sabato 21 settembre 2019

LA VOCAZIONE DI MATTEO - Gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.


LA VOCAZIONE DI MATTEO
Dal Vangelo di Matteo (9, 9-13)

In quel tempo, mentre andava via, Gesù, vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì. Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori»

==========///=====///=====///===========

Caro amico e fratello in ricerca, l'esperienza di Matteo ha molto da dire anche a te. La sua chiamata vocazionale parla anche alla tua vita. 

Gesù sta percorrendo  le strade della Galilea annunciando il Vangelo. La gente vuole vederlo, incontrarlo, toccarlo e in tanti accorrono a lui. C'è grande curiosità e fascino per quest'uomo che parla al cuore e suscita speranze come nessun altro sa fare. 
Ma decidersi a seguire questo Rabbi, farsi suo discepolo, è bene altra cosa.  
Mica si può mettere a repentaglio la propria vita per lui; meglio non rischiare!

Ma ecco un incontro incredibile e inaspettato.
Matteo, il pubblicano, l'esattore odiato delle imposte, ad un invito che è quasi un comando di Gesù «SEGUIMI», subito si alza dal suo banco carico di monete, lascia senza esitazioni il suo mestiere e si mette a seguirLo! I farisei, sono stupiti e scandalizzati! "Ma come? Proprio tu? Ma non sei  un pubblico peccatore, uno strozzino.. ?" Un'accusa che coinvolge e tocca subito anche lo stesso Gesù: "Cosa? Vai a mangiare con questo qui, da pubblicani e peccatori e stai in loro compagnia?". 
Che è avvenuto? Mentre tutti cercavano di vedere Gesù e accorrevano a lui,  Matteo, proprio da Gesù si è sentito cercare e scrutare  fin nel profondo dell'anima. Gli occhi buoni e sinceri di quell'uomo hanno incrociato i suoi; lo hanno sconvolto e conquistato. Non c'era giudizio, non c'era condanna, non c'era la solita arroganza o supponenza in quello sguardo, ma solo amore, affetto, possibilità di nuova di vita, occasione di un cambio radicale verso una strada di bene  e di pace . E poi, quell'invito "Seguimi"! Era forte, senza esitazioni o tentennamenti nella proposta a lui rivolta e circa la sua persona!!  Impossibile  dubitare o rimandare!
Una nuova vita, una nuova via, forse sempre sognata ed  attesa, ma sempre anche ritenuta impossibile, ora si era aperta davanti a Matteo. 

 Caro amico e fratello in ricerca,  lasciati interrogare da questa vicenda. Se forse talvolta anche tu, come Matteo, ti sei sentito guardare in modo speciale da Gesù, chiamare personalmente con quel "Seguimi"!  Fidati! Non rimandare! 
Non restare seduto e immobile al banco delle tue imposte (dei tuoi progetti.., delle tue cose, dei tuoi dubbi...) ! Non lasciarti sopraffare dalla falsa stima di te, da ingiusti sensi di inferiorità, da paure o ferite,  da tentazioni di mediocrità, o da rimandi o  fughe.   Il Signore Gesù ti conosce fino in fondo, è Lui che ti tende la mano, è lui che mostra la via e ti invita con fiducia a seguirlo dove Lui ti vuole portare. FIDATI!   

Montagne friulane 
=========///=====///======///==========
Alcune domande per te

  • Quando ho sperimentato il passsaggio di Gesù nella mia vita e il suo sguardo buono su di me ?
  • Qual è il "banco delle imposte" ( i miei progetti, abbitudini, peccati, paure ) che mi impediscono di alzarmi e seguire Gesù?

giovedì 19 settembre 2019

COSA FA UN FRATE FRANCESCANO?


Libano: frati francescani che cantano e lodano il Signore

Pace e bene cari amici in ricerca della vocazione del Signore per la vostra vita. 

Molti di voi mi scrivono desiderando sapere cosa concretamente "fanno" i frati, come passano la loro giornata, com'è la loro quotidianità. Riporto parte della lettera di Aldo con la mia risposta e anche vi invito a rivisitare un mio POST  precedente sempre su questo tema. 

A tutti comunque rivolgo l'invito a venire a trovarci e sostare qualche giorno in una nostra comunità francescana. Come dice il vangelo "venite vederete" . Vi attendiamo.

Al Signore Gesù sempre la nostra lode.
 frate Alberto (fra.alberto@davide.it
Ghana : frati francescani in allegria 
Cile: frate francescano missionario
LETTERA DI ALDO
Salve frate Alberto. Vorrei cominciare col  farti i complimenti per il blog, e per tutto quello che fai per noi giovani in "ricerca" ! 

Mi chiamo Aldo e ho 20 anni, sempre di più penso di consacrarmi al Signore tra i figli di San Francesco. Mi trovo però davanti tanti piccoli "problemi"(...). I miei amici ridono di me, i miei genitori sono nettamente contrari e la reputano una vita di privazioni per nulla, i parenti credono che sia diventato matto e reputano la vita da frati una vita da "carcerati"e tante altre critiche qua e la. Tutto questo credo sia solo per via dell' ignoranza, perchè non si sa che vita faccia un frate realmente (Se non la sua vita spirituale)..(…) Preso comunque dalla voglia di "sapere" in cosa consista la "vita da frate" sono sempre alla ricerca su internet, in modo da potermi schiarire sia io le idee, ma soprattutto far capire ai miei amici e parenti stretti che fare il frate non vuol dire essere uomini isolati da tutto..(perché è questo che i giovani pensano dei frati …).

