domenica 31 luglio 2011

Il perdon d'Assisi-S. Maria degli Angeli

Il "Perdon d'Assisi"
Caro amico, il 2 agosto ricorre per l'Ordine francescano e per l'intera Chiesa un appuntamento davvero caro e speciale: la festa di S. Maria degli Angeli. Il serafico padre S. Francesco infatti, per il suo singolare amore alla Vergine Santissima, ebbe sempre particolare cura e affetto per la chiesetta dedicata a S. Maria degli Angeli, chiamata Porziuncola situata nella piana di Assisi. Qui egli prese stabile dimora con i suoi frati dopo essere giunto dal "tugurio" di Rivotorto,  primo luogo dove aveva costituito e sperimentato con alcuni compagni la sua forma di vita. Alla Porziuncola, Francesco accolse Chiara e vi concluse la sua mirabile vita. Per questa cappella e in nome della Vergine Maria, Francesco ottenne da papa Onorio III una storica indulgenza, confermata nei secoli dai vari papi ed estesa a tutta la chiesa con Paolo VI.
Pertanto da mezzogiorno del 1° agosto e per tutto il 2 agosto, festa di S. Maria degli Angeli, titolare della piccola chiesa chiamata “Porziuncola”, è possibile ottenere l’indulgenza plenaria.
Di seguito riporto il testo di come Francesco ottenne dal papa questa famosa indulgenza. Ti suggerisco anche di leggere la bella spiegazione che il mio confratello, P. Alessandro propone in merito sul suo blog " Cantuale Antonianum" . Infine ti invito a ricordare nella tua preghiera i molti giovani (ragazzi e ragazze) che dal 1 agosto al 6, vivranno in Assisi gli Esercizi Spirituali Vocazionali.
Il Signore ti benedica. frate Alberto
Il beato Francesco si presentò al cospetto di papa Onorio, e disse: “Santo Padre, di recente, ad onore della Vergine Madre di Cristo, riparai per voi una chiesa. Prego umilmente vostra santità che vi poniate un’indulgenza conseguibile senza oboli…piaccia alla vostra santità di concedermi non anni, ma anime”. E il papa riprese: “In che modo vuoi delle anime?”. Il beato Francesco rispose: “Santo Padre, voglio, se ciò piace alla vostra santità, che quanti verranno a questa chiesa confessati, pentiti e, come si conviene, assolti da un sacerdote, siano liberati dalla colpa e dalla pena in cielo e in terra, dal giorno del battesimo al giorno ed all’ora dell’entrata in questa chiesa”. Il papa rispose: “Ordino che tu l’abbia”.

martedì 26 luglio 2011

L'abito francescano: ma che colore ha?

DOMANDA DI LUCA
Caro p. Alberto, mi chiamo Luca, ho 16 anni e ho partecipato ad una recente (bellissima) settimana di spiritualità per adolescenti con i vostri frati in Assisi, al Sacro Convento presso la Basilica di san Francesco. Sono rimasto colpito dal vostro abito: alcuni lo portano di colore nero altri di color cenere-grigio. Che significa? E perchè portate questo abito così fatto e con queste differenze? Ma non è marrone l'abito di francescani? E perchè poi ad Assisi si vedono tante altre fogge di abiti e colori? Grazie! Luca


RISPOSTA DI F. ALBERTO
Caro Luca, grazie per la tua domanda che, per la verità mi hanno già posto in molti.Ti rispondo alquanto sinteticamente promettendomi di ritornare sull'argomento in modo più completo più avanti.
Parto da una precisazione. San Francesco ha fondato tre Ordini: il primo-religioso maschile (i Frati), il secondo- religioso femminile (le Suore Clarisse), il terzo per i secolari di ambo i sessi ( I Laici) .

a) Il PRIMO ORDINE FRANCESCANO 
(è il ramo maschile degli Ordini fondati da S. Francesco-i frati!) è composto da 3 famiglie religiose; vi  sono i Frati Minori Conventuali (i "più antichi", la famiglia alla quale anche io appartengo), vi sono poi i Frati Minori (Osservanza) e i Frati Minori Cappuccini e ciascuno con un abito proprio (simile, ma anche diverso: un saio, un cappuccio, un cingolo).
Anche in anni recenti sono sorte poi tante congregazioni e società religiose che si ispirano a san Francesco, ma che NON appartengono giuridicamente all'Ordine Francescano, anche se qualche volta si presentano per tali.
Questo per dire che vi è in effetti anche una miriade di gruppi e movimenti "francescani"che possono creare più di qualche domanda circa l'abito francescano  "doc" e non solo.... Dunque non tutti gli abiti religiosi simil-francescani che vedi attorno in realtà sono  tali.. se non per qualche lontana somiglianza. E credo che ad Assisi tu abbia potuto constatare quanta varietà e fantasia ci sia in merito con abiti di tutte le fogge!!!


