venerdì 28 giugno 2013

A servizio diretto del Papa!

 
Con i primi vespri siamo entrati nella solennità dei santi Pietro e Paolo, la festa per eccellenza di Roma e del suo Vescovo, oggi Papa Francesco. È una festa molto molto cara a noi francescani: una occasione per ricordare il legame di affetto e obbedienza che ci lega al Successore di Pietro... fin dalle prime righe della nostra Regola.
La regola e la vita dei frati minori e questa, cioè osservare il santo Vangelo del Signore nostro Gesù Cristo, vivendo in obbedienza, senza nulla di proprio e in castità. Frate Francesco promette obbedienza e ossequio al signor papa Onorio e ai suoi successori canonicamente eletti e alla Chiesa romana. E gli altri frati siano tenuti a obbedire a frate Francesco e ai suoi successori.
[Regola bollata I, 1-3: Fonti Francescane 75-76]
Un modo del tutto particolare di mettere in pratica il nostro servizio al Papa è quello di essere i confessori della Basilica di San Pietro in Vaticano. Infatti da qualche secolo i Frati Minori Conventuali hanno la gioia e la responsabilità di avere una comunità che vive all'interno della Cittadella Vaticana e presta quotidinamente servizio nella Basilica del Papa, accogliendo i pellegrini che desiderano celebrare il Sacramento del Perdono. In termini ufficiali sono i Penitenzieri ordinari della Basilica di San Pietro in Vaticano. In questa bella intervista, riportata qualche anno fa tra le colonne de L'Osservatore Romano, il Guardiano (cioè il superiore) della comunità condivide qualche cosa della storia e del presente impegno della comunità francescana nel ministero di confessori in Vaticano. Sul sito generale dell'Ordine si trova una pagina apposita per questa comunità, che dipende direttamente dal Ministro Generale, successore di san Francesco.

Circa un anno fa moriva uno dei frati penitenzieri: il polacco fr. Mariusz Paczóski. Prima delle esequie, celebrate nella Basilica Vaticana, la sua salma ha ricevuto la visita e la preghiera dello stesso Papa Benedetto XVI, che aveva avuto fr. Mariusz come suo confessore personale fin da quando era soltanto il card. Josef Ratzinger.


In ogni caso, che siamo in Vaticano a due passi dal Papa o in qualsiasi angolo della Terra, l'intercessione dei santi apostoli e martiri Pietro e Paolo – sul cui sangue si fonda la Cattedra del Vescovo di Roma – e del povero e obbediente san Francesco d'Assisi... faccia sì che noi frati siamo «sempre sudditi e soggetti ai piedi della santa Chiesa, stabili nella fede cattolica, osserviamo la povertà e l'umiltà e il santo Vangelo del Signore nostro Gesù Cristo, che abbiamo fermamente promesso» [Regola bollata XII, 4: Fonti Francescane 109].

frate Francesco

mercoledì 26 giugno 2013

«Una mente che ama e un cuore che pensa»: come studiano i frati

I giovani frati studenti di Padova
Tra i passi della formazione del frate, trovano spazio anche gli studi teologici. Soprattutto nel caso in cui il giovane che entra in convento si porti entro anche la vocazione al sacerdozio ministeriale, è tenuto a studiare teologia. Tuttavia sono molti – soprattutto negli ultimi decenni – i giovani frati che studiano teologia, pur non essendo orientati al ministero sacerdotale.
La tradizione teologica francescana ha il suo punto di partenza in un brevissimo testo:
A frate Antonio, mio vescovo, frate Francesco augura salute. Ho piacere che tu insegni la sacra teologia ai frati, purché in questa occupazione, non estingua lo spirito dell'orazione e della devozione, come sta scritto nella Regola.
[Fonti Francescane 251-252]
Il Poverelo di Assisi scrisse a frate Antonio di Padova – dopo l'esplosione della sua fama di predicatore – perché insegnasse teologia ai frati. Da quel momento i frati francescani cominciano ad entrare in contatto con il mondo universitario che proprio in quei decenni stava nacendo e sviluppandosi in Italia e in tutta Europa. Ben presto nasce una scuola teologica francescana, cioè una corrente, un modo di fare teologia: i francescani si caratterizzano nel medioevo per il tentativo di tenere unita la totalità della persona umana. L'uomo – sostengono – è capace di conoscere la realtà e Dio, che ne fa parte... anzi ne è l'Autore! Questa conoscenza non avviene solo attraverso la ragione. La mente, pur essendo un strumento centrale del conoscere umano, è una parte di esso. Anche la volontà e gli affetti hanno un ruolo fondamentale nel conoscere. Forse oggi diremmo: conoscere non  è solo compendere, ma anche fare esperienza.
San Bonaventura
Tra i protagonisti di questo fiorire del pensiero francescano, dopo sant'Antonio di Padova, troviamo: san Bonaventura da Bagnoregio, il beato Giovanni Duns Scoto... fr. Alessandro di Hales, fr. Ruggero Bacone e tanti altri.

Il nostro Ordine oggi ha diversi centri di studio nel mondo. Il principale si trova a Roma: è la Pontificia Facoltà Teologica San Bonaventura, la cui storia ci testimonia come sia tra le prime istituzioni accademiche pontifice.
Proprio in questi giorni, l'attuale Preside della Facoltà, fra' Domenico Paoletti ha presentato alcuni dei prossimi progetti del Seraphicum (altro nome con cui è conosciuta la facoltà romana). Sintetizzando in modo molto efficace il tipico modo francescano di accostare la teologia, e di conoscere Dio e la realtà, fr. Domenico dice:
«... una mente che ama e un cuore che pensa, secondo l'approccio sapienziale, tipico del francescanesimo».
Una gioranta di studio al Seraphicum, Roma.
 frate Francesco

PS: Mentre stavo scrivendo questo post, bussa alla mia porta un confratello anziano, già missionario in Zambia e mi porta un libro. «L'ho appena finito! – mi dice – Leggilo, è bello!». Guardo il titolo: Aprite la mente al vostro cuore, di Papa Francesco / J. M. Bergoglio. Il caso non esiste... ;-)

martedì 25 giugno 2013

San Giuseppe, sposo di Maria, prega per noi!

