giovedì 29 settembre 2011

Invito al corso vocazionale



Nb.: Le indicazioni sopraindicate del Corso Vocazionale Francescano-Gruppo san Damiano, riguardano il cammino proposto da noi frati nelle regioni del Nord Italia.
Se sei un giovane interessato al discernimento vocazionale e giungi da altre parti d'Italia, scrivimi pure e ti darò i riferimenti dei frati incaricati dell'accompagnamento vocazionale nella tua regione.
Il Signore ti dia Pace. frate Alberto

Vocazione: come riconoscere la chiamata?

Caro amico "in ricerca", credo che anche  nel tuo cuore sia sgorgata qualche volta una domanda: come riconoscere se davvero il Signore mi chiama a seguirlo più da vicino? Come verificare se è un'autentica vocazione? Ti propongo al riguardo alcune semplici riflessioni che spero ti possano servire. e..se hai necessità di chiarimenti o altro...scrivimi pure alla mail personale, ti risponderò volentieri. Ti benedico. frate Alberto
Anche in questo nostro difficile tempo, senza alcun dubbio, Dio sta chiamando ancora molti uomini, molti giovani alla Sua sequela, a servire la Sua Chiesa come sacerdoti, come religiosi, come frati o missionari...Va riconosciuto però che oggi è davvero più difficile sentire la chiamata di Dio rispetto al passato. Vi sono infatti tante distrazioni o tentazioni o suggestioni o paure che non permettono spesso di prestare ascolto e di fidarsi della voce di Dio . Le stesse persone a te più vicine , inclusi genitori e parenti e amici, potrebbero non incoraggiarti o supportarti in tale direzione. Riuscire a sentire e credere alla voce del Signore è una sfida, non c'è dubbio! Eppure, stanne certo, anche in questo nostro tempo così secolarizzato e distante, il Signore rivolge il suo invito a qualcuno per una vita interamente per Lui e per il suo Regno.  Oggi, più  che mai, (guardati attorno e vedi che disastro !!!) c'è bisogno di sacerdoti, di religiosi e di frati SANTI.
Forse Dio sta chiamando proprio te!?
Non lo saprai di sicuro fino a quando non considererai con serietà questa possibilità per la tua vita.


Cinque momenti di riflessione

1. Quando qualcuno "sente" la vocazione c'è sempre una confusione di opzioni. Solitamente sono tante le cose e le strade che interessano e attirano.
Consiglio: Scarta subito qualsiasi interesse che sia "cattivo" o che non riguardi Dio, dopo di che, solo con le opzioni "buone" e "impregnate" di Dio che ti restano, cerca il tuo interesse dominante e poi seguilo.

2. La decisione non è unica. Ci sono tanti "strati" di decisione che devono essere analizzati. Alla stessa maniera ci sono anche tanti "indizi" e segni che si presentano a noi.
Consiglio: valuta con attenzione ogni "segno" o indizio che il Signore sta seminando nella tua vita quotidiana e fatti aiutare nel discernimento da una Guida, da un Padre spirituale


3. C'è spesso un'incertezza nel processo di riflessione.
Consiglio: segui ciò che ti dice il cuore, ma anche impara a confrontare quotidianamente la tua volontà e i tuoi desideri con la Parola di Dio, con il Suo Vangelo.


4. Nella riflessione, la tua decisione incontrerà sempre un pò di resistenza interna. La resistenza è sempre un buon segno: ti dà la misura della strada bella ed esigente che stai scrutando, ma anche è uno sprone a individuare la vera "passione" che arde nel tuo cuore e solo per la quale potrai affrontare ogni rischio e ostacolo.
Consiglio: rifletti su ciò che è la "fonte di amore" nel tuo cuore, dove ti sta orientando, e quanto sia presente. Ascoltala: ti guiderà!


