domenica 29 settembre 2019

AL GRUPPO SAN DAMIANO VERIFICA LA TUA VOCAZIONE

ASSISI -MONTE SUBASIO : Giovani in attesa dell'alba

I giovani di oggi sono generosi, appassionati e ardenti.

In questi mesi, molti di loro stanno bussando alla nostra porta, chiedendo  informazioni circa il Gruppo san Damiano, il corso di ricerca vocazionale che ripartirà a breve. Si tratta di giovani che hanno intuito nel cuore (spesso con tanto stupore e trepidazione!) la fiamma della vocazione e desiderano verificarla. Queste le espressioni più frequenti che li caratterizzano:

" Vorrei dare la mia vita a Dio ... Vorrei regalarmi agli altri ... Vorrei svegliare il mondo ... Vorrei confortare i più feriti della vita ... Vorrei ... Vorrei...Vorrei" 

 All'origine della ricerca, c'è sempre un forte desiderio di offrire e donarsi, più grande e affascinante del pretendere o volere solo per sè. Senza desiderio, la vita umana è insipida e la vita spirituale è sterile. Il desiderio, dice San Bonaventura, ci ricorda che siamo di Dio e che aspiriamo a Dio. Senza questo desiderio, è facile adagiarsi e vivere nella mediocrità rinunciando a scrivere le pagine di storia a noi riservate.

Ogni  vocazione autentica, soprattutto all'inizio, si caratterizza dunque per un "Desiderio" o  un "Sogno-Fascino" , un "Volere essere" o "un'Aspirazione" grande e nobile e alta e bella che smuove e inquieta, mette in movimento, rompe equilibri e staticità, indica nuovi orizzonti, lascia intravedere una strada inedita di vita tutta da percorrere e mai esplorata che se intimorisce, eppure attrae e seduce.

E' in fondo l'esperienza giovanile di Francesco d'Assisi: attratto da tanti sogni e desideri, ne cerca pienezza e soddisfazione prima in strade vuote e vacue anche se apparentemente brillanti e appaganti: diventare nobile e cavaliere, accumulare ricchezza come mercante, essere il "divo" e il re delle feste delle notti Assisiane.

Ma niente di tutto ciò, alla fine, lo riempie veramente, lo disseta, lo sazia; guadagna solo senso di vuoto, noia e tristezza... Continua a lungo la sua ricerca di vita vera!!!

Solo dall'incontro con un povero lebbroso e quindi con il Crocifisso intravede per sè finalmente la strada della gioia autentica, della pienezza, cioè: "Vivere il Vangelo", essere un "uomo evangelico". Solo allora arriva finalmente a dire con convinzione e fermezza : "Questo è quello che voglio!" Quando capisce la volontà di Dio per la sua vita. Quando, alla fine, può dire di avere trovato la sua strada.

Questo vale anche per tutti noi: finché non abbiamo chiara la nostra vocazione, siamo preoccupati, in tensione, ansiosi e scontenti. Le famose domande : Dove? Quando? Come? Con chi? Per chi?.. eccetera, rimangono domande difficili e tormentose, perennemente irrisolte.

Ma una volta che abbiamo scoperto la nostra chiamata, che queste domande ottengono risposta e luce arriva finalmente la pace, la consapevolezza, la calma interiore e la forza per affrontare la vita con spirito totalmente nuovo e diverso.

Il Gruppo san Damiano, vuole offrire ai ragazzi proprio questa possibilità di approfondimento e comprensione e verifica della propria vocazione, della volontà del Signore per la loro vita. Si tratta di un cammino di fraternità con noi frati e altri giovani, fatto di preghiera, riflessione, gioia, scambio e confronto. Sua nota specifica: il desiderio di scoprire insieme, in libertà, il bellissimo e unico disegno divino seminato nel cuore di ciascuno. 

Quindi, a tutti voi cari amici, aspiranti a una vita semplice e pregnante, suggerita da Dio, rivolgiamo l'invito ad aderire al corso vocazionale proposto da noi frati o da altri movimenti, come dalle Diocesi. A tutti auguriamo : Buona strada! 

Vi accompagniamo con la preghiera che sola riesce a toccare il cuore di Dio.
Al Signore Gesù sempre la nostra Lode.

Fra Alberto (fra.alberto@davide.it)
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Fra Nico , giovane frate, racconta la sua esperienza 
nel Gruppo Vocazionale san Damiano

 

sabato 28 settembre 2019

PROFESSIONI SOLENNI AL SANTO (Pd): Sette Giovani, Frati Francescani per sempre!

Rito della Professione Solenne con la Prostrazione: a dire il totale e completo affidamento al Signore 
«Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce,
ma non sai da dove viene e dove va:
così è di chiunque è nato dallo Spirito» (Gv 3,8)

Cari amici, il Signore vi dia pace.
Condivido con tutti voi un grandissima gioia.

