lunedì 16 aprile 2018

LA VOCAZIONE E' AMORE

“In quale modo ameremo Dio? Senza modo, smodatamente!
In quale misura Lo ameremo? Senza misura, smisuratamente!
(S. Bernardo)

C'è una definizione della vocazione, di ogni vocazione (alla vita consacrata, al matrimonio, alla missione..) che mi piace tantissimo: la vocazione è amore, è capacità di amare che prende forma, assume i contorni della nostra vita nella sua concretezza e quotidianità; guida scelte e responsabilità, suscita decisioni, ci indirizza verso vie talvolta inaspettate e nuovi sentieri.

Al riguardo, in diverse occasioni, Papa Francesco ha detto che non esiste  un vero amore (e dunque neppure un'autentica vocazione)  se basato sul calcolo o confezionato “a nostra misura”; non vi può essere un amare a spicchi o con data di scadenza. Quando veramente si ama, non si può non farlo fino all'estremo, fino “alla fine” e con tutte le conseguenze che questo comporta.

Amare così è certamente bellissimo ed esaltante, ma anche può essere molto costoso ed esigente! Sempre, infatti, si deve un po’ morire per aprirci a Dio e agli altri, per uscire da noi stessi, per vincere il nostro egoismo, per non mettere in primo piano solo il nostro star bene o il nostro piacere, per farci forti contro la nostra pigrizia o la nostra tristezza.

In ogni vocazione o chiamata ci giochiamo dunque in questa capacità di amare. In particolare, la vocazione alla vita consacrata, il diventare frate o suora, sacerdote o missionario, richiede un desiderio d’amore per Dio e i fratelli senza calcoli o interessi o doppi fini, un anelito d’amore assolutamente gratuito, senza misura, smisurato, smodato, totale!!

Ma è poi davvero possibile vivere secondo questo richiamo? 
Si! Con l’aiuto e la grazia del Signore, che solo sa dilatare e far ardere e incendiare il nostro cuore.


IN PREGHIERA

Signore, dammi tu la forza di resistere alla tentazione di amare calcolando, misurando, soppesando.

Dammi il coraggio rischiare per ciò per cui vale davvero la pena di vivere e anche morire.

Dammi più amore, o Signore, e più autenticità perché io possa seguirti senza timore.

Dammi, Signore una maggiore sensibilità e disponibilità a quanto sussurri al mio cuore.

Concedimi, di potermi dimenticare un poco di me stesso e così guardare a te e ai fratelli



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