5. Nel percepire la tua vocazione, la strada da seguire non è mai trasparente. Non ti è dato di sapere cosa ci sia davanti a te! Il futuro sarà sempre nascosto. Il mistero è parte di questo percorso, che ti piaccia o no.
Consiglio: fai un passo alla volta, non provare a risolvere con esattezza il tuo futuro; non pretendere di avere subito tutto chiaro . Piuttosto: mettiti in cammino...fai dei passi...esci fuori...cerca..confrontati..!! Al riguardo ti potrebbe essere utile l''esperienza del Gruppo san Damiano

Domande che ti dovresti fare :
L'Amore di Dio ha avuto spazio nella mia vita?
Partecipo attivamente alla vita della Chiesa e della mia Comunità cristiana?
Coltivo la mia Fede e i Sacramenti?
La Parola mi esalta e mi sfida ?
Sto cercando una maniera per poter servire gli altri ?
Desidero un rapporto più profondo con Gesù Cristo ?
Sono attratto all'idea che la mia vita sia spesa per la missione di Gesù Cristo e della Sua Chiesa ?
Mi piace lavorare con la gente e mi trovo bene con donne e uomini di ogni tipo ?
Voglio fare e presentarmi come una differenza positiva e benefica e buona nella vita degli altri ?
Mi incuriosisce o attira la vita religiosa francescana?

mercoledì 28 settembre 2011

Ti seguirò...ma prima!!

Cari amici "in ricerca", forse anche a voi certo è capitato più di qualche volta di ascoltare nel cuore un invito del Signore dolce e forte allo stesso tempo: Seguimi! Ma poi..questa stessa voce è stata messa da parte, accantonata e sepolta da tanti altri pensieri e affetti.  Oppure vi è successo di vivere momenti travolgenti dove con entusiasmo vi pareva di potergli dire :"Ti seguirò ovunque tu vada" seguiti poi dall'immancabile caduta di tono, da un senso di rinuncia e forse di paura. Ebbene, il Signore con noi non vuole barare; è molto schietto e diretto. Il Suo invito chiede, se lo accettiamo, una risposta "senza se" e "senza ma". Rimandare, tentennare, sostare con nostalgia, accampare legami..(il lavoro..lo studio..la famiglia..l'età..il senso di inadeguatezza..); sono tutti ostacoli al cammino di sequela al quale Lui ci interpella. Ed allora, così come un bravo contadino che ara il suo campo, se vuol far bene il suo lavoro e avere buoni frutti, deve stare bene attento a dove vanno i buoi con l'aratro e dunque non può certo voltarsi continuamente indietro o abbandonare il suo lavoro, così il chiamato è invitato a mettere il Signore al primo posto, tenendo lo sguardo fisso su di Lui, senza lasciarsi sedurre o distrarre o distogliere da tante altre preoccupazioni o affetti. E' un invito che ci viene anche dal Vangelo di oggi, tutto da meditare e da attuare in vista di un discernimento, di un cammino, di scelte spesso troppe volte rimandate o disattese . Il Signore ci aiuti nelle nostre debolezze, fatiche e mediocrità. Vi benedico. frate Alberto
Dal Vangelo di Luca (9,57-62) .
Mentre andavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada».
Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo».
A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, concedimi di andare a seppellire prima mio padre».
Gesù replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu và e annunzia il regno di Dio».
Un altro disse: «Ti seguirò, Signore, ma prima lascia che io mi congedi da quelli di casa».
Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che ha messo mano all'aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio».

giovedì 22 settembre 2011

Chi è e perché serve un "padre spirituale"?

Cari amici "in ricerca",
spesso avrete letto la mia insistenza sulla neccesità di avere un PADRE SPIRITUALE, per un serio e genuino cammino di discernimento vocazionale, ma anche per un'autentica maturazione nella Fede. Credetemi, non è una mia "fissa": senza questa persona vicino, infatti, non si va da nessuna parte nella vita spirituale. Il "fai da te" conduce sempre ad un'autosufficenza sterile e senza progresso e anche alla regressione.
Per questo i giovani "in ricerca" che frequentano il Gruppo San Damiano sono tutti affidati alla guida sapiente di sacerdoti e religiosi che li accompagnano nel loro cammino.
In merito a questa figura così importante nella vita di un giovane ecco allora una riflessione che vi può aiutare a meglio definirne i contorni e il ruolo.
E... se non avete una guida spirituale... cercatela al più presto, invocando e pregando lo Spirito Santo... e magari scrivendomi: vi indirizzerò da qualcuno! Ne avete bisogno!
Vi benedico.
frate Alberto
fra.alberto@davide.it