Ho sempre trovato ciò che fa un frate a livello spirituale, e cioè la preghiera costante, l'aiuto agli ultimi, l'evangelizzazione, i missionari, la vita fraterna e in condivisione, la povertà evangelica, lo studio ecc ecc..(…) I giovani che si avvicinano a questa vita, queste cose bene o male le sanno! Sanno che sarà una vita molto "piena" e con tante rinunce!! Però, i giovani vogliono sapere anche la vita da "uomo" che fa il frate!! Cerco di spiegarmi: per es che fa un frate nel tempo libero? Può uscire dal convento...vedere gli amici...usare il computer...avere degli hobby? .... Può avere un tot di tempo da dedicare a se stesso?? Non so, se sono riuscito a spiegare quello che intendo dire! Non ho detto se può avere una donna, una macchina, una casa, andare in discoteca o qualsiasi altra cosa, che mi pare ovvia e scontata che un frate non possa avere o fare! Ma parlo di piccole cose che sono di complemento alla vita "umana" (per esempio anche il Santo Padre ha un pc!). 


Io credo che se i giovani sapessero di più sulla vita "umana" dei francescani potrebbero spiegare meglio ai parenti e amici di che si tratta e si avvicinerebbero molto di più e senza paura e senza farsi troppe domande!! E sapendo che fare il frate non vuol dire vivere in un isola sperduta! Mi scuso se mi sono dilungato tanto, ma credo che come me ci siano tanti giovani in Italia con i miei stessi dubbi e stanno li a perdere tempo per cose da poco (ma importanti a livello umano) e che vorrebbero fare il passo, ma sono bloccati solo per l'ignoranza del non sapere! Spero in una sua risposta un abbraccio e pace e bene!!!

RISPOSTA DI FRATE ALBERTO
Pace a te caro Aldo, grazie per avermi scritto il tuo lungo e bel commento, grazie per la fiducia. Prima di tutto vorrei incoraggiarti nel tuo cammino di discernimento...

Per diventare frati, ricorda bene, al primo posto bisogna mettere il Signore Gesù e il suo Vangelo! Dunque.. tutto il resto, ma proprio tutto, viene riletto all'interno di questa scelta.. Un francescano è pertanto sempre proteso con tutte le sue forze, mente e cuore e intelligenza al suo Signore. Per Lui solo ha fatto questa scelta e in vista di Lui. Il riferimento al Vangelo, è dunque  la chiave interpretativa per la vita del frate! Egli dunque non è un super-man bensì un semplice e povero uomo che ha deciso di confidare solo nel Signore e nella sua chiamata e per questo cerca di  ripetere e riproporre nei suoi giorni  la vita, i gesti, i sentimenti, gli atteggiamenti di Gesù. 


Certo, poi nella vita concreta,  molte cose dipendono anche da dove un frate si trova ad operare pastoralmente, dalla nazione in cui vive e dal contesto culturale e sociale che lo circonda, dall'età e dalla formazione personale.: un conto poi se si è a servizio in una parrocchia, o in missione.., se un frate è uno studente o forse un insegnante.., se invece lavora con i giovani o piuttosto con i malati... 

Le esigenze cambiano moltissimo e anche l’operare dei frati, compreso l'uso di tutti gli strumenti e mezzi che egli può avere a sua disposizione (N.B: sempre comunitariamente !). Nulla infatti appartiene o è di proprietà del singolo. (...)

Per altre questioni a cui accenni mi piace definire il frate come un “uomo libero” e gioioso e contento nel Signore e dunque un uomo impegnato in tantissimi ambiti: 


il frate è uno che  prega, annuncia e predica il Vangelo, condivide la sua vita con altri confratelli con la stessa vocazione,  ha a cuore i poveri e gli ultimi, coltiva l'amicizia e le relazioni in Comunità come all'esterno, gioisce e soffre per gli altri e con gli altri, sorride e piange se c'è bisogno, legge.. canta.. ama .. suona.. studia.. lavora con le sue mani (l'orto e lava le stoviglie..ecc...ecc..); può diventare un missionario nel terzo mondo, ma  può anche essere un intellettuale che insegna all'università, o anche un religioso molto semplice e prezioso in un convento..;  gioca anche a calcio se gli piace e fa sport .. (!!) Perchè no?!! .. Io per es. amo moltissimo la montagna anche se poi alquanto raramente riesco a fare qualche camminata ( se vado, ci vado con i giovani ).

Il francescano, come ci ha insegnato San Francesco ama la vita e  ogni creatura, il creato, la bellezza... e in tutto e tutti cerca di intravedere la presenza del Signore e ovunque e a chiunque vuole parlare di Lui, perchè di tutti si sente fratello. 


Fare il frate è dunque vivere una vita buona e bella e semplice e sobria e lieta (mai frati musoni!!), ricca di relazioni vere e di vicinanza alle persone…, il tutto però sempre “nel Signore” . Lui, ricordalo sempre, è la luce di ogni istante della nostra vita o incontro o strumento o mezzo.... Con Gesù abbiamo tutto, senza di Lui, tutto ci manca!! 


Caro fratello, spero di averti in qualche modo risposto. Ti consiglio in ogni caso di venirci a trovare.. Solo infatti sbirciando dal di dentro la vita dei frati potrai vedere con i tuoi occhi. Dunque : vieni e vedi. ciao. frate Alberto

vedi altri Post collegati al tema: Cosa fa un frate? frati martiri ; la vera faccia di un frate ; cosa fanno i frati ;

Padova: frati francescani al computer
Kazakisthan : frati francescani in un campo di grano

mercoledì 18 settembre 2019

LE STIMMATE DI SAN FRANCESCO - FERITE D'AMORE

FRATI FRANCESCANI DIETRO LA CROCE
Cari amici in ricerca vocazionale. Il Signore vi dia Pace. 
Il mondo francescano ha celebrato ieri, la festa dell'impressione delle stimmate di san Francesco. 

