venerdì 29 novembre 2019

ANCH'IO POSSO DIVENTARE SANTO?

Lucio Fontana 1958 Io (non) sono un santo - Io sono una carogna (fronte e retro) 
Fondazione Lucio Fontana - Milano 

Pace e bene
cari amici in cammino e in ricerca vocazionale. 

Si ricordano oggi (29 novembre), tra noi frati e suore e laici legati alla spiritualità di san Francesco, i SANTI dell'Ordine francescano

Volendo parlarvi di questa nostra bella ricorrenza, parto da una riflessione nata in me, durante una recente visita ad una mostra, mentre ammiravo un'opera piuttosto enigmatica di un artista del '900, Lucio Fontana. A lettere semplici e "scolastiche" e piane e azzurre, questi sulla tela scrive: io sono un santo
Il quadro in realtà è tormentato da tagli e ferite e, fra parentesi, in alto si legge in matita un "non" (io "non" sono un santo). Sul retro invece, a lettere ocra, l'autore scrive: io sono una carogna

Non mi reputo di certo un esperto di arte contemporanea, ma pensando ai giovani in discernimento che seguo, mi è piaciuto scorgere in quest'opera una provocazione: da un lato ecco l'anelito genuino scritto nel cuore di tanti alla santità e anche, spesso, alla vita religiosa! Vale a dire, ad una vita attratta dal Signore Gesù e ispirata al vangelo e ai grandissimi ideali francescani, dall'altra anche la fatica e i dubbi e gli ostacoli e le incertezze e le tentazioni e i peccati e le ferite che pure fanno parte del loro vissuto (come del vissuto di ciascuno!)

Più in generale, quest'opera mi pare davvero rappresentativa della nostra umanità, segnata insieme dal male e da tante contraddizioni, eppure sempre anche dalla Grazia e dalla presenza del Signore, se sappiamo riconoscerlo e invocarlo e affidarci. 

Emblematici a questo punto mi sono sembrati quei tagli profondi e quelle incisioni che trapassano da parte a parte l'opera di L. Fontana; quasi un ponte possibile fra bene e male; fra il davanti e il retro, il visibile e il nascosto; passaggio e varco alla Luce e alla Grazia verso le zone più oscure e negative di noi. 

Da frate francescano, il mio pensiero è andato allora alle stimmate di san Francesco, ai buchi dei chiodi della croce nella mani e nei piedi di Gesù, alle ferite che inevitabilmente trapassano anche ciascuno di noi. Ferite che, in Gesù e solo in Gesù, possono trasformarsi in "feritoie" dove Lui può passare e risanare e ridare senso e nuova vita; piaghe che in Lui si trasformano in opportunità e rinnovata speranza, lacerazioni che solo per Gesù diventano occasioni di perdono e compassione e amore verso noi stessi e gli altri.

Questo cari fratelli è il cammino più autentico e possibile verso la santità. Non ci è chiesto infatti per essere tali una vita disincarnata e asettica o una perfezione irraggiungibile, ma il coraggio e l'umiltà di guardarci in verità e accoglierci con misericordia e compassione, lasciandoci continuamente trasfigurare e riplasmare e illuminare e ammaestrare dal Signore Gesù e dal suo Vangelo. 

E' un cammino dietro a Lui da iniziare ogni giorno con fiducia e letizia di cuore.  
Dunque...vi incoraggio e vi sono vicino!

Al Signore Gesù sempre la nostra Lode. 
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

Festa dei Santi Francescani

Festa dei Santi Francescani - 29 novembre 

Questo cammino è stato percorso nei secoli da tantissime persone che hanno creduto in Gesù: ecco i Santi!

L’Ordine Francescano è stato in ogni tempo focolare di santità. Si tratta di una grande folla proveniente da tutti i ceti sociali e da ogni popolo. Vi sono martiri, dottori, sacerdoti, fratelli religiosi, laici, vergini, sante donne…: santi famosi e conosciuti, così come figure "piccole" e nascoste e "minime". Una moltitudine immensa radunata intorno al Poverello di Assisi, “recante il segno del Dio vivo” nelle sue carni (le Sacre Stimmate). Uomini e donne che scegliendo l’umiltà e la povertà, hanno dissetato il loro cuore all’eterna fonte dell’Amore - Gesù – che solo dona la gioia e la pace vera. Per Lui si sono spesi senza misura, anche disposti a offrire la vita.

