martedì 23 luglio 2019

DOVE TROVARE LA PIENEZZA DELLA VITA?


ABBI LA CERTEZZA CHE, 
SE RICONOSCI UNA CHIAMATA DI DIO
 E LA SEGUI, 
CIO' SARA' LA COSA CHE 
DARA' PIENEZZA
 ALLA TUA VITA

(Papa Francesco, Christus vivit, 276)

sabato 20 luglio 2019

LA GIOIA DELLA META


LA GIOIA DELLA META
 E' GIA' CONTENUTA
 NELLA CONCRETEZZA 
DEL PASSO QUOTIDIANO

(Alfredo Micalusi)

mercoledì 17 luglio 2019

SE VUOI E CERCHI QUALCOSA....


SE VUOI QUALCOSA
CHE NON HAI MAI AVUTO,
DEVI FARE QUALCOSA
CHE NON HAI MAI FATTO

 (Thomas Jefferson)

domenica 14 luglio 2019

GIOVANI AD ASSISI 5-10 AGOSTO : CORSO DI ORIENTAMENTO ALLA VITA


Caro giovane amico, il Signore ti dia piace.
  • Se stai cercando con cuore sincero la volontà del Signore per la tua vita...
  • Se molte domande circa la tua strada bussano al tuo cuore e desideri fare chiarezza e ricevere un orientamento, una luce...
  • Se ti affascina san Francesco e vuoi immergerti nella sua splendida terra natale e conoscere più da vicino la sua esperienza e camminare alcuni giorni con i suoi frati ...
  • Se forse hai intuito in te, da parte di Gesù, un invito speciale di sequela o se, più semplicemente, hai bisogno di un aiuto e di alcuni giorni di pace e interiorità per meglio comprendere dove dirigerti e andare... 
TI ASPETTIAMO AD ASSISI AL CORSO DI ORIENTAMENTO ALLA VITA
5-10 AGOSTO 2019

La settimana è rivolta a tutti i ragazzi/e che hanno 
tra i 18 e 28 anni .
Per info ed iscrizioni invia una mail a segreteria@giovaniversoassisi.it

Per scoprire il programma clicca qui.

giovedì 11 luglio 2019

COSA VUOLE DIRE LASCIARE TUTTO?


11 luglio 2019
Dal Vangelo di Matteo (19,27-29)


In quel tempo, Pietro, disse a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna».
=========///===///===///==========

Che sia per piacere o per bisogno, siamo per natura portati ad attaccarci a persone e a cose, e per esse investiamo tutte le nostre energie: ci diamo tanto da fare per trovare la persona giusta, studiamo sodo per avere il massimo dei risultati, lavoriamo molto per guadagnare un buono stipendio, facciamo il possibile nella cura dei nostri figli. Tutto questo è necessario. È dunque impensabile che il Signore ci chieda di lasciarlo per trasferirci su un eremo.

Eppure è quello che sembra chiedere Gesù, è quello che i discepoli fanno. Tuttavia, giustamente, Pietro chiede una ricompensa, non si fa niente per niente, giusto? Posso infatti rinunciare a passare del tempo con i miei cari, se è per guadagnare di più; posso rinunciare a una bella fetta di torta, se è per dimagrire; posso rinunciare a una serata con gli amici, se è per compiacere il mio capo. Ciò a cui rinuncio deve essere misurabile e il guadagno deve essere tangibile.

E qui torniamo al nostro amico Pietro. Cosa vuol dire “lasciare tutto”? Esattamente il contrario di tutto, ovvero, il superfluo; Gesù conosce bene il nostro cuore, allora ci offre la libertà chiedendoci di staccarci da ciò che ci rende dipendenti, frustrati, affannati, felici a metà o addirittura infelici. Distingue i bisogni veri da quelli apparenti. Le rinunce di cui ci parla non sono misurabili, il guadagno ha un peso inestimabile nel cuore. Chiamasi vita eterna, cioè dare senso al mio vivere quotidiano.

Siate in pace, perché Gesù lo sa bene qual è il nostro vero bisogno. Non denaro, stima e conoscenze, ma, semplicemente, l’amore.