 
È della settimana scorsa la notizia che san Giuseppe entra in tutte le preghiere eucaristiche romane. Come potete notare al link appena segnalato, il nostro confratello del blog Cantuale Antonianum ne ha dato una accurata spiegazione, sottolineando anche il significato che questo può assumere nel pregare per la famiglia e la sua tutela. Rigraziamo Papa Francesco – e Papa Benedetto XVI che aveva preparato questo provvedimento – per la loro devozione al Santo e per dare nuovo risalto nella preghiera liturgica alla figura paterna di Giuseppe.
Oltre a questo, è senza dubbio una gioia per la nostra famiglia francescana, perché san Giuseppe, lo Sposo di Maria, è Patrono del nostro Ordine dei Frati Minori Conventuali. Se già nel 1399 i frati inserivano nella liturgia dell'Ordine uno speciale ufficio liturgico in suo onore, il nostro Capitolo generale del 1741 chiedeva al Pontefice che questo Santo fosse nominato Patrono dell'Ordine. Papa Benedetto XIV accolse volentieri la richiesta. Così anche oggi le nostre Costituzioni riportano al n. 78 § 3:
I frati... «venerino ed imitino san Giuseppe, Patrono dell'Ordine, mirabile esempio di vita religiosa».
La sua vita accanto a Maria Immacolata e a Gesù è un esempio forte per ogni uomo. Per chi è sposato come per chi è consacrato. In particolare per noi frati è un segno eloquente di come si possa maturare relazioni di paternità e fraternità spirituale, in modo semplice e gratuito. Nello stesso tempo la sua umile e fiduciosa accoglienza del disegno che Dio gli propone lo rende molto vicino a chi vuole essere frate minore.

L'anno scorso due confratelli che insegnano teologia ad Assisi e Roma hanno pubblicato un bel libro, Figli nel Figlio. San Giuseppe nella spiritualità francescana, che fa sintesi del «ricco e articolato rapporto affettivo e di studio» dei francescani con san Giuseppe.

Su sanfrancescopatronoditalia.org trovi qualche altra informazione, sotto forma di domanda/risposta, sul legame tra i francescani conventuali e san Giuseppe.

San Giuseppe, sposo di Maria, prega per i tuoi frati e per le vocazioni!

Con fraterno affetto.
frate Francesco

lunedì 24 giugno 2013

Perché pregare?



LA PREGHIERA RENDE PRESENTI 
GLI ALTRI NEL CUORE 
PROPRIO MENTRE
DIALOGHIAMO
CON DIO

(Luciano Mendes De Almeida)


domenica 23 giugno 2013

Lasciati amare

Pace e bene carissimi 
in ricerca e in ascolto della vocazione che il Signore vuole svelarvi. 
Oggi vi consegno una lettera, che un fraterno  amico, Alberto Griggio ,  volle scrivere a sé stesso (poco più che ventenne), delineando in tal modo alcuni atteggiamenti e scelte imprescindibili per la propria vita. Credo davvero possa essere utile anche a tutti noi!
Alberto, è stato chiamato improvvisamente da Dio il 21 giugno 2003, consegnando la sua vita fra le splendide Dolomiti che tanto amava ( aveva 29 anni) . Venerdì scorso, nel decimo anniversario della sua morte avvenuta per una tragica caduta durante un'escursione...(era un esperto montanaro!), ci siamo ritrovati in tanti nella sua parrocchia di Padova a pregare, a ricordarlo, a piangere, ma anche ad incoraggiarci e a lodare il Signore per avercelo dato. Alberto era un appassionato, Alberto era la festa, Alberto era un innamorato della vita, ..di san Francesco..della sua famiglia..della sua comunità parrocchiale ..dell'AC... Alberto era un innamorato di Gesù. Di ritorno da uno dei primi  campi scuola ad Assisi, la mamma lo ricordava fuori di sè dalla gioia mentre le diceva: "mamma, ho incontrato il Signore, hai capito, ho incontrato il Signore"! Personalmente, nel cuore ho sempre presenti i suoi delicati e premurosi gesti verso i poveri ..
Grazie caro Alberto, dall'Alto continua il tuo canto di lode, e custodiscici nel nostro cammino e nella nostra ricerca.


Caro Alberto, rilassati, e pensa per una volta di alzarti in piedi, sulle tue gambe.
Pensa che tutto ciò che sei, il tuo essere non è fatto solo per te. 
Non avere paura di dare, anche se talvolta non vedi subito un ritorno. 
Ama, pensa sempre al bene, al bello, all'utile.
Fai per il bene,costruisci, migliora, fai il meglio che puoi: canta ( vivi). 
Ciò che spesso luccica, o che brilla 
nasconde spesso insoddisfazione, precarietà; 
cerca quindi ciò che vale di più, che conta davvero, 
non le cose facili
per soddisfazioni immediate. 
E....apri il cuore all'Amore, al positivo. 
apri le braccia, libera ciò che c'è in te. 
Abbi fiducia. La vita ti darà quanto hai bisogno
per vincere e per essere felice e realizzato.
Lasciati amare. Credi all'uomo e al suo cuore. 

