venerdì 30 gennaio 2009

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Cari amici,
ecco a voi 2 stupendissimi video ovviamente "vocazionali"; sono stati realizzati dalla diocesi di New York e pare abbiano avuto una grandissima risonanza; lasciate che tocchino anche il vostro cuore!


http://it.youtube.com/watch?v=7_SXSpzx4hY&feature=related

giovedì 29 gennaio 2009

Se ti chiama... buttati!


Se ti chiama... buttati!

Uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli li ammaestrava. Nel passare, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: “Seguimi”. Egli, alzatosi, lo seguì.
Mentre Gesù stava a mensa in casa di lui, molti pubblicani e peccatori si misero a mensa insieme con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano. Allora gli scribi della setta dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: “Come mai egli mangia e beve in compagnia dei pubblicani e dei peccatori? ”. Avendo udito questo, Gesù disse loro: “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori”.
(Marco 2, 13-17)

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Che fatica decidersi nella vita. Che faccio? Dove vado? Che studio? Ci sarà uno sbocco positivo a questa strada? Non è che mi metto a studiare per avere una laurea e poi mi ritrovo a stare in stand by tutta la vita? Mi sposo? E se dopo un anno, come è capitato ai miei amici, non riesco più a spartire vita con la persona che ho scelto? Qual è la mia vera strada? C’è qualcuno che mi aiuta a trovare la strada giusta? C’è un satellitare infallibile? Spesso forse siamo in attesa che sia qualcun altro che decide per noi, per non caricarci della responsabilità della scelta, e così scaricare su altri i nostri fallimenti.
Qualcuno invece non si pone tanti problemi di scelta. Ha trovato due o tre occasioni, le ha seguite, una gli sembra buona e se ne sta tranquillo a vivere di rendita. È una vita senza lode e senza infamia come tutte del resto. Non faccio niente di speciale, ma sto bene, ho amici, ho fascino, ho soldi, che vuoi di più? A un certo punto però si accorge che c’è qualcosa che non quadra nella sua esistenza oppure viene posto di fronte con evidenza a una luce, a un’intuizione, a una verità che gli fa cambiare radicalmente strada, gli si aprono gli occhi, percepisce dentro una voce, una spinta che non lo lascia tranquillo.
Levi era uno di questi. Pacifico, stava a contare i suoi soldi in banca, a spostare danaro, a fare bonifici; aveva un lavoro fisso, disprezzato da tutti perché se la intendeva per forza di cose con i romani, che occupavano la Palestina; un avvenire sicuro, una cerchia di amici della stessa risma che gli faceva da cortina di fumo per non vedere i problemi, qualche bella cena, qualche buona avventura e guadagno sicuro. Della rispettabilità non gli interessa, tanto per i soldi tutti si creano una maschera e fanno tacere a pagamento se fosse possibile anche la coscienza.
Ma un giorno gli capita al banco, dove sta contando euro a non finire, Gesù. E Gesù punta su di lui lo sguardo, il dito, la sua persona, la sua voce perentoria, tutto il suo fascino e gli dice: Seguimi! È un fascio di luce, un dito puntato, uno stupore, una sorpresa: ti serve qualche donazione per i quattro straccioni che ti seguono dovunque vai? Hai progetti ambiziosi che ti posso finanziare? Ma Gesù non è venuto a chiedere le sue cose, ma la sua stessa vita, l’ardore del suo lavoro, l’intelligenza dei suoi pensieri da applicare al suo Regno non a quello di Mammona. E Levi capisce: proprio me chiami? È me che vuoi? Con tutte le banchieri che ci sono ti rivolgi proprio a me? e alzatosi, messosi dritto davanti a Gesù, davanti alla vita, davanti a un nuovo futuro, nella dignità di tutta la sua umanità, provocata a risorgere da questo invito, lo seguì. Gli è andato dietro, lo ha messo davanti a se come una meta, una forza irresistibile, una luce abbagliante, un calore confortante ed è diventato apostolo, mandato ad annunciare, non più seduto a contare.
Continua ancora la sua vita di relazione, ha ancora i suoi amici, sicuramente deve giustificare loro perché abbandona la sua ricca posizione sociale per correre dietro a un predicatore che non si sa quanto raccomandabile sia; sta di fatto che vuole che Gesù incontri questa sua potente fasciatura, tutto il mondo di pubblicani che lo accerchia.
E Gesù va con grande scandalo dei benpensanti a sradicare certezze e a portare la sua speranza. Gesù non disdegna nessuna delle nostre mense, si fa compagno di tutti, non ha paura, vuole solo la nostra felicità. Li vede spaesati, ma lui li aiuta a alzare lo sguardo al cielo. È venuto per loro, non per stare nelle sacrestie del tempio a morire di fumo di animali bruciati. Questo Gesù passa ancora per banche e agenzie, per fabbriche e uffici, per borse valori e università e punta il dito e dice “seguimi”. Se lo ascolti avrai trovato la strada della felicità.