Ilaria De Lillo

Alcune domande per te:
  • Cosa sento essere per me superfluo e d’intralcio alla felicità?
  • Quali sono i miei veri bisogni ?
  • Cosa sono pronto a lasciare per guadagnare la vita eterna?

lunedì 8 luglio 2019

DECISIONE UMANA O DECISIONE CRISTIANA? QUALE PREZZO E DIFFERENZA?

Cari amici, 
si assiste oggi, ad una singolare allergia decisionale in favore di un rimando continuo. Ma se è la decisione in generale oggi a fare problema, quella cristiana/ vocazionale è ancora più penalizzata e in difficoltà.

Questo è evidente anche in quanti di voi mi scrivono raccontandomi la fatica di doversi decidere per il Signore e la difficoltà di una scelta per Lui, insieme all'attrazione e alla seduzione per orientamenti di vita legati maggiormente ai propri progetti, al proprio comodo e garantismo, all'emotività, anzichè alla logica del Vangelo!!

La scelta cristiana/vocazionale è, infatti, di un tipo tutto particolare che con le altre decisioni semplicemente umane ha in comune solo il nome: se ad essa applichiamo criteri che non le appartengono appare assurda e rimane necessariamente inevasa. Di seguito cerco di enucleare alcune sostanziali differenze fra decisione umana e decisione cristiana.