Il loro segreto: un SI’ , un ECCOMI, di consegna e abbandono assoluto nelle mani di Dio, Padre buono. Nel proprio tempo e secondo le rispettive capacità, hanno fatto di Gesù Cristo il centro della propria esistenza, diventando strumenti di pace e di speranza per molti: poveri, affamati, assetati, ignudi, malati, perseguitati, carcerati... Ogni loro parola "sa di Vangelo" e le loro opere "profumano di Cristo".

La festa di tutti i Santi dell’Ordine francescano, si celebra in questo giorno perchè il 29 novembre 1223, Francesco e i suoi primi frati ricevettero l'approvazione definitiva della Regola da parte di papa Onorio III. La pergamena originale è conservata ad Assisi, nella cappella delle reliquie della Basilica di San Francesco.

In questa ricorrenza noi frati francescani , facciamo memoria e rinnoviamo i Voti di castità e povertà e obbedienza pronunciati a suo tempo, pubblicamente, con la Professione Religiosa e, sull'esempio di san Francesco, nostro Serafico padre e di tanti Santi nostri confratelli, ci riconfermiamo nel desiderio e nella volontà di "osservare fedelmente il santo Vangelo".

La luminosa testimonianza dei Santi Francescani , può ricordare anche a tutti noi che la Santità non è un qualcosa del passato, né un itinerario per pochi o il privilegio di una élite ... Si tratta di una strada sempre aperta per chi decide di intraprenderla, un invito sempre nuovo per chi lo voglia accogliere e mettere in pratica.

martedì 26 novembre 2019

GIOVANI POSTULANTI FRANCESCANI (Brescia-Osimo)

Osimo - Ingresso in Postulato 2019 : rito della consegna del Tau
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Il Postulato è una delle prime grandi tappe nel cammino vocazionale di ogni giovane mosso dal desiderio di diventare frate francescano.
Vi si accede dopo un periodo previo di conoscenza e discernimento e confronto con i frati e la partecipazione al Gruppo san Damiano. In Italia, due sono le sedi: presso il convento san Francesco di Brescia e il convento san Giuseppe da Copertino ad Osimo.

Durante il Postulato i giovani hanno la possibilità di sperimentare più concretamente la vita francescana, vivendo per due anni in un convento e condividendo le giornate e la quotidianità concreta di una comunità francescana.
  • E' un tempo dunque di approfondimento e sperimentazione del carisma di San Francesco così come i suoi frati cercano di esprimerlo e realizzarlo nella semplice quotidianità.
  • E' un tempo, soprattutto di conversione e orientamento sempre più radicale al Signore Gesù e all'amore esclusivo per Lui e alla ricerca della sua volontà.
  • E' un tempo in cui poter vivere più da vicino gli ideali evangelici di povertà, missione, servizio, obbedienza, castità.
  • E' un tempo gioioso e affascinante e nello stesso tempo esigente per la fraternità condivisa - gomito a gomito - con altri ragazzi e i frati.
  • E' un tempo importante e prezioso per una maggiore conoscenza di sè e di verifica delle proprie motivazioni vocazionali e così prepararsi all'ulteriore e più impegnativa tappa: l'anno di Noviziato ad Assisi presso la Basilica di san Francesco, in cui giungere finalmente ad una possibile scelta di vita come frate francescano. 
Anche in questi tempi apparentemente aridi vocazionalmente, il Signore non ha mai fatto mancare giovani "ardenti" nei nostri postulati, desiderosi di abbracciare la vita francescana. Vi invito a pregare per loro come per i frati che li seguono e, se avete qualche curiosità, perchè non andare a trovarli e vivere insieme qualche giorno?  

Al Signore Gesù sempre la nostra lode. 
fra Alberto(fra.alberto@davide.it)

Osimo: in preghiera
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Postulato di Brescia : 
un pò di servizio in comunità 
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Lago d'Iseo (Bs) : 
In gita fraterna
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lunedì 25 novembre 2019

ORDINAZIONI IN BASILICA

I nuovi ordinati con al centro il vescovo Fabio Dal Cin
Da sinistra: Fra Nico ( diacono), fra Massimiliano (sacerdote)
Da destra: fra Nicola (diacono), fra Stefano (diacono)
Cari amici, 
sabato 23 novembre sono stati ordinati in Basilica del Santo (Pd) 4 nostri giovani frati: Fra Massimiliano Patassini è diventato sacerdote, mentre fra Nico Melato, fra Nicola Galiazzo e fra Stefano Vincitorio sono stati ordinati diaconi.