Tuo Alberto
Il canalone dove Alberto è salito al cielo



sabato 22 giugno 2013

La vocazione di un giovane frate vietnamita e la cura dei lebbrosi

Cari amici, il Signore vi dia pace. 
Vi presento oggi due bellissimi video realizzati dai nostri frati francescani conventuali in Vietnam (legati alla Provincia francescana di California). Il primo racconta la storia vocazionale di un giovane frate, fr Joseph, nato e cresciuto in un paese poverissimo, dove i cristiani sono stati sottoposti a decenni di crudeli persecuzioni, senza però mai rinunciare alla propria fede. Il secondo, ci mostra il ministero generoso che i frati svolgono fra i lebbrosi . Un provocante richiamo per tutti noi, in questa vecchia Europa, triste e sterile, che pare ormai incapace di slanci d'amore e di abbandono a Dio. Ma..sono certo che lo Spirito del Signore, nonostante tutto, ancora opera e soffia e invita e sollecita..anche qui, in questo nostro mondo apparentemente asfittico e malato..
Lo Spirito ancora ci sorprenderà. 
Vi benedico. frate Alberto

  La Vocazione di fra Joseph

Il ministero della cura e dell'assistenza ai lebbrosi dei frati vietnamiti

 Vedi post: sul Lebbrosario

venerdì 21 giugno 2013

COME... spendere la vita?




Se sai il 
PERCHE' 
troverai 
anche il 
COME...




Pace e bene,
caro amico in ricerca della vocazione del Signore per la tua vita. 

Oggi ti lascio questo semplice slogan; spero ti aiuti a chiederti il PERCHE' profondo che sorregge la tua vita e dunque ad interrogarti su COME la stai spendendo, e quindi a verificare il senso delle tue scelte, delle tue priorità, del tuo  cammino. 
Se forse ti trovi disorientato e scontento e senza una vera meta, ti suggerisco di seguito una stupenda preghiera composta per noi (per il Gruppo S. Damiano) dal Cardinal Martini.
Ti benedico e incoraggio. Al Signore Gesù sempre la nostra Lode.

frate Alberto 


Gesù nostra via,
fa' che camminiamo
per i tuoi sentieri,
per quelli che tu hai previsto
per noi.

Gesù nostra verità,
fa' che ti possiamo conoscere
e avere la certezza della strada
che tu ci proponi.

Gesù nostra vita,
fa' che troviamo in te la pienezza
di ciò che tu ci prepari
in questa vita e per l'eternità.



(cardinal Carlo Maria Martini)





giovedì 20 giugno 2013

IL MONDO È MALATO... per mancanza di fraternità


 "Il mondo è malato... per mancanza di fraternità 
tra gli uomini e tra i popoli". 
(Papa Paolo VI)

Fra Giovanni (ministro provinciale Nord Italia) abbraccia fra Giambattista
Pace e bene a voi tutti,
cari amici in "ricerca" della vocazione del Signore per la vostra vita.

Vi propongo oggi un post "internazionale" ripreso dai confratelli spagnoli con un video preparato dai nostri frati in Polonia sul "DONO DELLA FRATERNITÀ": un aspetto davvero importante per la nostra vita di frati, specifico certo del carisma francescano, ma anche , ne sono convinto, "vera medicina" per il nostro mondo segnato da divisioni e discordie, dall' individualismo sfrenato e da una cinica indifferenza nei riguardi dell'altro. 

Il testo polacco dice qualcosa come: «Ti senti solo e abbandonato? Sei triste o infelice? Non riesci a trovare il tuo posto? Non stare in quella situazione? Vieni con noi..!! Vieni anche tu a far parte della nostra fraternità!».



Al Signore Gesù, gloria e lode!

mercoledì 19 giugno 2013

Papa Francesco e i frati in missione

Papa Francesco con fra Jorge e fra Carlos

Mercoledì 12 giugno 2013, a Piazza san Pietro, Fra Jorge Fernández (Assistente del ministro Generale per i frati del Sud America) e Fra Carlos Trovarelli ( Ministro provinciale della Provincia Rioplatense di Argentina e Uruguay) hanno partecipato all'udienza generale del Santo Padre Francesco.

Come di consueto, alla fine della catechesi, il Papa ha salutato e benedetto i fedeli che si trovavano più vicini. I frati hanno così condiviso un caldo e affettuoso incontro con il Santo Padre, che già bene conoscevano come arcivescovo di Buenos Aires. 

La bella notizia, mi è utile per ricordare come la presenza francescana in Sud America abbia avuto nel '900 un enorme impulso e sviluppo proprio grazie all'azione missionaria di tantissimi frati partiti anche dalla Basilica del Santo di Padova e in qualche modo legandosi  al flusso migratorio di migliaia di Italiani che in  tempi difficili cercavano lontano lavoro e fortuna. Lo stesso fenomeno missionario, in realtà, lo possiamo riscontrare in quegli anni, anche per l'Asia e l'Africa, dove il francescanesimo si è così radicato ed è in forte crescita.


Ma la missione è sempre nel cuore e nel dna di ogni frate francescano, chiamato a percorrere le strade del mondo, annunciando a tutti, con amore e letizia la bella notizia del Vangelo, soprattutto là dove c'è più bisogno di una testimonianza di vita semplice e radicale. E se continua ad essere necessario l'andare lontano fra coloro che non conoscono Cristo, è oggi più che mai urgente una "Nuova Evangelizzazione" anche nelle nostre terre di antica cristianità.., in questa nostra Europa ormai decaduta e stanca, priva di ogni gioia e slanci dell'anima.

Il Signore dunque anche qui ricerca giovani appassionati e ardenti per riportare la sua Parola e la sua Pace, nel cuore ormai desertificato di tante persone; chiede di andare là dove la presenza cristiana è quasi scomparsa e la fede è talvolta osteggiata e derisa; chiede di portare la sua Luce là dove regnano la tristezza, la solitudine e il non senso. 

