lunedì 17 dicembre 2018

LA RAGAZZA MI HA LASCIATO! DIVENTO FRATE?

Frate Tullio, missionario in Cile
"La vocazione religiosa non nasce tanto da quello che si perde,
ma da un di più che si trova"
LETTERA DI EMANUELE (un ragazzo di 27 anni di Roma)
Caro fra Alberto (...) Nello scorso febbraio, la mia ragazza mi ha lasciato inaspettatamente per un altro, dopo 7 anni in cui ci eravamo messi insieme e si pensava ormai al matrimonio. (...) Sto ancora passando momenti di vera disperazione. Cerco conforto un pò nella preghiera, ma è dura e soprattutto mi vedo vuoto e incapace e alquanto restio a nuove storie con le ragazze; non vorrei ritrovarmi ancora una volta deluso e ferito. Leggendo il vostro sito ho visto tanti volti sorridenti di frati e sto pensando al convento e alla vita da frate, come finalmente un luogo di pace e ristoro. Che sia questa la mia vocazione? (...)

RISPOSTA DI FRA ALBERTO ( riporto di seguito alcuni passaggi della mia risposta personale via mail)

Pace a te caro Emanuele, grazie per la fiducia e per quanto mi hai scritto di così intimo e sofferto sia pure in poche righe.(...)
  • Al riguardo, prima di qualsiasi passo e scelta vocazionale,  credo sia importante e necessario per te rielaborare questo lutto e ritrovare un pò di serenità. Non si compiono mai scelte importanti di vita quando si è nella burrasca. 
  • Oltre a continuare ad affidarti al Signore nella preghiera, ti consiglio pertanto di affrontare finalmente la questione con un bravo sacerdote (o altra persona esperta) di tua fiducia con cui parlare più ampiamente di te e approfondire e rielaborare quanto è avvenuto.
  • Circa la prospettiva di una consacrazione religiosa e di un ingresso in convento, questo passo mi pare al momento assolutamente sconsigliato e non praticabile. Ho visto, è vero,  in questi anni dei giovani diventare sacerdoti o religiosi dopo avere vissuto storie simili alla tua, ma solo dopo avere operato un serio discernimento ed essersi rappacificati con la loro storia senza scappare da essa. Ma soprattutto, avendo scoperto, anche attraverso la sofferenza atraversata un di più, un tesoro prima non visto.  
  •  Non si sceglie, infatti, la nostra vita francescana solo per una delusione, per riempire un vuoto e in definitiva scappando da una realtà faticosa e difficile. La vocazione non nasce tanto da quello che si perde ( per te..la ragazza!) , ma da un di più che si trova e si intravede come più bello e affascinante. E' in fondo il tesoro nascosto nel campo (di cui parla il vangelo Mt 13,44-52) per il quale vale la pena di lasciar perdere e vendere tutto il resto per poterlo ottenere.
  • Il sorriso dei frati di cui mi parli? Nasce dunque dall'attrazione e da un totale coinvolgimento in una vita impegnativa e bella pienamente scelta nella libertà, da una vita tutta donata e consegnata a Dio e ai fratelli, non certo abbracciata per compensare un vuoto, una delusione o un'incapacità relazionale. Quando, purtroppo talvolta avviene questo (senza  un serio discernimento), il sorriso presto scompare e subentrano rabbia, sterilità, rancori che trasformano il convento in un inferno! Non credo sia questo tu desideri!
Caro Emanuele, ecco alcune semplici indicazioni. Ti ricordo nella preghiera e ti affido al Signore augurandoti un Santo Natale (ormai ci siamo!) .

Al Signore Gesù sempre la nostra lode.
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

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