mercoledì 21 novembre 2018

CHE SIGNIFICA VIVERE LA VERGINITA' - CASTITA' PER IL REGNO ?

Cari amici in "ricerca vocazionale",
pace e bene!

Riprendo oggi un tema che sempre crea questioni e dibattiti: il voto di castità e la scelta del celibato/nubilato che caratterizza noi religiosi (frati, suore..).  Al riguardo, ricordo molto bene una lettera inviatami tempo fa da Dennis, un giovane di 22 anni. Questi si dichiarava cattolico, ma affermava "di non capire in alcun modo la scelta della castità e del celibato, per i sacerdoti come per i religiosi ". Mi chiedeva pertanto di aiutarlo a "comprendere meglio il senso di quell'espressione di Gesù in cui parla di verginità per il regno dei cieli":«Vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il Regno dei cieli»: così troviamo, infatti, nel Vangelo di Matteo (19,12). Di seguito una breve riflessione che può essere utile per tutti.

Al Signore Gesù sempre la nostra lode
Fra Alberto (fra.alberto@davide.it)


COSA VUOL DIRE VIVERE LA VERGINITA' - CASTITA' PER IL REGNO?
Che cosa vuol dire, insomma, verginità (l'essere eunuchi) per il Regno dei cieli? Partirei da una definizione sintetica:
  • Esser vergini per il Regno dei cieli vuol dire amare Dio al di sopra di tutte le creature (con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze),
  • Per amare con il cuore e la libertà di Dio ogni creatura, senza legarsi a nessuna, né escluderne alcuna (senza procedere cioè con i criteri elettivi-selettivi tipici dell’amore umano),
  • anzi, amando in particolare chi è più tentato di non sentirsi amabile .
Provo a scomporre gli elementi più significativi della proposta, come emergono da questo tentativo di definizione:

1) La sostanza della verginità: E' l'Amore! La scelta verginale consiste essenzialmente nell’Amore, inizia e si compie nell’amare, nel voler bene, non primariamente nel rinunciare all’amore o a qualche istinto. Il consacrato pertanto non è uno che rifiuta l'amore! Anzi!

2) L’oggetto dell’amore verginale: E' Dio! Anzitutto e prima di tutto e tutti! Ma non solo Dio, anche le creature, ogni creatura, e in particolare chi è più tentato di non sentirsi amabile e non è di fatto amato. Non c’è rivalità tra questi amori, semmai c’è progressione a partire dall’amore di Dio, come un movimento concentrico.

3) La modalità o stile dell’amore verginale (=condizioni in positivo): E' la totalità, indicata dalle caratteristiche dei due amori: Dio è amato con tutto il cuore, mente e volontà; la creatura col cuore e la libertà di Dio. Dunque è un amore totalmente umano e totalmente divino.

4) Le rinunce dell’amore verginale (=condizioni in negativo): il vergine deve certo rinunciare a legami definitivi ed esclusivi, per tutta la vita (sarebbe il matrimonio), ma anche a esclusioni di sorta, di qualcuno. In sostanza deve rinunciare a procedere coi criteri della benevolenza o simpatia solo umana o dei legami del sangue, che sceglie ed esclude in base al semplice istinto o all’interesse personale, più che a quello altrui.

5) Il modello di una vita in verginità: E' Gesù stesso (Fil 2,6-11) che senza tenere nulla per sè, si è spogliato di tutto e totalmente si è consegnato al Padre e ha offerto la Sua vita per tutti, spezzando il Suo corpo e versando il Suo sangue per ognuno di noi; spalancando in tal modo sull'umanità intera le Sue braccia .

6) La tipicità di una vita verginale: Non è una scelta "umana" fra le tante (magari inventata dai preti!) , ma scaturisce direttamente dalla vita e dal'esempio di Gesù, Figlio di Dio. Chi vi è chiamato e vi aderisce vuole riproporre dunque il modo di amare di Dio,  nello stile "divino" mostratoci da Gesù: i Suoi gesti, i sentimenti, la Sua scelta radicale di Dono di Sè. Per questo nella Chiesa la Verginità è necessaria e sempre sarà presente!

Di fronte alla semplicità e ricchezza di questi elementi dovrebbero apparire ancor più strane e immotivate le molte paure e i molti  imbarazzi e incomprensioni anche di tanti cristiani  nel guardare alla scelta verginale, ma...si sa.., il Vangelo non è mai a buon mercato, mentre è più facile voler apparire  al passo coi tempi.

Vi segnalo anche al riguardo una stupenda catechesi pronunciata dall'amato Giovanni Paolo II su questo tema.

Il Signore vi benedica e vi conceda di alzare lo sguardo, di tendere alle più alte vette!