Una bella sfida  anche per te mio lettore fedele! Qui in Europa c'è bisogno della tua disponibilità per il Portogallo,  la Francia e il Belgio, l'Olanda, la Germania...ma come per tutte le nazioni del Nord. C'è bisogno di te anche in questa nostra Italia strapazzata e ferita.. 

Solo Gesù 
è la Via, la Verità e la Vita!! 

Vorrai renderti disponibile 
a questo annuncio??!!!




Al Signore sempre la nostra lode. 
Frate Alberto




martedì 18 giugno 2013

Anche a San Pietroburgo festa grande per Antonio di Padova



La chiesa di S. Antonio a S. Pietroburgo in Russia


Grande festa quest'anno tra i miei confratelli i Frati  Francescani Conventuali di San Pietroburgo; una giovane e vivace comunità religiosa che costituisce in Russia un autentico avamposto francescano e una testimonianza stupenda della vocazione e del carisma del Poverello di Assisi . 
Per la loro chiesa è arrivato infatti da Padova il nuovo altare per quello che - si spera - possa diventare presto santuario diocesano di sant'Antonio. L'altare in marmo, donato ai frati, è un'opera pregiata, copia di un sarcofago medievale, ed è stata utilizzata come vero e proprio reliquiario per accogliere il corpo di sant'Antonio durante i restauri della cappella della sua tomba nella Basilica di Padova, tre anni or sono. Non senza grandi fatiche "burocratiche" e doganali si è finalmente riusciti a far giungere a destinazione questa "arca" marmorea, arrivata nella sua collocazione definitiva giusto in tempo per la festa del titolare della chiesa. L'altare, già sistemato, verrà solennemente dedicato dall'Arcivescovo della Madre di Dio di Mosca l'8 settembre prossimo.

Vi allego qualche foto e un video spedito dagli esultanti confratelli russi (non chiedetemi la traduzione,
guardatevi solo le immagini!). Mostra la bella e semplice festa del 13 giugno, gioiosamente celebrato dai pochi ma ferventi cattolici del luogo, in un clima di genuina comunione. La chiesetta del convento antoniano, ancora tutta bianca, sta attendendo di essere affrescata da un frate-iconografo. Diverrà, speriamo, un gioiellino di arte francescana del nuovo millennio.


 Link: Cantualeantonianum

giovedì 13 giugno 2013

Come arcobaleno splendente...


     «Come arcobaleno splendente fra nubi di gloria». L'arcobaleno è originato dalla riflessione dei raggi del sole contro una nube carica d'acqua. La nube carica d'acqua è figura del giusto, sempre pieno di compassione e di compianto verso il prossimo. Egli, ricevendo su di sé i raggi del vero Sole, riversa da se stesso verso gli altri, come da una nuvola, la pioggia della dottrina. Nell'arcobaleno ci sono due colori: il rosso fuoco e l'azzurro (celeste). Il rosso fuoco è il simbolo dell'amore verso Dio, l'azzurro della compassione verso il prossimo. Quest'arcobaleno «risplende tra nubi di gloria». Il giusto di fronte agli uomini appare nebbioso, cioè disprezzato; dice infatti l'Apocalisse: Il sole divenne nero come un sacco di crine (cf. Ap 6,12); ma al cospetto di Dio rifulge di gloria.
Dai Sermoni di sant'Antonio di Padova, Domenica XII dopo Pentecoste, n. 6.

In queste parole – tratte da uno dei Sermoni del nostro Santo – sembra quasi di rivedere proprio lui. Antonio si diffonde nella descrizione delle virtù del giusto, commentando un passo del libro del Siracide (50, 1.6-8). Guarda caso... sono quasi gli stessi versetti che la liturgia francescana sceglie come prima lettura (Sir 50, 1.3-7) della solennità di san Francesco d'Assisi.
Antonio e Francesco camminano innanzi a noi sulle orme di Gesù: davvero illuminano e rendono gioioso il nostro cammino di fede come l'arcobaleno dopo il temporale. In modo vario e complementare fanno incontrare la luce del Sole (l'amore e la Parola di Dio) e la trasparenza dell'acqua (la loro umanità, originale e unica, ma pura e riconciliata), dando vita ad una festa di colori. Quanta gioia questi due santi portano nel cuore di tanti cristiani!
Francesco ascolta il Vangelo e in esso sente Cristo che gli parla qui e ora. E quando Lui parla, Francesco semplicemente fa! La Parola di Dio è credibile e fattibile. Per questo la sua e notra Regola è semplicemente: vivere il santo Vangelo.
Antonio, seguendo questa radicalità di vita, chiama tanti altri a fare lo stesso con la sua parola e il suo ministero di sacerdote, senza disgiungere mai la carità del pane da quella del confessionale.

Anche il mondo di oggi ha un grande bisogno di vedere e seguire il Vangelo vivo e vissuto di questi santi. In questa giornata di festa prendiamoci allora un momento per affidare a Dio, per intercessione di sant'Antonio di Padova, la vocazione di noi frati (perché siamo fedeli e santi) e di voi giovani (perché abbiate coraggio e forza di ascoltare, seguire e fare la Parola che vi chiama).
Allora... imitando goffamente lo stile delle belle preghiere con cui sant'Antonio conclude ogni suo Sermone, preghiamo:

Ti preghiamo, santo fratello nostro Antonio,
di chiedere all'Altissimo che l'acqua della nostra umanità
sia pura come la pioggia che cade dal cielo,
e accolga nella fede la luce di Dio come sole della nostra esistenza:
la nostra vita sulla terra – come la tua – possa irradiare la gioia
dei colori nuovi del cielo e fare pregustare a tutti
la festa che ci attende per l'eternità.
Ce lo conceda Gesù Cristo, tuo e nostro Signore,
che ti ha esaltato tra i santi al cospetto di Dio.
A lui lode e gloria nei secoli dei secoli.
Amen.