L'ESPERIENZA DI FRANCESCO D'ASSISI

E' il 17 Settembre1224, infatti, quando Il Poverello  d'Assisi, intorno alla Festa dell’esaltazione della Croce, mentre si trova sull'amato monte de La Verna (Toscana) viene segnato nel corpo  dalle stesse piaghe del crocifisso: al costato e alle mani e ai piedi compaiono le stimmate della Passione.  

Francesco vi giunge, mentre sta attraversando un tempo molto difficile e sofferto, segnato dal dubbio atroce di avere sbagliato tutto nella sua vita e questo a soli due anni dalla morte e da un'esistenza spesa dietro ad un sogno evangelico che sembrava ora infrangersi nel fallimento: la missione  di pace che aveva tentato di realizzare in terra Santa, infatti, non aveva avuto buon esito e cristiani e musulmani erano tornati a farsi la guerra; si ritrovava poi messo da parte dagli stessi suoi frati e esautorato dalla guida dell'Ordine; la Regola da lui scritta contestata da molti ; infine, era alquanto provato anche nel corpo, quasi cieco  e afflitto da dolorose malattie. Ma soprattutto, il Signore Gesù, gli appariva lontano, sordo al suo grido di angoscia, lo spirito perso in una notte oscura.  

Sul monte de La Verna, Francesco vive il suo Getsemani,  la sua passione e  la sua Pasqua. Accetta infatti anche l'ultima obbedienza, l'ultima spogliazione, la croce più dolorosa e costosa: è la morte di sè radicale, la rinuncia ad ogni suo progetto o sogno o aspettativa (nei confronti dell'Ordine e dei frati e di chiunque) per ritrovare solo e unicamente in Gesù Crocifisso, il senso di tutta la sua vita. E' un passaggio che lo renderà finalmente libero, un uomo "risorto" oltre ogni ombra velenosa di morte, ormai pienamente e totalmente identificato con il Signore Gesù. 

Al termine di quel cammino scarnificante,  aveva trovato finalmente risposta definitiva ai propri dubbi: solo la croce poteva caratterizzarlo in modo totale e definitivo come vero seguace del Cristo.

Non a caso la Liturgia della Festa delle Stimmate applica a lui le parole di S. Paolo: «Sono stato crocifisso con Cristo e non sono piu io che vivo, ma Cristo vive in me… difatti io porto le stigmate di Gesù nel mio corpo» (Gal 2,20; 6,17).

PER TE CARO GIOVANE AMICO 
Caro giovane in ricerca e in ascolto, osserva e medita la strada indicata da san Francesco, tal punto "amico di Cristo" da voler essere in tutto somigliante e trasformato in Lui.

Soprattutto se coltivi in te o hai intuito come possibile la vita e la scelta francescana, ricorda che la meta è diventare come S. Francesco, anche tu un "alter Christus", un "nuovo Gesù Cristo" fra gli uomini di questa nostra povera e stupenda umanità. 

Lascia che questo fatto misterioso delle stimmate ti interroghi circa i tuoi desideri più profondi; lascia che queste FERITE d'AMORE si imprimano anche nella tua carne, nel tuo cuore. 

LA SCELTA DI ALCUNI GIOVANI 
E non sentirti solo su questa strada! 

Pensa che sabato 31 agosto, dieci giovani novizi ad Assisi hanno emesso i voti di povertà castità e obbedienza, vestendo per la prima volta il saio francescano 

Se qualcuno ha terminato l'anno di Noviziatoil 14 settembre, ecco che altri tredici giovani hanno iniziato questo anno così speciale, l'anno della prova, che li condurrà ad una scelta più ferma e profonda della vita francescana. 

Ugualmente,  nei  conventi di Brescia e Osimo altri ragazzi si sono avviati come Postulanti , percorrendo i primi passi di questa avventura d'amore.  


UNA PROPOSTA PER TE

Ad ottobre poi, ripartirà in varie regioni, il “Gruppo San Damiano": il cammino di orientamento e discernimento vocazionale per tanti tuoi coetanei attratti e affascinati dalla radicalità evangelica del Poverello.
Se desideri unirti ad altri giovani per meglio comprendere la volontà del Signore, fatti vivo. Ti aspettiamo per camminare insieme. 

Carissimo, tutto questo sia da sprone e incoraggiamento anche per te. Dunque, non temere, ma fidati sempre del Signore e dei suoi suggerimenti! 


A Lui, per il suo servo Francesco, la nostra Lode.

Fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

lunedì 16 settembre 2019

LA PROFESSIONE SOLENNE DI FRA JEREMIE


Cari amici in ricerca il Signore vi dia pace . 
Spesso sentiamo parlare di crisi di vocazioni, di fuga dalla fede, di lontananza dei giovani dalla chiesa.
Eppure, anche in questo nostro difficile tempo, il Signore continua a chiamare dei giovani a seguirlo più da vicino. E così la nostra famiglia francescana cresce e si sviluppa anche in terre apparentemente molto aride e laicizzate come per es. la Francia.
Sabato, 14 settembre, festa della Croce Gloriosa, fr. Jérémie - Marie Baptiste Macé, un ragazzo francese di Saint Nazaire vicino a Nantes, ha emesso la sua solenne professione nelle mani della Custode provinciale, fra Jean François - Marie . 
Durante la celebrazione che si è svolta nel nostro convento di Cholet (nord della Francia) , si è impegnato a vivere per sempre i voti di povertà, castità e obbedienza, mettendo il suo cuore e i suoi passi in quelli di San Francesco. 
Qualche anno fa (2015) ad Assisi, al termine del Noviziato, aveva già pronunciato la Professione semplice continuando poi la sua formazione teologica e umana e pastorale in Italia a Padova presso il Convento S. Antonio dottore dove si preparano i giovani frati. Qui ho avuto modo di conoscerlo personalmente, entrando in amicizia e animando con lui l'adorazione degli universitari che si svolge ogni martedì sera alle 21,00. A Padova tornerà a breve per proseguire e concludere gli studi. Lo accompagniamo con la nostra preghiera e ringraziamo per la sua vocazione.
Ma la terra di Francia è stata recentemente benedetta anche dalla Professione temporanea di altri due giovani frati al termine del Noviziato ad Assisi  fra . Hugo - Marie e fra Gregorio . Mentre un altro giovane, fra Raffaello, ha iniziato da poco il Noviziato ad Assisi con il rito della vestizione. 
Ringraziamo a diamo lode al Signore che continua a seminare e rendere feconda la nostra famiglia francescana.  
Al Signore Gesù sempre la nostra lode.
Fra Alberto (fra.alberto@davide.it)




Una breve testimonianza di fra Jérémie - Marie. Lo ringraziamo!

tratto da: https://vocationfranciscaine.com/

domenica 15 settembre 2019

COME SI DIVENTA "FRATI FRANCESCANI"?

DOMANDA: "Come si diventa Frate?"
Ecco una domanda che quotidianamente qualcuno mi pone. Di seguito tento di illustrare abbastanza sinteticamente il percorso che noi frati francescani proponiamo ai giovani che si rivolgono a noi, il cammino per "diventare frate".


PADOVA -BASILICA DI S.ANTONIO
Un giovane pellegrino con fra Fabio e fra Alberto

ALL'INIZIO...
DUE LE PREMESSE NECESSARIE:

1. La prima premessa, (non scontata), consiste nell'avere già nel cuore un germe, una fiamma di vocazione, una intuizione vocazionale, un desiderio o almeno un dubbio o un interrogativo circa la possibilità di consacrarsi al Signore e nel seguirLo.  La vocazione religiosa è paragonabile ad un "innamoramento" per il Signore e per la sua causa. Usando questa parola, desidero sottolineare che al fondamento di ogni vocazione c'è l'Amore per il Signore. Questo innamoramento è frutto di un fuoco - di origine divina - che Dio stesso accende dentro il cuore di un giovane e per mezzo di questo fuoco lo attrae a Sé in maniera particolare. È lo stesso fuoco che il Signore ha acceso un giorno nel cuore degli apostoli quando li ha chiamati a Sé perché stessero con Lui. Si è trattato di un fuoco così dolce e così coinvolgente che essi subito, abbandonando tutto, decisero di stare con Lui. Per questo, un segno di un'autentica vocazione è la gioia (anche se poi non mancano i timori) che un giovane prova quando vede se stesso in compagnia di Gesù e al suo seguito.

2. In secondo luogo, se le precedenti indicazioni vanno bene per qualsiasi consacrato, chi vuole essere frate francescano deve considerare anche un'altra realtà prima di iniziare il suo percorso; se il Signore lo chiami ad essere come Lui, secondo alcune caratteristiche tipicamente francescanenella Fraternità, nella Minorità, in Povertà, per la Missione (cfr il mio precedente post al riguardo) . Naturalmente non si chiede una piena conoscenza di tutto questo, ma almeno una predisposizione del cuore, una simpatia, un'attrazione, spesso mediata dalla figura  di san Francesco, o da un incontro particolare con qualche frate, o da un'esperienza forte ad Assisi....


ASSISI-BASILICA SAN FRANCESCO / GIOVANI FRATI FRANCESCANI
LE TAPPE  
DI UN DISCERNIMENTO VOCAZIONALE
PER DIVENTARE FRATE FRANCESCANO 
SONO LE SEGUENTI:

1) I PRIMI INIZIALI PASSI :

La guida spirituale: Prima di tutto è necessario avviare una conoscenza personale, un dialogo sincero e aperto con un bravo frate francescano presentando a lui sogni e desideri..paure e timori. Molto importante e utile è infatti, la guida e la direzione spirituale (che sempre noi frati proponiamo) da parte di un religioso che si prenda a cuore la persona e la vita e la vocazione del giovane e lo accompagni fin dall'inizio in questo delicato cammino.

Il Gruppo San Damiano: Il giovane è invitato quindi a partecipare ad un gruppo di ricerca vocazionale (il Gruppo san Damiano) dove insieme ai frati e ad altri giovani con i medesimi interrogativi, inizia un cammino di discernimento. Ci si ritrova solitamente un fine settimana al mese (da ottobre a giugno), per pregare, condividere, conoscere più da vicino la vita dei frati e i segni della chiamata. Il gruppo San Damiano è attivo in tutte le regioni d'Italia. (qui è presentato il link al cammino per le regioni del Nord. Per chi fosse interessato da altre parti d'Italia, mi scriva personalmente e gli darò indicazioni in merito).