b) ORIGINE DELL'ABITO  
Mi limito nella mia risposta partendo dall'esperienza di san Francesco e sottolineando in particolare la tradizione dei Frati Minori Conventuali a cui appartengo (il ceppo più antico e ininterrotto delle famiglie francescane).
In un certo senso S. Francesco è una sorta di stilista.... Lui stesso infatti si confeziona un abito che rappresenta anche esteriormente la sua scelta di vita. Il Poverello di Assisi infatti, dopo la sua conversione e  la decisione di vivere radicalmente il Vangelo, dicono le cronache  che" si confeziona da sè una veste che riproduce l'immagine della croce, per tenere lontane tutte le seduzioni del demonio, la fa ruvidissima per crocifiggere la carne e tutti i suoi vizi e peccati, e talmente povera e grossolana da rendere impossibile l'invidiargliela" (FF.1432).
Francesco è il discepolo fedele che mette in pratica alla lettera ogni parola di Gesù (cfr. Mt 10,10) e così eccolo sciogliere la cintura che aveva ai fianchi e sostituirla con una corda (il cingolo), non portare calzature..non avere nulla.. E' una scelta spirituale, ma è anche una scelta che lo mette vicino e prossimo alla tanta gente povera che più o meno vestiva a quel modo: un sacco ruvido con un cappuccio contro la pioggia, e una corda ai fianchi.
I frati seguirono dunque il suo esempio e ben presto si distinsero e identificarono proprio per questa veste  fatta a forma di croce e un cingolo ai fianchi.

c) IL "GRIGIO" COLORE ORIGINARIO  
Poichè per confezionare la tonaca si tesseva della lana grezza (non tinta), alla maniera più semplice e povera, il colore appariva di un CENERINO-GRIGIO, con varie tonalità ora più chiare ora più scure (in base alla lana che si aveva a disposizione). Il colore dell'abito francescano pertanto fu ben presto definito come grigio-cinerino per tutti i francescani, tanto che San Bonaventura nelle sue costituzioni così prescriveva la trama della stoffa: "due fili neri e uno bianco". I dipinti antichi attestano il colore cenerino come tipico dei francescani della prima ora, i frati "della comunità" o conventuali, tanto che nei paesi anglosassoni i Frati Conventuali erano e sono ancora chiamati i GREY FRIARS (frati grigi). La storia però ci mise uno zampino...e pesante.

d) LE VICISSITUDINI STORICHE  
Con Napoleone, e le varie soppressioni (la confisca di tutti i conventi e il divieto di vivere da frati), in Europa i Frati Conventuali riuscirono in qualche modo a sopravvivere (spesso in tacito accordo con le autorità locali) e a restare in qualche loro chiesa TINGENDO la Tonaca di NERO (il colore della talare dei preti diocesani che soli potevano operare e fare pastorale ). Passata la burrasca napoleonica, il colore nero rimase nei paesi europei toccati dalla rivoluzione francese, mentre continuò ad essere portato cenerino/grigio in tutto il resto del mondo.
Quindi, caro Luca, il colore "ufficiale" dell'abito francescano che inizialmente era grigio per tutti i frati, (anche per Osservanti, Riformati e Cappuccini) via via si è modificato. 

e) E L'ABITO MARRONE?
Anche il più comune e riconoscibile abito "marrone" che spesso avrai notato in Assisi (è l'abito dei frati Minori Osservanti e dei Cappuccini), in realtà ha pure una storia recente. Per i Frati Osservanti infatti il passaggio dal cenerino al marrone, iniziato in Francia nella seconda metà dell'Ottocento, verrà prescritto ufficialmente solo a fine Ottocento con l'Unione Leoniana che radunerà sotto la dicitura di Ordine dei Frati Minori (1897) i tanti rivoli dell'Osservanza (i frati che hai visto a S. Maria degli Angeli); mentre i Cappuccini già lo avevano adottato da tempo.

f) CHE COLORE SCEGLIERE? 
Questo può spiegarti almeno in parte caro Luca il perchè di varie tonalità nell'abito francescano (nero, grigio, marrone..) e in modo particolare perchè noi Frati Minori Conventuali abbiamo l'abito con due colorazioni: nero (per lo più in Europa) e grigio (nel resto del mondo) e non marrone!
Da qualche anno, vi è all'interno del nostro Ordine la spinta e il desiderio di molti di ritornare tutti all'unico e originale abito grigio. In realtà la cosa non è poi così semplice anche perchè in varie nazioni europee il nero ormai ci identifica da secoli come francescani e soprattutto è associato e legato alle storie forti e nobili di tantissimi frati che, con questo abito nero, si sono spesi, hanno sofferto e hanno dato grande testimonianza di vita cristiana e francescana. Penso ai frati perseguitati durante il comunismo in Polonia o in Romania e nei paesi dell'Est, alla testimonianza di P. Massimiliano Kolbe (che amava e preferiva l'abito nero), penso a P. Placido Cortese (frate del Santo-Pd e direttore del Messaggero di S. Antonio) arrestato e ucciso dalla Gestapo; penso anche all'amore di tanta gente verso generazioni di francescani abitualmente riconosciuti con questo abito (per es. nelle grandi basiliche dove noi frati Conventuali siamo e che custodiamo da sempre: San Francesco ad Assisi e S. Antonio a Padova...i Frari a Venezia...S. Croce a Firenze..). Dunque la questione "nero o grigio" credo che ancora proseguirà.., ma non è un gran problema., mi pare!