(Dimensioni nuove) Gennaio 2009 - autore: Domenico Sigalini

sabato 24 gennaio 2009

Signore proteggi


“Signore, proteggi i nostri dubbi, perché il Dubbio è una maniera di pregare. Esso ci fa crescere, perché ci obbliga a guardare senza paura le tante risposte a una stessa domanda.
E affinché ciò sia possibile, Signore, proteggi le nostre decisioni, perché la Decisione è una maniera di pregare. Dacci il coraggio, dopo il dubbio, di essere capaci di scegliere tra un cammino e l’altro. Che il nostro sì sia sempre un sì, e il nostro no sia sempre un no. Fa’ che una volta scelto il cammino, non guardiamo giammai indietro, né lasciamo che la nostra anima sia rosa dal rimorso.

E affinché ciò sia possibile, Signore, proteggi le nostre azioni, perché l’Azione è una maniera di pregare. Fa’ che il nostro pane quotidiano sia frutto del meglio di quanto abbiamo dentro di noi.
Che possiamo, attraverso il lavoro e l’azione, condividere un po’ dell’amore che riceviamo.
E affinché ciò sia possibile, Signore, proteggi i nostri sogni, perché il Sogno, è una maniera di pregare. Fa’ che, indipendentemente dalla nostra età o dalla situazione, siamo capaci di mantenere accesa nel cuore la fiamma sacra della speranza e della perseveranza.

E affinché ciò sia possibile, Signore, riempici sempre di entusiasmo, perché l’Entusiasmo è una maniera di pregare. È lui che ci unisce ai Cieli e alla Terra, agli uomini e ai bambini, e ci dice che il desiderio è importante, e merita il nostro impegno. È lui che ci dice che tutto è possibile, purchè ci impegniamo totalmente in ciò che facciamo. E affinché ciò sia possibile, Signore, proteggici,
perché la Vita è l’unica maniera che abbiamo per manifestare il Tuo miracolo. Che la terra continui a trasformare la semente in grano, che noi continuiamo a tramutare il grano in pane.
E questo è possibile solo se avremo Amore - dunque, non lasciarci mai in solitudine. Dacci sempre la Tua compagnia, e la compagnia di uomini e donne che hanno dubbi, agiscono e sognano, si entusiasmano e vivono come se ogni giorno fosse totalmente dedicato alla Tua Gloria.”


Paulo Coelho, “L’istante sacro”

venerdì 23 gennaio 2009

Incontro vocazionale 17-18 gennaio 09

Sabato 17 e domenica 18 gennaio ecco riprendere finalmente gli incontri vocazionali del Gruppo san Damiano: oramai non ci si vedeva dal ponte dell'Immacolata trascorso ad Assisi . Il gruppo si vede arricchito della presenza di un altro giovane (10 in totale). L'appuntamento è ancora una volta a Brescia (vedi lo stupendo chiostro nella foto sopra) dove, il sabato pomeriggio abbiamo dedicato spazio alla preghiera e all'adorazione mentre il dopo cena ci ha riservato una stupenda serata di fraternità in compagnia dei postulanti (davvero una "razza" speciale e dotata di mille risorse!). La domenica ci ha visti presenti invece al tradizionale incontro annuale con tutti i gruppi di ricerca vocazionale presenti nella Diocesi di Brescia; l'appuntamento era presso il seminario diocesano dove ci ha accolto paternamente il Vescovo Luciano Monari che ci ha guidato nella riflessione e nell'ascolto della Parola, proponendoci un brano dagli Atti degli Apostoli e l'esperienza dell'Apostolo Paolo. La celebrazione eucaristica ha coronato una giornata molto bella di scambio, di incontro e di incoraggiamento fra i tanti giovani presenti accomunati dal desiderio di lasciar parlare il Signore nella loro vita. Ripartendo per le nostre case, è stato bello constatare che ci si salutava ormai con quella famigliarità e semplicità che evidenzia un tratto di cammino (per quanto breve) già fatto insieme da ottobre; l'appuntamento è per sabato 7 febbraio sempre presso il convento S. Francesco di Brescia.