Esperienze di vita conventuale e di servizio: Nel tempo del primo discernimento è molto utile poter vivere qualche periodo in una comunità francescana o in luoghi dove i frati operano e si spendono (parrocchie/santuari, missioni, con i poveri...). Della serie: vieni e vedi! Fai esperienza e inizia a conoscere più da vicino la nostra vita!! (anche qui il link rimanda ad alcune attività dei frati nel nord Italia. Chi fosse interessato , da altre località, mi scriva pure e darò indicazioni).

2) IL POSTULATO

Il Postulato è la fase successiva al Gruppo San Damiano, quando il giovane, in accordo con la guida spirituale e i frati responsabili del cammino, sente di poter fare un primo grande passo: entrare e vivere per 2 anni in una comunità francescana reale, gomito a gomito con i frati (per l'italia del Nord, nel convento di Brescia; per il centro/sud ad Osimo). E' un tempo molto utile a verificare in concreto se uno sia adatto alla vita francescana. È come un pre-assaggio. Il Postulato è dunque ordinato a far capire al giovane e ai Frati se concretamente, e non nelle velleità, c'è stoffa e desiderio autentico per la vita religiosa francescana.

3) IL  NOVIZIATO
Il Noviziato: Segue il Postulato. Della durata di un anno, si svolge ad Assisi presso la Basilica e la tomba di san Francesco. E' ordinato a introdurre il giovane ancor più decisamente nella vita francescana, a capire come si risponde ad una vocazione divina, a verificare (con se stesso e i Frati) la propria attitudine a vivere il vangelo nella via segnata da San Francesco. In questo tempo si è affidati ad un Maestro, un saggio frate che accompagna il giovane, passo dopo passo, verso la piena donazione di sè al Signore.

Il saio francescano: All'inizio del Noviziato avviene la vestizione del saio (l'abito dei frati; i "panni della prova", come li chiama san Francesco). Il Noviziato termina con l'emissione dei voti di povertà, castità e obbedienza. Si tratta della "Professione religiosa temporanea" : la promessa iniziale, della durata di tre anni, a vivere da frate. La professione definitiva (detta anche solenne e per tutta la vita) giungerà più avanti, trascorsi questi primi tre anni di verifica e approfondimento .

4) IL  POST-NOVIZIATO
Post Noviziato: Nel tempo che segue il noviziato, i giovani frati vivono a Padova (per il Nord Italia) presso il Convento Sant'Antonio Dott. (oppure ad Assisi o Roma per le altre regioni) dove si applicano principalmente allo studio delle discipline filosofiche e teologiche in vista della "Professione Solenne" (con la quale si è frati per tutta la vita) e per molti, anche in vista dell'ordinazione sacerdotale.

Si tratta di anni importanti (circa 6 anni di studio in particolare per i futuri presbiteri) per la formazione culturale e spirituale come per le varie esperienze francescane di apostolato e servizio e vita fraterna nelle quali il giovane frate viene introdotto. Spesso, dopo la professione solenne e l'ordinazione sacerdotale, il ciclo di studi continua ancora per qualcuno al fine di approfondire un ambito telogico o biblico o pastorale.

Quello che colpisce di più, forse a prima vista, sono i molti anni di studio e formazione. Ma va subito aggiunto che, se questi, sono certamente necessari (specie nel nostro difficile contesto culturale e sociale), è ancor più necessario che il giovane frate si appassioni e riempia sempre più di Dio, interiorizzi e viva i sentimenti di Cristo, segua i passi umili e semplici del padre San Francesco, sempre più si pecepisca fratello di tutti, a disposizione di tutti.

PER TE CARO GIOVANE AMICO 
CHE HAI LETTO QUESTE PAROLE
Carissimo, forse il Signore attende anche te a seguirlo più da vicinola Chiesa e gli uomini ti attendono; ti attendono i poveri e i deboli, gli umili e i semplici così come i sofferenti nell'anima e nel corpo. 

Ti attendono le lontane terre di missione, ma anche i tanti ambiti di evangelizzazione e servizio nelle nostre terre sempre più scristianizzate; ti attendono i giovani e tutti gli assetati di luce e verità e senso in questo nostro difficile tempo.

Anche san Francesco ti attende per fare di te quello che visse con i suoi primi compagni e con i tanti giovani che da secoli sono affascinati dalla sua figura e dal suo messaggio. 

A te accogliere questa chiamata e vocazione; questo invito esigente ed esaltante! A te portare ovunque l'amore del Signore, la pace e la gioia... lo spirito di fraternità, in semplicità e letizia, in umiltà e povertà! 

Ti  incoraggio e benedico.
Al Signore Gesù sempre la nostra lode

frate Alberto (fra.alberto@davide.it)

Assisi: giovani frati studenti in teologia
PS: ti interessa un test francescano? Clicca qui per rispondere al questionario «Che tipo di francescano saresti?» e ottenere, se vuoi, una risposta da frate Alberto

PDOVA - Giovani frati "musicanti"
NB: Alcune indicazioni e rimandi a link del presente post, sottolineano in particolare l'attività dei Frati Francescani Minori Conventuali nelle regioni del Nord Italia e che hanno il loro riferimento ideale nella Basilica di Sant'Antonio in Padova (dove io risiedo). Per giovani che fossero interessati a conoscerci in  altre regioni, resto disponibile per ogni indicazione o suggerimento; siamo del resto diffusi capillarmente e presenti in tutta l'Italia.


venerdì 13 settembre 2019

IL SIGNIFICATO DEL TAU FRANCESCANO

Qual é la spiegazione teologica del TAU ?