Arcobaleno sulla Basilica del Santo - Padova

mercoledì 12 giugno 2013

Antonio: il Santo che il mondo ama

Giovedì 13 giugno 2013

SANT’ANTONIO DI PADOVA
(Sant’Antonio da Lisbona e di Padova)




O lingua benedetta , 
che hai sempre benedetto il Signore e lo hai fatto benedire dagli altri, 
ora appare a tutti quanto grande è stato il tuo merito presso Dio” 

Così s’espresse il ministro generale dell’Ordine francescano, fra Bonaventura da Bagnoregio, l’8 aprile del 1263, di fronte alla sorpresa di trovare - nella ricognizione del corpo di S. Antonio, 32 anni dopo la sua morte - la sua lingua incorrotta. Sono passati 750 anni da quel giorno e lo stupore continua.

Cosa ha voluto dire il Signore quel giorno e cosa vuole dire a noi oggi, attraverso questo ‘segno’? Tra le risposte possibili: che sant'Antonio con la sua lingua fu annunciatore coraggioso del Vangelo e forte difensori dei poveri. Per questo continuiamo a invocarlo come amico, fratello, custode e difensore. Come una persona cara che ci porta a Gesù.

Buona festa! 
I frati della comunità francescana della Basilica di Sant'Antonio di Padova

Caro S. Antonio...ti scrivo...

lunedì 10 giugno 2013

Vuoi imparare ad amare?


Vuoi tu imparare ad amare? Ad amare Dio, ad amare i fratelli per Lui? Non attendere un istante, non pensare troppo, non fermarti a desiderare di amare, ma ama subito nel momento presente. Ed amare significa fare subito, ora, adesso, in questo minuto, la volontà di Dio, non la tua... E' il presente che conta, il momento che fugge, che per me, per te, per noi, deve essere colto al volo e vissuto bene, fino in fondo, facendo in quello ciò che Dio vuole da noi; studiare, camminare, dormire, mangiare, soffrire, godere, giocare...
(Chiara Lubich)

sabato 8 giugno 2013

La consacrazione al "Cuore Immacolato di Maria"


San Massimiliano Kolbe, francescano conventuale, 
e la consacrazione al Cuore Immacolato di Maria


Si celebra oggi in tutta la chiesa la festa del "Cuore Immacolato della Vergine Maria".  In questa bella ricorrenza credo sia particolarmente significativo seguire l'esempio di San Massimiliano, "santo per il nostro difficile tempo" come lo definì Giovanni Paolo II, nell'amore e nel consacrarsi alla Vergine. 
P. Kolbe, il martire di Auschwitz, frate francescano minore conventuale (la mia famiglia religiosa) è infatti il più grande cantore della Vergine Immacolata, patrona e regina dell'Ordine Francescano. Per lei ha lavorato, in suo onore si è speso non solo nell'ultimo momento della vita, ma lungo tutta la sua esistenza. Si definiva il "cavaliere dell'Immacolata", e alla Vergine e al suo Cuore Immacolato volle affidare  tutta la sua intensissima e straordinaria attività di diffusione del Vangelo, attuata con ogni mezzo, all'interno della cultura e della società del tempo. 
Nei confronti dell' Immacolata,  p. Kolbe propugna la Consacrazione: un atto di totale affidamento alle sue mani, per essere come lei e per lei strumento nelle mani di Dio; per accogliere ancora da Lei quell'invito tenero e materno - "fate quello che egli vi dirà"- che ci mette in cammino e ci sostiene nella nostra ricerca vocazionale.  

SOLENNE CONSACRAZIONE ALL'IMMACOLATA 
(composta da S. Massimiliano Kolbe)
,O Immacolata,
Regina del cielo e della terra, Rifugio dei peccatori e Madre nostra amorosissima, Cui Dio volle affidare l'intera economia della misericordia, io, indegno peccatore, mi prostro ai tuoi piedi, supplicandoTi umilmente di volermi accettare tutto e completamente come cosa e proprietà Tua, e di fare ciò che Ti piace di me e di tutte le facoltà della mia anima e del mio corpo, di tutta la mia vita, morte ed eternità.
Disponi pure, se vuoi, di tutto me stesso, senza alcuna riserva, per compiere ciò che è stato detto di Te: "Ella ti schiaccerà il capo" (Gn 3,15), come pure: "Tu sola hai distrutto tutte le eresie sul mondo intero" (Lit.), affinché nelle Tue mani immacolate e misericordiosissime io divenga uno strumento utile per innestare e incrementare il più fortemente possibile la Tua gloria in tante anime smarrite e indifferenti e per estendere in tal modo, quanto più è possibile, il benedetto regno del SS. Cuore di Gesù. Dove Tu entri, infatti, ottieni la grazia della conversione e santificazione, poichè ogni grazia scorre, attraverso le Tue mani, dal Cuore dolcissimo di Gesù fino a noi.
V. Concedimi di lodarTi , o Vergine santissima.
R. Dammi forza contro i Tuoi nemici.




ATTO DI CONSACRAZIONE (quotidiano)
Vergine Immacolata, 
Madre mia, Maria,
io rinnovo a Te
oggi e per sempre,
la consacrazione
di tutto me stesso
perché tu disponga di me
per il bene delle anime.
Solo Ti chiedo,
o mia Regina
e Madre della Chiesa,
di cooperare fedelmente
alla Tua missione
per l'avvento del Regno di Gesù nel mondo.
Ti offro, pertanto,
o Cuore Immacolato di Maria, le preghiere, le azioni e i sacrifici di questo giorno.





venerdì 7 giugno 2013

Sto con la mia ragazza...o divento prete ?