Sabato 5 ottobre 2019, alle ore 11:00, presso la Basilica di Sant'Antonio, Padova, vi sarà: LA PROFESSIONE SOLENNE DI SETTE GIOVANI FRATI DEL NORD ITALIA. 
  • fra Alberto Tonello
  • fra Andrea Calabria
  • fra Anicet Ngendamduwne
  • fra Davide Polini
  • fra Francesco Filippi
  • Fra Gabriel Bejan
  • fra Piero Russian
Questi, ormai al termine degli studi teologici (a Padova), hanno infatti maturato la piena e ferma decisione di dedicare l'intera loro vita al Signore e ai fratelli,
SEGUENDO LE ORME E L'ESEMPIO DI S. FRANCESCO D'ASSISI. 

In altre parole, si sono sentiti chiamati e hanno scelto di essere: 
FRATI FRANCESCANI PER SEMPRE !

Si tratta certamente di un grande segno di speranza e bellezza per la nostra famiglia francescana come per la Chiesa e tutti i ragazzi in ricerca vocazionale: 
VALE LA PENA SEGUIRE E FIDARSI DEL SIGNORE!

A Lui sempre la nostra lode
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)



giovedì 26 settembre 2019

W I FRATI FRANCESCANI MISSIONARI

Bruxelles: foto di gruppo dei frati partecipanti al corso missionario
È iniziato il 2 Settembre 2019 a Bruxelles il corso anglofono per i nuovi missionari francescani.
La Fraternità internazionale OFM “Our Lady of the Nations” ha accolto in questi giorni dieci confratelli francescani delle diverse famiglie dell'Ordine (OFM, OFMCap e OFMConv) che si stanno preparando per andare in missione in differenti paesi, tra cui: Danimarca, Indonesia (Timor), India, Ghana, Turchia, Sudafrica e Zambia. 
Il corso ha previsto la trattazione da parte di esperti su diversi temi: la storia del metodo missionario francescano, il dialogo ecumenico e la missione, l’incontro con l’Islam, la missiologia francescana contemporanea, la Giustizia, pace e integrità del creato, la nuova evangelizzazione in Europa, la missione in Asia, le culture e le religioni in Africa, l’economia fraterna in missione e il ruolo del leader. 
Come conclusione del corso è previsto il pellegrinaggio ad Assisi e ai luoghi francescani, per chiedere al Poverello il suo stesso spirito e ardore missionario.
Ringraziamo il Signore che sempre suscita discepoli generosi ed entusiasti per portare la Buona Novella in tutto il mondo. 
A Lui sempre la nostra lode.                                                                                Fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

mercoledì 25 settembre 2019

ASSISI - INIZIO DEL NOVIZIATO: Il tempo del primo "SI'"

Assisi- Basilica di san Francesco - Gruppo dei Novizi con il Maestro e il Custode (al centro)
Cari amici in ricerca vocazionale, il Signore vi dia pace.

Sabato 14 settembre, ad Assisi, nella Basilica di san Francesco si è svolta una breve quanto intensa celebrazione: 13 giovani hanno fatto il loro ingresso nell'anno di NOVIZIATO. Il rito è stato caratterizzato dalla "vestizione": per la prima volta i candidati sono stati rivestiti dell'abito francescano (la tonaca o saio) e cinti ai fianchi dalla corda o cingolo (senza però i tre nodi tipici di chi è già frate a tutti gli effetti) .

Il noviziato è per ogni francescano davvero un anno speciale e fondamentale: per approfondire e verificare la propria vocazione e poter giungere, al termine dello stesso, con maggiore cosapevolezza alla Professione religiosa e alla promessa di vivere (inizialmente per tre anni) i voti di castità, povertà e obbedienza. In altre parole: un anno in cui il giovane matura e decide se diventare un frate francescano, misurandosi seriamente con tale chiamata e stile di vita. La Professione, fra 12 mesi, sarà il momento del primo grande e pubblico "SI" davanti alla chiesa e al mondo.

Durante questo tempo, i novizi sperimentano la bellezza come la fatica della fraternità, giungono ad una maggiore conoscenza dell'esperienza di Francesco anche visitando i luoghi che ne sono stati testimoni, approfondiscono la Regola e le Costituzioni dell'Ordine, così come la vita dei nostri santi francescani.

Un maestro accompagna i giovani in questo cammino; un saggio frate, che gradualmente li introduce, passo dopo passo,  ad una più profonda dimensione spirituale ed umana, in vista di un serio e talvolta faticoso discernimento e di una scelta davvero libera e consapevole

Cari amici in ricerca, invito tutti a sostenere i nostri fratelli Novizi con la nostra preghiera, certi del loro ricordo per noi, ogni giorno, presso la tomba di san Francesco.

Al Signore Gesù sempre la nostra lode
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)
VIDEO DELLA VESTIZIONE




Il RITO DELLA
 VESTIZIONE. 


Il giovane novizio 
(vediamo fra Carmine dalla Calabria) 
viene rivestito della tonaca
e da un cappuccio 
di colore grigio o nero  

viene poi cinto ai fianchi
dal cingolo
o corda francescana
senza però i tre nodi
Questi compariranno 
solo con la Professione semplice
fra 12 mesi, a significare
i voti di castità, povertà e obbedienza promessi. 

martedì 24 settembre 2019

FRA GIOVANNI MARIA - DA PUGILE A FRATE

Assisi-Basilica di san Francesco : Professione religiosa di fra Giovanni Maria
Cari giovani amici in ricerca, il Signore vi dia pace.