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Di seguito riporto il commento al testo proposto dal Vescovo Luciano Monari:

(N.B. il testo del commento è stato rilevato come "amanuense" dal sottoscritto f. Alberto e riportato in uno stile parlato con riferimenti biblici, ma non rivisto dall’autore).
Paolo si è convertito; oramai è un discepolo di Gesù e come ogni discepolo gli importa prima di tutto di ascoltare la sua Parola e di compiere la sua volontà. Nei confronti dei cristiani da persecutore ne è diventato ora condiscepolo, fratello. Inizia da qui la sua nuova avventura di credente che testimonia che “Gesù è il figlio di Dio”, e fa questo andando a predicare con perseveranza nelle sinagoghe, in quegli stessi luoghi che lo avevano visto nei panni del rigido custode della legge ebraica.
Paolo è dunque ora un cristiano, un discepolo, ma anche un Apostolo: in lui Fede e Missione sono un tutt’uno. La fede infatti per Paolo non è un dono privato, la sua al contrario è l’ottica dell’Apostolo. Emerge qui del resto anche la sua specifica peculiarità, la sua propria e individuale vocazione: Paolo è fatto così!!!
Dall’agire di Paolo possiamo dedurre alcune considerazioni buone anche per noi:
1) Il Vangelo non è mai un fatto privato.E' invece una salvezza per tutti, e vuole e deve coinvolgere l’intera storia, l’intera umanità. Il progetto del cristiano è pertanto universale, a tutto dà senso, significato e interpretazione. E’ rivolto a tutti gli uomini perché l’intera umanità sia un popolo fiducioso nella speranza e nell’Amore. Il Vaticano II specificava bene al riguardo, come “missionaria”, l’identità della Chiesa così pure l’identità del cristiano che si definisce per il “servizio e la diaconia”. Il Vangelo per Paolo è esperienza di Vita, di Libertà e di Salvezza e ha dunque in sé l’energia e la profondità per dare ad ogni uomo la vita piena, la gioia piena. E’ un tesoro, un Dono da comunicare e da passare assolutamente. La vocazione è missione!!
2) Il Vangelo, la buona notizia da annunciare, è che Gesù è il figlio di Dio.
Tutta la predicazione di Paolo parte da questa convinzione: “Gesù figlio di Dio”. Dunque al primo posto nell’annuncio di Paolo,e nella sua vita, vediamo Gesù: Lui, una persona, il suo cuore, un volto. La Fede non è altro che questo rapporto privilegiato di amore e di amicizia con Gesù. Se Gesù è infatti il Figlio di Dio e dunque il Vivente, il Risorto, posso ascoltarlo, incontrarlo, invocarlo..I suoi interessi, i suoi desideri, i suoi gesti, devono diventare i miei, perché a questo conduce ogni amicizia autentica.
Credere (fede) e proclamare(annuncio) che Gesù è il Figlio di Dio significa anche che nella sua amicizia posso incontrare Dio Creatore, il Dio Altissimo e che in Gesù mi è possibile fare un’esperienza di vita davvero liberante, ampia. In Gesù posso scoprire che Dio ha fatto il mondo perché entri attraverso di Lui nella sua ricchezza di vita. Confronta quanto Paolo afferma nella prima lettera ai Corinzi:
(1Cor15,20-28) http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PXS.HTM
Da questo testo appare come sia fondamentale che Gesù sia il Figlio di Dio e come nella sua amicizia sia data ad ogni uomo la possibilità di superare la paura e la seduzione che ci viene dal mondo. Noi infatti, se ci pensiamo bene, viviamo, quasi da piccoli/isignificanti microbi, in una realtà talmente vasta da darci il capogiro; viviamo in un pianeta che a sua volta è parte di un sistema solare che rimanda ad una galassia e così via….E’ un dato di fatto, troppo spesso trascurato, che noi siamo una piccolissima porzione di un universo amplissimo, estremamente più vasto e ampio di noi (in spazio , in tempo, in possibilità) : il mondo è più grande di me!!! Tutto questo suscita nel nostro cuore, anche inconsapevolmente, tanta PAURA:
=paura perché dovrò morire; paura perché intuisco che il mondo non finisce con me, ma continua nonostante me e senza di me.
=paura perché ho dei bisogni concreti nella mia vita (mangiare, dormire, amicizia, aiuto, assistenza e sostegno…ecc.) e dentro a questi bisogni si accompagna la Paura che questi non possano essere soddisfatti, perché il mondo non mi dà tutto quello di cui ho necessità.
Ma accanto alla PAURA il mondo può toccarmi anche con la sua SEDUZIONE: dei soldi, del potere, del lavoro, del successo, della bellezza….
Chi mi libera dalla PAURA? Chi mi libera dalla SEDUZIONE? Troverò un ‘autentica liberazione solo appoggiandomi ad ALTRO dal mondo, solo appoggiando la mia vita in DIO. Se Gesù fosse solo un uomo e non il Figlio di Dio anche lui sarebbe sottomesso alla paura e alla seduzione; poiché invece è il Figlio di Dio egli è ALTRO dal mondo e in lui l’Amore eterno di Dio diventa il mio punto forza.
Chi è dunque il cristiano? Non il “suddito” del mondo, lo schiavo della paura e della seduzione del mondo, ma il RE e signore!!! Il cristiano è colui che non si inginocchia al mondo!!! Questa regalità me la dà Gesù il Figlio di Dio! Se mi appoggio a Lui sono LIBERO!