Cari amici in "ricerca" della vocazione del Signore per la vostra vita, il Signore vi dia Pace. Fra i temi su cui ricevo tantissime richieste di chiarimento, vi è senz'altro l'aspetto affettivo e relazionale. La vita di ognuno di noi infatti si gioca quasi prevalentemente su queste dimensioni, e direi, ancor più la vita di un frate e di un prete. Vi riporto al riguardo la corrispondenza intercorsa con Ferdinando.
Vi benedico. al Signore Gesù sempre la nostra lode. Frate Alberto


DOMANDA DI FERDINANDO
Caro frate Alberto, grazie per il suo blog.
io sto con una ragazza da due anni, ma sono perennemente combattuto. Nel mio cuore c'è fin da adolescente un sogno nascosto: diventare prete! Ma..ho paura e poi amo la mia ragazza. Sono però a volte molto confuso e inquieto... e anche mi chiedo...se non realizzerò la volontà di Dio..che ne sarà di me? Ferdinando


RISPOSTA DI FRA ALBERTO
Caro Ferdinando, grazie per la fiducia e per avermi scritto di te.
credo che una cosa molto buona e utile per te e per entrambi, sia che iniziate a parlarne con reciproca fiducia e rispetto. Inoltre sarebbe davvero importante parlarne personalmente con qualche santo sacerdote o frate che ti accompagni in un cammino serio e sincero di discernimento vocazionale..Questo dilemma interiore, va infatti affrontato. Non puoi continuare a fare finta che non esista.... anche perchè un atteggiamento "da fuga", alla fine si ritorcerebbe contro di te e anche contro la tua ragazza che ha diritto invece ad incontrarti nella verità e a conoscere davvero chi sei e cosa vuoi e dove vuoi andare.. Non temere dunque di operare un discernimento; è per il tuo bene ed è anche il vero bene della persona che ami..
Se vuoi un riferimento francescano nella tua regione, scrivimi e saprò indirizzarti da qualche bravo frate che vi possa ascoltare e darvi una mano. 
ti benedico. frate Alberto

giovedì 6 giugno 2013

"6 FASI" del cammino vocazionale

Cari amici "in ricerca", il Signore vi dia pace.

Ricevo molte lettere in cui mi si chiede di chiarire, definire meglio "le fasi" , o "i passaggi" di un cammino vocazionale: "Anche oggi mentre stavo studiando, mentre aspettavo questo amico, mentre stavo andando ad una festa si è ripresentato lo stesso pensiero. In fondo: «Che senso ha la mia vita? E, il Signore, che cosa vuole da me?». Non che tutto questo mi dia fastidio, ma il “toc-toc” alla porta del mio cuore si fa più frequente. Desiderio di dare un senso più profondo a ciò che vivo...Che fare? Come muovermi?  Come capire?".
Vi segnalo di seguito un bel itinerario (in 6 momenti) con il quale confrontarvi e provare a collocarvi e riconoscervi nel vostro discernimento. 
Vi benedico. Al Signore Gesù sempre la nostra Lode.

frate Alberto 
Pellegrini su "il cammino di S. Antonio"
1) PRURITO
Ad un certo punto, nella vita quotidiana di un giovane, tra le mille tonalità delle proprie azioni si fa breccia un pensiero, come la bellezza di un nuovo giorno. Forse ci si pongono quelle considerazioni esistenziali del tipo: «Che senso ha la mia vita? Perché sono nato proprio in questo paese? E poi, che cosa c’è dopo questa vita? Ed io a che cosa sono chiamato? E se ci fosse un altro cammino per me?». Sono pensieri che vanno e vengono, ma ci fanno scoprire nuovi orizzonti e ci incuriosiscono nella ricerca, con colori tenui ed intermittenti.
Sentimento: Normalmente, il sentimento che ci lasciano questi pensieri è la pace del cuore. Forse come quella che in una notte d’estate proviamo al contemplare le stelle del firmamento. Serenità e desiderio di ricerca ulteriore.
Consiglio: Non c’è molto da dire. Nella vita di tutti i giovani ci sono momenti più sensibili, di particolare brillantezza. Certamente se questo pensiero viene dal Signore prenderà più forza e consistenza. Se invece è più passeggero... Passerà come le nuvole nel cielo durante una giornata di vento.

2) INTUIZIONE CRESCENTE
Anche oggi mentre stavo studiando, mentre aspettavo questo amico, mentre stavo andando ad una festa si è ripresentato lo stesso pensiero. In fondo: «Che senso ha la mia vita? E, il Signore, che cosa vuole da me?». Non che tutto questo mi dia fastidio ma il “toc-toc” alla porta del mio cuore si fa più frequente. Desiderio di dare un senso più profondo a ciò che faccio e a ciò che vivo. Desiderio di dare peso alle mie azioni e non voler buttare via troppo tempo. Insomma, un dinamismo nuovo percorre le vene della mia gioventù. Interessi, incontri, ricerche, emozioni. Tutto scorre più veloce.
Sentimento: Molto spesso mi accompagna un certo senso di insoddisfazione e di vuoto: «Vale la pena fare ciò che sto facendo? Mi sembra di perdere troppo tempo e troppe occasioni. Mi sembra di non essere al posto giusto. E gli altri, che cosa posso fare per loro?». Subentra un’ inquietudine sul senso da dare alla propria vita. Molta curiosità e voglia di fare.
Consiglio: Se questa sensazione continua intensifica la preghiera. Se viene da Dio tornerà la pace. Vivi con più costanza la tua vita sacramentale. Cerca ogni giorno uno spazio di intimità con il Signore e di contemplazione. Molti cammini vocazionali hanno incontrato in Maria una grande compagna ed amica di viaggio. È il caso di aprire un capitolo speciale con il tuo padre spirituale, il confronto porta sempre chiarezza. Se questa fiammella non si spegne si manifesterà sempre di più ed illuminerà maggiormente te e chi ti sta attorno.