Il Tau è l’ultima lettera dell’alfabeto ebraico.
Esso venne adoperato con valore simbolico sin dall’Antico Testamento; se ne parla già nel libro di Ezechiele: “Il Signore disse: Passa in mezzo alla città, in mezzo a Gerusalemme e segna un Tau sulla fronte degli uomini che sospirano e piangono..”(Ez.9,4). Esso è il segno che posto sulla fronte dei poveri di Israele,li salva dallo sterminio.Con questo stesso senso se ne parla anche nell'Apocalisse: “Poi vidi un altro angelo che saliva da oriente e portava il sigillo del Dio vivente, e gridò a gran voce ai quattro angeli ai quali era ordinato di danneggiare la terra e il mare dicendo: non danneggiate né la terra, né il mare, né piante finché non abbiamo segnato sulle loro fronti i servi del nostro Dio”(Ap7,2-3).
Il Tau è perciò segno di redenzione. E’ segno esteriore di quella novità di vita cristiana, più interiormente segnata dal Sigillo dello Spirito Santo, dato a noi in dono il giorno del Battesimo (Ef.1,13).
Il Tau fu adottato prestissimo dai cristiani. Tale segno si trova già nelle catacombe a Roma. I primi cristiani adottarono il Tau per un duplice motivo. Esso, come ultima lettera dell’alfabeto ebraico, era una profezia dell’ultimo giorno ed aveva la stessa funzione della lettera greca Omega, come appare dall’Apocalisse: “Io sono l’Alfa e l’Omega, il principio e la fine. A chi ha sete io darò gratuitamente dal fonte dell’acqua della vita... Io sono l’Alfa e l’Omega, il primo e l’ultimo, il principio e la fine” (Ap.21,6; 22,13).
Ma soprattutto i cristiani adottarono il Tau, perché la sua forma ricordava ad essi la croce, sulla quale Cristo si immolò per la salvezza del mondo.

San Francesco d’Assisi,
per questi stessi motivi, faceva riferimento di tutto al Cristo, all’Ultimo: per la somiglianza che il Tau ha con la croce, ebbe carissimo questo segno, tanto che esso occupò un posto rilevante nella sua vita come pure nei gesti. In lui il vecchio segno profetico si attualizza, si ricolora, riacquista la sua forza salvatrice ed esprime la beatitudine della povertà, elemento sostanziale della forma di vita francescana.
Era un amore che scaturiva da una appassionata venerazione per la santa croce, per l’umiltà del Cristo, oggetto continuo delle meditazioni di Francesco e per la missione del Cristo che attraverso la croce ha dato a tutti gli uomini il segno e l’espressione più grande del suo amore. Il Tau era inoltre per il Santo il segno concreto della sicura salvezza, e la vittoria di Cristo sul male. Grande fu in Francesco l’amore e la fede in questo segno. “Con tale sigillo, san Francesco si firmava ogniqualvolta o per necessità o per spirito di carità, inviava qualche sua lettera” (FF 980); “Con esso dava inizio alle sue azioni” (FF 1347). Il Tau era quindi il segno più caro per Francesco, il suo sigillo, il segno rivelatore di una convinzione spirituale profonda che solo nella croce di Cristo è la salvezza di ogni uomo.
Quindi il Tau, che ha alle sue spalle una solida tradizione biblico-cristiana, fu accolto da Francesco nel suo valore spirituale e il Santo se ne impossessò in maniera così intensa e totale sino a diventare lui stesso, attraverso le stimmate nella sua carne, al termine dei suoi giorni, quel Tau vivente che egli aveva così spesso contemplato, disegnato, ma soprattutto amato.
Oggi, moltissimi componenti della famiglia francescana: frati, suore, seminaristi aspiranti, francescani dell’ordine secolare, giovani devoti e ammiratori ed amici di san Francesco, portano il Tau come segno distintivo di riconoscimento della loro appartenenza alla famiglia o alla spiritualità francescana.
Il Tau non è un feticcio, né tanto meno un ninnolo qualsiasi, esso è il segno concreto di una devozione cristiana, ma soprattutto un impegno di vita nella sequela del Cristo povero e crocifisso.
Ricevere il Tau, portarlo sul proprio cuore, è l’impegno per un cammino, per una scuola di vita. Il cristiano segnato con il segno della croce al momento del suo battesimo, deve diventare, portando la croce, attraverso le immancabili sofferenze che comporta la vita, imitatore e seguace del Cristo povero e crocifisso. Quel Tau deve ricordarci una grande verità cristiana, la vita nostra associata a quella del Cristo nella croce come insostituibile mezzo di salvezza.
Lo sappiamo: nulla nasce di grande senza passare per il sacrificio. Accogliamo allora questo segno, portiamolo con fierezza, difendiamolo, viviamone la spiritualità, rendiamo ragione anche attraverso di esso della “speranza che è in noi”, consapevoli che solo aggrappandoci alla croce ogni giorno potremo rinascere con Lui, come Francesco, alla vita veramente nuova.