LA DIREZIONE SPIRITUALE - IL PADRE SPIRITUALE

1. UTILITA' DELLA DIREZIONE SPIRITUALE
Che cos'è?
La direzione spirituale è un aiuto, prestato a nome della Chiesa e nella forza dello Spirito Santo, a chi vuole progredire nella vita di fede, di speranza e di carità per conformarsi totalmente a Cristo. Si può così definire come l'aiuto che un uomo presta ad un altro, perché diventi adulto nella fede.
Imposizione o sostegno?
La direzione di spirito non vuole tanto imporsi alla persona, bensì suscitare e sostenere il suo impegno personale nella fede. Nella direzione spirituale le presenze in gioco sono tre: la persona, il padre spirituale (prete, suora, laico...) e lo Spirito Santo. La vera guida spirituale è lo Spirito Santo. È infatti necessaria l'obbedienza sincera e concorde della persona e del padre spirituale allo Spirito Santo.
Quali scopi?
Gli scopi fondamentali della direzione spirituale sono tre:
* illumina la mente per scoprire che la santità è il valore più grande dell'esistenza e suggerisce le vie per relizzarla;
* rafforza la volontà per perseverare nella decisione presa;
* presta conforto spirituale, ogni volta sia necessario, alla persona che ne ha bisogno.
La sua meta
La sua meta è quindi di consigliare e sostenere nella realizzazione della specifica vocazione che ognuno ha ricevuto da Dio.

2. LE QUALITA' DELLA PERSONA
Sincerità
Una persona ricorre alla direzione spirituale unicamente per diventare più santa e non per instaurare una forma raffinata di amicizia.
La sincerità è necessaria per tener desto lo spirito di fede, che consente di riconoscere nel padre spirituale una mediazione di Dio, da accogliere con gratitudine, rispetto e disponibilità.
Confidenza e concretezza
Per consentire al padre spirituale di consigliare ed orientare bisogna informarlo. Gli si deve esporre con grande sincerità ciò che ha bisogno di sapere: le lotte, gli sforzi, le attrattive per il bene, gli atti di virtù, le mancanze e la loro radice.
Nessuno ha il diritto poi di presumere che la persona a cui si chiede l'aiuto spirituale debba necessariamente essere il migliore dei maestri spirituali.
Sobrietà
Dire, non tutto, ma ciò che serve davvero alla crescita spirituale; chiedere meno consigli e seguire di più quelli già ricevuti.
Umiltà
La dipendenza è spesso costosa e l'orgoglio ferito favorisce la tentazione di rifiutare i giudizi della guida spirituale e di valutare negativamente la sua persona.
Preghiera
È una felice e indispensabile abitudine pregare per il bene proprio e del padre spirituale.

3. LE QUALITA' DEL PADRE SPIRITUALE
Maturità umana e santità di vita
L'esigenza della maturità umana nasce dalla ovvia verità che nessuno può essere in grado di aiutare un fratello a vivere con equilibrio la propria vocazione se in qualche misura non l'ha già realizzata in se stesso.
Senza la santità vien meno la sintonizzazione con lo Spirito che apre la strada alla comprensione delle sue vie.
Scienza
Santa Teresa d'Avila scrive: «Ho sempre amato di avere confessori istruiti, perché dai semidotti, a cui, per mancanza di altri, dovetti ricorrere, ebbi sempre del danno». Siccome opera in nome della Chiesa, la guida spirituale deve far leva sul sapere che la Chiesa ha accumulato nel corso della sua plurisecolare esperienza. Se ha poca scienza finisce inesorabilmente con l'esclusivizzare la propria limitata esperienza personale, riducendo le persone ad immagine e somiglianza propria anziché di Dio.
Paternità e capacità di guida
Paternità significa benevolenza, dedizione e dolcezza. Il soggetto va preso dalla parte del cuore: deve capire e sentire che si vuole veramente il suo bene.
Pazienza
Le alterne vicende del proprio itinerario spirituale espongono il soggetto a frequenti tentazioni di scoraggiamento e sconforto: tocca al padre spirituale contagiarlo della propria pazienza, ispirando coraggio e ravvivando la fiducia e la gioia di credere.
Fermezza
Bontà e pazienza non possono degenerare in debolezza. Quando la volontà umana indietreggia davanti a sforzi necessari, quando si mostra riluttante di fronte a sacrifici che costano, la guida spirituale deve spingerla al bene con decisione ed energia.
Rettitudine di coscienza e capacità di intercessione
L'unico intento della guida spirituale deve essere la gloria di Dio nella santificazione delle anime. È indispensabile vedere la persona solo per il valore che possiede davanti a Dio.
Il direttore di spirito è uno che prega per chi fa riferimento a lui. La preghiera è infatti il dono più grande per il prossimo.

