sabato 20 aprile 2019

VOCAZIONE: IL DONO DIROMPENTE E VITALE DEL SABATO SANTO

Beato Angelico - Discesa agli inferi di Cristo
Oggi, Sabato Santo,  è una giornata importante per la vocazione. 
Perché? Perché è il giorno del silenzio che libera.

Oggi tutto tace. «Che cosa è avvenuto? Oggi sulla terra c'è grande silenzio, grande silenzio e solitudine. Grande silenzio perché il Re dorme: la terra è rimasta sbigottita e tace perché il Dio fatto carne si è addormentato e ha svegliato coloro che da secoli dormivano. Dio è morto nella carne ed è sceso a scuotere il regno degli inferi. [...]

Io sono il tuo Dio, che per te sono diventato tuo figlio; che per te e per questi, che da te hanno avuto origine, ora parlo e nella mia potenza ordino a coloro che erano in carcere: Uscite! A coloro che erano nelle tenebre: Siate illuminati! A coloro che erano morti: Risorgete! A te comando: Svegliati, tu che dormi! Infatti non ti ho creato perché rimanessi prigioniero nell'inferno. Risorgi dai morti. Io sono la vita dei morti. Risorgi, opera delle mie mani! Risorgi mia effige, fatta a mia immagine! Risorgi, usciamo di qui! Tu in me e io in te siamo infatti un'unica e indivisa natura. [...]

Sorgi, allontaniamoci di qui. Il nemico ti fece uscire dalla terra del paradiso. Io invece non ti rimetto più in quel giardino, ma ti colloco sul trono celeste. Ti fu proibito di toccare la pianta simbolica della vita, ma io, che sono la vita, ti comunico quello che sono. Ho posto dei cherubini che come servi ti custodissero. Ora faccio sì che i cherubini ti adorino quasi come Dio, anche se non sei Dio.

Il trono celeste è pronto, pronti e agli ordini sono i portatori, la sala è allestita, la mensa apparecchiata, l'eterna dimora è addobbata, i forzieri aperti. In altre parole, è preparato per te dai secoli eterni il regno dei cieli ».

Questa la bellissima meditazione di un antico omileta sul sabato santo.

Cosa c'entra con la mia ricerca vocazionale? - ti chiederai... C'entra eccome!
  • Oggi è il giorno dove si frantumano tutte le attese sbagliate sulla vita e sulla stessa vocazione. 
  • Oggi finalmente salta tutto ciò che non c'entra con la vita piena, perché muore il vecchio uomo.
Muore il vecchio io, l'uomo vecchio, la sommatoria di tutte le identificazioni ricevute, subite, inferte nella nostra storia evolutiva: «Lo sappiamo: l'uomo vecchio che è in noi è stato crocifisso con lui, affinché fosse reso inefficace questo corpo di peccato, e noi non fossimo più schiavi del peccato». (Rm 6,6). Anche altre tradizioni riconoscono nella distruzione dell'uomo vecchio, del vecchio io, la via all'autenticità: «L'ego è l'angolo tenebroso in cui i raggi dell'intelletto non riescono a penetrare, è l'ultimo nascondiglio dell'ignoranza, che così si ripara tranquillamente dalla luce. Quando questo covo viene scoperchiato, l'ignoranza svanisce come brina al sole. In effetti, l'ignoranza e l'idea dell'ego sono la stessa cosa». (Daisetsu Teitarō Suzuki)

Il Sabato Santo è il liberante giorno delle macerie su cui ti puoi finalmente fermare: per piangere, per riconoscere l'inevitabile, forse per maledire e maledirsi come vittime. Come anche per entrare in contatto con le più remote e ancora inabitate regioni del cuore, cariche di pure energie vitali sopite, che ti appartengono e che finalmente possono trapelare come fievoli luci dal fondo oscuro di vecchie illusioni su di te e sulla vita, ridotte a macerie. Il duro impatto con sorella morte, nelle sue tante forme, frantuma ogni schema rassicurante: nulla sarà come prima. Finalmente. Gesù Cristo, in persona, ti risolleva dalle tue macerie, ti libera dai demoni delle illusioni narrate e credute e ti rimette in piedi, sulla tua strada.

Il Sabato Santo si prepara a nascere l'uomo nuovo. Il chiamato alla vita piena, libera dalle vecchie e inutili illusioni, ridotte a polvere di macerie fumanti. «Svégliati, tu che dormi, risorgi dai morti e Cristo ti illuminerà!» (Ef 5.14)

fra Paolo
Basilica del santo (Briosco): Particolare del candelabro pasquale
"la discesa agli inferi"


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