martedì 29 gennaio 2019

P. PLACIDO CORTESE ONORATO DAL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Il Presidente della Repubblica con i frati del Santo (il rettore e il vice rettore)
Cari amici in ricerca della vocazione divina, il Signore vi dia pace.

Il mese di gennaio è sempre contrassegnato dalla "giornata della memoria" per non dimenticare e soprattutto perchè non possano più ritornare quei tragici eventi legati alla seconda guerra mondiale, quando milioni di persone (ebrei, prigionieri di guerra e politici, internati, civili inermi, religiosi..) furono uccisi e perseguitati dall'odio e dal fanatismo nazifascista. Il male totale, stupido e cieco e arrogante, prevalse in quegli anni bui annichilendo e oscurando anche molte coscienze. Non mancarono però piccole grandi luci di speranza e d' amore.

Ricordo qui il sacrifico di due nostri frati di cui ho già parlato spesso: San Massimiliano Kolbe e il servo di Dio P. Placido Cortese che non temettero di offrire le loro vite per salvare altre persone.
In alcune scuole e istituti del Veneto, siamo stati recentemente chiamati (il sottoscritto con fra Fabio, fra Alesandro e fra Giambo) ad illustrare le loro vicende e il loro donarsi fino a morire per il prossimo. Gli incontri sono stati ogni volta davvero toccanti e commoventi con un forte coinvolgimento dei giovani presenti. Fra Massimiliano e Fra Placido, eroi silenziosi che «salvando una vita – come recita il Talmud – hanno salvato il mondo intero».

Mi piace qui segnalare come alcuni mesi fa il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, abbia consegnato personalmente ai frati della Basilica del Santo (8 febbraio 2018) un importantissimo riconoscimento. Si tratta della medaglia d'oro al merito civile conferita al servo di Dio padre Placido Cortese (1907-1944), per il suo prodigarsi instancabile, durante il secondo conflitto mondiale, per salvare e aiutare prigionieri politici, internati di guerra ed ebrei perseguitati. Un'opera che gli costò la tortura e l'uccisione da parte della Gestapo nazista.

«Il presidente della Repubblica – racconta fra Oliviero Svanera, rettore della basilica – si è dimostrato molto compiaciuto nel poter onorare con un riconoscimento istituzionale una figura come quella di padre Placido. Ha sottolineato l'importanza di tenere desta la memoria di una figura così esemplare, che ha dimostrato di conoscere molto bene. Ha citato pure le sorelle Martini, giovani collaboratrici di padre Cortese, rammaricandosi per la recente scomparsa di Carla Liliana Martini».

Ed ecco infine la motivazione del conferimento della medaglia alla memoria, come indicato sulla pergamena consegnata ai frati insieme alla medaglia d’oro: 

«P. Placido Cortese, Direttore del "Messaggero di S. Antonio", durante la seconda guerra mondiale e nel periodo della Resistenza si prodigò, con straordinario impegno caritatevole e nonostante i notevoli rischi personali, in favore di prigionieri internati in un vicino campo di concentramento, fornendo loro viveri, indumenti e denaro. Dopo l'8 settembre 1943 entrò a far parte di un gruppo clandestino legato alla Resistenza, riuscendo a far fuggire all'estero numerosi cittadini ebrei e soldati alleati, procurando loro documenti falsi. Per tale attività nel 1944 fu arrestato e trasferito nel carcere di Trieste, dal quale non fece più ritorno. Fulgido esempio di alti valori cristiani e di dedizione al servizio della società civile. 1942-1944 — Padova».

Al Signore Gesù sempre la nostra Lode
Fra Alberto (fra.alberto@davide.it)
P. Massimiliano Kolbe
P. Placido Cortese

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