Oggi vi presento la storia vocazionale di Fra Giovanni Maria Giustiniani. Mi è molto cara la sua testimonianza. Infatti, come lui stesso racconta, fu anche attraverso un contatto con il blog "Vocazione francescana" e una corrispondenza con il sottoscritto, che giunse dai frati della sua terra (Abruzzo), iniziando di seguito un cammino di discernimento verso la vita religiosa che ha poi deciso di abbracciare definitivamente. Il Signore, davvero si serve di tante vie, anche del Web (!) per ancora invitare e suscitare nel cuore di tanti giovani la sua chiamata.

Lo ringraziamo di cuore, ricordandolo nella nostra preghiera. 

Al Signore Gesù sempre la nostra lode!

Fra Alberto (fra.alberto@davide.it
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Fra Giovanni e la sua storia vocazionale

DA PUGILE A FRATE

Pace e bene, mi chiamo Fra Giovanni Maria Giustiniani ho 39 anni e sono di Antrosano una piccola frazioncina di Avezzano in provincia dell’Aquila.

Vorrei raccontare brevemente la mia storia. Già da piccolo ho avuto uno stretto contatto con i frati e pur se non capivo bene cosa fosse il loro operare sentivo un forte apprezzamento per la vita che conducevano e per tutto ciò che praticavano, sentivo attrazione per quella strada.

Negli anni seguenti, forse perché mi sono trasferito e non ho avuto più contatti con loro, o forse anche perché ho conosciuto altre realtà, da cui ho ricevuto sofferenze, ho iniziato ad allontanarmi dalla fede e addirittura a criticarla.

A 16 anni, ho abbandonato gli studi, iniziando a lavorare e a praticare pugilato. Negli anni seguenti sembrava andare tutto per il verso giusto, avevo tutto lavoro, praticavo uno sport in cui riuscivo bene, insomma sembrava che avessi trovato la mia strada che mi portava dritto ad avere la felicità ed avere tutto, invece nell’agosto del 2010 tutto cambiò grazie all’incontro di due persone, il mio parroco don Aldo Antonelli e un un’altra persona che dopo un po' di tempo scoprii che essere un frate.

Tutt’e due queste persone, nei vari incontri che ho avuto con loro, hanno smontato la mia falsa felicità, facendomi capire che quello che stavo facendo era solo essere schiavo di una finta felicità.

Con la loro testimonianza e parlandomi della bontà di Gesù Cristo in me scattò qualcosa, quello da cui mi ero allontanato ossia la fede, ora dentro di me riemergeva l’attrazione verso di essa, allora, iniziai ad interrogarmi: veramente quello che facevo, lavoro e sport, era la mia strada? O era un modo per scappare da ciò che sentivo nel mio cuore? Un giorno quasi per caso mi trovai su un sito “vocazione francescana”.

Dopo uno scambio di mail con il frate che lo gestiva, mi consigliò di confrontarmi con dei frati riguardo il mio desiderio per la vita consacrata. Iniziai a fare degli incontri e dell’esperienze in convento, prima di breve durata poi anche di periodi più lunghi.

A novembre 2012 decisi di lasciare il lavoro, per abbandonarmi completamente alla volontà del Signore ed entrare definitivamente in convento, maturare la parola con cui ho ricevuto il dono della chiamata.

Oggi sono quasi 6 anni che ho iniziato il mio percorso, sono un post-novizio nel convento Franciscanum in Assisi ed è molto bello vedere come il Signore mi parla attraverso le persone che mi mette affianco e attraverso le sfide giornaliere che si presentano. 

Concludo dicendo che mi sento come un puzzle nelle mani del Signore e lui sa come e quando mettere i pezzi e farmi capire il progetto che ha nei miei confronti, vi chiedo di pregare sempre per me affinché riesca sempre a discernere e fare la volontà del Signore.

Fra Giovanni Maria

Assisi- Rosone della Basilica di san Francesco
Tratto da: Sanfrancescopatronoditalia

sabato 21 settembre 2019

LA VOCAZIONE DI MATTEO - Gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.


LA VOCAZIONE DI MATTEO
Dal Vangelo di Matteo (9, 9-13)

In quel tempo, mentre andava via, Gesù, vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì. Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori»

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Caro amico e fratello in ricerca, l'esperienza di Matteo ha molto da dire anche a te. La sua chiamata vocazionale parla anche alla tua vita. 

Gesù sta percorrendo  le strade della Galilea annunciando il Vangelo. La gente vuole vederlo, incontrarlo, toccarlo e in tanti accorrono a lui. C'è grande curiosità e fascino per quest'uomo che parla al cuore e suscita speranze come nessun altro sa fare. 
Ma decidersi a seguire questo Rabbi, farsi suo discepolo, è bene altra cosa.  
Mica si può mettere a repentaglio la propria vita per lui; meglio non rischiare!