Sono giunti a questo momento dopo un lungo cammino di discernimento e formazione Ricordo i loro passi inziali, talvolta un poco stentati, fra molti dubbi e timori, ma anche tante speranze e gioie: i contatti informali con noi frati, la decisione di aderire al Gruppo san Damiano, il Postulato e il Noviziato, la prima professione e così via, tutte le tappe formative verso il traguardo di oggi. 

Nell'omelia , mons. Fabio dal Cin , vescovo ordinante, ha richiamato il loro essere d'ora innanzi ancor più a servizio della Chiesa e per la Chiesa, unica sposa di Cristo. "Essere servi" come Cristo: ecco il nucleo e il cuore dell'essere Diaconi come Sacerdoti, sia pure con accenti e differenti ministerialità. 

Li accompagniamo con la nostra Preghiera e il nostro forte abbraccio!
Il Signore vi benedica cari fratelli!

Alcune FOTO


  




giovedì 21 novembre 2019

ORDINAZIONE DI QUATTRO FRATI IN BASILICA DEL SANTO (Pd)

Frate Nico, qui nel giorno della sua Professione Solenne.
Sabato sarà ordinato Diacono
Nel discernimento di una vocazione non si deve escludere la possibilità di consacrarsi a Dio nel sacerdozio, nella vita religiosa o in altre forme di consacrazione. Perché escluderlo? Abbi la certezza che, se riconosci una chiamata di Dio e la segui, ciò sarà la cosa che darà pienezza alla tua vita.
(Papa Francesco Christus vivit 276)
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Carissimi giovani in ricerca,
invito tutti voi ad unirvi alla grande gioia di noi frati e della Chiesa. 

Sabato 23 novembre 2019, alle 10,30, in Basilica del Santo (Pd) 4 nostri giovani frati saranno ordinati dal vescovo Fabio dal Cin.:

fr. Massimiliano Patassini
riceverà 
l'Ordinazione Presbiterale

fr. Nico Melato, 
fr. Nicola Galiazzo e
fr. Stefano Vincitorio
l'Ordinazione Diaconale.

Invito ciacuno di voi, se vi è possibile, ad essere presenti alla celebrazione e soprattutto a pregare per questi nostri fratelli: Il Signore li sostenga nel delicato servizio e ministero che si accingono ad assumere. 

Al Signore Gesù sempre la nostra lode
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

martedì 19 novembre 2019

AL CUORE DELLA MISSIONE

Frate francescano e giovani pellegrini a Santiago de Compostella
OFFRIRE LA PACE 
E' AL CUORE DELLA MISSIONE 
DEI DISCEPOLI DI CRISTO !
Papa Francesco

venerdì 15 novembre 2019

FRATI "ON THE ROAD"

Frati "on the road"
Consiglio invece, ammonisco ed esorto i miei frati nel Signore Gesù Cristo che, quando vanno per il mondo, non litighino ed evitino le dispute di parole, e non giudichino gli altri; ma siano miti, pacifici e modesti, mansueti e umili, parlando onestamente con tutti, così come conviene. (...) In qualunque casa entreranno dicano, prima di tutto: Pace a questa casa. (dalla Regola di san Francesco III)

Giusto ottocento anni fa (1219), in piena quinta crociata, San Francesco "guidato dallo Spirito", attraversa con un compagno le linee nemiche musulmane chiedendo di incontrare a Damietta il sultano d'Egitto, Al Malik Al Kâmil.

Erano partiti disarmati e senza scorta. Sapevano che avrebbero potuto rischiare la morte, il martirio, ma questa prospettiva non li fece recedere. Negli Arabi vedevano semplicemente degli uomini e non dei nemici, delle creature di Dio che avevano diritto alla Buona Novella del Vangelo.

Nel contesto di un conflitto crudele come la Crociata, Francesco sceglie la via evangelica della pace, della mitezza e del dialogo e così avviene il suo incontro con Al Malik Al Kâmil.