g) IL SIGNIFICATO DELL'ABITO
Caro Luca, se il colore dell'abito è dunque legato anche a vicissitudini storiche, molto più mi interessa ribadirne il significato profondo. E' un segno di consacrazione prima di tutto per il frate stesso. Ogni volta che lo indossa, l'abito gli ricorda che non appartiene più a se stesso, ma a Gesù Cristo e con la sua forma di Croce gli ripropone la sequela di Gesù  Crocifisso. L'abito in tal modo è segno tangibile e visibile anche per gli altri: testimonia infatti (e questo a volte scandalizza e provoca qualcuno) che ci sono ancora persone che credono in Gesù Cristo e si giocano tutta la loro vita per Lui (certo presentarsi agli altri con l'abito richiede anche la responsabilità di non far fare brutta figura a Colui di cui ci si proclama discepoli).
L'abito inoltre è un segno di fraternità e di appartenenza alla nostra famiglia francescana e bene esprime l'uguaglianza e lo spirito di amore e comprensione  e di unità che sempre deve regnare fra noi tutti.
L'abito è quindi un forte segno di povertà. Il frate infatti è un uomo libero dalle mode e dalle ricercatezze come dalle mille novità indotte dal consumismo contemporaneo che molto esalta l'esteriorità e poco la dimensione spirituale. Il francescano dunque, sempre testimonia anche nel vestire, quella sobrietà e essenzialità che rimanda ad una fiducia incondizionata nella Provvidenza che non fa mancare nulla alle sue creature. L'abito francescano è pertanto il segno di un di più, una chiara indicazione oggi più che mai forte e provocante..che il Signore Gesù può essere ancora "il tutto" per la vita di un uomo. E Dio solo sa quanto questa nostra triste e stanca società abbia bisogno di segni evidenti che subito e immediatamente richiamino il Cielo. Certo, portare sempre l'abito, (lo dico per esperienza personale) qualche volta non è per niente facile: in certi contesti ti aspettano il dileggio, la supponenza, la malcelata indifferenza se non il sarcasmo e l'offesa. Ma non è forse questo che il Signore Gesù ha promesso a coloro che lo seguono e gli danno testimonianza... insieme però al centuplo quaggiù e l'eternità?
«In verità vi dico: non c'è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi a causa mia e a causa del vangelo, che non riceva già al presente cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e nel futuro la vita eterna».

E TU CARO LUCA...Che "abito" pensi di mettere nella tua vita? 
Se hai qualche desiderio francescano e se dopo questa descrizione sufficientemente disordinata forse sei ancora curioso della nostra vita..attendo tue notizie. Ne possiamo riparlare! Il Signore ti dia pace. frate Alberto (fra.alberto@davide.it)

PS: ti interessa un test francescano? Clicca qui per rispondere al questionario «Che tipo di francescano saresti?» e ottenere, se vuoi, una risposta da frate Alberto

I francescani e l'Immacolata: preghiera di Padre Massimiliano Kolbe

Caro fratello "in ricerca" e forse attratto dal nostro carisma francescano, ricorda che senza la Vergine Maria Immacolata e la Sua dolce intercessione ben poca strada potrai fare: affidati a Lei nel tuo discernimento vocazionale, guarda a Lei, se vuoi imparare l'ascolto e la capacità di accogliere con grato stupore e disponibilità la chiamata alla vita religiosa francescana. Ti lascio per la tua preghiera a Maria anche le stupende parole di P. Massimiliano Kolbe, Frate Minore Conventuale.  Di questo mio grande confratello, del quale ho più volte scritto nel mio blog, ricorrreranno quest'anno i 70 anni dalla sua morte ad Auschwitz (il 14 agosto 1941), quando si offrì spontaneamente al posto di un altro prigioniero condannato a morte nel bunker della fame.Viene ucciso con un'iniezione, dopo giorni tremendi sempre vissuti nella preghiera, e poi viene bruciato. Il grande tesoro della sua eredità spirituale e apostolica non riusciranno però a sopprimerlo; dalle sue ceneri, sparse nel vento, si diffonde in tutto il mondo la sua testimonianza di vita fatta di amore incondizionato verso il prossimo e di atteggiamenti concreti di carità e perdono.
Ma dove potè trovare la forza di un gesto così straordinario? L'Immacolata fu sempre sulle sue labbra e  nel suo cuore e certo grazie a Lei potè portare nel buio tragico di quel terribile campo di concentramento, una luce di speranza e di fede.
Spesso infatti soleva ripetere: "Porgere la mano a tutti e tutti portare a Dio per mezzo dell'Immacolata, bella missione per la quale vale la pena di vivere, lavorare, soffrire e anche morire" (P.Kolbe).

Ti chiedo quindi anche una preghiera per il gruppo di giovani che vivranno prossimamente (presso la Basilica di San Francesco in Assisi, accanto alla sua tomba!!), gli Esercizi spirituali vocazionali.
La Vergine Immacolata possa guidare e illuminare le loro scelte al servizo di Dio e del mondo intero; possano anch'essi trovare in Lei la forza e la gioia di una donazione totale come fu per P. Massimiliano Kolbe.
Il Signore benedica tutti voi. frate Alberto (fra.alberto@davide.it)
Concedimi di lodarti, o Vergine santissima.
Concedimi di lodarti con il mio impegno e sacrificio personale.
Concedimi di vivere, lavorare, soffrire,
consumarmi e morire per Te, solamente per Te.
Concedimi di condurre a Te il mondo intero.
Concedimi di contribuire ad una sempre maggior esaltazione di Te,
alla più grande esaltazione possibile di Te.
Concedimi di renderti una tale gloria quale nessuno mai Ti ha tributato finora.
Concedi ad altri di superarmi nello zelo per la tua esaltazione, e a me di superare loro, così che in una nobile emulazione la tua gloria si accresca sempre più profondamente, sempre più rapidamente, sempre più intensamente, come desidera Colui che Ti ha innalzata in modo così ineffabile al di sopra di tutti gli esseri.
In Te sola Dio è stato adorato senza paragone più che in tutti i suoi santi.
Per Te Dio ha creato il mondo. Per Te Dio ha chiamato pure me all'esistenza.
Per quale motivo ho meritato questa fortuna?
Deh, concedimi di lodarti, o Vergine santissima!


