martedì 3 luglio 2018

COME RICONOSCERE SE È AUTENTICA VOCAZIONE?


Caro amico "in ricerca", il Signore ti dia pace.

Non è per nulla strano che la vocazione, la chiamata di Dio, richieda tempo ed energie (più di qualche volta lacrime e sofferenza) nel suo chiarirsi e nell'essere portata alla luce, così come non deve meravigliarti che, soprattutto nelle prime fasi del discernimento, essa non sia facilmente riconosciuta o ascoltata o accolta.

Talvolta è anche molto forte la tentazione di non prestare ad essa la necessaria attenzione o di rimandare costantemente il momento di affrontarla seriamente. C'è anche, in realtà, chi sceglie di proposito di non voler mai fare i conti con una possibile chiamata del Signore ...

Tuttavia, se anche tu porti nel cuore questo piccolo-grande richiamo dall'Alto, voglio incoraggiarti: invece di fuggire o minimizzare o depistare, cerca di mettere in pratica due semplici raccomandazioni che provengono dall'esperienza di S. Francesco. 
  • Prima di tutto, prega! Prega sempre, senza stancarti mai (cfr Lc 18,1-8)! Rivolgiti dunque, più che puoi, con fiducia e abbandono al Signore e chiedigli di mostrarti e indicarti con sempre maggior chiarezza ciò che Lui vuole da te. Tieni presente che Egli, raramente si rivela o manifesta la Sua volontà con mezzi eccezionali o fenomeni soprannaturali come fece per san Paolo sulla via di Damasco (che fu sbalzato da cavallo). Al contrario, di solito il Signore ama muoversi in una certa penombra, preferisce suggerire a bassa voce i suoi consigli. Le Sue indicazioni sono sempre sussurrate, spesso appena accennate; i Suoi segni, sempre da decifrare. E' questa una Sua precisa strategia: Egli non forza mai la nostra libertà; mai costringe, mai impone! Piuttosto, chiede a noi sempre, un coinvolgimento personale, l'assunzione di una responsabilità, di una decisione. Tutto questo è fatica, ma anche grande libertà e amore e rispetto nei nostri confronti.
  • In secondo luogo, chiedi consiglio a chi può e vuole veramente aiutarti e guidarti a scoprire la volontà di Dio. Non fidarti e non dare retta a chi invece ti dice di lasciar perdere, di non complicarti la vita, di divertirti o pensare ad altro. 


La preghiera:
S.Francesco non ha mai preso una decisione, grande o piccola, senza ricorrere alla preghiera. Anche quando doveva semplicemente scegliere se predicare in un villaggio o in un altro "pregava e invitava i fratelli a pregare affinchè Dio suggerisse al suo cuore dove era meglio recarsi, secondo la volontà divina " (Leggenda Perugina 108).
La preghiera era così importante per lui tanto da essere così definito da un suo biografo: “Francesco, non era tanto un uomo che prega, quanto piuttosto egli stesso tutto trasformato in preghiera vivente”.
E' dunque nella preghiera che Francesco sempre cerca di scoprire la volontà del Signore!
Attraverso la preghiera impara piano piano a decifare e comprendere in profondità i moti e i desideri più veri del suo cuore della sua anima, ma anche a valutare i suoi comportamenti, e così discernere ciò che davvero gli procura dolcezza e pace e consolazione e gioia vera.
E' sorretto dalla preghiera che sperimenta come il donarsi, il servire, il dedicarsi al prossimo (ai poveri, ai lebbrosi..) siano per lui fonte di maggiore e più autentico conforto e gioia e senso, rispetto al vuoto e alla tristezza che a lungo aveva sperimentato rincorrendo bramosamente i fittizi piaceri mondani (cfr. 2 Celano 9).
Nella preghiera, anche la sua umanità gradatamente si trasforma, modellandosi sempre più in Gesù, fino a scoprire come dolce e consolante, poter abbracciare un lebbroso. Prima della sua conversione, solo il vederne uno gli risultava insopportabile e cosa orribile e ripugnante!!

