martedì 7 maggio 2019

LA VOCAZIONE DI FRA ETTORE - 28 anni - Oltre la paura e il sospetto di un Dio che sembra chiedere di rinunciare alla felicità

Fra Ettore nella cappella del Franciscanum (Assisi)
Pace e bene cari giovani amici
in cammino e in ricerca della vocazione divina per la vostra vita.

Fra le testimonianze sempre molte apprezzate del blog, vi sono quelle dei giovani frati. Piace soprattutto quando raccontano la loro vicenda vocazionale verso una scelta così radicale, segnata certo da slanci ed  entusiasmi, ma anche da dubbi e fughe e tormenti interiori.  

" Non riuscivo ad accogliere questa eventualità perché mi sembrava la richiesta di rinuncia alla felicità che vivevo in quel momento. Si era insinuato inconsciamente nel mio cuore il sospetto nei confronti di Dio che non desiderasse il meglio per me". 

Ecco come ce ne parla Fra Ettore Filippucci ( 28 anni) , studente in teologia ad Assisi.
Lo ringrazio di cuore per questa sua condivisione, invitando tutti a pregare per lui e il suo cammino di vita sulle orme di san Francesco.

Al Signore Gesù sempre la nostra lode.
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)
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TESTIMONIANZA VOCAZIONALE DI FRA ETTORE

Ciao a tutti!

Sono fra Ettore Filippucci, ho 28 anni e vengo da un piccolo comune dell’ Umbria, Cannara, a pochi chilometri da Assisi.

Sono cresciuto in una bella famiglia che mi ha trasmesso i valori, la fede e non mi ha fatto mancare nulla.

Tuttavia a diciassette anni ho sentito il bisogno di cercare la ragioni del mio essere credente perché non mi bastava più giustificare tale scelta sulla base della tradizione. 

E’ sorto il desiderio di un’esperienza personale. 

Da lì ho iniziato a frequentare gli incontri diocesani per giovani, quindi tramite il mio migliore amico, ho scoperto la realtà del rinnovamento nello Spirito Santo. 

Ciò che mi ha attratto di queste persone è stato anzitutto la bellezza dello starci insieme: un legame misterioso si è creato immediatamente! Il Signore in questo “luogo” aveva pensato al mio primo e decisivo incontro con Lui. La mia vita è  così fiorita in un cammino di fede, in una relazione affettiva significativa, nello studio.

Tale serenità è stata interrotta dall’irruzione di una domanda inaspettata: “Mi chiami a seguirti in modo speciale Gesù?”.

Non riuscivo ad accogliere questa eventualità perché mi sembrava la richiesta di rinuncia alla felicità che vivevo in quel momento. Si è insinuato inconsciamente nel mio cuore il sospetto nei confronti di Dio che non desiderasse il meglio per me. Mi sono raffreddato nella fiducia.
Ho continuato la mia vita ordinaria “sotterrando” la pro-vocazione ricevuta, accontentandomi sempre più.

Tuttavia il Signore ha messo sul mio cammino testimoni autentici (coniugi e consacrati) che urlavano al mio cuore la realtà della mia insoddisfazione, il bisogno di luce sulla mia vocazione.
Ho quindi gridato a Dio e Lui mi ha risposto chiaramente, confermandomi la Sua chiamata.

Ciononostante non sono riuscito a fare il passo che avvertivo come troppo grande in quel momento. Dopo un tempo di smarrimento ho preso di nuovo in mano la mia vita, questa volta però con la presunzione di poter “costruire” con le mie forze una via di felicità alternativa a quella che Lui mi proponeva. Ho puntato quindi su ciò che avevo, ed in particolare sulla mia capacità di studiare per realizzarmi. Soltanto una forte delusione in questo campo, ed in particolare l’aver preso zero all’esame sostitutivo della tesi in occasione della laurea triennale in ingegneria meccanica, mi ha risvegliato e costretto a rimettere in discussione me stesso. 

Dove stavo andando? Cosa stavo facendo?

Da questa esperienza è ripresa una sincera ricerca nella fede, che ha avuto una svolta determinante nella scoperta di Maria. Per mezzo suo il Signore mi ha insegnato a non avere paura della verità e ad affrontare le domande che mi portavo dentro.

Ho quindi intrapreso un percorso di discernimento vocazionale con un frate conventuale, il quale mi ha coinvolto nell’evangelizzazione di strada a Perugia. In questo ambiente ho imparato la bellezza della diversità dallo stupore di vedere come Dio si servisse di chiunque si mettesse a Sua disposizione, valorizzandone la specificità.

Nel 2015 ho iniziato il postulato ad Osimo. In questo luogo ho avuto la Grazia di conoscere un frate, padre Nando Rocchi, costretto a letto da un problema di salute e con il quale si è creata una bella amicizia. Frequentandolo il Signore mi ha fatto sperimentare l’efficacia dell’interessamento per il prossimo, e mi ha mostrato chiaramente che l’”amore semplice” è fonte di consolazione e via privilegiata di guarigione del cuore. Tale esperienza mi ha cambiato la vita, ed ha costituito per me una vera occasione di conversione. Prima di viverla infatti pensavo che Dio passasse solo per gesti eccezionali.

Il ventiquattro agosto scorso ho concluso l’anno di noviziato nel Sacro Convento di Assisi. Ringrazio Dio per il dono di questo tempo speciale che mi ha permesso di fare maggiore luce su me stesso e di crescere nell’intimità con Lui. E quale ricchezza conoscere meglio S.Francesco!

Da settembre la mia comunità è il Franciscanum, il convento dove si ritrovano i frati in formazione per lo studio della teologia.

Il Signore vi dia pace!
Fra Ettore 
Assisi...Assisi...Assisi...

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