3) L’annuncio del Vangelo passa per la sofferenza.Paolo era stato un persecutore dei cristiani, mosso da un profondo odio nei loro confronti e da grande zelo nel suo agire. sentiva il dovere di combattere per la sua religione! Di certo, questo rivela a livello interiore un atteggiamento di grande verità e sincerità: crede di rendere in tal modo culto a Dio. Ora però i giudei sono sconvolti; Paolo infatti parla loro di Gesù come il Cristo e di come in Cristo Gesù tutta la dinamica della Sacra Scrittura trovi il suo compimento e completamento. Ma questa affermazione se è decisiva per Paolo è odiosa per i Giudei che pertanto pensano di ucciderlo; deve quindi fuggire per salvarsi la vita: il Vangelo del resto non ci chiede di cercare la persecuzione, ma di testimoniare! Negli Atti si coglie tutta la sofferenza a cui è soggetto Paolo nella sua missione (minacce, persecuzioni…ecc.); è un cammino il suo costellato di rifiuti, odio, ferite, dubbi…ben descritto nella lettera ai Corinzi (2Cor 11)http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PY4.HTM.
Vi cogliamo però anche come , via via che il suo rapporto con il Signore si fa più forte, Paolo diventi sempre meno timoroso, più deciso, convinto. Ce lo ricorda anche il Salmo 84 http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PHB.HTM: chi si affida al Signore di nulla teme anche se il cammino è rischioso e disagiato.
La sua esperienza comunque non è mai facile: con i Giudei, ma neppure con i credenti. Spesso infatti il suo apostolato nelle comunità sarà poco accolto così come il suo ingresso nella chiesa di Gerusalemme sarà faticoso e guardato con sospetto (era stato un persecutore!!). Toccherà a Barnaba garantire su di lui, assicurando i fratelli che Paolo: ha visto il Signore; che il Signore gli ha parlato; che a Damasco non ha avuto timore di compromettersi e mettere in gioco se stesso per Gesù.
4) Il Vangelo apre sempre ad una novità, ad una speranza.
Il testo degli Atti che abbiamo commentato, per certi aspetti drammatico, si conclude però sottolineando la PACE che sta regnando in tutta la Chiesa, una Chiesa che cresce e cammina nel timore del Signore e che è colma del conforto dello Spirito Santo. Vale a dire: la Chiesa cresce e cammina SEMPRE e il Signore non le fa mancare il suo aiuto e la sua presenza!!!! Una speranza che mai deve venire meno anche in noi.
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Preghiera conclusiva
Padre onnipotente e misericordioso, tu hai chiamato l'apostolo Paolo, lo hai risevato per te perchè fosse testimone ed annunciatore dell'Evangelo in tutto il mondo.
Paolo non ha deluso le tue attese,
ha testimoniato il tuo amore che salva senza mai tirarsi indietro,
anche a costo di subire catene e persecuzioni, sofferenze e umiliazioni.
Davvero la risposta di Paolo alla chiamata sulla via di Damasco
ha sconvolto la sua vita,
ma l'ha resa degna di tale nome.
La fedeltà alla tua chiamata è costata a Paolo lacrime e sangue,
ma il tuo amore ha fatto dire a Paolo
che si è più beati nel dare che nel ricevere.
Ti chiediamo perciò o Padre,
la costanza di lasciarci condurre dallo Spirito
perchè la Parola diventi carne in noi..
Ti chiediamo di mettere in noi
una sana inquietudine che non ci consenta mai
di adagiarci sulle nostre certezze dimenticando la luce della tua Parola.
Allora impareremo a rendere testimonianza a Gesù tuo Figlio,
con l'umile certezza di chi è consapevole di appartenere a Lui
e trova in Lui la forza per non vergognarsi mai del suo Vangelo.
AMEN




