giovedì 28 giugno 2012

Romania, terra francescana

Pace e bene
a tutti voi cari giovani in ricerca vocazionale. Sono reduce da un viaggio "missionario" in Romania tra i nostri frati. Poichè si parla molto di questi tempi di crisi di vocazioni, di scarsità di candidati alla vita religiosa almeno nel nostro mondo occidentale, è stato invece molto bello poter incontrare una  realtà francescana davvero  fiorente e giovane ( più di 300 frati con età media di 32 anni!!). Se poi pensiamo che la Romania è un paese a stragrande maggioranza ortodossa e che  la Chiesa Cattolica fino a pochi decenni fa era perseguitata dal regime comunista; questa autentica "fioritura vocazionale" ha dello strabiliante. In realtà, essa trae origine proprio dalla fede tenace di un popolo, che mai venne meno, e dalla testimonianza coraggiosa di tantissimi frati, che pagarono per questo con la persecuzione e il carcere duro. Avevo già parlato al riguardo,  in un precedente post, della stupenda figura di un nostro frate, P. Martin Benedict, un  medico-un santo, che subì innumerevoli vessazioni da parte del regime totalitario che ne causò anche la morte tragica (1986). Ma in questi giorni ho potuto ascoltare molti altri racconti e storie che parlano di persecuzioni e prove, violenze e soprusi di ogni genere nei confronti della popolazione cattolica e in particolare dei frati francescani. Com'è vero l'antico detto che " il sangue dei martiri è seme di nuovi cristiani" (Tertulliano)!!

Visitando poi i conventi e le opere di questa realtà francescana tanto giovane (alla sera tutti i frati li vedevo scatenarsi in accanite partite di calcio!!) mi ha colpito in modo particolare "Il centro sociale S. Antonio" nella città di Roman. Qui i nostri frati stanno portando avanti un progetto bellissimo di aiuto e sostegno a ragazzi poverissimi di etnia Rom. A loro offrono la possibilità di una educazione, di imparare a leggere e scrivere, di apprendere la cura di sè in atteggiamenti per niente scontati come:  l'ordine, la pulizia, ma anche il gioco, la musica, il rispetto, le regole, la gratuità...
Mi ha molto colpito anche che, proprio accanto a questa realtà tanto povera e provocante, abbiano collocato il Postulato, chiedendo dunque ai giovani candidati alla vita francescana, di mettersi da subito , fin dall'inizio del loro cammino di discernimento vocazionale, accanto ai più poveri come indicato dalla stesso San Francesco. Sono tornato da quella terra bellissima con molta gioia e speranza, avendo potuto toccare con mano come il Signore sempre accompagni i suoi fedeli...e i suoi frati!
Ai giovani in ricerca non posso che lanciare un invito: "Vuoi verificare la tua vocazione??". "Fai un'esperienza di servizio e vicinanza accanto ai poveri!  Se apri gli occhi e cerchi, scoprirai che proprio accanto a te, nella tua stessa città o paese, vi sono tante realtà e situazioni che chiedono anche solo una tua piccola presenza, un sorriso, un gesto gratuito da parte tua. Apri il tuo cuore: ciò che riceverai sarà molto di più!"
Vi benedico. frate Alberto
San Francesco e il lebbroso
Vita di san Francesco di Assisi detta «Perugina » (XIV secolo)
Fin dall'inizio della sua conversione, il beato Francesco, come un uomo saggio, voleva, con l'aiuto del Signore, stabilire saldamente insieme la sua casa e lui stesso, cioè il suo Ordine dei Frati minori, su una roccia solida, ossia sulla grandissima umiltà e la grandissima povertà del Figlio di Dio. Fondati su una grandissima umiltà: per questo fin dall'inizio, quando il numero dei fratelli ha cominciato a crescere,prescrisse loro di rimanere negli ospizi per servire i lebbrosi. In quel momento, quando i postulanti si presentavano, sia che fossero nobili che plebei, erano avvertiti che avrebbero dovuto servire i lebbrosi e abitare nei loro ospizi. Fondati su una grandissima umiltà: egli scrisse infatti nella sua regola che i fratelli devono abitare le loro case “come ospiti e pellegrini, e non desiderare nulla sotto il cielo”, se non la santa povertà grazie alla quale il Signore li nutrirà in questo mondo di alimenti per il corpo e di virtù, il che varrà loro nell'altra vita come eredità, cioè il cielo. Anche per se stesso, Francesco scelse questo fondamento di un'umiltà perfetta e di una povertà perfetta; pur essendo stato un grande personaggio nella Chiesa di Dio, ha scelto liberamente di occupare l'ultimo posto, non soltanto nella Chiesa, ma anche tra i suoi fratelli.