3) LA NEBBIA 
È il momento in cui il ragazzo o la ragazza si sente smarrito. Non capisce più nulla. Come se improvvisamente si perdessero i punti di riferimento. Un sentimento di stizza verso il giorno in cui è cominciato tutto. Quasi si prova invidia verso i propri coetanei che «sono “normali” e non si fanno tante paranoie come invece succede a me». È una fase sofferta che posso riempire di rumori, di mille cose da fare, mille esperienze da vivere... Mille sotterfugi e corse lontano.
Ma poi, quando la musica dello stereo si spegne, quando rientro nella stanza del mio cuore... Sento ancora bussare alla porta. È a questo punto che molti si fermano. Rinunciano al dono di fare chiarezza, di sentirsi “liberi dentro”. C’è un errore di fondo in questo atteggiamento: pensare che tanto ho ancora molto tempo di fronte a me. «Non c’è poi così fretta. “Non muore nessuno”. Posso anche, per il momento, prendermi una vacanza, lasciare momentaneamente questo cammino. Oltretutto, Dio è eterno!».
Sentimento: Nasce dentro di noi un duplice atteggiamento: da una parte quello di lasciare perdere tutto; dall’altro quello di voler ritrovare quella pace e quella serenità che all’inizio mi dava così tanto ottimismo e voglia di cercare. Sentimento di non trovare il Signore o se prego di sentire con più forza la realtà di un progetto che mi fa tanta paura.
Consiglio: Non disperare, non chiedere sconti a Dio. Non pretendere che i suoi cammini scivolino in accomodamenti personali o scorciatoie. Il Signore è il primo interessato affinché la vita di ciascuno di noi sia nella pace e trovi il senso più giusto. La nebbia, prima o poi, svanirà. Può essere maturato il tempo per fare un “corso di discernimento vocazionale”. Non basta più un ritiro o un fine settimana di preghiera. Non aver paura di aprire la porta del cuore e abbi il coraggio di vedere dentro. Abbiamo bisogno di chiedere il dono della fede e di “fidarci” di Lui. È vero, la mia “possibile” chiamata rimane sfuocata, ma sono già in possesso di più indizi di quanto non creda.

4) TORNA A SPLENDERE IL SOLE
Nella sofferenza c’è anche una purificazione interiore che fa maturare il mio cuore e la mia vita. Un raggio di sole riscalda le mie certezze e brilla più forte lo splendore della Sua luce dandomi un respiro più sereno. Con la chiarezza la volontà di Dio mi può indicare due cammini possibili, due strade precise: o ritornare alla via del matrimonio; o percepire, effettivamente, che ciò che ho sentito viene da Lui che mi chiama, chiedendo la mia vita.
Sentimento: In questo momento il giovane si sente ancora un po’ a disagio. Nasce un senso di timore, di ribellione. Continua a dire di “non vedere”. Spesso si usano queste parole quasi come un senso di autodifesa: «Non sento niente!». Questo atteggiamento invade la nostra anima perché si considerano soltanto alcuni aspetti di questa realtà vocazionale, quelli negativi: “Devo” lasciare i miei progetti, le mie cose, i miei studi, la ragazza, gli amici... Vorrei non vedere più nulla, mentre invece ci vedo benissimo!
Consiglio: L’aprire i propri orizzonti è sempre un aiuto valido. Se ci si fissa soltanto su ciò che si lascia, come conseguenza della risposta a Cristo, non si va più avanti. Allargare gli orizzonti significa relazionare la propria vita a Dio, mettersi nelle sue coordinate, aperti al mondo, agli altri ed alla eternità. Avere una grande fiducia nel Signore e non stancarsi di pregare. Occhio al razionalismo che ci impedisce di avere fede in Colui che chiama. La fede non è cieca e non è neppure “irrazionale”.

5) LA CRISI
È un momento di per sé positivo. È il momento delle scelte radicali. Un momento che appartiene a Dio e a te. Nella preghiera si ricevono tante luci e tante grazie, e si dondola tra una intimità con il Signore e una apatia personale che non si sopporta più. Il problema potrebbe essere disposto in questi termini: «Dio mi chiama, ed io che cosa voglio rispondere?». Non si tratta di sapere che cosa devo fare, lo so molto bene. Si tratta di decidere se lo voglio vivere! Entra in campo, a questo punto, la mia generosità.
Sentimento: La tranquillità deriva da una forte grazia del Signore. Tu e Dio soltanto. Il disagio nasce proprio dal dilemma: apertura o chiusura? Si sente il bisogno di pace, ma non la si ottiene rimandando il problema nel tempo, rinunciando ad una determinazione.
Consiglio: Qui il direttore spirituale ci può soltanto accompagnare da lontano, aspettare e pregare per noi. Conviene chiedere più fiducia, più speranza ed amore cioè, i doni più forti che il Signore, attraverso lo Spirito Santo, ci può dare. Mi aiuta contemplare l’atteggiamento di Gesù Cristo nel compiere per amore la volontà del Padre, come nella scena della preghiera nell'Orto degli Ulivi. Consiglierei molta preghiera e l’ascolto silenzioso di fronte al Tabernacolo, chiedendo il dono di fare una esperienza forte del Signore. Qui ritornano le parole dette all’inizio di queste riflessioni: “Nessuno ama chi non conosce e nessuno segue chi non ama”.