LA PERFETTA DECISIONE «UMANA», DEVE ESSERE:
  • SICURA: gli elementi di rischio devono essere ridotti al minimo; fra tutte, è migliore quella decisione che più sa assicurarsi contro l'errore e il rischio di sbagliarsi. Di qui la ricerca di quanto possa in qualche modo non solo progettare, ma prevedere, se possibile, il futuro, a partire da ciò che la persona è ed è sicura di saper fare. Qualsiasi scelta che preveda prestazioni percepite oltre le proprie capacità sono accuratamente evitate; il rischio sarà quello di scegliere non il massimo di quel che si può dare e di ripetere quel che si è già, in una sorta di autoclonazione psicologica.
  • A MINIMO COSTO: è preferibile quella decisione che raggiunga l'obiettivo con il massimo di efficienza e il minimo di perdita. Sembra criterio molto logico; in realtà nasconde la paura di complicarsi la vita e finisce non di rado per orientare la decisione verso obiettivi non troppo impegnativi, o per ridurre, impercettibilmente, livello e qualità delle proprie aspirazioni.
  • PRECISA E CHIARA prima ancora della sua attuazione e in tutti i suoi dettagli: gli obiettivi, finali e intermedi, devono essere esaurientemente analizzati fin dall'inizio in modo da ridurre al massimo l'intromissione, nella fase di attuazione della scelta, di variabili future impreviste. Anche questa pretesa sembra molto razionale e prudente; ma lascia aperto un interrogativo altrettanto realista: è mai possibile fare una scelta così, che riesca davvero a prevedere tutto, quando si tratta di scegliere per la vita? È davvero “umano” questo tipo di decisione, visto che esiste una zona scoperta che il calcolo non può del tutto prevedere e controllare?
  • RIVEDIBILE (o reversibile). Come abbiamo visto più sopra, la decisione umana, calcolatrice e il più possibile preveggente, spesso e volentieri si lascia una uscita di sicurezza, nel caso l’opzione non dovesse funzionare per i più svariati motivi. In realtà è una scelta paurosa, paurosa della definitività, incapace di abbandono, timorosa o scettica nei confronti di colui che si sceglie e cui ci si dovrebbe in qualche modo “consegnare” …  La paura del “per sempre” rende leggera e inaffidabile ogni scelta, e svela una sottile disperazione in chi compie la scelta (apparente).
Alpi friulane: cima del cacciatore
LA DECISIONE «CRISTIANA» E' INVECE:
  • A RISCHIO: Nel discernimento cristiano il credente corre il rischio massimo per l’umana creatura: scoprire la volontà di Dio. Rischio reso ancor più …rischioso dalla solitudine sostanziale in cui egli viene a trovarsi poiché la decisione è personale. Il credente sa che nessun comandamento oggettivo, nessuna regola esterna, nessun parere o consiglio di altre persone, persino della guida spirituale, potrà mai dargli la certezza che quanto deciderà di fare è quello che Dio vuole che egli faccia.
  • A MASSIMO COSTO: La scelta cristiana fatta in nome del Radicalmente Altro che misteriosamente attrae il cuore umano viaggia su valori ideali massimi. La decisione è cristiana quando esprime il dono di sé, e quando mette la persona in condizione di mantenere l’offerta di sé anche quando questo comporta rinuncia e chiede un prezzo alto: soprattutto allora ci vuole corrispondenza tra i due livelli, quello del costo-rinuncia e quello dell’amore-desiderio. Più il costo è alto più grande dev’esser l’amore, fino a integrare il massimo della rinuncia di sé col massimo del dono di sé.
  • MAI TOTALMENTE PREVEDIBILE E AL RIPARO DA SORPRESELa decisione cristiana dev’essere precisa, ma mai potrà esser chiara in tutti i dettagli, al punto da risultare prevedibile e da porre al riparo da ogni sorpresa. Certo, i valori accettati all'inizio devono essere oggettivi e realisti, ma non saranno mai esaurientemente chiari; la scelta si scopre man mano che la si attua, in un cammino e in un processo permanente. Discernere e decidere, ancora una volta, non significa disporre del futuro, quasi sapendolo con certezza in anticipo. Significa piuttosto saper leggere una direzione nel presente, che pure va oltre il presente; significa leggere una coerenza tra ciò che si comincia a intuire e una possibilità di attuare quella verità in un progetto di vita.
  • E' TUTTA GIOCATA SULLA FIDUCIA Fiducia in un Altro, in Dio e nel suo essere per me Mistero buono che gradualmente si svela; mistero amico perché mi viene incontro; mistero vocazionale perché prima della mia scelta di lui, c’è la sua scelta di me. È un po’ il paradosso vocazionale: noi stiamo riflettendo sulla decisione da prendere e su come possiamo scegliere la nostra vocazione, ma in realtà si tratta di lasciarsi scegliere, di  fidarci di Colui-che-chiama, e che chiama perché ama, o che chi-ama, e che di fatto mi ha chiamato da tutta l’eternità, ovvero mi ha amato da sempre preferendomi alla non esistenza. Mistero grande! Come non fidarmi di questa Volontà Buona? La quale mi ha già scelto e chiamato alla vita, quando io non potevo minimamente meritare tutto ciò? A essa sono già affidato, da sempre, vivo solo perché sono nelle sue mani. Dunque è del tutto naturale continuare a fidarmi, a lasciarmi scegliere da essa perché vuole il mio bene e la mia felicità, anche quando mi chiede qualcosa di difficile e costoso, o che va o sembra andare al di là delle mie capacità o oltre una certa logica che sembra così logica o di certi calcoli che paiono così evidenti…. Anzi, a questo punto capisco cos’è la fiducia: la fiducia è lo spazio della decisione che il calcolo non può o non riuscirà mai a occupare, che il calcolo deve per forza lasciar libero. Una scelta vocazionale senza fiducia sarebbe un non senso per una vocazione votata al fallimento. La vocazione cristiana, invece, è tale proprio perché è espressione di fiducia, apre all’esperienza del Dio affidabile. Se non è la fiducia a occupare quello spazio, sarà la presunzione dell’individuo a occuparlo o comunque la sua lettura soggettiva, con le paure, i dubbi, le resistenze, le interpretazioni riduttive, le aspettative irrealistiche, le difese che sappiamo. Ma se è la fiducia che occupa quello spazio scalzando via il calcolo, allora la scelta è totale e radicale, e irreversibile come tutte le scelte fatte per amore, perché ci si sente amati.

 E TU? CHE TIPO DI DECISIONE PRENDERAI?

venerdì 5 luglio 2019

ED EGLI, ALZATOSI, LO SEGUI'


5 luglio 2019
DAL VANGELO DI MATTEO (9,9-13)
In quel tempo 9 Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli, alzatosi, lo seguì. 10Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. 11Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». 12Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. 13Andate a imparare che cosa vuol dire: Misericordia io voglio e non sacrifici. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».