domenica 24 giugno 2012

San Giovanni Battista, san Francesco e la vocazione

Giovanni Battista - Romania, monastero di Putna
Giovanni Battista
è il santo più raffigurato nell’arte di tutti i secoli; non c’è si può dire, pala d’altare o quadro di gruppo di santi, da soli o intorno al trono della Vergine Maria, che non sia presente questo santo, rivestito di solito con una pelle d’animale e con in mano un bastone terminante a forma di croce.
Senza contare le tante opere pittoriche dei più grandi artisti come Raffaello, Leonardo, ecc. che lo raffigurano bambino, che gioca con il piccolo Gesù, sempre rivestito con la pelle ovina e chiamato affettuosamente “San Giovannino”.
Ciò testimonia il grande interesse, che in tutte le epoche ha suscitato questo austero profeta, così in alto nella stessa considerazione di Cristo, da essere da lui definito “Il più grande tra i nati da donna”. 

S. Giovanni Battista, la Vergine e san Francesco
Pietro Lorenzetti - Basilica di san Francesco in Assisi
San Giovanni Battista accanto a san Francesco 
lo troviamo in moltissime raffigurazioni sacre . Questo può dirci che :
= Come il Battista è colui che indica Cristo, così Francesco!
= Come il Santo Battezzatore ha predicato la penitenza, vivendo in povertà nel deserto, così ha fatto Francesco, araldo della penitenza e sposo di Madonna povertà, vestito di ruvidi abiti come Giovanni vestiva di "peli di cammello".
= Come Giovanni dice di sè che egli deve diminuire perché possa crescere il Messia, così Francesco è il frate "minore", fondatore della schiera dei fratelli piccoli, che prendono l'ultimo posto.
Sono davvero tante le coincidenze fra i due Santi, e l'arte ci aiuta, con un colpo d'occhio, a coglierle e ricordarle. (vedi anche in  "cantualeantonianum")


Se dunque caro amico, caro giovane
forse hai pensato qualche volta all'idea di diventare frate francescano, medita su questre tre semplici indicazioni che la festa di oggi - S. Giovanni Battista - ci propone:
= il frate francescano è colui che con l'intera sua vita indica e porta a Cristo!
= il frate francescano è colui che fa una scelta radicale di povertà e di esproprazione: da se stesso, dalle cose, dai propri progetti e affetti e volontà. L'unico bene infatti è Cristo e nulla più!
= il frate francescano è un "piccolino", umile servitore, uomo povero e mite: in Cristo, infatti, egli vuole dirsi ed essere fratello di tutti!
Il Signore ti benedica e ti custodisca, rivolga su di te il suo sguardo e ti doni la Sua pace.
frate Alberto

Detenuti e Giovani al Cammino di S. Antonio 2012

Il Cammino di Sant'Antonio 2012

Anche quest'anno in prossimità della festa del Santo i Frati Francescani Conventuali, da sempre custodi della Basilica e della Tomba di sant'Antonio in Padova, hanno invitato i giovani ad un pellegrinaggio a piedi, nella notte, percorrendo gli ultimi passi di sant'Antonio. Il 13 giugno del 1231, infatti, il Santo, sentendo ormai prossima la morte, chiede di essere ricondotto a Padova da Camposampiero, nel cui eremo si era ritirato per alcuni giorni di ristoro. Si tratta di 25 km circa che da allora, pellegrini e devoti intraprendono in segno di fede e di amore: un'esperienza dunque antica e della tradizione popolare, recuperata dai frati francescani e rilanciata in particolare ai giovani che ogni volta vi aderiscono numerosissimi (oltre un migliaio da tutta l'Italia).
L'ultima edizione (26-27 maggio) ha visto anche la partecipazione straordinaria di un gruppo di carcerati guidati dal cappellano, don Marco Pozza. Sant'Antonio, va detto, ebbe sempre una particolare attenzione verso questa categoria di persone, intervenendo presso le pubbliche autorità, perché fossero trattati più umanamente e  mitigate le pene severissime loro comminate. Non è un caso che in molte carceri italiane siano proprio i frati francescani a svolgere il ministero di cappellani, assistendo e dando sostegno a questi fratelli. Riporto di seguito la testimonianza di don Marco, che vuole essere uno sprone per tutti a recuperare quel "surplus" di umanità e compassione e bontà, che talvolta pare scomparire anche dal cuore di noi cristiani, ormai aggrediti e spesso indifesi di fronte al paganesimo imperante.

