martedì 4 febbraio 2020

Cos'è la vocazione?

Pellegrini sul Cammino di sant'Antonio- fra san Pietro in Pedriolo e Dozza
Vuoi sapere come investire la vita? Qual è la tua strada? È il problema di tutti. Il tuo interrogativo è serio perché ognuno ha una vocazione, anzi è "una vocazione" e la riuscita dipende dalla risposta che ognuno sa dare: vivere infatti è rispondere. Come scoprire la propria vocazione? Leggi il seguito.
COSA E' LA VOCAZIONE?
Da ogni seme può nascere un fiore - Cos'è una vocazione se non un piccolo seme? Un germoglio da annaffiare e coltivare con ogni premura e delicatezza...!?

La vocazione non è una scelta, ma una risposta - L’uomo è per natura e per vocazione un essere oreintato a Dio. Da Dio viene e a Dio ritorna. L’uomo è creato per vivere in comunione con Dio, nel quale trova la propria felicità. Nel Vangelo vediamo Gesù chiamare a sé quelli che poi farà suoi discepoli: “Non siete voi che avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga”. (Gv 15,16) All’origine di ogni autentica chiamata vi è dunque il Signore che sceglie e invita alla sua sequela. Questa chiamata e questo essere inviati nel suo nome valgono per ogni strada, sia pure in forme e modalità diverse (matrimonio, vita consacrata, servizio laicale, missione ecc.).  La vocazione, dunque, non si può costruire a tavolino, non ce la diamo da soli; la si riceve da Dio. Questo è il senso proprio della parola vocazione, che significa “chiamare”.

Come faccio a conoscere la volontà di Dio su di me? - Pregando ogni giorno, dialogando con Dio che ti riveli dove e come la tua vita sarà in pienezza. Non chiedere unicamente a te stesso “ Cosa voglio fare per la mia vita?” Questo è una domanda parziale! Invece, poniti anche un'altra domanda: “Gesù, cosa vuoi che io faccia?”, come chiedeva spesso San Francesco all'inizio della sua ricerca. Mettiti dunque in un atteggiamento di ricerca, di domanda e soprattutto di ascolto! Il primo luogo di rivelazione è il cuore. Ascolta con il cuore! Prova a cogliere alcuni segni che parlano nella tua vita; confronta poi possibilmente la tua vita e i tuoi sogni e i tuoi timori con una Guida, un Padre spirituale, un sacerdote o un religioso buono che ti accompagni nel discernimento...(fondamentale!!!).

Qual è il fine di ogni vocazione? -  In ogni chiamata, vi è un appello di Dio per compiere qualcosa di specifico per Lui e per il Suo Regno. Dio mi ha creato, mi ha preso per mano e il suo sogno è quello di condividere in tutto la mia vita, perchè io sia felice e abbia un vita piena, autentica, "eterna"! La prima vocazione di ogni persona è pertanto la santità: tutti (sposati e non, laici e clero, giovani e vecchi, donne o uomini..) siamo invitati ad amare e seguire il Signore, a camminare secondo i suoi insegnamenti, cooperando alla missione iniziata da Gesù, amando e servendo gli altri. 

Posso essere felice se non seguo ciò che Dio ha in progetto per me? - Se non scopri e non tendi alla strada che davvero ti appartiene, la tua felicità risulterà parziale e non potrai mai essere così felice come avresti potuto esserlo, se tu avessi scelto di seguire la tua vocazione. Per questo è molto importante che tu la scopra e la segua. La vocazione è la decisione più importante che prenderai in tutta la tua vita. Certamente, ci sono prove e difficoltà in ogni vocazione. Diventare frate, prete, religioso o missionario, ma anche sposarsi, formarsi una famiglia, non toglie tutta la sofferenza dalla vita. Ma c’è grande gioia nell'appoggiare la propria vita a Gesù, soprattutto sapendo di essere nella sua volontà. 

giovane frate francescano in famiglia

4 commenti:

  1. Perché presso i frati minori conventuali gli anni di postulandato sono due e in altre comunità religiose sono ridotti ad uno o anche a sei mesi? Due anni non svilirebbero le motivazioni dell’aspirante?

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    1. Caro amico (come ti chiami?) , comprendo da un lato le tue perplessità, ma d'altra parte, la nostra scelta è legata ad una lunghissima esperienza in materia e ci pare, tuttosommato, la scelta migliore (soprattutto nell'interesse del giovane). In tempi di scarsità vocazionale , infatti, anche noi frati potremmo essere indotti ad affrettare le cose, riducendo tempi e accelerando la formazione...(per fare "mucchio"!!!)e soprattutto calcare la mano sullo slancio iniziale di un giovane che chiede di venire da noi. In realtà ci sta soprattutto a cuore il cammino e la vita di questi giovani che si rivolgono a noi. Due anni di postulato infatti sembrano tanti, ma in realtà sono il tempo necessario prima di tutto per ambientarsi e capire "dove si è" (in genere ci vogliono alcuni mesi), quindi per sbollire un pò i facili entusiasmi e consentire al giovane di vivere una vera e autentica esperienza francescana, dove non sono lesinate le difficoltà e i momenti di crisi sempre salutari, dove è possibile uno schietto confronto con noi frati (fatti di pregi e anche molti limiti..).E in genere, le difficoltà del percorso, le crisi vocazionali, si manifestano nel secondo anno..(mentre il primo solitamente fila via abbastanza liscio e sull'onda dell'entusiasmo iniziale). Il postulato di due anni è quindi a nostro parere un tempo "sensato" in cui il giovane ha la possibilità di interrogarsi seriamente sulla strada che intende intraprendere..: maturando la propria convinzione nella bellezza dellanostra vita, ma anche attraverso passaggi di crisi e difficoltà, vivendo in fraternità, crescendo nello spirito e nello stile del servizio. Un postulato di questo tipo (sempre secondo la nostra esperienza-non mi permetto di giudicare altre modalità) consente quindi di accedere al noviziato (in cui ci si decide per una scelta di vita e per la vita) e agli anni successivi con maggiore serenità e consapevolezza. Va detto poi che il postulato è ricordato da tanti frati come il tempo più bello e arricchente del loro cammino formativo per la molteplicità di proposte offerte e la libertà concessa di sperimentare da vicino la vita francescana prima comunque di grandi scelte. In ogni caso, se sei in ricerca e ti senti un poco intimorito da questo percorso, ti consiglio di andare in un nostro Portulato a vivere un'esperienza di alcuni giorni con i nostri giovani, per confrontarti anche con loro, conoscere più da vicino questa realtà e fartene un'idea personale. Ti ricordo e affido al Signore. Un abbraccio. Ti benedico. frate Alberto

      se mi vuoi scrivere personalmente: fra.alberto@davide.it

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  2. Lei parla di onestà con Dio e con se stessi ma come potremmo mai essere onesti se prima non ci "conosciamo"?Come possiamo essere "onesti" con noi stessi quando nelle "scelte"che facciamo siamo prede di emozioni?Il più delle volte "decidiamo,facciamo" solo
    perchè spinti da un fattore esterno,quasi mai da scelta ponderata,in questa situazione
    la "vocazione" è una "chiamata a tempo?

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    1. E' importante al riguardo, come spesso ripeto, un serio e schietto discernimento.

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