti abbiamo scritto in questo nostro sito (la preghiera, la guida spirituale, il diario personale, l’ascolto profondo di sé, la consapevolezza di ciò che vivi, …). Se hai bisogno di aiuto, scrivimi e ne parliamo insieme (franico@vocazionefrancescana.org).

Ma sappi che quando finalmente scegli, passi dalla cassa e paghi, accade qualcosa di straordinario: inizi a gustare la pienezza della tua decisione! Anche se hai rinunciato a tutto il resto, ciò che hai scelto diventa tuo, ti appartiene e ti nutre. La libertà non è fare tutto, ma amare profondamente ciò che hai scelto. E allora cominci a sperimentare a gioia piena, la gioia della scelta.

Nel discernimento vocazionale, dire sì a una chiamata significa abbracciare una strada che ti darà gioia, senso e bellezza. È vero, ci sono rinunce, c’è un prezzo, ma non c’è paragone con la felicità di vivere ciò per cui sei stato creato.

E allora occhio ai 4 rischi che abbiamo visto:

  1. Lasciarsi inebriare da un “finta libertà” e tenersi sempre aperte tutte le strade
  2. Scambiare il fascino degli “assaggi” per il massimo che si può avere dalla vita
  3. Lasciarsi paralizzare dalla paura e non scegliere mai
  4. Volere tutto senza dare nulla in cambio, senza essere disposti a pagarne il prezzo

Allora non aspettare che tutte le risposte ti siano chiare o che ogni dubbio svanisca: il supermercato della vita prima o poi chiuderà! Coraggio! Prenditi il tempo per ascoltare, esplorare e discernere, ma non avere paura di scegliere e di fidarti di Dio. La vita che ti aspetta non è negli scaffali: è nel tuo sì.

Buon cammino a tutti.

fra Nico – franico@vocazionefrancescana.org

Annunciamo la gioia del Vangelo!

Tags: temi di discernimento
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