venerdì 16 gennaio 2009

Incontro con il cardinale Carlo Maria Martini


Sabato pomeriggio 8 novembre 2008 il gruppo San Damiano ha vissuto un incontro davvero straordinario con il cardinale Carlo Maria Martini. Siamo infatti andati a fargli visita all'Aloisianum, il collegio dei gesuiti di Gallarate, dove da qualche tempo si è ritirato dopo l'esperienza di Gerusalemme. Il nostro desiderio era prima di tutto di ringraziarlo personalmente per la stupenda preghiera che ha composto per il nostro gruppo di giovani in ricerca; in secondo luogo eravamo ansiosi di poter ascoltare e portare il nostro affetto ad un pastore della Chiesa tanto significativo. Insieme abbiamo trascorso circa un'ora nella quale il cardinale ha voluto sapere i nomi di ciascuno e le provenienze e in particolare si è poi soffermato sul tema vocazionale ricordando come quando era Arcivescovo di Milano questo fosse sempre al centro dei suoi incontri con le migliaia di giovani che accorrevano in duomo per ascoltarlo.

Forte è stato soprattutto il suo invito a FIDARSI e a NON TEMERE di BUTTARSI e di RISCHIARE la vita per il Signore in una scelta DEFINITIVA anche se questo va in controtendenza con la cultura e il sentire dominante.



Per vedere alcune foto dell'icontro vai a:

giovedì 15 gennaio 2009

Preghiera del Gruppo San Damiano





















GESU' NOSTRA VIA, VERITA' E VITA

Gesù nostra via,
fa' che camminiamo
per i tuoi sentieri,
per quelli che tu hai previsto
per noi.

Gesù nostra verità,
fa' che ti possiamo conoscere
e avere la certezza della strada
che tu ci proponi.

Gesù nostra vita,
fa' che troviamo in te la pienezza
di ciò che tu ci prepari
in questa vita e per l'eternità.

(Carlo Maria cardinal Martini)

Questa stupenda preghiera è stata scritta appositamente
per il gruppo vocazionale dal cardinal Martini che
ringraziamo di cuore per la cortesia e l'incoraggiamento