Ma ecco un incontro incredibile e inaspettato.
Matteo, il pubblicano, l'esattore odiato delle imposte, ad un invito che è quasi un comando di Gesù «SEGUIMI», subito si alza dal suo banco carico di monete, lascia senza esitazioni il suo mestiere e si mette a seguirLo! I farisei, sono stupiti e scandalizzati! "Ma come? Proprio tu? Ma non sei  un pubblico peccatore, uno strozzino.. ?" Un'accusa che coinvolge e tocca subito anche lo stesso Gesù: "Cosa? Vai a mangiare con questo qui, da pubblicani e peccatori e stai in loro compagnia?". 
Che è avvenuto? Mentre tutti cercavano di vedere Gesù e accorrevano a lui,  Matteo, proprio da Gesù si è sentito cercare e scrutare  fin nel profondo dell'anima. Gli occhi buoni e sinceri di quell'uomo hanno incrociato i suoi; lo hanno sconvolto e conquistato. Non c'era giudizio, non c'era condanna, non c'era la solita arroganza o supponenza in quello sguardo, ma solo amore, affetto, possibilità di nuova di vita, occasione di un cambio radicale verso una strada di bene  e di pace . E poi, quell'invito "Seguimi"! Era forte, senza esitazioni o tentennamenti nella proposta a lui rivolta e circa la sua persona!!  Impossibile  dubitare o rimandare!
Una nuova vita, una nuova via, forse sempre sognata ed  attesa, ma sempre anche ritenuta impossibile, ora si era aperta davanti a Matteo. 

 Caro amico e fratello in ricerca,  lasciati interrogare da questa vicenda. Se forse talvolta anche tu, come Matteo, ti sei sentito guardare in modo speciale da Gesù, chiamare personalmente con quel "Seguimi"!  Fidati! Non rimandare! 
Non restare seduto e immobile al banco delle tue imposte (dei tuoi progetti.., delle tue cose, dei tuoi dubbi...) ! Non lasciarti sopraffare dalla falsa stima di te, da ingiusti sensi di inferiorità, da paure o ferite,  da tentazioni di mediocrità, o da rimandi o  fughe.   Il Signore Gesù ti conosce fino in fondo, è Lui che ti tende la mano, è lui che mostra la via e ti invita con fiducia a seguirlo dove Lui ti vuole portare. FIDATI!   

Montagne friulane 
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Alcune domande per te

  • Quando ho sperimentato il passsaggio di Gesù nella mia vita e il suo sguardo buono su di me ?
  • Qual è il "banco delle imposte" ( i miei progetti, abbitudini, peccati, paure ) che mi impediscono di alzarmi e seguire Gesù?

giovedì 19 settembre 2019

COSA FA UN FRATE FRANCESCANO?


Libano: frati francescani che cantano e lodano il Signore

Pace e bene cari amici in ricerca della vocazione del Signore per la vostra vita. 

Molti di voi mi scrivono desiderando sapere cosa concretamente "fanno" i frati, come passano la loro giornata, com'è la loro quotidianità. Riporto parte della lettera di Aldo con la mia risposta e anche vi invito a rivisitare un mio POST  precedente sempre su questo tema. 

A tutti comunque rivolgo l'invito a venire a trovarci e sostare qualche giorno in una nostra comunità francescana. Come dice il vangelo "venite vederete" . Vi attendiamo.

Al Signore Gesù sempre la nostra lode.
 frate Alberto (fra.alberto@davide.it
Ghana : frati francescani in allegria 
Cile: frate francescano missionario
LETTERA DI ALDO
Salve frate Alberto. Vorrei cominciare col  farti i complimenti per il blog, e per tutto quello che fai per noi giovani in "ricerca" ! 

Mi chiamo Aldo e ho 20 anni, sempre di più penso di consacrarmi al Signore tra i figli di San Francesco. Mi trovo però davanti tanti piccoli "problemi"(...). I miei amici ridono di me, i miei genitori sono nettamente contrari e la reputano una vita di privazioni per nulla, i parenti credono che sia diventato matto e reputano la vita da frati una vita da "carcerati"e tante altre critiche qua e la. Tutto questo credo sia solo per via dell' ignoranza, perchè non si sa che vita faccia un frate realmente (Se non la sua vita spirituale)..(…) Preso comunque dalla voglia di "sapere" in cosa consista la "vita da frate" sono sempre alla ricerca su internet, in modo da potermi schiarire sia io le idee, ma soprattutto far capire ai miei amici e parenti stretti che fare il frate non vuol dire essere uomini isolati da tutto..(perché è questo che i giovani pensano dei frati …).

Ho sempre trovato ciò che fa un frate a livello spirituale, e cioè la preghiera costante, l'aiuto agli ultimi, l'evangelizzazione, i missionari, la vita fraterna e in condivisione, la povertà evangelica, lo studio ecc ecc..(…) I giovani che si avvicinano a questa vita, queste cose bene o male le sanno! Sanno che sarà una vita molto "piena" e con tante rinunce!! Però, i giovani vogliono sapere anche la vita da "uomo" che fa il frate!! Cerco di spiegarmi: per es che fa un frate nel tempo libero? Può uscire dal convento...vedere gli amici...usare il computer...avere degli hobby? .... Può avere un tot di tempo da dedicare a se stesso?? Non so, se sono riuscito a spiegare quello che intendo dire! Non ho detto se può avere una donna, una macchina, una casa, andare in discoteca o qualsiasi altra cosa, che mi pare ovvia e scontata che un frate non possa avere o fare! Ma parlo di piccole cose che sono di complemento alla vita "umana" (per esempio anche il Santo Padre ha un pc!). 