San Massimiliano Maria Kolbe (Ordine Frati Minori Conventuali)

lunedì 25 luglio 2011

La vocazione? Una...caccia al tesoro!!

Caro amico.."in ricerca", ma forse anche titubante e dubbioso di fronte ad una CHIAMATA del Signore  a seguirlo più da vicino.. leggi un pò il brano del vangelo che riporto qui sotto; è il vangelo di domenica scorsa. Sono parole che non possono lasciarti indifferente se almeno un poco ti interroghi sul senso e la direzione da dare alla tua vita. Ti invitano a chiederti con sincerità: chi è e dov'è il tuo tesoro? Per chi o per cosa stai spendendo il tuo tempo e le tue energie e la tua giovinezza?Forse il Signore Gesù è il tesoro che già qualche volta hai potuto intravedere e incontrare...eppure perchè ci sono sempre altri dei o idoli nella tua vita che ti abbagliano e distolgono da Lui? Che cosa ti impedisce di seguirlo con tutto te stesso? Perchè non provi ad aprire questo scrigno...? Un primo dono che vi troverai è quanto è pure indicato nel Vangelo: UNA GRANDE GIOIA.

Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto in un campo; un uomo lo trova e lo nasconde di nuovo, poi va, PIENO DI GIOIA, e vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
Il regno dei cieli è simile a un mercante che va in cerca di perle preziose;
trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra. (Mt 13,44).



lunedì 18 luglio 2011

COME FUNZIONA PER DIVENTARE FRATE?

Caro amico che "cerchi" nel vasto mare del web come funziona per diventare frate francescano...a te il benvenuto! Forse sei giunto in questo blog vocazionale mosso solo da una semplice curiosità oppure...è bello pensare che lo Spirito del Signore ti abbia condotto proprio qui non certo "per caso"!
Se dunque in te vi è nascosta una domanda che ti inquieta sulla direzione da dare alla tua vita, se forse segretamente tante volte sei stato turbato da una Voce interiore e da un invito sia pure flebile a diventare , perchè no, religioso, sacerdote o missionario o frate francescano...Ebbene..ne possiamo parlare!!!
Forse il Signore ti ha condotto  proprio in questo "spazio" un pò anonimo e discreto dove finalmente però hai la possibilità di sbilanciarti e dire a te stesso e a qualcun altro un tuo sogno nascosto, la  tua ispirazione..
Il tuo essere qui, ora, ti consente di far uscire una voce dal profondo..di pronunciare quanto meno una domanda che ai più sembra impossibile: come si fa a diventare frate?
Da parte mia sarò lieto di rispondere ad ogni quesito che possa esserti utile per chiarirti la strada, per incoraggiarti in un discernimento, per renderti almeno un pò più disponibile a metterti in ASCOLTO della volontà del Signore nella tua vita.
Circa la vita di noi francescani, curiosando nel blog potrai trovare certo molte notizie utili..., ma la Notizia più importante per te forse potrai scoprirla solo nel tuo cuore, lasciando spazio all'invito del Signore che da tempo ti dice: "vieni e seguimi...; dona la tua vita per me e per tutti..; sto cercando operai per la mia messe...; se vuoi essere perfetto va ..vendi tutto e segui me..; non c'è amore più grande di colui che dà la vita....; se qualcuno vuol venire dietro a me..rinneghi se stesso.."

Caro amico..lasciati interpellare dunque dal Signore! Ti auguro intanto una buona estate ricca di fede e di gioia. Da parte mia, mi attendono vari impegni con giovani  e ragazzi (ad Assisi..Madrid..Medjugorie...), cercherò in ogni caso di continuare la mia presenza in questo blog, per quanto mi sarà possibile.
Benedico tutti assicurando una preghiera per ciascuno all tomba di uno straordinario frate francescano: S. Antonio di Padova.
frate Alberto (fra.alberto@davide.it)

I francescani e l'Immacolata: S. Massimiliano Kolbe

Il giovane P. Massimiliano Kolbe (al centro, in alto) con altri frati a Roma
Cari amici , in agosto ricorreranno i 70 anni del sacrificio di P. Massimiliano Kolbe, frate  francescano Minore Conventuale, che offrì la sua vita al posto di un altro prigioniero nel terribile campo di sterminio di Auschwitz. La vicenda è certo conosciuta,  eppure sempre colpisce, affascina , interpella anche chi è lontano e non ha fede. Ma dove trovò tanta forza per una simile testimonianza?
Sempre, lo sostenne una fiducia e un affidamento totale alla Vergine Immacolata alla quale si era consacrato: una strada che addita anche a noi. Con Maria, nulla potremo temere!
Pertanto, caro amico in "ricerca", oppure anche tu, giovane che in cuor tuo ti senti "chiamato" a seguire il Signore nella consacrazione religiosa, ma forse tentenni e dubiti, ricorda:  quando sopraggiunge il timore e il desiderio di fuga, o la tentazione di costruirti la vita come ti va , senza ascoltare il Signore, affidati all'Immacolata!

