domenica 30 dicembre 2018

LA FAMIGLIA DEL FRATE FRANCESCANO


Domenica 29 dicembre 2018 - Festa della Santa Famiglia
Dal Vangelo di Luca (2,22-35)

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, [Maria e Giuseppe] portarono il bambino [Gesù] a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore. Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele». Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
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Pace e bene cari amici in "ricerca"
si celebra oggi la festa della Sacra Famiglia, famiglia che si vuole esemplare per tutte le nostre famiglie.  La liturgia ci propone, al riguardo, il famoso episodio del ritrovamento di Gesù, dodicenne, fra i dottori nel tempio.

  • Il racconto da un lato evidenzia il pieno rispetto di Gesù e dei suoi genitori ai dettami della legge, la piena appartenenza ad uno schema famigliare tradizionale, fatto di usanze , tradizioni e riti consolidati e sostenuti dal forte legame di sangue (e di clan), dagli affetti e dall'amore reciproco e in cui è bene definito il ruolo dei genitori come dei figli.
  • Dall'altra vi possiamo intravedere una radicale contestazione di ogni legame familiare che possa relativizzare il legame con il Signore e l’obbedienza a lui. Di fatto in questa pagina, come nelle altre che mettono in evidenza il legame tra Gesù e la sua famiglia (madre e clan), vi è una forte critica alla famiglia tradizionale con i suoi codici, assolutamente contraddetti dal Vangelo. Dirà Gesù:

«Mia madre e miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica». (Lc 8, 19-21 ; Mt 12,46-50; Mc3, 31-34)

«Chi ama il padre o la madre più di me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me» (Mt 10,37; cf. Lc 14,26).

«Non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà» (Mc 10,29-30; cf. Mt 19,29-30; Lc 18,29-30).

Dunque, questa festa della Santa Famiglia in verità ci interroga sul concetto alquanto ristretto e limitato che noi cristiani abbiamo della famiglia, concetto spesso purtroppo più debitore verso la tradizione che verso l’annuncio fatto su di essa dal Vangelo.

Se questo richiamo vale per ogni credente, ancor più lo è per i consacrati, i religiosi e le religiose (frati, suore, monaci..),  uomini e donne che con la loro scelta di vita evangelica radicale annunciano al mondo l'avvento di una nuova umanità, di una rinnovata fraternità, di più profonde e libere e ampie relazioni non più basate sul legame di sangue o di razza o di clan o nazionalità, ma ispirate dalla Parola di Gesù e sorrette dall'amore di Dio.

Caro fratello che leggi queste righe,
se pensi di diventare frate francescano, allenati dunque- ispirandoti ogni giorno a Gesù e alla sua Parola - a mettere Dio al primo posto e quindi ad aprire il tuo cuore a tutti, a nessuno escludere dal tuo abbraccio, ad amare senza restrizioni. La famiglia di un frate è grande: è il mondo intero, è ogni uomo e donna. Il frate...il fratello di tutti!

Al Signore Gesù sempre la nostra lode
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)


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