4. I MOMENTI DEL RAPPORTO SPIRITUALE
La scelta di inizio
Il criterio da adottare per la scelta della propria guida spirituale è dato dal desiderio di amare e servire di più il Signore. Quando si cerca con sincerità diventa importante anche il sentimento interiore di affezione spirituale che si nutre nei confronti di una guida rispetto ad un' altra.
Il mantenimento
È importante stabilire con la propria guida un ritmo costante di incontro. Imboccato il cammino s'impone un prezzo da pagare. Se il rapporto spirituale è buono, conosce necessariamente dei momenti difficili. È in gioco la volontà di verità. Un buon direttore spirituale, pur di non tacere la verità e pur di aiutare a crescere nella fede, è disposto anche a dire cose spiacevoli alla persona che fa a lui riferimento. Giova dir grazie al Signore per quanto si ha e mettere in pratica le direttive che si ricevono, anche se a volte può costare.
L'eventuale cambio
In linea di principio conviene mantenere la stessa guida finchè fa del bene. Cambiarla per motivi non spirituali è una sconfitta. Lasciarla per paura delle giuste esigenze che la guida avanza in rapporto alla crescita interiore è una catastrofe. Se si insinua uno stabile disagio, che impedisce l'apertura di coscienza, la rinuncia al suo aiuto diviene necessaria.

tratto da : www.donboscoland.it


Un altro post sulla guida spirituale...

PS: ti interessa un test francescano? Clicca qui per rispondere al questionario «Che tipo di francescano saresti?» e ottenere, se vuoi, una risposta da frate Alberto

mercoledì 21 settembre 2011

SEGUIMI

La chiesa oggi celebra la festa di S. Matteo Apostolo ed Evangelista. Lui stesso descrive il racconto della sua vocazione, dell' incontro che gli cambia la vita: davvero subitaneo (quasi un lampo) eppure fascinoso e intriso d'amore lo SGUARDO di Gesù e poi quel "SEGUIMI", così scarno ed essenziale che come un fuoco ardente però lo conquista ! Come dire di no?!
Caro amico che leggi questa pagina, forse la storia di Matteo è anche la tua, forse il Signore è passato anche da te qualche volta, forse quello sguardo e quell'invito "seguimi" l'hai percepito anche rivolto al tuo cuore. Non tentennare, non restare seduto, non lasciarti soffocare dalle cose e dalle preoccupazioni del mondo oppure avvilire e abbattere dalle tue debolezze e peccati.
Matteo "si alzò e lo seguì". E...tu?

Caravaggio - Vocazione di Matteo
Dal Vangelo di Matteo (Mt 9,9-13).
In quel tempo, Gesù passando, vide un uomo, seduto al banco delle imposte, chiamato Matteo, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre Gesù sedeva a mensa in casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e si misero a tavola con lui e con i discepoli.
Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Perché il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?».
Gesù li udì e disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate dunque e imparate che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrificio. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».


