martedì 19 novembre 2019

AL CUORE DELLA MISSIONE

Frate francescano e giovani pellegrini a Santiago de Compostella
OFFRIRE LA PACE 
E' AL CUORE DELLA MISSIONE 
DEI DISCEPOLI DI CRISTO !
Papa Francesco

venerdì 15 novembre 2019

FRATI "ON THE ROAD"

Frati "on the road"
Consiglio invece, ammonisco ed esorto i miei frati nel Signore Gesù Cristo che, quando vanno per il mondo, non litighino ed evitino le dispute di parole, e non giudichino gli altri; ma siano miti, pacifici e modesti, mansueti e umili, parlando onestamente con tutti, così come conviene. (...) In qualunque casa entreranno dicano, prima di tutto: Pace a questa casa. (dalla Regola di san Francesco III)

Giusto ottocento anni fa (1219), in piena quinta crociata, San Francesco "guidato dallo Spirito", attraversa con un compagno le linee nemiche musulmane chiedendo di incontrare a Damietta il sultano d'Egitto, Al Malik Al Kâmil.

Erano partiti disarmati e senza scorta. Sapevano che avrebbero potuto rischiare la morte, il martirio, ma questa prospettiva non li fece recedere. Negli Arabi vedevano semplicemente degli uomini e non dei nemici, delle creature di Dio che avevano diritto alla Buona Novella del Vangelo.

Nel contesto di un conflitto crudele come la Crociata, Francesco sceglie la via evangelica della pace, della mitezza e del dialogo e così avviene il suo incontro con Al Malik Al Kâmil.

Le guardie avevano annunciato al Sultano che due uomini mal vestiti, senza uniforme militare nè armatura o armi alcuna, dal campo dei crociati, desideravano essere ricevuti da lui.
Sappiamo che, forse incuriosito da questa inconsueta richiesta, li accolse trattandoli con grande ospitalità e che anche il confronto fra loro si svolse con rispetto e cortesia.

Un evento lontano, ma che è ancora per noi oggi ricco di insegnamenti.

Francesco ci richiama, infatti, a vivere e ricercare continuamente, nelle nostre più svariate relazioni, l'umanità più autentica così come Gesù nel Vangelo ci indica.

Nella Regola più volte darà indicazioni circa il comportamento dei frati nel mondo. Addirittura al cap XVI  si sofferma sugli atteggiamenti dei frati nei riguardi dei così detti "infedeli" o "non cristiani":

"I frati poi che vanno fra gli infedeli e gli altri non cristiani, possono comportarsi spiritualmente in mezzo a loro in due modi. Un modo è che non facciano liti o dispute, ma siano soggetti ad ogni creatura umana per amore di Dio (1Pt 2,13) a e confessino di essere cristiani. L'altro modo è che quando vedranno che piace al Signore, annunzino la parola di Dio perché essi credano in Dio onnipotente Padre e Figlio e Spirito Santo, Creatore di tutte le cose, e nel Figlio Redentore e Salvatore, e siano battezzati, e si facciano cristiani"

L'esempio e le indicazioni di San Francesco sono ancora straordinariamente valide, ovviamente per i frati e per chi desidera esserlo, ma anche per ogni uomo di buona volontà di questo nostro tempo troppo spesso segnato da violenza, arroganza, disprezzo dell'altro:
  • E' possibile incontrare in cortesia e umiltà il "diverso da noi", superando paure e pregiudizi; 
  • E' possibile relazionarsi con rispetto, attenzione e ascolto anche con chi è lontano per tanti motivi dalla nostra fede o cultura o ambiente; 
  • E' possibile testimoniare in pace e mitezza a tutti,  quando a Dio piace, il nostro essere cristiani e proclamare prima di tutto con la nostra stessa vita, la bellezza e la gioia del Vangelo. 
Al Signore Gesù sempre la nostra lode. 
Fra Alberto (fra.alberto@davide.it)
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venerdì 8 novembre 2019

GVA - ESSERE GIOVANI E' UN DONO DI DIO


ASSISI -  GVA 2019
Dio è l’autore della giovinezza e opera in ogni giovane. La giovinezza è un tempo benedetto per il giovane e una benedizione per la Chiesa e per il mondo. È una gioia, un canto di speranza e una beatitudine. Apprezzare la giovinezza significa vedere questo periodo della vita come un momento prezioso e non come una fase di passaggio in cui i giovani si sentono spinti verso l’età adulta.
Papa Francesco- Christus vivit 135


domenica 3 novembre 2019

EGLI VIVE !


Egli vive! 
Occorre ricordarlo spesso, perché corriamo il rischio di prendere Gesù Cristo solo come un buon esempio del passato, come un ricordo, come qualcuno che ci ha salvato duemila anni fa. Questo non ci servirebbe a nulla, ci lascerebbe uguali a prima, non ci libererebbe.
Colui che ci colma della sua grazia, Colui che ci libera, Colui che ci trasforma, Colui che ci guarisce e ci conforta è qualcuno che vive. È Cristo risorto, pieno di vitalità soprannaturale, rivestito di luce infinita. Per questo San Paolo affermava: «Se Cristo non è risorto, vana è la vostra fede» (1 Cor 15,17).

Se Egli vive, allora davvero potrà essere presente nella tua vita, in ogni momento, per riempirlo di luce. Così non ci saranno mai più solitudine e abbandono. Anche se tutti se ne andassero, Egli sarà lì, come ha promesso: «Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,20). Egli riempie tutto con la sua presenza invisibile, e dovunque tu vada ti starà aspettando. Perché non solo è venuto, ma viene e continuerà a venire ogni giorno per invitarti a camminare verso un orizzonte sempre nuovo.

Papa Francesco (Christus vivit 14-125)

venerdì 1 novembre 2019

NON ABBIAMO PREZZO

ASSISI - GIOVANI AL GVA
Cari giovani,
voi "non avete prezzo",
non siete all'asta.
Non lasciatevi sedurre, schiavizzare.
Innamoratevi della libertà che Gesù vi offre.

Papa Francesco