Una parola, un imperativo: “Seguimi!”, e un duplice gesto di resurrezione e di sequela: “Ed egli, alzatosi, lo seguì” (v. 9). “Alzatosi” (anastás) è un verbo che dice non solo la stazione eretta, ma anche l’atto del risorgere. La chiamata è un movimento di resurrezione, dalla stasi al moto, dal sonno alla veglia, dalla morte alla vita.
Il vangelo non si attarda a esaminare il “frattempo” interiore di Matteo, fra l’appello ricevuto e la sua risposta: non c’è spazio per un’analisi psicologica, spirituale, interiore o storico-sociologica. C’è un’immediatezza che sorprende, in quella risposta silenziosa, senza parole, tutta concentrata nel duplice gesto del corpo, che si leva e s’incammina. La narrazione evangelica non soppesa le ragioni della scelta che possono aver abitato il cuore di Matteo. “C’è una sola ragione valida per questa corrispondenza tra chiamata e azione: Gesù Cristo stesso. È lui che chiama. Perciò il pubblicano lo segue. Questo incontro attesta l’autorità di Gesù incondizionata, immediata e ingiustificabile. Nulla precede questo incontro e nulla segue se non l’obbedienza del chiamato” (D. Bonhoeffer).
Anche l’invito di Gesù alla sequela è scarno, minimalista, tutto racchiuso nell’esigenza e nel peso di una sola parola: seguire. Ma nulla si dice sull’opportunità di tale sequela, su rischi e vantaggi, sull’itinerario e sulla meta del cammino. L’unico oggetto della sequela, l’unico centro di gravità, l’unico senso del cammino è lui, il Cristo: seguirlo significa mettere i propri passi sulle sue orme, ovunque egli vada (cf. Mt 8,19). “E che cosa ci dice il testo del modo di seguire? Seguimi. Corri dietro a me. Ecco tutto. Camminare dietro a lui è, in fondo, qualcosa senza contenuto. Non è certo un programma di vita, la cui realizzazione possa sembrare ragionevole; non è una meta, un ideale a cui si possa tendere. Non è una cosa per cui, secondo l’opinione degli uomini, valga la pena impegnare qualcosa, e tanto meno se stessi” (D. Bonhoeffer).
“Ed egli, alzatosi, lo seguì” (v. 9). L’adesione a Cristo segna un nuovo inizio: è l’avvio di un’esistenza inedita, la possibilità di un ri-cominciamento, quasi un nascere di nuovo, muovendo i passi sulla via dei paradossi di Dio, come insegna ancora Bonhoeffer: “Si fa un taglio netto e semplicemente ci si incammina. Si è chiamati fuori e bisogna ‘venir fuori’ dall’esistenza condotta fino a questo giorno. Il passato resta indietro, lo si lascia completamente. Il discepolo viene gettato dalla sicurezza relativa della vita nell’assoluta mancanza di sicurezza (ma, in realtà, nell’assoluta sicurezza e tranquillità della comunione con Gesù); da una situazione di cui ci si può rendere conto e che si può valutare (ma in realtà del tutto imprevedibile), in una esistenza imprevedibile, esposta al caso (ma in realtà l’unica determinata dalla necessità e valutabile); dall’ambito delle possibilità limitate (ma in realtà infinite) nell’ambito delle possibilità illimitate (ma di fatto nell’unica realtà veramente liberatrice). Questo non è null’altro che il vincolo che lega solo a Gesù Cristo, cioè appunto la completa rottura con ogni piano programmato, ogni aspirazione idealistica, ogni legalismo. Perciò non si può dare altro contenuto, perché Gesù Cristo è l’unico contenuto. Accanto a Gesù non possono esserci altri contenuti: lui stesso è il contenuto”.

OCEANS / TU MI CHIAMI SULLE ACQUE


OCEANS
where feet may fail Cover Sveglia Francescana
Immagini dal film documentario Océans di Jacques Perrin.
Testo-Letra-Lyrics.
You call me out upon the waters
The great unknown where feet may fail
And there I find You in the mystery
In oceans deep
My faith will stand.
A tu nombre clamaré,
en ti mis ojos fijaré
En tempestad, descasare en tu poder
Pues tuyo soy hasta el final.
Spirit lead me where my trust is without borders
Let me walk upon the waters
Wherever You would call me.
Tú me llevas más allá de lo soñado
Donde puedo estar confiado al estar en tu presencia.
Spirit lead me where my trust is without borders
Let me walk upon the waters
Wherever You would call me
Take me deeper than my feet could ever wander
And my faith will be made stronger
In the presence of my Savior.
Tu espíritu me guié sin fronteras
Más allá de las barreras a donde tú me llames
Take me deeper than my feet could ever wander
And my faith will be made stronger
In the presence of my Savior.
I will call upon Your name
Keep my eyes above the waves
My soul will rest in Your embrace,
Pues tuyo soy hasta el final.