6 commenti:

  1. Beh... Frate Alberto... Noto un certo tuo stupore sul fatto che il ragazzo della lettera non conosca il perché della verginità per il Regno, neppure nel suo aspetto principale, ossia l'indivisibilità del amore verso Dio.
    Tuttavia non è la prima volta che ti capitano persone dubbiose sull'argomento che rendono un po' perplesso sul tema... Ti ricordi di quel ragazzo già in seminario che aveva dei dubbi sul Celibato che dovrebbe essere una delle prime cose che si trattano in discernimento?
    Questi sono i frutti di decenni di cattolici solo per tradizione e anche della fame di certe di Diocesi che hanno bisogno di sacerdoti...

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  2. come la mettiamo con chi sente la vocazione ed è omosessuale?

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    1. A questa domanda ho già risposta in svariate occasioni. Riporto di seguito quelle che sono le indicazioni della recente "Ratio Fundamentalis" pubblicata nel dicembre 2016 dalla Congregazione per il clero e confermate da Papa francesco: un corposo documento, dal titolo “Il Dono della vocazione presbiterale”, con il quale il dicastero ha aggiornato norme, usi e costumi per l’accesso al seminario, fornendo suggerimenti pratici anche su salute, alimentazione, attività motoria e riposo.
      Al punto 199 della “Ratio” si affermava che: «In relazione alle persone con tendenze omosessuali che si accostano ai seminari, o che scoprono nel corso della formazione tale situazione, in coerenza con il proprio magistero, la Chiesa, pur rispettando profondamente le persone in questione, non può ammettere al seminario e agli ordini sacri coloro che praticano l’omosessualità, presentano tendenze omosessuali profondamente radicate o sostengono la cosiddetta cultura gay». Se queste sono le norme, anche la prassi e l'esperienza ormai dimostrano ampiamente che la questione vera è la capacità di vivere ed essere fedeli nel tempo alla castità e al celibato. Se al riguardo, vi è anche il minimo dubbio è meglio invitare il candidato, con onestà, ad una vita laicale condotta cristianamente, che certamente sarà per lui una via più serena e piana e semplice rispetto ad una scelta di consacrazione per l'intera esistenza molto impegnativa ed esigente. Anche tanti dei recenti scandali che hanno coinvolto ecclesiastici e di conseguenza molto dolorosamente la chiesa sono dovuti ad una leggerezza nel discernimento e ad ammissioni non ben ponderate nei seminari. L'omsessualità, qunado è radicata, per quanto sia custodita e guidata è sempre un leone sopito pronto a riemergere e tormentare la vita di un sacerdote o di un religioso che ha fatto voto di celibato e piena castità. E' decisamente più saggio e prudente invitare queste queste persone a non farsi coinvolgere in impegni e promesse che potrebbero non mantenere.

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    2. Qui può trovare il link al documento vaticano (pagina 83):
      http://www.clerus.va/content/dam/clerus/Ratio%20Fundamentalis/Il%20Dono%20della%20vocazione%20presbiterale.pdf

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  3. Salve padre. Sono reduce da un viaggio per lavoro neli USA. Ho visto con grande dispiacere la situazione terribile della chiesa cattolica a causa degli scandali legati alla pedofilia e a comportamenti omosessuali anche di alti prelati. Che ne pensa? Grazie. Filippo O.

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    1. Pace e bene sig. Filippo. La questione di cui scrive è ormai da tempo al centro dei mass-media americani, e non solo, e costituisce una prova drammatica e dolorosissima per l'intera Chiesa. Certo, questi fenomeni sono trasversali e ben più presenti nella stessa società americana, ma per la Chiesa, custode del messaggio di Gesù Cristo e depositaria di una fiducia incondizionata di tante persone, stanno rappresentando una lacerazione e una ferita così profonda che si risanerà solo con un lungo cammino di purificazione e penitenza e verità. Papa Francesco è impegnato e guida in prima persona questo cammino. Purtroppo, va detto che in riferimento a questi orribili abusi e peccati osceni e perversi, molte sono le colpe e le inadempienze della stessa Chiesa in un non lontano passato: una superficialità e una impreparazione nella valutazione e gestione dei fatti citati, un'errata concezione e gestione dell'autorità e del potere, i silenzi e i depistaggi, il clericalismo sorretto da una fede vuota e di facciata, la secolarizzazione che ha colpito estesamente la chiesa e i suoi membri e i suoi pastori, un non attento discernimento dei candidati al presbiterato e dei vari collaboratori (catechisti, educatori..ecc.). Ci sarebbero tante cose da dire al riguardo: il tema è vastissimo e complesso nella sua interpretazione e più in generale , a mio parere, rimanda al MALE, presente e annidato nel cuore di ogni uomo, da cui ci si difende solo con una fede salda nel Signore Gesù .
      Ho letto recentemente un'intervista al cardinal Muller che offre una lettura di quanto avvenuto:
      https://www.lifesitenews.com/blogs/interview-cdl.-mueller-on-abuse-crisis-and-its-link-to-homosexuality-in-pri
      In Italia alcune diocesi hanno attivato degli sportelli di prevenzione sui minori come la Diocesi di Bolzano:http://www.bz-bx.net/pls/bolzano/V3_S2EW_SEARCH.risultati
      Preghiamo!

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