Il Tau è il segno di riconoscimento del cristiano,
cioè del figlio di Dio, del figlio scampato dal pericolo, del SALVATO. È un segno di potente protezione contro il male (Ez.9,6).
È un segno voluto da Dio per me, è un privilegio divino (Ap.9,4; Ap.7,1-4; Ap.14,1).
È il segno dei redenti del Signore, dei senza macchia, di coloro che si fidano di Lui, di coloro che si riconoscono figli amati e che sanno di essere preziosi per Dio (Ez.9,6).
È l’ultima lettera dell’alfabeto ebraico (Sal.119 in fondo).
Ai tempi di Gesù la croce era la condanna per i malfattori, perciò simbolo di vergogna e scandalo. Ai condannati di quell’epoca veniva legato alle mani un palo dietro la schiena; arrivati sul luogo della esecuzione, venivano issati su un altro palo verticalmente conficcato nel terreno. Il TAU croce di Cristo, non è più un simbolo di vergogna e sconfitta, ma diventa simbolo di un sacrificio per mezzo del quale sono salvato.
È simbolo della dignità dei figli di Dio, perché è la Croce che ha sorretto Cristo. È un segno che mi ricorda che devo essere anch’io forte nelle prove, pronto all’obbedienza del Padre e docile nella sottomissione, come è stato Gesù davanti alla volontà del Padre. Solitamente è in legno di ulivo, perché? Perché il legno è un materiale molto povero e duttile; i figli di Dio sono chiamati a vivere in modo semplice e in povertà di spirito (Mt.5,3). Il legno è un materiale duttile, cioè si lavora facilmente; anche il cristiano battezzato, deve lasciarsi plasmare nella vita di tutti i giorni, dalla Parola di Dio, essere Volontario del Suo Vangelo. Portare il TAU significa avere risposto il mio SI alla volontà di Dio di salvarmi, accettare la sua proposta di salvezza.
Significa essere portatore di pace, perché l’ulivo è simbolo della PACE (“Signore fa di me uno strumento della tua pace” – San Francesco). S.Francesco, con il TAU benediceva e otteneva molte grazie. Anche noi possiamo benedire (vedi benedizione di S.Francesco o Nm.6,24-27). Benedire significa dire bene, volere il bene per qualcuno.
Al momento del nostro Battesimo, hanno scelto per noi madrina e padrino, oggi ricevendo il TAU, facciamo una libera scelta da cristiani adulti nella fede


PS: ti interessa un TEST FRANCESCANO? Clicca qui per rispondere al questionario «Che tipo di francescano saresti?» e ottenere, se vuoi, una risposta da frate Alberto.

tratto da: sanfrancescopatronod'italia

giovedì 12 settembre 2019

A LOURDES HO AMMESSO A ME STESSO DI POTER DIVENTARE FRATE

Frati alla grotta di Lourdes

Cari amici in ricerca, il Signore vi dia pace .
ormai ad estate finita, ecco che tutto riparte, tutto ricomincia (la scuola, il lavoro, corsi vari..). In questi giorni sto ricevendo varie mail di giovani che chiedono informazioni sul discernimento vocazionale del "Gruppo san Damiano" e altre nostre iniziative  che a breve prenderanno il via.

Oggi riporto la bella mail di Giancarlo, un ragazzo di Milano che mi racconta la sua storia e il desiderio di partecipare al cammino vocazionale per meglio chiarire tanti dubbi (divento frate?) e dare un orientamento preciso alla sua vita. Vedo in queste lettere  un segno del Signore che ancora chiama e invita e suscita nel cuore dei giovani il desiderio a seguirlo più da vicino. Un benevenuto allora a Giancarlo nel Gruppo San Damiano e a quanti ancora vorranno unirsi a noi in questo cammino così bello di verifica e illuminazione sulla strada della propria vita.

Al Signore Gesù sempre la nostra lode.
Fra Alberto (fra.alberto@davide.it)
==========///=====///=========
LETTERA DI GIANCARLO
Caro fra Alberto, sono Giancarlo, studente laureando in matematica a Milano e lettore affezionato del blog (complimenti! è bellissimo!). (...) A ottobre vorrei unirmi al Gruppo san Damiano. Le spiego cosa è succeso in questi ultimi mesi.

Fin dalle superiori faccio parte dell'UNITALSI e spesso accompagno a Lourdes i malati: un'esperienza che sempre mi tocca profondamente così come mi commuove e mi aiuta sostare alla grotta a pregare o anche semplicemente fermarmi lì in silenzio.  In luglio, sempre a Lourdes ho avuto modo di conoscere per la prima volta, alcuni vostri frati. Non sapevo ci fosse una comunità anche a Lourdes. Invitato al convento, mi ha tanto colpito lo spirito di semplicità,  gioia e comunione che li animava, così come l'accoglienza  molto aperta di questi frati provenienti da varie parti del mondo. In convento ho anche potuto conoscere meglio, attraverso una mostra molto bella la figura straordinaria di san Massimiliano Kolbe e il suo donarsi, il suo sacrificarsi per amore. L'incontro con i frati ha risvegliato in me un richiamo segreto e antico, per la verità,  sempre temuto e rifiutato, di consacrarmi al Signore e di entrare nella vita religiosa, di diventare frate . Un desiderio che credo sia nato gradualmente proprio per la mia vicinanza ai malati e ai più bisognosi e per il fascino per figura di san Francesco. Ho però sempre rimandato o evitato la questione anche prendendo a scusa l'università.

Quest'anno però, l'esperienza di Lourdes ha lasciato in me un segno più profondo: una notte, davanti alla grotta, anche fra qualche lacrima, sono giunto finalmente alla consapevolezza che nella vita avrei potuto davvero diventare frate (ho ammesso a me stesso proprio questo!! )  e  che era giunto il momento di iniziare un discernimento partecipando al gruppo san Damiano.

Devo dire di avere molto pregato la Madonna , trovando in lei grande conforto e incoraggiamento. Mi ha molto aiutato anche Adelina, una signora anziana e inferma che ho accompagnato e che bruscamente mi ha chiesto se non avessi mai pensato di diventare prete o frate!!  Da qualche tempo sto pregando anche p. Massimiliano Kolbe, anche per la speciale devozione a Maria Immacolata che mi accomuna a lui. (...)  Mi affido a loro e a tutti voi. Grazie fra Alberto. A presto. Giancarlo.