Vergine Immacolata,

Regina e Madre nostra,
cui Dio volle affidare l'opera
della nostra santificazione,
accogli questa mia preghiera.
            Ti offro tutto il mio essere
            E tutta la mia vita:
            tutto ciò che ho, tutto ciò che sono:
            il mio corpo, il mio cuore,
            la mia anima.
Fammi comprendere
La volontà di Dio su di me.
Concedimi di riscoprire
La mia vocazione cristiana e
Di vedere l'immensa sua bellezza.
             Donami un amore grande ala Chiesa.
             Concedimi di conoscerti
             Sempre più profondamente,
             di intuire i segreti del tuo amore
             e di essere un docile strumento
             nelle tue mani sull'esempio di
             san Massimiliano Kolbe,
             per condurre
             tutti i miei fratelli a Dio
             per mezzo del tuo Cuore
             immacolato e addolorato. Amen.
O Maria concepita senza peccato, prega per noi che a te
ricorriamo e per quanti a te non ricorrono, in particolare
per i nemici della santa Chiesa e per quelli che ti sono
raccomandati.

GMG di MADRID: i giovani consacrati al Cuore di Cristo

Il senso della consacrazione dei giovani al Cuore di Gesù
Benedetto XVI consacrerà tutti i giovani al Sacro Cuore di Gesù durante la veglia di sabato 20 agosto all'aerodromo dei Quattro Venti di Madrid in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù

Con questo gesto, il Papa intende realizzare l'obiettivo di ogni Giornata Mondiale della Gioventù: che i giovani vengano a Cristo. Di seguito ecco la catechesi predisposta per meglio comprendere il senso di tale consacrazione .

Catechesi in preparazione della Consacrazione dei giovani
al Cuore di Gesù
in occasione della GMG 2011

I – “Dal cuore dell’uomo al Cuore di Dio”
Addentrandosi nelle profondità del nostro cuore, ci si ritrova tutti davanti allo stesso desiderio: vogliamo essere felici. Ma, ci domandiamo, dove e come trovare la felicità? L’esperienza ci dice che l’uomo trova la felicità nel momento in cui l’ansia d’infinito che porta dentro viene saziata. Così ci ricorda il papa nel suo messaggio: “L’uomo è stato creato per ciò che è grande per l’infinito” (Benedetto XVI, Messaggio per la GMG2011 Madrid).
Facciamo un altro passo. Il desiderio d’infinito che c’è nell’uomo consiste nel desiderio di essere amato da un Amore che non ha limiti. La risposta a questa domanda ci viene data dalla divina Rivelazione: “Dio è amore”. Dio si è rivelato proprio come l’Amore infinito, eterno, personale e misericordioso, che risponde pienamente ai desideri di felicità che si trovano nel cuore di ogni uomo. Per questo motivo il Papa ci ricorda: “Dio è la sorgente della vita, eliminarlo significa separarsi da questa sorgente e, inevitabilmente, privarsi della pienezza e della gioia: «la creatura senza il creatore svanisce» (GS 36)” (Messaggio per la GMG). Prova di ciò sono i molteplici tentativi fatti nella nostra società di costruire un “paradiso sulla terra”, ai margini di Dio.
Il problema del cuore dell’uomo si risolve in modo definitivo soltanto nell’incontro con il Cuore di Dio. Riferisce Sant’Agostino a tal proposito: “Ci hai fatti, Signore, per te, e il nostro cuore è inquieto, finché riposi in te”. L’inquietudine alla quale allude il santo di Ippona fa riferimento alla difficoltà di “raggiungere” l’Amore come conseguenza della nostra condizione di creature; siamo finiti e, ancor di più, siamo peccatori. Continuamente inciampiamo sulla pietra del nostro egoismo, del disordine delle nostre passioni che ci impediscono di raggiungere quest’Amore. Il cuore dell’uomo “aveva bisogno” di un cuore che stesse “al suo livello” e che d’altra parte fosse onnipotente per tirarlo fuori dalla sua finitudine e dal suo peccato. In Gesù Cristo Dio è venuto incontro all’uomo e ci ha amato “con cuore umano”. Nell’incontro del cuore umano con il Cuore di Gesù si è realizzato il mistero della Redenzione: “dall’orizzonte infinito del suo amore, infatti, Dio è voluto entrare nei limiti della storia e della condizione umana, ha assunto un corpo e un cuore, perché possiamo contemplare e trovare l’infinito nel finito, il Mistero invisibile e ineffabile nel Cuore umano di Gesù, il nazareno” (Benedetto XVI, Angelus 1 giugno 2008).
La rivelazione definitiva di quest’Amore ci è stata data nella Croce. L’amore di Dio per noi è giunto al “limite” del dono della vita. Nel Cuore aperto di Gesù sulla Croce, conseguenza del colpo di lancia del soldato, troviamo la più grande dimostrazione di quanto e come ci ama Dio. Ricordiamo ancora una volta ciò che dice il Papa nel suo messaggio: “Dal Cuore di Gesù aperto sulla Croce è sgorgata la vita divina” (Messaggio GMG). Così, sulla Croce, Gesù trasforma il nostro “cuore di pietra” ferito dal peccato in un “cuore di carne”, come il suo: ci fa dono del suo amore, e a sua volta ci rende capaci di amare con il suo stesso amore.
Dal Cuore di Gesù, vivo e risorto, scaturisce la sorgente alla quale l’uomo deve bere per saziare la sua sete infinita di amare ed essere amato. Per tanto, è in quest’incontro personale “da cuore a Cuore”, dove l’uomo vive “radicato ed edificato in Cristo, saldo nella fede” (Col 2,7). La santità consiste nell’entrare pienamente in questa corrente d’amore che sgorga dal Cuore di Gesù. “Il motto del Card. Newman: «da cuore a cuore» ci da la prospettiva della sua concezione del suo modo di comprendere la vita cristiana come una chiamata alla santità, sperimentata come profondo desiderio del cuore umano di entrare in intima comunione con il Cuore di Dio" (Benedetto XVI, Omelia in occasione della Beatificazione del Cardinal Newman).

