mercoledì 14 agosto 2019

FRATE MASSIMILIANO MARIA KOLBE E LA FELICITA'


Cari amici in ricerca della vocazione divina per la vostra vita, Il Signore vi dia pace.

Oggi 14 agosto noi francescani minori conventuali ricordiamo il sacrifico di un nostro frate  durante la seconda guerra mondiale:  S. MASSIMILIANO MARIA KOLBEmartire ad Auschwitz, per avere offerto la vita al posto di un altro prigioniero condannato a morte (14 agosto 1941).

Ma chi era p. Kolbe? Di lui ho già scritto vari post . Vi propongo di seguito alcuni video sulla sua figura e un breve suo intervento circa la FELICITA' e in che cosa essa consista. Ne scrisse nella rivista "Il Cavaliere dell'Immacolata" da lui diretta e diffusa negli anni '30 con più di un milione di copie in tutta la Polonia.

Con S. Massimiliano Kolbe, al Signore Gesù e alla Vergine Immacolata, sempre la nostra lode.
Fra Alberto (fra.alberto@davide.it)


IN CHE COSA CONSISTE LA FELICITA'
( fra Massimiliano Maria Kolbe) 

Nella prima pagina del primo numero del Cavaliere dell’Immacolata ( Rycerz Niepokalanej ) fra Massimiliano Kolbe spiega che la finalità del Rycerz Niepokalanej sta nell’aiutare gli uomini a raggiungere la felicità. Nelle pagine 4-5 spiega in che cosa consiste la felicità.

«Lo scopo del Rycerz Niepokalanej non è soltanto quello di approfondire e rafforzare la fede, indicare l’autentica via ascetica e presentare ai fedeli la mistica cristiana, ma altresì, in conformità ai principi della Milizia dell’Immacolata, impegnarsi nell’opera di conversione degli acattolici. Il tono della rivista sarà sempre amichevole verso tutti, senza badare alla diversità di fede e di nazionalità. La sua nota caratteristica sarà l’amore, quello insegnato da Cristo. E proprio con questo amore verso le anime smarrite, ma che pure sono alla ricerca della felicità, essa farà di tutto per stigmatizzare la menzogna, per mettere in luce la verità e per indicare la vera strada verso la felicità». (SK 904)

«Tutti bramano la felicità e aspirano ad essa, ma pochi la trovano, perché la cercano là dove non esiste. Usciamo per strada. Sull’ampio marciapiede camminano in tutta fretta persone di varia età e condizione, e ognuna mira a qualche scopo, che deve essere una particella della sua felicità. (…) 

Dovunque volgi lo sguardo, vedi delle persone assetate di felicità. Ma tutti costoro sono sicuri che al termine del loro affannarsi abbracceranno il tesoro tanto bramato?

Uno di essi si è prefisso quale scopo di accumulare beni materiali, denaro. Non ha ancora raggiunto la meta dei suoi desideri, perciò continua a darsi da fare. Ma ci arriverà? (…)

È forse la gloria che appaga l’uomo? Diamo uno sguardo alle schiere di persone celebri, che occupano posizioni elevate e godono di grande celebrità. Forse che costoro posseggono il talismano della felicità? (…) Neppure qui, dunque, c’è la felicità. Inoltre, ricchezza, piaceri della vita e gloria appartengono piuttosto a eccezioni, mentre ognuno desidera la felicità

Il cuore dell’uomo è troppo grande per poter essere riempito dal denaro, dalla sensualità, oppure dal fumo della gloria, che è illusorio, anche se stordisce. Esso desidera un bene più elevato, senza limiti e che duri eternamente. Ma questo bene è soltanto Dio». (SK 905)



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