OCEANS

where feet may fail Cover Sveglia Francescana

Tu mi chiami in giro sulle acque
Il grande sconosciuto dove i piedi possono fallire
E lì ti trovo nel mistero
Negli oceani in profondità
La mia fede sarà in piedi.

Al tuo nome elevo,

In te i miei occhi fisserò
In tempesta, descasare in tuo potere
Beh, io sono fino alla fine.

Lo Spirito mi conduce dove la mia fiducia è senza confini

Fammi camminare sulle acque
Ovunque tu mi chiami.
Tu mi porti oltre i sogni
Dove posso essere fiducioso di essere in tua presenza.

Lo Spirito mi conduce dove la mia fiducia è senza confini

Fammi camminare sulle acque
Ovunque tu mi chiami
Mi porti più in profondità di quanto i miei piedi possano mai vagare
E la mia fede sarà resa più forte
Alla presenza del mio Salvatore.

Il tuo spirito mi ha guidato senza frontiere

Oltre le barriere dove mi chiami tu
Mi porti più in profondità di quanto 
i miei piedi possano mai vagare
E la mia fede sarà resa più forte
Alla presenza del mio Salvatore.

Chiamero ' il tuo nome

Tieni i miei occhi sopra le onde
La mia anima si riposa nel tuo abbraccio,
Beh, io sono fino alla fine.

mercoledì 3 luglio 2019

DA PAPA FRANCESCO / CARI GIOVANI


«Cari giovani, sarò felice nel vedervi correre più velocemente di chi è lento e timoroso. Correte attratti da quel Volto tanto amato, che adoriamo nella santa Eucaristia e riconosciamo nella carne del fratello sofferente. Lo Spirito Santo vi spinga in questa corsa in avanti. La Chiesa ha bisogno del vostro slancio, delle vostre intuizioni, della vostra fede. Ne abbiamo bisogno! 
E quando arriverete dove noi non siamo ancora giunti, abbiate la pazienza di aspettarci”».
papa Francesco

lunedì 1 luglio 2019

COMPROMESSI VOCAZIONALI


Lunedì 1 luglio 2019

Dal Vangelo di Matteo (8,18-22)
Mentre andavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo». A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, concedimi di andare a seppellire prima mio padre». Gesù replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu và e annunzia il regno di Dio». 
==========///=====///=====///===========

Nel vangelo di oggi risuona un invito "SEGUIMI" : un invito d'amore eterno, perenne ed immenso, continuamente rivolto dal Signore a tanti giovani di buona volontà.

E' Gesù che passando sulla nostra stessa strada e facendosi nostro compagno di cammino, continua a fidarsi di noi, invitando alla sequela, alla missione, al dono, all'amore: un invito appassionato, segnato dalla Croce e dalla radicalità del vangelo!

La tentazione di tergiversare, di mettere in atto compromessi vocazionali, di prendere le distanze è subito forte: "aspetta..prima devo fare questo, poi quest'altro..; oppure non sono degno, non sono pronto, è troppo esigente e rischioso. E poi..(come vediamo nel vangelo citato) devo occuparami niente meno che di mio padre, che è morto..devo dargli sepoltura!".  E' forte e conturbante questa immagine di morte e di una tomba che impedisce la sequela!!

Da questo testo ecco alcune domande per un discernimento :
  • Quando è risuonato in me questo invito? Come ho reagito? 
  • Dove mi trovo nel cammino?
  • Quali sono i compromessi che più mi distolgono dal seguire il Signore?
  • Quali sono i cadaveri e gli scheletri e le tombe e i legami che nella mia vita mi imprigionano togliendomi libertà e gratuità per la sequela?
  • Quali scuse o resistenze sento di avere accampato fino ad ora per rimandare, non ascoltare, minimizzare tale invito?
  • Cosa sta significando per la mia vita una risposta oppure un diniego?