Il Signore vi benedica, vi custodisca e vi doni la sua pace.

frate Alberto


Qui sopra il coro dei giovani , animati dal mitico frate Alessandro Fortin,
alla messa solenne in Basilica, al termine del pellegrinaggio dei giovani.
BENEDICAT TIBI DOMINUS ET CUSTODIAT TE

TESTIMONIANZA
di don Marco Pozza, cappellano del carcere di Padova
Un gruppo di detenuti di Padova pellegrini sulle orme di sant'Antonio Sulla strada, oltre le sbarre. Come gufi nella notte, per una volta artefici di riconciliazione piuttosto che uomini di malaugurio. La notte per anni è stata loro alleata nello sfidare la legge, deturpare l’umano, complicare la speranza. Stavolta la notte diverrà loro alleata perché, in fin dei conti, è di notte che l’alba s’appresta al risveglio. Un gruppo di detenuti del carcere di massima sicurezza di Padova stanotte vestirà i panni del pellegrino: nudi di fronte al mondo e avvolti in un anonimato che li mette alla pari con tutti gli altri. Il termine peregrinus significa straniero, foresto, colui che non sta a casa propria. È esattamente la loro identità: durante la permanenza dietro le sbarre la città è diventata per loro foresta e loro foresti per la città. L’hanno tradita e lei li ha dimenticati relegandoli in periferia, segregati fuori dalle sue mura come ben s’addice ai malfattori. A Padova però abita il Santo «senza nome», quell’Antonio che passando anonimo tra la gente conobbe il fascino dell’effimero e s’impegnò per la pace e la riconciliazione tra le genti. Loro stanotte chiederanno aiuto ad Antonio: ripercorreranno assieme a una folla di pellegrini l’ultimo tratto di strada solcato dal frate in punto di morte: il bandito di vecchia data che abbandona la cella non per evadere dalla sua storia ma per trovare una rigenerazione spirituale a una vita costellata di ferite inferte e subite. Loro hanno rubato la speranza e la galera ha rubato loro le parole, inasprito i sentimenti, scolorito l’alfabeto: per questo il loro pellegrinaggio sarà una lunga preghiera fatta semplicemente col corpo, il corpo come veicolo dell’anima per scendere dentro se stessi e accendere la luce. Per anni hanno arredato la cella col grosso rischio di scambiarla per il mondo: troppi ci riescono ogni giorno. Poi Qualcuno ha aperto loro la finestra: da quell’incontro col Risorto non hanno più accettato di barattare la luce dell’abat-jour con quella del sole. E qualcuno s’è rimesso in piedi. Il camminare racconta la meraviglia e lo spavento, l’ignoto e il conosciuto, la forza e la spossatezza. Camminare a piedi è avvertire la coscienza della propria fragilità, un invito alla prudenza e alla disponibilità verso gli altri. È riscoprire la nostalgia e la lentezza in un mondo dominato dalla fretta. Per loro stavolta camminare avrà il sapore di un ritorno in città dopo anni di esilio, un riaffacciarsi alla vita, compenetrarsi nella natura e ritrovare il contatto con l’universo. In compagnia di Antonio da Padova, il pellegrino di Dio che dopo aver solcato le terre dal Portogallo al Marocco, dalla Sicilia alla Romagna, dalla Francia Meridionale al Veneto passando per la Lombardia è diventato un figlio del quale Padova è divenuta gelosa custode nel mondo. Nell’animo del pellegrino spesso s’annidano le grandi rivoluzioni: Francesco d’Assisi, Domenico di Guzman, Antonio da Padova sono semplicemente i volti noti di un’umanità e di una Chiesa rivoluzionaria. Perché sono gli uomini che si guardano dentro, non fuori, a scombussolare il mondo: uomini che hanno capito che ogni passo in avanti dev’essere preceduto da un passo all’interno, per non trasformarsi in un passo all’indietro come insegna la mistica. Un gruppo sparuto di detenuti che cammina, a nome di tutti i detenuti, fianco a fianco con la gente comune sulle orme di Antonio. C’è sempre un gruppo in rappresentanza di tutti: all’uscita dall’Egitto come all’ingresso della Terra Promessa, sul Golgota come sul Tabor, a Genesaret come nel cenacolo. Qualcuno c’è sempre a nome di tutti per poi cantare ovunque «quella luce e quell’Amor che move il sole e le altre stelle». E che riorganizza la speranza.
don Marco Pozza
Attraversando le piazze di Padova
Ulteriori link utili (foto-video)
vedi: http://www.ilcamminodisantantonio.org/ita/home.asp
vedi: http://www.flickr.com/photos/villaggiosantantonio/sets/72157630066681762/show/