II -“Ecco il cuore che tanto ha amato gli uomini”
Nel corso dei secoli la Chiesa ha approfondito il significato del Culto al Sacro Cuore di Gesù. Molti uomini e donne hanno trovato nella contemplazione dell’immagine di colui che fu trafitto una via valida per identificarsi pienamente con Cristo e giungere alla meta della santità.
Tra questi ricordiamo specialmente Santa Margherita Maria de Alacoque (1647-1690), religiosa dell’ordine della Visitazione a Paray-le-Monial, alla quale Gesù si manifesta nell’ Eucaristia, rivelandole il mistero del Suo Cuore: “Ecco il cuore che tanto ha amato gli uomini e che non riceve altro che ingratitudine offese”. Durante la sua vita Santa Margherita insegnò ad amare il cuore di Gesù, facendogli compagnia nell’Eucaristia per mezzo dell’Ora Santa, a consacrarsi a Lui ed ad offrire piccoli atti di amore e riparazione per i peccati. Diffuse anche la pratica dei primi venerdì del mese: confessione e comunione in riparazione dei peccati. Fu beatificata del 1864 dal Beato Pio IX e canonizzata nel 1920 da Benedetto XV. La sua ricorrenza viene celebrata il 16 ottobre.
Oltre a questa santa ricordiamo San Claudio de la Colombiere S.J. (1641-1682). Fu il direttore spirituale si Santa Margherita Maria. Sarà l’incaricato di propagare il messaggio d’amore del Cuore di Cristo nei luoghi più lontani. Grazie a lui l’ordine religiosa dei Gesuiti si fece carico della propagazione della devozione al Cuore di Gesù.
L’eco di queste rivelazioni nella vita della Chiesa fu così intenso che il Beato Pio IX nell’anno 1856 instituì per tutta la Chiesa la festa del Sacro Cuore di Gesù, e nell’anno 1899 il papa Leone XIII consacrò l’umanità al Sacro Cuore. Centinaia di congregazioni religiose dedite all’educazione dei giovani, all’assistenza degli anziani e degli ammalati, alle missioni, nacquero in questo tempo, tutte facenti capo alla spiritualità del Cuore di Gesù. Durante il ventesimo secolo i Sommi Pontefici hanno invitato continuamente a ricorrere al Sacro Cuore come “il principale indicatore e simbolo dell’Amore con cui il divino redentore ama continuamente l’eterno Padre e tutti gli uomini” (Pio XII, Enc. “Haurietis Aquas”).
La contemplazione del cuore di Gesù oggi rende feconda la Chiesa di nuovi cammini di santità e si presenta per gli uomini del nostro tempo, bisognosi della misericordia divina, come un annuncio di speranza perché “sulle macerie accumulatesi a causa dell’odio e della violenza , si costruisca la civiltà dell’amore, il regno del Cuore di Cristo” (Giovanni Paolo II, messaggio al Preposto Generale della Compagnia di Gesù, P. Peter Kolvenbach, 5 ottobre 1986).