RISPOSTA DI FRA ALBERTO
Caro Giancarlo, davvero grazie per la fiducia e le parole che mi hai rivolto.
Grazie anche per gli apprezzamenti al blog, che mi aiutano a proseguire in questo servizio ai giovani in ricerca. Saremo ben lieti di accoglierti nel gruppo san Damiano che a breve ripartirà (19-20 ottobre). Un gruppetto di giovani già ha dato la sua adesione e ne attendiamo altri. Si tratta di un'esperienza che è sempre una benedizione per tutti, al di là delle scelte personali che alla fine emergeranno e il Signore vorrà suggerirti.

Mi fa piacere che tu abbia potuto incontrare i nostri frati a Lourdes; una presenza legata proprio alla devozione e all'amore all'Immacolata che noi frati minori conventuali coltiviamo da sempre.

E' sempre bello constatare come il Signore sappia attendere il momento giusto per rivolgere il suo dolce invito: come si possa servire di un blog come di un viaggio, di un servizio di volontariato, della parola di un'anziana signora come Adelina, della gioia e dell'accoglienza lieta dei frati di Lourdes, della testimonianza di P. Kolbe.

Carissimo, ci affidiamo all'Immacolata. Ti aspettiamo. Una preghiera reciproca. Fra Alberto

==========///=====///=====///===========

Sito dei frati a Lourdes: http://immaculee.org/

mercoledì 11 settembre 2019

QUANDO POTRO' VIVERE FINALMENTE IL VANGELO?

GIOVANI VERSO ASSISI - GVA :  BEI SORRISI/GIOVANI BELLI
"Per vivere il Vangelo non si può aspettare che tutto ciò che c’è intorno a noi sia favorevole, perché le ambizioni di potere e gli interessi mondani ci giocano contro.

In una società in cui è così difficile vivere le Beatitudini, dobbiamo recuperare l’invito di Gesù a essere beati, felici, santi.

Solo così un giovane, vedendo un progetto di vita cristiana realizzato con gioia, può sentire il desiderio di incontrarLo".

Papa Francesco


P.S.: TI SEI ISCRITTO/A AL GVA 2019 ?

martedì 10 settembre 2019

"CHI-AMATO" PER NOME - IL MISTERO DELLA VOCAZIONE

Sulle montagne friulane: davanti all'Infinito
Dal Vangelo di Luca 6,12-19.
Martedì 10 settembre 2019
In quei giorni, Gesù se ne andò sulla montagna a pregare e passò la notte in orazione.
Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede il nome di apostoli: Simone, che chiamò anche Pietro, Andrea suo fratello, Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo d'Alfeo, Simone soprannominato Zelota, Giuda di Giacomo e Giuda Iscariota, che fu il traditore.
Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C'era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidone, che erano venuti per ascoltarlo ed esser guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti immondi, venivano guariti.
Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che sanava tutti.

==========///=====///=====///==========

"CHI-AMATO" PER NOME  - IL MISTERO DELLA VOCAZIONE
Sentirsi chi-amare per nome, sentirsi amati e scelti in modo unico, percepirsi prediletti, amici speciali, degni di fiducia e di confidenza, di intimità e vicinanza. Ecco cosa prima di tutto, intuiscono e vivono gli apostoli nel giorno in cui Gesù li invita a sè sul monte della preghiera per stare con lui . 

E' l'esperienza conturbante, irresistibile e indimenticabile che tanti giovani fanno quando il Signore per la prima volta bussa al cuore lasciando intuire una chiamata, una vocazione; quando inaspettatamente si sperimenta sulla propria pelle un sentirsi voluti bene senza misura, un essere guardati e toccati oltre ogni spiegazione semplicemente umana; quando giunge un invito mai ascoltato prima: SEGUIMI.

Ma questo fiume d'amore in piena così misterioso, può anche intimorire, può far retrarre; al vento impetuoso dello Spirito, a questa fiamma che ha acceso per un attimo il buio delle nostre notti, ci si può negare, si può fuggire, lo si può anestetizzare e dimenticare. Tante, infatti, le paure, le tentazioni, le angosce, gli interrogativi che presto inquinano il cuore del chi-amato.

Caro amico in ricerca, se hai udito la sua voce, fidati di Gesù, lasciati attrarre e sedurre! Lascia che la gioia unica che hai percepito in un quel momento speciale non si dissolva, ma orienti le tue scelte e la tua vita! Lui solo, fra tutti, ti conosce bene veramente; solo in Lui il mistero di questa chiamata: Lui ti vuole accanto a sè; Lui ti ha cercato ed amato per essere a tua volta strumento del suo amore a chi è più povero, malato e infermo, tormentato e oppresso dal male. A te vuole affidare la guarigione di tanti, il conforto e la misericordia; a te vuole affidare la sua Parola che sola risana e redime.

Fidati, fratello! Lasciati amare e chi-amare; lasciati guardare e toccare per poter anche tu allargare il tuo sguardo amorevole su ognuno, a tutti tendere le tue mani. 

Al Signore Gesù sempre la nostra lode!
Fra Alberto (fra.alberto@davide.it)


Alcune domande per te.
  • Quando mi sono sentito chiamare per nome da Gesù per la prima volta?
  • Come sto reagendo al suo invito a seguirlo più da vicino?
  • Ho già forse sperimentato qualche volta la forza risanante e guaritrice che mi è affidata in quanto suo discepolo?