Il confronto e il dialogo:
Il dialogo e il confronto con i fratelli, l'umiltà di chiedere ad altri un consiglio e una indicazione spirituale, sono stati per Francesco un ulteriore mezzo fondamentale per scoprire e decifare ciò che era meglio agli occhi di Dio per la sua vita.
Nelle biografie abbondano al riguardo gli esempi. Come quando, indirizzando una "Lettera a un Ministro", ad un superiore che gli si era rivolto sollevando un grave problema presente nella sua comunità, Francesco scrive che la questione sarebbe stata trattata nel capitolo generale di Pentecoste, "con il consiglio dei frati" (Leggenda minore 12).
Quando dubita che il Signore lo chiami ad una vita eremitica piuttosto che all'apostolato e all'evangelizzazione, Francesco prega e prega e poi parla e si confronta a lungo con i frati: "Fratelli, cosa ne pensate, cosa credete sia più giusto?".
Infine, si appella alle preghiere e alle indicazioni di frate Silvestro e Santa Chiara, attendendo la loro risposta come "indicazione della volontà di Dio". Ed entrambi, in tempi diversi e senza alcuna consultazione previa, suggeriranno a Francesco di stare fra la gente, di dedicarsi all'annuncio e alla testimonianza evangelica, piuttosto che preferire una scelta eremitica.
NESSUNO PUO'FARE UN PERCORSO VOCAZIONALE DA SOLO!

Cari amici, concludo con la stupenda "Preghiera davanti al Crocifisso" che accompagnò Francesco specialmente nei primi tempi del suo percorso di ricerca. Possa essere anche la vostra!
Al Signore Gesù sempre la nostra Lode!
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)


O alto e glorioso Dio,
illumina le tenebre
del cuore mio.

Dammi una fede retta,
speranza certa,
carità perfetta
e umiltà profonda.

Dammi, Signore,
senno e discernimento
per compiere la tua vera
e santa volontà.




https://vocacionesfranciscanas.blogspot.com/

4 commenti:

  1. Vengo da una relazione gay ormai finita. Sono sempre stato credente e da un pò di tempo sto pensando alla vita religiosa. Ho 39 anni. Che mi dice?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In poche righe lei mi riassume una vita: difficile darle una risposta sensata e completa che sarebbe possibile solo conoscendo meglio la sua storia personale. La invito pertanto a un dialogo più diretto con un sacerdote. Mi limito qui a ridire l'orientamento della chiesa che non vede opportuno l'accesso in seminari, e dunque alla vita consacrata o sacerdotale di persone "che praticano l'omosessualità, presentano tendenze omosessuali profondamente radicate o sostengono la cosiddetta cultura gay"[10].

      Confrontare: http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/ccatheduc/documents/rc_con_ccatheduc_doc_20051104_istruzione_it.html

      Elimina
    2. Padre...come provare a vivere da cristiano questa tendenza così presente in me,che mi ha causato tanto disordine di vita e sofferenza? Sto cercando dopo tanto tempo di confusione e fatalismo un aiuto x riuscire a viverla nella fede. Sono credente, ma mi sono sempre lasciato trascinare. Grazie.Marco

      Elimina
    3. Pace a te Marco. Sei forse la persona che mi appena scritto sopra? In ogni caso, ribadisco che mi è difficile affrontare in questo contesto (senza una conoscenza personale) un tema così delicato e complesso. Inoltre lo specifico di questo blog è la vocazione. Ti segnalo in ogni caso un'associazione cattolica internazionale riconosciuta dalla Santa Sede che si propone di sostenere e accompagnare quanti desiderano vivere secondo l'etica cristiana la propria tendenza omosessuale. ti benedico. fra Alberto

      vai al sito: http://www.courageitalia.it/

      Elimina

Lascia qui il tuo commento all'articolo. Lo leggeremo e cercheremo di pubblicarlo quanto prima. Grazie del tuo contributo al Blog!