III. Consacrarsi al Cuore di Gesù per rimanere
“Radicati ed edificati in Cristo e saldi nella fede” (Col 2,7)
La consacrazione al Cuore di Gesù è un atto con il quale noi giovani del mondo, guidati dal Santo Padre, vogliamo rivolgere il nostro sguardo fiducioso a Gesù Cristo, perché ci aiuti a vivere “Radicati ed edificati in Cristo e saldi nella fede” (Col 2,7).
Si tratta di rivivere dentro di noi l’esperienza del discepolo amato che contemplando il cuore aperto di Gesù sulla Croce, crede nel suo amore e si converte in suo testimone. “Chi l’ha visto ne dà testimonianza” (Gv 19,35).
Per questo motivo è anzitutto un atto di fede. L’invito del Santo Padre a consacrarci al Sacro Cuore di Gesù è un invito a consacrare la nostra fede: “Crediamo fermamente che Gesù Cristo ha donato se stesso sulla Croce per offrirci il suo amore; nella sua Passione ha portato le nostre sofferenze, si è fatto carico dei nostri peccati, ci ha ottenuto il perdono e ci ha riconciliato con il Padre, aprendoci il cammino della vita eterna” (Messaggio GMG). Tutto ciò confessiamo non solo in virtù della conoscenza delle verità in cui crediamo, ma come frutto di una relazione personale con Cristo, creata dalla fiducia nell’Amore del suo Cuore. In più, questa professione di fede la realizziamo in unione con il Santo Padre, i vescovi ed i pastori della Chiesa, mostrando che la nostra “fede personale in Cristo è vincolata alla fede della Chiesa” (Messaggio GMG). È nel cuore della Chiesa dove risuonano i battiti del Cuore di Cristo.
È in secondo luogo un atto di speranza. Il Papa non solo consacra ciascuno di noi al Sacro Cuore, ma consacra “tutti i giovani del mondo” al Sacro Cuore di Gesù. I giovani di oggi sono la speranza del futuro della Chiesa e della umanità. Tramite la Consacrazione noi giovani, con il Papa,vogliamo affermare che “senza il Cristo, morto e risorto, non c’è salvezza. Che solo Lui può liberare il mondo dal male e far crescere il Regno della Giustizia,della pace, dell’Amore al quale tutti aspiriamo” (Messaggio GMG). Uniti in “un solo Cuore”, preghiamo con tutta la Chiesa: “Vieni Signore Gesù”, aiuta noi giovani del Terzo Millennio ad essere artefici della civiltà dell’Amore che si costruisce “quando le persone e i popoli accolgono la presenza di Dio, lo adorano in verità ed ascoltano la sua voce” (Messaggio GMG).
Infine, la consacrazione è un atto d’amore. Noi giovani del Terzo Millennio, come San Tommaso, vogliamo “toccare Gesù, mettendo le mani nei segni della sua Passione, i segni del suo Amore” (Messaggio GMG). Consacrandoci “tocchiamo Gesù”, rinnovando la grazia del nostro Battesimo con la quale siamo stato introdotti pienamente in quest’Amore. Si rafforza in noi il desiderio di bere costantemente alle sorgenti della vita divina che sono i Sacramenti, specialmente l’Eucaristia e il Sacramento del Perdono. Infine, siamo introdotti nel suo sguardo misericordioso per poter sempre essere vicini ai più poveri ed ai malati, diventando così per essi manifestazione tangibile dell’Amore di Dio.
Come il discepolo amato anche noi siamo invitati ad “accogliere Maria nella nostra casa”. Ci consacriamo al Cuore di Gesù tenendo presente la Vergine come speciale mediatrice. Lei che “accolse con fede la Parola di Dio” c’insegna a credere nell’Amore, ad affidarci a Lui ed ad essere suoi testimoni tra i nostri fratelli.

sabato 16 luglio 2011

Agosto 2011 ad Assisi: ESERCIZI SPIRITUALI PER GIOVANI


Caro giovane "in ricerca",
che forse già hai chiesto al Signore di illuminarti sul senso e la direzione da dare alla tua esistenza, vengo a ricordarti una stupenda opportunità da vivere in agosto (da lunedì 1 a sabato 6) ad Assisi presso la Basilica di san Francesco.
 La proposta degli Esercizi S. è  rivolta a quei giovani (ragazzi e ragazze) che desiderano mettersi umilmente e con tanta disponibilità in ASCOLTO del Signore, per meglio comprendere la Sua Volontà. Ci guiderà nel cammino frate Giancarlo Paris (responsabile dei postulanti francescani di Brescia).
Le giornate saranno caratterizzate da forti momenti spirituali (vivremo accanto alla tomba di San Francesco!!), dalla preghiera personale e comunitaria, da ampi spazi di silenzio e quiete,  da momenti di condivisione fraterna e letizia francescana. Ciascuno avrà così la possibilità (finalmente lontani dal frastuono di ogni giorno che tutti stordisce) di aprire il  cuore e l' anima al Signore che ci vuole parlare e vuole incontrarci.

Se sei interessato/a scrivimi : fra.alberto@davide.it.
Puoi vedere il programma delle giornate al sito del CNPGV  di Assisi
Incoraggio e benedico ciascuno nel faticoso cammino di discernimento.

frate Alberto

Assisi- Tomba di San Francesco

sabato 9 luglio 2011

P. MARTIN BENEDICT: frate e medico

Caro giovane fratello "in ricerca" che forse spesso te ne resti chiuso nei tuoi dubbi e nei tuoi timori, nell'incertezza lacerante di seguire o no il Signore...a te propongo oggi  l'esempio fortissimo di un frate francescano che recentemente ho avuto modo di conoscere. Nei giorni scorsi infatti, ho visitato il nord della Romania , dove operano da secoli i Francescani Minori Conventuali; a loro si deve la presenza cattolica  in una nazione per gran parte di fede Ortodossa. Ebbene, terminata la seconda guerra mondiale, durante il periodo del comunismo, i nostri frati furono spietatamente perseguitati, molti deportati ed esiliati, molti condannati al carcere duro per anni. Alcuni, segretamente e a fronte di enormi rischi personali, continuarono la loro azione tra il popolo. Una di queste figure straordinarie è il servo di Dio P. MARTIN BENEDICT (1931-1986), frate e medico. Di lui, nei miei giorni in Romania ho visitato la semplice casa nel villaggio di origine e la sua tomba, meta continua di gente e fedeli. Di seguito vi lascio alcune note biografiche di P. Martin con l'intento di appassionare ciascuno di voi un pò di più al Vangelo e a Gesù, nella convinzione che servire il Signore con tutto il cuore e noi stessi come ha fatto lui...ne vale davvero la pena!!!