Le guardie avevano annunciato al Sultano che due uomini mal vestiti, senza uniforme militare nè armatura o armi alcuna, dal campo dei crociati, desideravano essere ricevuti da lui.
Sappiamo che, forse incuriosito da questa inconsueta richiesta, li accolse trattandoli con grande ospitalità e che anche il confronto fra loro si svolse con rispetto e cortesia.

Un evento lontano, ma che è ancora per noi oggi ricco di insegnamenti.

Francesco ci richiama, infatti, a vivere e ricercare continuamente, nelle nostre più svariate relazioni, l'umanità più autentica così come Gesù nel Vangelo ci indica.

Nella Regola più volte darà indicazioni circa il comportamento dei frati nel mondo. Addirittura al cap XVI  si sofferma sugli atteggiamenti dei frati nei riguardi dei così detti "infedeli" o "non cristiani":

"I frati poi che vanno fra gli infedeli e gli altri non cristiani, possono comportarsi spiritualmente in mezzo a loro in due modi. Un modo è che non facciano liti o dispute, ma siano soggetti ad ogni creatura umana per amore di Dio (1Pt 2,13) a e confessino di essere cristiani. L'altro modo è che quando vedranno che piace al Signore, annunzino la parola di Dio perché essi credano in Dio onnipotente Padre e Figlio e Spirito Santo, Creatore di tutte le cose, e nel Figlio Redentore e Salvatore, e siano battezzati, e si facciano cristiani"

L'esempio e le indicazioni di San Francesco sono ancora straordinariamente valide, ovviamente per i frati e per chi desidera esserlo, ma anche per ogni uomo di buona volontà di questo nostro tempo troppo spesso segnato da violenza, arroganza, disprezzo dell'altro:
  • E' possibile incontrare in cortesia e umiltà il "diverso da noi", superando paure e pregiudizi; 
  • E' possibile relazionarsi con rispetto, attenzione e ascolto anche con chi è lontano per tanti motivi dalla nostra fede o cultura o ambiente; 
  • E' possibile testimoniare in pace e mitezza a tutti,  quando a Dio piace, il nostro essere cristiani e proclamare prima di tutto con la nostra stessa vita, la bellezza e la gioia del Vangelo. 
Al Signore Gesù sempre la nostra lode. 
Fra Alberto (fra.alberto@davide.it)
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venerdì 8 novembre 2019

GVA - ESSERE GIOVANI E' UN DONO DI DIO


ASSISI -  GVA 2019
Dio è l’autore della giovinezza e opera in ogni giovane. La giovinezza è un tempo benedetto per il giovane e una benedizione per la Chiesa e per il mondo. È una gioia, un canto di speranza e una beatitudine. Apprezzare la giovinezza significa vedere questo periodo della vita come un momento prezioso e non come una fase di passaggio in cui i giovani si sentono spinti verso l’età adulta.
Papa Francesco- Christus vivit 135


domenica 3 novembre 2019

EGLI VIVE !


Egli vive! 
Occorre ricordarlo spesso, perché corriamo il rischio di prendere Gesù Cristo solo come un buon esempio del passato, come un ricordo, come qualcuno che ci ha salvato duemila anni fa. Questo non ci servirebbe a nulla, ci lascerebbe uguali a prima, non ci libererebbe.
Colui che ci colma della sua grazia, Colui che ci libera, Colui che ci trasforma, Colui che ci guarisce e ci conforta è qualcuno che vive. È Cristo risorto, pieno di vitalità soprannaturale, rivestito di luce infinita. Per questo San Paolo affermava: «Se Cristo non è risorto, vana è la vostra fede» (1 Cor 15,17).

Se Egli vive, allora davvero potrà essere presente nella tua vita, in ogni momento, per riempirlo di luce. Così non ci saranno mai più solitudine e abbandono. Anche se tutti se ne andassero, Egli sarà lì, come ha promesso: «Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,20). Egli riempie tutto con la sua presenza invisibile, e dovunque tu vada ti starà aspettando. Perché non solo è venuto, ma viene e continuerà a venire ogni giorno per invitarti a camminare verso un orizzonte sempre nuovo.

Papa Francesco (Christus vivit 14-125)

venerdì 1 novembre 2019

NON ABBIAMO PREZZO

ASSISI - GIOVANI AL GVA
Cari giovani,
voi "non avete prezzo",
non siete all'asta.
Non lasciatevi sedurre, schiavizzare.
Innamoratevi della libertà che Gesù vi offre.

Papa Francesco