martedì 12 giugno 2012

Festa di sant'Antonio di Padova, frate francescano

Mercoledì 13 giugno 2012 - Basilica del Santo
Festa di Sant'Antonio di Padova

Predica di S. Antonio ai pesci
Quella volta, a Rimini, frate Antonio rivolse la sua predicazione ai pesci. Per un figlio di S. Francesco non era per niente un’idea assurda. Francesco aveva annunciato il Vangelo a ogni creatura, anche agli uccelli del cielo. Tanto più, per frate Antonio, dopo che gli uomini, quei cristiani che si ritenevano ‘puri’ (i catari), s’erano rifiutati d’ascoltarlo. E i pesci misero la testa fuori dall’acqua per ascoltarlo: che botta per i ‘puri’, i catari, che consideravano i pesci come animali "impuri"!

In tempi faticosi per la fede, S. Antonio ci aiuti ad accogliere la Parola del Signore, l’unica che sprigiona possibilità di vita piena per noi.

Dai Frati Francescani Minori Conventuali da sempre custodi della Tomba e della Basilica di S. Antonio, Buona festa del nostro caro Santo!

Il giglio di S. Antonio
Estate 2012: Corso/Esercizi spirituali vocazionali ad Assisi, per giovani..  con i frati !
Cari amici, cari giovani, ancora augurandovi una buona festa e mettendovi sotto la protezione di S. Antonio nella vostra ricerca vocazionale, vi ricordo l'appuntamento degli Esercizi Spirituali Vocazionali ad Assisi dal 30 luglio al 4 agosto (vedi post). Chi fosse interessato mi scriva (fra.alberto@davide.it). Vi informo anche che, dopo S. Antonio sarò molto impegnato con i campiscuola estivi e altre attività giovanili e pertanto non potrò essere molto sollecito e presente con il blog. Mi farò comunque premura di rispondere a tutti quanti mi scriveranno personalmente.. chiedendovi un poco di pazienza per gli inevitabili ritardi.
Il Signore vi benedica. frate Alberto.

domenica 3 giugno 2012

Se il Signore ti chiama...non dirgli di NO !

"Se il Signore vi chiama a seguirlo
sulla via del sacerdozio o della vita consacrata, non ditegli di no!"
(Benedetto XVI)
Queste alcune parole forti rivolte nel discorso del Papa alle migliaia di ragazzi (80.000) presenti a S. Siro (Mi) nell'ambito dell' Incontro Mondiale delle Famiglie.
Un invito che sento indirizzato personalmente anche ai molti giovanissimi (ragazzi e adolescenti) che mi scrivono chiedendomi notizie e ponendomi i loro interrogativi e dubbi e paure sulla vocazione religiosa o sacerdotale. Nel cuore di tutti risuonino allora le parole del Papa: Se il Signore ti chiama a seguirlo...non dirgli di NO!
S. Siro (Milano): incontro del Papa con i ragazzi
Parla il Papa
Cari ragazzi...(...)  non siate pigri, ma ragazzi e giovani impegnati, in particolare nello studio, in vista della vita futura: è il vostro dovere quotidiano e una grande opportunità che avete per crescere e per preparare il futuro. Siate disponibili e generosi verso gli altri, vincendo la tentazione di mettere al centro voi stessi, perché l’egoismo è nemico della vera gioia. Se gustate adesso la bellezza di far parte della comunità di Gesù, potrete anche voi dare il vostro contributo per farla crescere e saprete invitare gli altri a farne parte. Permettetemi anche di dirvi che il Signore ogni giorno, anche oggi, qui, vi chiama a cose grandi. Siate aperti a quello che vi suggerisce e se vi chiama a seguirlo sulla via del sacerdozio o della vita consacrata, non ditegli di no! Sarebbe una pigrizia sbagliata! Gesù vi riempirà il cuore per tutta la vita!