Caro amico, se anche nel tuo cuore hai intuito qualche volta questo desiderio e invito, non lasciarlo sepolto, ma ascoltalo e seguilo con gioia e passione: il Signore ti attende..tanta gente bisognosa aspetta te e non altri..
Ti benedico e incoraggio. frate Alberto


Il Servo di Dio, P. Martin,  nacque a Galbeni (Romania) nel 1931 da genitori contadini. Dopo la scuola elementare nel paese natale (1938-1945), entrò nel settembre 1945 nel nostro Seminario di Halaucesti frequentandovi per tre anni la scuola. Con l'inizio della persecuzione ufficiale della Chiesa Cattolica e la nazionalizzazione delle scuole, completò la scuola superiore nel liceo a Bacau, iscrivendosi successivamente alla facoltà di medicina all'universita di Iasi, dove si laureò nel 1957.
Esercitò la professione di medico a Raducaneni, Tatareni, Bacau e finalmente all'ospedale di Onesti (dal 1962 alla morte). Nel 1972 si ammalò gravemente all'intestino, subendo ben tre interventi nel giro di pochi giorni. I medici erano del parere che in breve tempo sarebbe morto. Invece è vissuto ancora per 14 anni, e tutti consideravano la sua vita un miracolo. Fu allora che la sorella Varvara, suora clandestina, si stabili presso di lui.
Dopo ininterrotti contatti con i nostri frati (specialmente P. Gheorghe Patrascu) decise di continuare la sua preparazione alla vita religiosa e al sacerdozio. Sotto la guida di P. Patrascu, ministro provinciale di Romania in incognito, clandestinamente fece il noviziato, emise la professione temporanea nel 1976 e quella solenne nel 1979 (poiche non venivano tenuti registri a causa della particolare situazione storica, non conosciamo la data precisa) e fu ordinato sacerdote (sempre in modo segreto) il 14 settembre 1980 dal vescovo greco-cattolico Alexandru Todea a Slanic Moldova.
Durante tutto questo tempo continuò il suo servizio in ospedale, senza far scoprire agli agenti della "Securitate" (polizia segreta) la sua professione religiosa e il suo stato sacerdotale. Nel proprio appartamento, dove aveva un piccolo oratorio, celebrava la Santa Messa tutti i giorni. Per la sua continua preghiera, i fedeli lo chiamavano "il medico che prega molto", e per la sua bontà e per il suo servizio appassionato "il nostro padre medico". Si occupava non solo della salute corporale ma anche dell'anima dei suoi malati, esortandoli a pregare, a confessarsi, a regolare la loro vita matrimoniale... Militò soprattutto contro l'aborto e difese la dignità della persona umana con i suoi inalienabili diritti. Contribuì inoltre all'edificazione di alcune chiese malgrado l'ostilita del regime comunista allora al potere.
Durante il pellegrinaggio a Roma per la beatificazione del cappuccino romeno fra Geremia da Valacchia, avvenuta il 30 ottobre 1983, (durante la messa lesse in veste di laico un'intenzione della preghiera dei fedeli con un'aggiunta improvvisata, dove pregava per i "religiosi", che mise in allerta ascoltatori interessati). Si avviarono su di lui subito delle indagini per le quali fu riconosciuto come sacerdote dalla polizia segreta e da allora cominciarono le persecuzioni (con arresti, interrogatori, avvertimenti, tentativi di avvelenamento e di investimento d'auto), che terminarono con la morte sopravvenuta il 12 luglio 1986.
Un anno dopo la sua morte, l'acqua del pozzo situato a fianco della casa del paese natio cominciò misteriosamente a diffondere profumo e gusto di rose. Galbeni (il suo villaggio natale) divenne, in brevissimo tempo, meta di pellegrinaggio e l'evolversi degli avvenimenti suscitava una forte preoccupazione per la "Securitate". Tuttavia ogni loro tentativo di fermare il flusso della gente falliva sempre. Circolavano voci di tanti miracoli di guarigione compiuti e la gente cominciò a pregare con devozione e chiedere l'aiuto e la grazia di Martin. Il suo ricordo è vivo e conservato sia nella Provincia dei Frati Minori Conventuali che presso i laici. Il processo di canonizzazione è iniziato il 14 aprile 2007.
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PREGHIERA
O Trinità Santa,
ti ringraziamo per aver donato alla Chiesa
il servo Martin Benedict
e per averlo chiamato ad essere medico delle anime e dei corpi.
Con l'amore e la pazienza che tu gli hai donato
egli ha offerto la sua intera vita
per la difesa della dignita e della libertà umana
e per il servizio ai malati e ai poveri.

Guarisci, ti preghiamo, per sua intercessione,
le ferite delle anime e dei corpi di coloro che,
con fede e con amore, vengono a Te.
Come hai donato a lui un fervido amore per la Santa Eucaristia
e un coraggio invincibile di fronte alle avversità di questo mondo,
cosi dona anche noi, con il suo esempio,
il dono di essere fra gli uomini volti vivi della Tua bonta,
e di camminare con decisione e slancio sulle Tue sante vie.
Ti preghiamo ancora Signore, se è tua volonta,
di innalzarlo alla gloria degli Altari a lode della Tua gloria.


Amen.









sabato 2 luglio 2011

I francescani e l'Immacolata

2 luglio 2011, sabato
Cuore Immacolato di Maria


La grotta di Lourdes
 “Vengo o Madre
soltanto per guardarti, piangere di gioia,
per sapere che io sono tuo figlio
e che tu sei qui!
Un istante solo, mentre tutto s’arresta.
Essere insieme a te, Maria,
dove sei tu!
Non dir nulla, non cantare,
solo perché il cuore è troppo pieno.
(…)
Semplicemente perché tu esisti,
Madre di Gesù,
sii ringraziata e benedetta”.

(P. Claudel)

Maria accompagni il nostro cammino,
soprattutto guidi e sostenga tutti i giovani