giovedì 8 novembre 2018

DIO CI PARLA? QUANDO, COME?


"Frati in dialogo"

Dio ci parla? E se sì, quando e come?

Oggi prova a rispondere fra Emanuele Zuglian, giovane frate studente in teologia a Padova (presso il Convento s. Antonio dottore), condividendo la sua esperienza di ascolto e di incontro con Gesù.
La Sua voce non solo lo ha guidato, qualche anno fa, a scoprire la chiamata ad essere frate ma, ancora oggi, gli mostra la bellezza della vocazione francescana nel condividere la vita con i poveri, con gli ultimi. 

Lo rigraziamo di cuore anche con la nostra preghiera. 

Al Signore Gesù sempre la nostra Lode. 

fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

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Quella volta che… 
Testimonianza di fra Emanuele

Un’impresa ardua scegliere un episodio particolare in cui ho sentito una parola di vita rivolta a me da parte di Dio. 

Sono convinto che il Signore ci parli continuamente e ci raggiunga nelle pieghe più piccole e ordinarie delle nostre giornate.

Tuttavia, ci sono degli incontri che effettivamente lasciano impresso nel nostro cuore e nei nostri ricordi la certezza che in quel preciso momento, in quel particolare incontro, in quel dato luogo, il Signore ci ha visitato in modo speciale.

Recentemente mi stavo recando a piedi verso la stazione di Padova e spesso si incontrano persone che chiedono soldi e, onestamente, in alcuni casi sono anche moleste. Tuttavia, passando in quel luogo ho notato più di una volta un uomo senza fissa dimora che quasi sempre trova riparo appoggiato alle vetrate dell’ingresso della stazione.

Mi ha colpito molto questa persona dall’aspetto mite, la corporatura esile e la sua piccola statura, soprattutto il suo sguardo profondo e gentile. Qualche volta ho sentito il desiderio di dargli qualcosa, vincendo quei pregiudizi che abbiamo un po’ tutti nei confronti di questi poveri: li userà per bere, per la droga… etc.
Quello che più mi colpisce è che lui non chiede niente…. anzi non parla neppure. Lo vedo quasi sempre scrivere qualcosa o disegnare e se ti avvicini lui ti sorride e gli leggi negli occhi la gratitudine per quel piccolo gesto.

Una domenica in particolare, tornando dalla parrocchia dove offro il mio servizio nel fine settimana, mi sono avvicinato a lui e gli ho dato una moneta. Allontanandomi, mentre mi incamminavo verso casa, vedevo ancora il suo volto e quegli occhi gentili e grati.

Dentro di me sono nati sentimenti di gioia e una commozione profonda e in un istante il mio cuore ha ricordato con semplicità le sante parole del Vangelo di Matteo 25,40:


“tutto quello 
che avete fatto a uno solo 
di questi miei fratelli più piccoli, 
l’avete fatto a me.”




Per ironizzare un po’ potrei dirla cosi: una grande gioia per una piccola moneta.

Mi auguro e vi auguro che il Signore ci faccia sperimentare in sovrabbondanza di queste grazie, perché credo che i piccoli gesti di amore quotidiani, di cui noi tutti siamo capaci, possono renderci sempre più simili al nostro Signore Gesù Cristo.

Fra Emanuele

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