Io credo che se i giovani sapessero di più sulla vita "umana" dei francescani potrebbero spiegare meglio ai parenti e amici di che si tratta e si avvicinerebbero molto di più e senza paura e senza farsi troppe domande!! E sapendo che fare il frate non vuol dire vivere in un isola sperduta! Mi scuso se mi sono dilungato tanto, ma credo che come me ci siano tanti giovani in Italia con i miei stessi dubbi e stanno li a perdere tempo per cose da poco (ma importanti a livello umano) e che vorrebbero fare il passo, ma sono bloccati solo per l'ignoranza del non sapere! Spero in una sua risposta un abbraccio e pace e bene!!!

RISPOSTA DI FRATE ALBERTO
Pace a te caro Aldo, grazie per avermi scritto il tuo lungo e bel commento, grazie per la fiducia. Prima di tutto vorrei incoraggiarti nel tuo cammino di discernimento...

Per diventare frati, ricorda bene, al primo posto bisogna mettere il Signore Gesù e il suo Vangelo! Dunque.. tutto il resto, ma proprio tutto, viene riletto all'interno di questa scelta.. Un francescano è pertanto sempre proteso con tutte le sue forze, mente e cuore e intelligenza al suo Signore. Per Lui solo ha fatto questa scelta e in vista di Lui. Il riferimento al Vangelo, è dunque  la chiave interpretativa per la vita del frate! Egli dunque non è un super-man bensì un semplice e povero uomo che ha deciso di confidare solo nel Signore e nella sua chiamata e per questo cerca di  ripetere e riproporre nei suoi giorni  la vita, i gesti, i sentimenti, gli atteggiamenti di Gesù. 


Certo, poi nella vita concreta,  molte cose dipendono anche da dove un frate si trova ad operare pastoralmente, dalla nazione in cui vive e dal contesto culturale e sociale che lo circonda, dall'età e dalla formazione personale.: un conto poi se si è a servizio in una parrocchia, o in missione.., se un frate è uno studente o forse un insegnante.., se invece lavora con i giovani o piuttosto con i malati... 

Le esigenze cambiano moltissimo e anche l’operare dei frati, compreso l'uso di tutti gli strumenti e mezzi che egli può avere a sua disposizione (N.B: sempre comunitariamente !). Nulla infatti appartiene o è di proprietà del singolo. (...)

Per altre questioni a cui accenni mi piace definire il frate come un “uomo libero” e gioioso e contento nel Signore e dunque un uomo impegnato in tantissimi ambiti: 


il frate è uno che  prega, annuncia e predica il Vangelo, condivide la sua vita con altri confratelli con la stessa vocazione,  ha a cuore i poveri e gli ultimi, coltiva l'amicizia e le relazioni in Comunità come all'esterno, gioisce e soffre per gli altri e con gli altri, sorride e piange se c'è bisogno, legge.. canta.. ama .. suona.. studia.. lavora con le sue mani (l'orto e lava le stoviglie..ecc...ecc..); può diventare un missionario nel terzo mondo, ma  può anche essere un intellettuale che insegna all'università, o anche un religioso molto semplice e prezioso in un convento..;  gioca anche a calcio se gli piace e fa sport .. (!!) Perchè no?!! .. Io per es. amo moltissimo la montagna anche se poi alquanto raramente riesco a fare qualche camminata ( se vado, ci vado con i giovani ).

Il francescano, come ci ha insegnato San Francesco ama la vita e  ogni creatura, il creato, la bellezza... e in tutto e tutti cerca di intravedere la presenza del Signore e ovunque e a chiunque vuole parlare di Lui, perchè di tutti si sente fratello. 


Fare il frate è dunque vivere una vita buona e bella e semplice e sobria e lieta (mai frati musoni!!), ricca di relazioni vere e di vicinanza alle persone…, il tutto però sempre “nel Signore” . Lui, ricordalo sempre, è la luce di ogni istante della nostra vita o incontro o strumento o mezzo.... Con Gesù abbiamo tutto, senza di Lui, tutto ci manca!! 


Caro fratello, spero di averti in qualche modo risposto. Ti consiglio in ogni caso di venirci a trovare.. Solo infatti sbirciando dal di dentro la vita dei frati potrai vedere con i tuoi occhi. Dunque : vieni e vedi. ciao. frate Alberto

vedi altri Post collegati al tema: Cosa fa un frate? frati martiri ; la vera faccia di un frate ; cosa fanno i frati ;

Padova: frati francescani al computer
Kazakisthan : frati francescani in un campo di grano

mercoledì 18 settembre 2019

LE STIMMATE DI SAN FRANCESCO - FERITE D'AMORE

FRATI FRANCESCANI DIETRO LA CROCE
Cari amici in ricerca vocazionale. Il Signore vi dia Pace. 
Il mondo francescano ha celebrato ieri, la festa dell'impressione delle stimmate di san Francesco. 

L'ESPERIENZA DI FRANCESCO D'ASSISI

E' il 17 Settembre1224, infatti, quando Il Poverello  d'Assisi, intorno alla Festa dell’esaltazione della Croce, mentre si trova sull'amato monte de La Verna (Toscana) viene segnato nel corpo  dalle stesse piaghe del crocifisso: al costato e alle mani e ai piedi compaiono le stimmate della Passione.  