Cari ragazzi, care ragazze, vi dico con forza: tendete ad alti ideali: tutti possono arrivare ad una alta misura, non solo alcuni! Siate santi! Ma è possibile essere santi alla vostra età? Vi rispondo: certamente!
Lo dice anche sant’Ambrogio, grande Santo della vostra Città, in una sua opera, dove scrive: «Ogni età è matura per Cristo»

sabato 2 giugno 2012

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo

Domenica 3 giugno 2012

Santissima Trinità
Solennità
Nel nome della S. Trinità
“A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”
(Mt 28, 18-20).

Trinità, l’unico Dio in tre Persone. Non è, come potrebbe sembrare sulle prime, un rompicapo matematico ma anzitutto rivelazione che in Gesù è divenuta stupendamente esplicita: egli è il Figlio perché c’è un Padre - il Padre suo, nostro e di tutti – e un Amore personale, lo Spirito Santo, che li unisce ed essi donano perché entriamo da figli nella loro dinamica di vita ed amore. E’ bello allora addentrasi in questo mistero che invita ad un’esperienza piena (con la testa, il cuore, la vita concreta); è bello iniziare e chiudere il giorno “segnandoci”, segnando il nostro corpo, la nostra vita “nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”. La nostra vita è racchiusa in questo abbraccio, qui custodita, amata e resa divina.
Ricordiamo poi  che in questo mese nelle varie diocesi sono ordinati i novelli sacerdoti (nove a Padova); per essi la nostra preghiera e i nostri auguri sono davvero necessari così come per tutti i giovani in cammino vocazionale che solitamente in questo mese di giugno arrivano a prendere delle decisioni importanti per la loro vita.

Buona solennità. Vi benedico. Frate Alberto

Padre, figlio e Spirito....
Foto: dalla cappella dei giovani postulanti nel nostro convento S. Francesco d’ Assisi di Brescia.

venerdì 1 giugno 2012

GIOVANI AD ASSISI - estate 2012 - ESERCIZI SPIRITUALI VOCAZIONALI


PACE e BENE
a te caro giovane "in ricerca", che forse già hai chiesto molte volte al Signore di illuminarti sul senso e la direzione da dare alla tua esistenza, e su quale sia la tua chiamata, la tua vocazione (matrimonio, farsi una famiglia o la scelta della vita consacrata, diventare frate..prete..suora...???)
Vengo a ricordarti una stupenda opportunità da vivere questa estate 2012. Si tratta degli:
ESERCIZI SPIRITUALI VOCAZIONALI 
(da lunedì-sera 30 Luglio a sabato-mattina 4 Agosto)
che si terranno ad Assisi presso la Basilica di san Francesco, e proposti dalla Comunità Francescana del Sacro Convento (i "Frati Minori Conventuali" - la mia famiglia religiosa), che da 800 anni custodiscono la Basilica e il suo tesoro più prezioso: la tomba di San Francesco.


Gli Esercizi S. sono rivolti a quei giovani (ragazzi e ragazze, 17-28 anni) che desiderano mettersi umilmente e con tanta disponibilità in ASCOLTO del Signore, per meglio comprendere la Sua Volontà.
Ci guiderà nel cammino il  bravissimo frate Giancarlo Paris (responsabile dei postulanti francescani di Brescia) e soprattutto la testimonianza viva di San Francesco che potremo davvero "toccare" con mano. Avremo infatti la grazia di vivere questi giorni accanto alla sua TOMBA e in un luogo davvero unico al mondo, autentico "CUORE" dell'Ordine Francescano.  Le giornate saranno caratterizzate da forti momenti spirituali, dalla preghiera personale e comunitaria, da ampi spazi di silenzio e quiete, da momenti di condivisione fraterna e letizia francescana. Ciascuno avrà così la possibilità (finalmente lontani dal frastuono di ogni giorno che tutti stordisce) di aprirsi al Signore che ci vuole parlare e vuole incontrarci.

Se sei interessato/a, scrivimi : fra.alberto@davide.it
Potrai vedere prossimamente il programma delle giornate al sito della Basilica di san Francesco

Incoraggio e benedico ciascuno nel talvolta non facile, ma necessario cammino di discernimento per la propria vita.
Vi benedico. frate Alberto

fratello... sorella: lasciati invitare! Vieni!