giovedì 24 maggio 2018

LUOGHI COMUNI SUI FRATI : MA E' VERO CHE NON FANNO NIENTE TUTTO IL GIORNO?


Pace e bene cari amici in ricerca vocazionale. 

Da qualche tempo, come avrete visto, sto trattando dei tanti stereotipi,  luoghi comuni e  pregiudizi che l'immaginario collettivo affibbia alla vita di noi frati francescani. Ho già scritto per es. di un primo falso pensiero alquanto diffuso: "che i frati sono sempre chiusi in convento", così come della terrorizzante idea per molti "che i frati preghino sempre". Oggi affrontiamo un'altra convinzione altrettanto comune, ma anche questa ben lontana dalla realtà: " che i frati non lavorano e non fanno niente tutto il giorno". Ci aiuta nella riflessione fra Nico, un giovane frate studente a Padova.

E come sempre: Al Signore Gesù la nostra lode !
Fra Alberto(fra.alberto@davide.it)

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MA E' VERO CHE ...
I FRATI NON LAVORANO E NON FANNO NIENTE TUTTO IL GIORNO?
RISPONDE FRA NICO 
Devo ammettere  che quando mi sento dire questo (o fare una battuta al riguardo), mi sale un po’ di rabbia e l’orgoglio che mi porto dentro si fa sentire…
Sì, devo ancora convertirmi e pacificarmi…  Il fatto è che in realtà la vita di noi frati è spesso persino frenetica, impegnativa, così che quando uno ti tocca lì, proprio nella fatica che stai facendo, minimo minimo ti dà fastidio…


ATTENZIONE:

Probabilmente dicendo questo stiamo smontando l’immaginario del frate, quello serafico che "volteggia"  spensierato in prati fioriti (stile Francesco di Zeffirelli) o che  passeggia beato in una chiesa pregando, senza nessuna preoccupazione al mondo se non dire il ventisettesimo rosario pur che venga sera. 

Beh, “smontare l’immaginario” è proprio quello che vogliamo provare a fare con questi post! Quindi solo se sei disposto a cambiarlo, continua a leggere…


VI RICORDATE COME SCRIVE S. PAOLO AI TESSALONICESI?
«Quando eravamo presso di voi, vi abbiamo sempre dato questa regola: chi non vuole lavorare, neppure mangi

Sentiamo infatti che alcuni fra voi vivono una vita disordinata, senza fare nulla e sempre in agitazione. 

A questi tali, esortandoli nel Signore Gesù Cristo, ordiniamo di guadagnarsi il pane lavorando con tranquillità. 

E voi, fratelli, non stancatevi di fare il bene!» [2Ts 3,10-13]



E SAPETE COSA NE PENSAVA SAN FRANCESCO DEL LAVORO? NEL SUO TESTAMENTO COSI' SCRIVE:

«Io lavoravo con le mie mani e voglio la­vorare; e voglio fermamente che tutti gli altri frati lavo­rino di un lavoro quale si conviene all’onestà. Colo­ro che non sanno, imparino, non per la cupidigia di rice­vere la ricompensa del lavoro, ma per dare l’esempio e tener lontano l’ozio. E quando poi non ci fosse data la ricompensa del lavoro, ricorriamo alla mensa del Signore, chiedendo l’elemosina di porta in porta» [Test 20-22; FF 119-120]

Quindi Paolo dice: “non vuoi lavorare? Beh, allora non mangi!”.
Invece Francesco (uomo concretissimo) va oltre: “non sai lavorare? Beh, impara!”
lavoro tot
CHE FANNO DUNQUE I FRATI?
Noi frati cerchiamo pertanto di fare la nostra parte. Sì, facciamo voto di “vivere il Vangelo... senza nulla di proprio” (come ci chiede la Regola) e ci affidiamo alle mani generose del Padre che, dice Gesù, “non vi darà forse ogni cosa, gente di poca fede?” (cfr. Mt 6,25-33). Questo però non ci esenta dal rimboccarci le maniche, dal “vivere del proprio lavoro”, diritto-dovere di ogni uomo di questa terra.
Per questo tra noi frati troviamo davvero di tutto:  c’è chi insegna, chi è cappellano di un ospedale o di un carcere, chi fa il parroco o sta in oratorio con i ragazzi, chi lavora in una comunità di recupero per alcolisti o tossicodipendenti, chi si occupa della formazione dei giovani frati, chi è in missione o chi sta in un santuario e accoglie i pellegrini, chi confessa più ore al giorno e si dedica all'ascolto di tante persone, chi studia e anche chi passa le sue giornate in un ufficio o a servire messa; e poi chi va a fare la spesa, chi accudisce i frati più anziani, chi perde le ore negli uffici della questura per fare dei permessi di soggiorno…chi cura l'orto (se c'è) e lava i piatti, pulisce la casa ecc. ecc.....

Quindi, sì, a qualcuno potrà sembrare strano, ma i frati lavorano (anche se alcuni di questi “lavori” non sono considerati tali dalla società…).

LA TESTIMONIANZA DI FRA NICO
Io, ad esempio, sono un giovane frate ancora in formazione, uno studente in teologia, e il fine settimana sono in servizio nel carcere di Padova. Questo è il mio “lavoro”: studiare, formarmi e stare con i detenuti. Per questo, di mattina ho lezione in facoltà, e nei pomeriggi devo sbrigare alcune faccende in convento, studiare per preparare gli esami, seguire la nostra formazione interna, e preparare la catechesi per il fine settimana, e altre cose… (per esempio scrivere questi post…).

Come dici? “C’è il rischio di non fermarsi mai, di vivere freneticamente”? Sì, bisogna ammettere che questo rischio c’è. Nella nostra società c’è per tutti, noi frati francescani compresi.

Ma nella nostra vita francescana ci sono degli antidoti: la nostra vita di preghiera e di fraternità! Un frate si perde quando con la scusa del lavoro smette di pregare o di stare con i suoi confratelli. In quel momento la sua vita comincia a perdere senso.

Mantenere l’equilibrio non è facile, ma è certamente liberante e vivificante, e solo in questo equilibrio preghiera-fraternità-lavoro la propria vita diventa, a poco a poco, feconda-bella-autentica.

Guarda i nostri video promo su Youtube! 

Guarda gli altri “Luoghi comuni sui frati”! 


 
testo tratto da Bibbia Francescana

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