Calendario 2008-9 del Gruppo San Damiano


CALENDARIO DEGLI INCONTRI GRUPPO SAN DAMIANO 2008-2009

1)Sabato 11 ottobre - Domenica 12 ottobre 2008:
In cammino (Brescia)
2)Sabato 08 novembre - Domenica 09 nov. 2008:
Chiamato per nome (Brescia)
3)Venerdì 05 dicembre - Lunedì 08 dic. 2008:
Incontro a Francesco (Assisi)
4)Sabato 17 gennaio - Domenica 18 gen. 2009:
Chi cammina con me? (Brescia-incontro col Vescovo)
5)Sabato 07 febbraio - Domenica 08 feb. 2009:
Chi sei, Signore? (Padova-Basilica del Santo)
6)Sabato 28 febbraio - Domenica 01 marzo 2009:
Oscurità e tentazioni (Brescia)
7)Sabato 28 marzo - Domenica 29 marzo 2009:
Pellegrini e forestieri (Corticelle Pieve-Pellegrinaggio)
8)Mercoledì 29 aprile - Domenica 03 maggio 2009:
Fraternità e servizio (Grumello al Monte-Bg)
9)Sabato 06 giugno - Domenica 07 giugno 2009:
Va', perché io ti mando (Brescia)
10)Lunedì 10 agosto - Sabato 15 ag. 2009:
Esercizi Spirituali Francescani (Assisi)
Gli incontri si svolgono solitamente dalle ore 16,00 del sabato alle 16,00 della domenica a Brescia presso il convento S. Francesco. Per i giovani che giungono dalla zona veneta è possibile ritrovarsi alla Basilica del Santo (Pd) per le 13,30 e raggiungere il luogo designato insieme ai frati.

Il Gruppo San Damiano

Un giorno Francesco passò accanto alla chiesa di san Damiano quasi in rovina e abbandonata da tutti. Condotto dallo Spirito, entrò a pregare, prostrandosi supplice e devoto davanti al Crocifisso...L'immagine di Cristo Crocifisso, dal dipinto, gli parlò movendo le labbra: "Francesco - gli disse chiamandolo per nome - va e ripara la mia casa che, come vedi, è tutta in rovina". (dalla vita di San Francesco)
"SIGNORE COSA VUOI CHE IO FACCIA?"E' la domanda che il giovane e inquieto Francesco d'Assisi rivolge al Signore per dare alla sua vita pienezza e felicità. Francesco si rende attento alla voce di Dio: nella preghiera e nell'ascolto della Parola accoglie con entusiasmo l'invito del Signore a seguirlo.
Se anche tu sei un giovane alla ricerca della volontà del Signore, se il tuo cuore è attratto o incuriosito dalla nostra vita religiosa francescana.....
VIENI AL GRUPPO SAN DAMIANO per ascoltare il Signore, verificare i tuoi interrogativi, confrontarti con altri giovani, conoscere noi frati e il nostro stile di vita di fraternità e servizio.
COSA E' IL GRUPPO SAN DAMIANO? Il Gruppo Vocazionale francescano "San Damiano" riunisce giovani (17-35 anni) che desiderano interrogarsi su una possibile chiamata alla vita francescana. Per il Nord Italia ci si ritrova circa una volta al mese (da sabato pomeriggio alla domenica pomeriggio - da ottobre a giugno) solitamente nel convento francescano di Brescia o in altri conventi del Nord. Anche nelle altre regioni (centro-sud-isole) il gruppo è attivo e promosso dai Frati Minori Conventuali. Al Nord è guidato dal sottoscritto frate Alberto proveniente dalla Basilica del Santo in Padova; vi è poi frate Giancarlo da Brescia (rettore dei postulanti) e altri giovani frati che si alternano ogni anno.
Il pomeriggio del sabato è solitamente dedicato alla preghiera in un clima meditativo e di quiete per poter rientrare in noi stessi lontano dai frastuoni quotidiani che ci impediscono di ascoltare in profondità i suggerimenti dello Spirito. La domenica mattina, è invece dedicata ad approfondire tematiche inerenti la vocazione (desideri, paure, tappe..sogni..) alla luce della Parola del Signore e dell'esperienza di S. Francesco. Sempre molto interessante e utile la testimonianza di un "postulante", uno dei ragazzi che vivono già stabilmente presso il convento di Brescia come lo scambio schietto e sincero fra i giovani del gruppo, i frati, la comunità ospitante...E' bello e importante ascoltare il cammino che anche altri coetanei hanno fatto e stanno facendo, utile questo immergersi per due giorni in una realtà francescana spesso del tutto sconosciuta. Il Gruppo san Damiano rappresenta una bellissima opportunità di discernimento per ogni giovane "in ricerca" della vocazione del Signore per la propria vita garantendo uno sguardo libero e aperto sulla nostra dimensione francescana; un'occasione unica di coonoscenza, di vicinanza, di approfondimento dei valori e delle scelte ispirate da san Francesco.