Francesco vi giunge, mentre sta attraversando un tempo molto difficile e sofferto, segnato dal dubbio atroce di avere sbagliato tutto nella sua vita e questo a soli due anni dalla morte e da un'esistenza spesa dietro ad un sogno evangelico che sembrava ora infrangersi nel fallimento: la missione  di pace che aveva tentato di realizzare in terra Santa, infatti, non aveva avuto buon esito e cristiani e musulmani erano tornati a farsi la guerra; si ritrovava poi messo da parte dagli stessi suoi frati e esautorato dalla guida dell'Ordine; la Regola da lui scritta contestata da molti ; infine, era alquanto provato anche nel corpo, quasi cieco  e afflitto da dolorose malattie. Ma soprattutto, il Signore Gesù, gli appariva lontano, sordo al suo grido di angoscia, lo spirito perso in una notte oscura.  

Sul monte de La Verna, Francesco vive il suo Getsemani,  la sua passione e  la sua Pasqua. Accetta infatti anche l'ultima obbedienza, l'ultima spogliazione, la croce più dolorosa e costosa: è la morte di sè radicale, la rinuncia ad ogni suo progetto o sogno o aspettativa (nei confronti dell'Ordine e dei frati e di chiunque) per ritrovare solo e unicamente in Gesù Crocifisso, il senso di tutta la sua vita. E' un passaggio che lo renderà finalmente libero, un uomo "risorto" oltre ogni ombra velenosa di morte, ormai pienamente e totalmente identificato con il Signore Gesù. 

Al termine di quel cammino scarnificante,  aveva trovato finalmente risposta definitiva ai propri dubbi: solo la croce poteva caratterizzarlo in modo totale e definitivo come vero seguace del Cristo.

Non a caso la Liturgia della Festa delle Stimmate applica a lui le parole di S. Paolo: «Sono stato crocifisso con Cristo e non sono piu io che vivo, ma Cristo vive in me… difatti io porto le stigmate di Gesù nel mio corpo» (Gal 2,20; 6,17).

PER TE CARO GIOVANE AMICO 
Caro giovane in ricerca e in ascolto, osserva e medita la strada indicata da san Francesco, tal punto "amico di Cristo" da voler essere in tutto somigliante e trasformato in Lui.

Soprattutto se coltivi in te o hai intuito come possibile la vita e la scelta francescana, ricorda che la meta è diventare come S. Francesco, anche tu un "alter Christus", un "nuovo Gesù Cristo" fra gli uomini di questa nostra povera e stupenda umanità. 

Lascia che questo fatto misterioso delle stimmate ti interroghi circa i tuoi desideri più profondi; lascia che queste FERITE d'AMORE si imprimano anche nella tua carne, nel tuo cuore. 

LA SCELTA DI ALCUNI GIOVANI 
E non sentirti solo su questa strada! 

Pensa che sabato 31 agosto, dieci giovani novizi ad Assisi hanno emesso i voti di povertà castità e obbedienza, vestendo per la prima volta il saio francescano 

Se qualcuno ha terminato l'anno di Noviziatoil 14 settembre, ecco che altri tredici giovani hanno iniziato questo anno così speciale, l'anno della prova, che li condurrà ad una scelta più ferma e profonda della vita francescana. 

Ugualmente,  nei  conventi di Brescia e Osimo altri ragazzi si sono avviati come Postulanti , percorrendo i primi passi di questa avventura d'amore.  


UNA PROPOSTA PER TE

Ad ottobre poi, ripartirà in varie regioni, il “Gruppo San Damiano": il cammino di orientamento e discernimento vocazionale per tanti tuoi coetanei attratti e affascinati dalla radicalità evangelica del Poverello.
Se desideri unirti ad altri giovani per meglio comprendere la volontà del Signore, fatti vivo. Ti aspettiamo per camminare insieme. 

Carissimo, tutto questo sia da sprone e incoraggiamento anche per te. Dunque, non temere, ma fidati sempre del Signore e dei suoi suggerimenti! 


A Lui, per il suo servo Francesco, la nostra Lode.

Fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

lunedì 16 settembre 2019

LA PROFESSIONE SOLENNE DI FRA JEREMIE


Cari amici in ricerca il Signore vi dia pace . 
Spesso sentiamo parlare di crisi di vocazioni, di fuga dalla fede, di lontananza dei giovani dalla chiesa.
Eppure, anche in questo nostro difficile tempo, il Signore continua a chiamare dei giovani a seguirlo più da vicino. E così la nostra famiglia francescana cresce e si sviluppa anche in terre apparentemente molto aride e laicizzate come per es. la Francia.
Sabato, 14 settembre, festa della Croce Gloriosa, fr. Jérémie - Marie Baptiste Macé, un ragazzo francese di Saint Nazaire vicino a Nantes, ha emesso la sua solenne professione nelle mani della Custode provinciale, fra Jean François - Marie . 
Durante la celebrazione che si è svolta nel nostro convento di Cholet (nord della Francia) , si è impegnato a vivere per sempre i voti di povertà, castità e obbedienza, mettendo il suo cuore e i suoi passi in quelli di San Francesco. 
Qualche anno fa (2015) ad Assisi, al termine del Noviziato, aveva già pronunciato la Professione semplice continuando poi la sua formazione teologica e umana e pastorale in Italia a Padova presso il Convento S. Antonio dottore dove si preparano i giovani frati. Qui ho avuto modo di conoscerlo personalmente, entrando in amicizia e animando con lui l'adorazione degli universitari che si svolge ogni martedì sera alle 21,00. A Padova tornerà a breve per proseguire e concludere gli studi. Lo accompagniamo con la nostra preghiera e ringraziamo per la sua vocazione.
Ma la terra di Francia è stata recentemente benedetta anche dalla Professione temporanea di altri due giovani frati al termine del Noviziato ad Assisi  fra . Hugo - Marie e fra Gregorio . Mentre un altro giovane, fra Raffaello, ha iniziato da poco il Noviziato ad Assisi con il rito della vestizione. 
Ringraziamo a diamo lode al Signore che continua a seminare e rendere feconda la nostra famiglia francescana.  
Al Signore Gesù sempre la nostra lode.
Fra Alberto (fra.alberto@davide.it)




Una breve testimonianza di fra Jérémie - Marie. Lo ringraziamo!

tratto da: https://vocationfranciscaine.com/

domenica 15 settembre 2019

COME SI DIVENTA "FRATI FRANCESCANI"?

DOMANDA: "Come si diventa Frate?"
Ecco una domanda che quotidianamente qualcuno mi pone. Di seguito tento di illustrare abbastanza sinteticamente il percorso che noi frati francescani proponiamo ai giovani che si rivolgono a noi, il cammino per "diventare frate".


PADOVA -BASILICA DI S.ANTONIO
Un giovane pellegrino con fra Fabio e fra Alberto

ALL'INIZIO...
DUE LE PREMESSE NECESSARIE:

1. La prima premessa, (non scontata), consiste nell'avere già nel cuore un germe, una fiamma di vocazione, una intuizione vocazionale, un desiderio o almeno un dubbio o un interrogativo circa la possibilità di consacrarsi al Signore e nel seguirLo.  La vocazione religiosa è paragonabile ad un "innamoramento" per il Signore e per la sua causa. Usando questa parola, desidero sottolineare che al fondamento di ogni vocazione c'è l'Amore per il Signore. Questo innamoramento è frutto di un fuoco - di origine divina - che Dio stesso accende dentro il cuore di un giovane e per mezzo di questo fuoco lo attrae a Sé in maniera particolare. È lo stesso fuoco che il Signore ha acceso un giorno nel cuore degli apostoli quando li ha chiamati a Sé perché stessero con Lui. Si è trattato di un fuoco così dolce e così coinvolgente che essi subito, abbandonando tutto, decisero di stare con Lui. Per questo, un segno di un'autentica vocazione è la gioia (anche se poi non mancano i timori) che un giovane prova quando vede se stesso in compagnia di Gesù e al suo seguito.

2. In secondo luogo, se le precedenti indicazioni vanno bene per qualsiasi consacrato, chi vuole essere frate francescano deve considerare anche un'altra realtà prima di iniziare il suo percorso; se il Signore lo chiami ad essere come Lui, secondo alcune caratteristiche tipicamente francescanenella Fraternità, nella Minorità, in Povertà, per la Missione (cfr il mio precedente post al riguardo) . Naturalmente non si chiede una piena conoscenza di tutto questo, ma almeno una predisposizione del cuore, una simpatia, un'attrazione, spesso mediata dalla figura  di san Francesco, o da un incontro particolare con qualche frate, o da un'esperienza forte ad Assisi....


ASSISI-BASILICA SAN FRANCESCO / GIOVANI FRATI FRANCESCANI
LE TAPPE  
DI UN DISCERNIMENTO VOCAZIONALE
PER DIVENTARE FRATE FRANCESCANO 
SONO LE SEGUENTI:

1) I PRIMI INIZIALI PASSI :

La guida spirituale: Prima di tutto è necessario avviare una conoscenza personale, un dialogo sincero e aperto con un bravo frate francescano presentando a lui sogni e desideri..paure e timori. Molto importante e utile è infatti, la guida e la direzione spirituale (che sempre noi frati proponiamo) da parte di un religioso che si prenda a cuore la persona e la vita e la vocazione del giovane e lo accompagni fin dall'inizio in questo delicato cammino.

Il Gruppo San Damiano: Il giovane è invitato quindi a partecipare ad un gruppo di ricerca vocazionale (il Gruppo san Damiano) dove insieme ai frati e ad altri giovani con i medesimi interrogativi, inizia un cammino di discernimento. Ci si ritrova solitamente un fine settimana al mese (da ottobre a giugno), per pregare, condividere, conoscere più da vicino la vita dei frati e i segni della chiamata. Il gruppo San Damiano è attivo in tutte le regioni d'Italia. (qui è presentato il link al cammino per le regioni del Nord. Per chi fosse interessato da altre parti d'Italia, mi scriva personalmente e gli darò indicazioni in merito).