Meditazione di Benedetto XVI
Angelus del 21 settembre 2008
«Andate anche voi nella mia vigna» (Mt 20,4)

A narrare la parabola è san Matteo, apostolo ed evangelista, di cui ricorre proprio oggi la festa liturgica. Mi piace sottolineare che Matteo,in prima persona, ha vissuto questa esperienza (cfr Mt 9,9). Egli infatti, prima che Gesù lo chiamasse, faceva di mestiere il pubblicano e perciò era considerato pubblico peccatore, escluso dalla "vigna del Signore". Ma tutto cambia quando Gesù, passando accanto al suo banco delle imposte, lo guarda e gli dice: "Seguimi". Matteo si alzò e lo seguì. Da pubblicano diventò immediatamente discepolo di Cristo. Da "ultimo" si trovò "primo", grazie alla logica di Dio, che – per nostra fortuna! – è diversa da quella del mondo. "I miei pensieri non sono i vostri pensieri – dice il Signore per bocca del profeta Isaia –, le vostre vie non sono le mie vie" (Is 55,8).
Anche san Paolo ha sperimentato la gioia di sentirsi chiamato dal Signore a lavorare nella sua vigna. E quanto lavoro ha compiuto! Ma, come egli stesso confessa, è stata la grazia di Dio a operare in lui, quella grazia che da persecutore della Chiesa lo trasformò in apostolo delle genti (1Cor 15,9-10).

venerdì 16 settembre 2011

Settembre: tempo di scelte per il Signore

Cari amici "in ricerca", con settembre ormai l'estate ci regala i suoi ultimi bagliori e tutto riparte: la scuola, il lavoro, gli impegni,  la programmazione..Per molti giovani che in questi giorni mi stanno scrivendo, settembre è anche il mese in cui si attuano decisioni e impegni che riguardano la vita come per esempio la scelta di partecipare al cammino vocazionale francescano del GRUPPO SAN DAMIANO,  prendendo seriamente una Voce percepita nel cuore...una Voce che chiede di essere accolta e portata alla luce senza fughe o timori. E' bello che dei giovani cristiani ancora desiderino interrogarsi e mettersi in ascolto riguardo alla Volontà del Signore per la loro vita e che la possibilità di rimettersi totalmente nelle mani Sue..non li spaventi, ma anzi li affascini e li attragga!

Settembre ed ottobre del resto sono anche i mesi dove solitamente i GIOVANI FRATI mettono dei punti fermi nel loro cammino. Alcuni giorni fa infatti (sabato 3 settembre) ben 13 giovani hanno emesso la Professione Semplice al termine del Noviziato presso la Basilica di san Francesco in Assisi. Si tratta dell' impegno a vivere in povertà , castità e obbedienza sperimentando la vita francescana ora solo per tre anni, ma con lo sguardo già rivolto ad una scelta definitiva e totale con la cosidetta Professione Solenne per l'intera esistenza. E' la tappa che alcuni confratelli (che hanno studiato a Padova presso il nostro Seminario francescano) compiranno  nei prossimi giorni al termine ormai dei loro studi teologici e del cammino di formazione percorso dopo il Noviziato. Li voglio nominare con l'invito a pregare per loro il Signore Gesù e la Vergine Maria Immacolata, Regina dell'Ordine Francescano, Regina delle Vocazioni.

Fra José Carlos Cedreira Matias a Viseu/Portogallo - Domenica 18 settembre - Chiesa S.Francesco

Fra Salvatore Canizzaro a Palermo - Domenica 25 settembre - Basilica di san Francesco d’Assisi

Fra Luigi Ruggeri a Roma - Domenica 1 ottobre - Basilica Ss. Pietro e Paolo. Eur

Fra Matteo Martinelli a Rovereto/Borgo Sacco - Domenica 2 ottobre - Chiesa S.Giovanni Battista

sabato 10 settembre 2011

Diventare frate francescano? Corsi/cammino vocazionale

Caro amico, forse anche tu,  ti sei chiesto qualche volta:
" COME SI FA A DIVENTARE FRATE FRANCESCANO ? "
Frati "hospitaleri" lungo il Cammino di Santiago, all'ostello di Ponferrada
Ebbene, ecco 6 FRECCE da seguire per comprendere se questa può essere la tua strada...oppure no :

1) Fidati: Rifuggi  con orrore dal pensiero (suggerito dal maligno) che se ascolti la voce del Signore Gesù, ti arriverà una "fregatura"!