6) ACCETTAZIONE - RIFIUTO
Dio lascia l’uomo libero. Siamo al capolinea: si risponde solamente per amore. Il giovane non può più dire “Non vedo bene”, semmai può ripetere sottovoce «Non voglio!».
Alle volte sento nel cuore dei ragazzi questa inquietudine: «Ma allora, se non seguo il Signore, mi condannerò?». A me viene in mente il finale tragico dell’incontro del giovane ricco con Gesù. Il vangelo non ci dice che questo giovane si condannò, ci dice soltanto che i suoi passi, allontanandosi, si appesantirono sempre più nella tristezza. Rimane per sempre un “vuoto” che nessun altro potrà colmare. Chiamati per amore a per amare, Dio fissa per noi un senso e una missione, fonte di pace e di felicità.

Se ci si lascia guidare dalla sua Grazia e si mollano gli ormeggi, la gioia della partenza riempie completamente i nostri cuori.




Link utili:

mercoledì 5 giugno 2013

Esercizi spirituali vocazionali - Estate 2013 - Giovani ad Assisi

PACE e BENE
a te caro giovane "in ricerca" della vocazione del Signore per la tua vita. Ti segnalo un' opportunità da vivere questa estate 2013 in Assisi e proposta dai miei Frati Francescani  della Basilica di S. Francesco . Si tratta degli:



ESERCIZI SPIRITUALI VOCAZIONALI 
(da Lunedì 29 Luglio 
a Sabato 3 Agosto)

Gli Esercizi Sp. sono rivolti a quei giovani (ragazzi 17-30 anni) che desiderano mettersi umilmente in ASCOLTO del Signore..

Ci guiderà nel cammino il  bravissimo frate Giancarlo Paris (responsabile dei postulanti francescani di Brescia) e soprattutto la testimonianza viva di San Francesco che potremo davvero "toccare" con mano. Avremo infatti la grazia di vivere questi giorni accanto alla sua TOMBA e in un luogo davvero unico al mondo, autentico "CUORE" dell'Ordine Francescano.  

Le giornate saranno caratterizzate da forti momenti spirituali, dalla preghiera personale e comunitaria, da ampi spazi di silenzio e quiete, da momenti di condivisione fraterna e letizia francescana. Ciascuno avrà così la possibilità (finalmente lontani dal frastuono di ogni giorno che tutti stordisce) di aprirsi al Signore che ci vuole parlare e vuole incontrarci.
Vi benedico. Al Signore Gesù la nostra Lode. Frate Alberto

Se sei interessato, scrivimi : fra.alberto@davide.it ; cell . 3804199437
Vedi il programma delle giornate al sito della Basilica di san Francesco

S, Francesco e il cardellino

martedì 4 giugno 2013

Sr Silvia, monaca Clarissa

Camposampiero (Pd). Sr Silvia, preceduta dal P. Provinciale.
si dirige alla Chiesa del Noce per il rito della Professione
Sabato 4 maggio 2013 nella Chiesa del Noce dei Santuari Antoniani di Camposampiero (Pd) sr. Silvia della Santissima Trinità ha emesso la professione semplice nel Secondo Ordine Francescano, tra le consorelle monache Clarisse del Monastero del Noce. 
La professione è stata accolta dall'Abbadessa del Monastero, sr. Monica Bano.
La piccola e antica chiesetta - gremitissima di amici e parenti - ha ospitato il rito presieduto dal Ministro Provinciale della Provincia Italiana di S. Antonio di Padova, fr. Giovanni Voltan. Numerosi i frati presenti e i concelebranti. (vedi le fotografie)
Sr. Silvia termina così il tempo del noviziato e si appresta ad approfondire il proprio discernimento in cammino verso la professione solenne. 

L'ingresso di Sr Silvia in monastero risale a circa un paio di anni fa; un gesto che lasciò stupiti e colse impreparati non solo i suoi famigliari, ma anche i molti amici e i colleghi di lavoro, che la vedevano ormai lanciatissima come manager in una nota azienda vitivinicola. Ascoltando recentemente una sua testimonianza ad un gruppo di giovani, ricordo la sua serenità e la gioia di una scelta così forte e radicale che così giustificava: " quando ho intuito in me che il Signore Gesù mi chiamava, non ho potuto non accogliere subito un Amore che sentivo mi travolgeva; da quel momento il Monastero e la vita di clausura come suora Clarissa mi sono parsi parsi l'unica risposta veramente libera e totale che potevo dare...e dunque..eccomi qua!". 

Mi piace anche ricordare come sr. Silvia abbia camminato con un bel gruppetto di altre giovani donne, che in questi ultimi anni sono entrate in monastero e si stanno anch'esse preparando alla medesima scelta definitiva. Mentre dunque da più parti si parla di crisi vocazionale, pare proprio che la vita di clausura e il carisma di S. Chiara (eppure così esigente e forte) non ne risentano granchè. Al riguardo, Sr Monica, la Madre Badessa, riporta come molte siano le giovani che spesso chiedono un confronto, un dialogo, o che desiderano passare alcuni giorni in monastero per vivere alcuni spazi di preghiera, di silenzio e quiete e discernimento...
Se qualcuna fosse interessata a conoscere meglio la vita della Clarisse, indico sotto i loro riferimenti e contatti 

Concludo, invitando tutti a lodare il Signore per la bella testimonianza di Sr Sivia: un incoraggiamento per ciascuno ad alzare gli occhi al cielo e a non temere nel donare la nostra vita al Signore Gesù, là dove Lui ci chiama.
Vi benedico. frate Alberto

Sr Silvia con la mamma
Foto di gruppo al termine della celebrazione

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