Esperienze di vita conventuale e di servizio: Nel tempo del primo discernimento è molto utile poter vivere qualche periodo in una comunità francescana o in luoghi dove i frati operano e si spendono (parrocchie/santuari, missioni, con i poveri...). Della serie: vieni e vedi! Fai esperienza e inizia a conoscere più da vicino la nostra vita!! (anche qui il link rimanda ad alcune attività dei frati nel nord Italia. Chi fosse interessato , da altre località, mi scriva pure e darò indicazioni).

2) IL POSTULATO

Il Postulato è la fase successiva al Gruppo San Damiano, quando il giovane, in accordo con la guida spirituale e i frati responsabili del cammino, sente di poter fare un primo grande passo: entrare e vivere per 2 anni in una comunità francescana reale, gomito a gomito con i frati (per l'italia del Nord, nel convento di Brescia; per il centro/sud ad Osimo). E' un tempo molto utile a verificare in concreto se uno sia adatto alla vita francescana. È come un pre-assaggio. Il Postulato è dunque ordinato a far capire al giovane e ai Frati se concretamente, e non nelle velleità, c'è stoffa e desiderio autentico per la vita religiosa francescana.

3) IL  NOVIZIATO
Il Noviziato: Segue il Postulato. Della durata di un anno, si svolge ad Assisi presso la Basilica e la tomba di san Francesco. E' ordinato a introdurre il giovane ancor più decisamente nella vita francescana, a capire come si risponde ad una vocazione divina, a verificare (con se stesso e i Frati) la propria attitudine a vivere il vangelo nella via segnata da San Francesco. In questo tempo si è affidati ad un Maestro, un saggio frate che accompagna il giovane, passo dopo passo, verso la piena donazione di sè al Signore.

Il saio francescano: All'inizio del Noviziato avviene la vestizione del saio (l'abito dei frati; i "panni della prova", come li chiama san Francesco). Il Noviziato termina con l'emissione dei voti di povertà, castità e obbedienza. Si tratta della "Professione religiosa temporanea" : la promessa iniziale, della durata di tre anni, a vivere da frate. La professione definitiva (detta anche solenne e per tutta la vita) giungerà più avanti, trascorsi questi primi tre anni di verifica e approfondimento .

4) IL  POST-NOVIZIATO
Post Noviziato: Nel tempo che segue il noviziato, i giovani frati vivono a Padova (per il Nord Italia) presso il Convento Sant'Antonio Dott. (oppure ad Assisi o Roma per le altre regioni) dove si applicano principalmente allo studio delle discipline filosofiche e teologiche in vista della "Professione Solenne" (con la quale si è frati per tutta la vita) e per molti, anche in vista dell'ordinazione sacerdotale.

Si tratta di anni importanti (circa 6 anni di studio in particolare per i futuri presbiteri) per la formazione culturale e spirituale come per le varie esperienze francescane di apostolato e servizio e vita fraterna nelle quali il giovane frate viene introdotto. Spesso, dopo la professione solenne e l'ordinazione sacerdotale, il ciclo di studi continua ancora per qualcuno al fine di approfondire un ambito telogico o biblico o pastorale.

Quello che colpisce di più, forse a prima vista, sono i molti anni di studio e formazione. Ma va subito aggiunto che, se questi, sono certamente necessari (specie nel nostro difficile contesto culturale e sociale), è ancor più necessario che il giovane frate si appassioni e riempia sempre più di Dio, interiorizzi e viva i sentimenti di Cristo, segua i passi umili e semplici del padre San Francesco, sempre più si pecepisca fratello di tutti, a disposizione di tutti.

PER TE CARO GIOVANE AMICO 
CHE HAI LETTO QUESTE PAROLE
Carissimo, forse il Signore attende anche te a seguirlo più da vicinola Chiesa e gli uomini ti attendono; ti attendono i poveri e i deboli, gli umili e i semplici così come i sofferenti nell'anima e nel corpo. 

Ti attendono le lontane terre di missione, ma anche i tanti ambiti di evangelizzazione e servizio nelle nostre terre sempre più scristianizzate; ti attendono i giovani e tutti gli assetati di luce e verità e senso in questo nostro difficile tempo.

Anche san Francesco ti attende per fare di te quello che visse con i suoi primi compagni e con i tanti giovani che da secoli sono affascinati dalla sua figura e dal suo messaggio. 

A te accogliere questa chiamata e vocazione; questo invito esigente ed esaltante! A te portare ovunque l'amore del Signore, la pace e la gioia... lo spirito di fraternità, in semplicità e letizia, in umiltà e povertà! 

Ti  incoraggio e benedico.
Al Signore Gesù sempre la nostra lode

frate Alberto (fra.alberto@davide.it)

Assisi: giovani frati studenti in teologia
PS: ti interessa un test francescano? Clicca qui per rispondere al questionario «Che tipo di francescano saresti?» e ottenere, se vuoi, una risposta da frate Alberto

PDOVA - Giovani frati "musicanti"
NB: Alcune indicazioni e rimandi a link del presente post, sottolineano in particolare l'attività dei Frati Francescani Minori Conventuali nelle regioni del Nord Italia e che hanno il loro riferimento ideale nella Basilica di Sant'Antonio in Padova (dove io risiedo). Per giovani che fossero interessati a conoscerci in  altre regioni, resto disponibile per ogni indicazione o suggerimento; siamo del resto diffusi capillarmente e presenti in tutta l'Italia.