2) Fatti guidare: Non illuderti di farcela da solo, rischiando di ridirti le solite parole stagnanti! Hai assolutamente bisogno di una GUIDA, di un Padre Spirituale che ti sostenga, ti accompagni e con il quale avviare un sincero e schietto dialogo/confronto di crescita  e verifica umana e spirituale. Se non ce l'hai, scrivimi e ti potrò indicare dei sacerdoti o religiosi vicini a te disposti ad accoglierti.

3) Fai un cammino : Per comprendere se la vita religiosa francescana,  sacerdotale o missionaria fa per te, è fondamentale un cammino di discernimento e verifica. Noi frati organizziamo un pò in tutta Italia  dei percorsi di orientamento francescano (GRUPPO SAN DAMIANO) per giovani con la tua medesima domanda; ci si ritrova con noi frati (di solito per un fine settimana al mese) per meglio ascoltare e comprendere i suggerimenti del Signore grazie al clima di preghiera e silenzio, alla fraternità, alle esperienze di servizio e di vita francescana. Ti segnalo, per fartene un'idea, le tappe del Gruppo S. Damiano che seguo io personalmente e che raduna i ragazzi del Nord Italia; ma come dicevo, in quasi tutte le regioni vi sono percorsi analoghi. Una straordinara opportunità sono anche "i corsi e i weekend vocazionali ad Assisi" per giovani: approfittane!

4) Datti una mossa: La prima cosa da fare è a questo punto l'uscire dal letargo soporifero e dalla tentazione del rimando e dell'attesa stagnante: atteggiamenti spesso tipici di molti giovani "in ricerca" ! E' necessario invece non rimandare più e decidere di affrontare finalmente questa domanda vitale per la tua vita (ovviamente..  se almeno qualche volta l'hai intuita e percepita nel tuo cuore). Dunque..: cerca., informati, progetta, lasciati condurre dallo Spirito. Datti una mossa!

5) Confida in Gesù e Maria: Ricorda che se non preghi anche la vocazione più vera diventerà sterile. Parti al riguardo dai momenti base della vita cristiana: la preghiera del mattino e della sera, la S. Messa, la confessione...poi via via crescerai anche con l'aiuto del padre spirituale. Consegna poi il tuo cammino alla Madonna : il S. Rosario è una preghiera potente!  P. Massimiliano Kolbe, santo frate e martire, appartenente alla mia famiglia francescana (Frati minori conventuali) spesso diceva : "con Maria Immacolata nulla è impossibile"! Confida pertanto sempre in lei, la "Regina delle Vocazioni", e certo ti aiuterà nel realizzare la tua.

6) Scrivi...bussa alla porta : Se vuoi, mi puoi scrivere (fra.alberto@davide.it), ti risponderò volentieri indicandoti anche dei confratelli presenti nella tua regione a cui rivolgerti per un incontro e un dialogo.

Il Signore ti benedica. frate Alberto

Accogliere la vocazione con fede e amore
Ad alcune persone, in un momento preciso dell'esistenza, Dio offre il dono della vocazione, della consacrazione a Lui. È un dono che va accolto con due mani, magari afferrato, con fede profonda, con fede nel suo amore che, per mezzo nostro, vuole portare tutto il creato alla salvezza.
Poco a poco la fede porterà i frutti concreti, fino a sfociare nell’amore puro:
Un amore che sa donare, sempre.
Un amore che sa rialzarsi dalla colpa.
Un amore che diventa obbedienza pronta, illuminata.
Un amore che diventa verginità di cuore, di corpo e di pensiero.
Un amore che diventa povertà, pronta a lasciare tutto,
a distaccarsi da tutto,
perché nel cuore trionfa un solo amore:
l’amore di Cristo.


Dal libro "Senza bastone nè bisaccia", Edizioni dell'Immacolata, pag. 105