sabato 3 giugno 2017

TESTIMONIANZA DI FRA ANDREA E FRA SIMONE - DOMANI SACERDOTI

Cari amici, il Signore vi dia pace.
Domani nella cattedrale di Padova due nostri giovani frati, fra Andrea e Fra Simone, saranno ordinati sacerdoti con altri diaconi seminaristi diocesani. Questi due fratelli ci propongono di seguito la loro breve testimonianza di vita e vocazione. Li accompagniamo con la nostra preghiera, simpatia e incoraggiamento. Possano essere nella Chiesa e per il popolo di Dio, santi e appassionati sacerdoti.
Al Signore Gesù sempre la nostra lode.
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

Fra Andrea ( primo a sinistra) con alcuni frati e giovani
Frate Andrea Scalvini (21 agosto 1983) è originario della parrocchia di Castelcovati (Bs). Ha un fratello e una sorella più giovani di lui; ha frequentato l’Istituto Tecnico per Geometri di Chiari e poi ha frequentato gli studi di Architettura a Milano, senza conseguire la laurea. Nel settembre 2007 è entrato come postulante a Brescia presso i Frati Francescani Minori Conventuali. Ha vissuto l’anno di noviziato ad Assisi (Basilica di san Francesco), proseguendo a Padova gli studi teologici; ha prestato servizio nella parrocchia di Noale (diocesi di Treviso) e presso “Casa S.Chiara” a Padova. Il 3 ottobre 2015, al Santo, ha emesso i voti perpetui e da allora risiede ai santuari antoniani di Camposampiero, dove presta servizio nella pastorale giovanile francescana del Nord-Italia.
  • Quali aspetti della vita di San Francesco ti hanno affascinato e ritieni possano interpellare ancora i cristiani di oggi?
Ho conosciuto san Francesco in un pellegrinaggio ad Assisi con il cappellano della mia parrocchia che poi è divenuto anche il mio primo padre spirituale. Con lui ho scoperto la mia vocazione alla vita consacrata e ho deciso di entrare tra i frati francescani a Brescia dopo aver frequentato il Gruppo San Damiano (percorso vocazionale dei frati).
Uno degli aspetti che mi ha catturato di più in san Francesco è la missione di pace. Egli fu predicatore e artefice di pace, nei confronti di molti uomini del suo tempo e in particolare di famiglie che per inimicizia erano arrivate a combattere tra loro fino allo spargimento di sangue. Questa dimensione la ritroviamo anche nel suo Testamento: “Il Signore mi rivelò che dicessimo questo saluto: «Il Signore ti dia la pace!»”. Un saluto evangelico, in special modo di Gesù risorto.
L’umanità e insieme la santità di frate Francesco stanno proprio, tra le altre cose, nel credere e nello sperare, che in ogni uomo e donna che incontra lungo il suo cammino, si possa trovare un seme di pace, di Vangelo. Questa pace è prima di tutto un dono di Dio che possiamo accogliere o meno; che richiede di saper vivere con coraggio il perdono. La pace, interiore ed esteriore, è una espressione della nostra fede concreta e quotidiana, poiché ci chiama a continue decisioni per diventare “costruttori di pace”.
Come ci ricorda Papa Francesco, il mondo non ci offre una pace vera; ci anestetizza per non vedere un’altra realtà della vita: la Croce. Le tribolazioni e le sofferenze fanno parte della nostra esistenza, ma la pace che viene da Gesù è dono dello Spirito Santo e ci aiuta ad affrontare ogni situazione. Credo sia questa l’essenza del ministero sacerdotale: portare la pace di Gesù risorto. Non quindi una pace qualunque, ma che tocca il cuore e lo smuove in profondità; che risana e ridona vita. Riguardando le tappe fondamentali della vita, faccio memoria dell’azione del Signore nella mia storia e mi affido a Lui perché possa camminare con gioia nel servizio e nella carità, insieme ai fratelli e le sorelle che incontrerò sulla strada.
Frate Andrea

Fra Simone nel giorno della Professione solenne
Frate Simone Milani (23 aprile 1983), è originario della parrocchia di San Mauro Abate a Castione di Loria (Tv). Ultimo di quattro fratelli, ha frequentato l’istituto professionale Galileo Galilei di Castelfranco Veneto (TV). Dopo il diploma conseguito nel 2003, ha lavorato come programmatore meccanico fino al 2008, quando ha iniziato il postulato francescano nel nostro convento di Brescia. Dopo l’anno di noviziato ad Assisi nel 2010 ( presso la Basilica di san Francesco), dal 2011 al 2016 ha frequentato la Facoltà teologica del Triveneto conseguendo il baccellierato. Nel frattempo il 3 ottobre 2015, vigilia della festa di San Francesco, insieme a sei confratelli ha emesso la professione dei voti solenni. Durante gli anni di formazione a Padova ha prestato per due anni servizio nella parrocchia dei Santi Angeli Custodi, quartiere Guizza, e per un anno nell’ospedale civile con i padri camilliani. Da settembre 2016 è di comunità nella parrocchia francescana dell’Arcella (Pd).

  • In questi anni di formazione hai avuto la possibilità di prestare servizio in una parrocchia della città di Padova. Come quest’esperienza ha arricchito il tuo cammino da consacrato?

Il servizio pastorale che per due anni ho svolto nella parrocchia dei Santi Angeli Custodi alla Guizza si inserisce dentro il percorso formativo che ho vissuto durante gli anni di studio teologico qui a Padova.
Infatti noi giovani frati del nord Italia, dopo l’anno di noviziato ad Assisi, siamo chiamati allo studio della teologia vivendo nel convento “Sant’Antonio Dottore” in via San Massimo.
Durante questi anni di studio e discernimento ogni frate è anche chiamato dal proprio superiore a svolgere un servizio pastorale che lo impegni nel fine settimana in varie attività pastorali o sociali come ad esempio il servizio in carcere o in ospedale.
Nel mio percorso formativo ho avuto la grazia di fare alcune di queste esperienze pastorali in cui lasciare, almeno per il week-end, i libri chiusi in camera vivendo momenti di incontro con tante persone a contatto diretto con tutte le loro «speranze e angosce» cercando di illuminarle e inquadrarle all’interno di una visione di fede.
Per quanto mi riguardo l’esperienza che ho vissuto per due anni nella parrocchia dei Santi Angeli Custodi posso affermare che è stata certamente il servizio pastorale che più mi ha segnato negli anni di studio. L’accoglienza del parroco don Luigi Bortignon, di don Giuseppe Galiazzo e di don Mirco Zoccarato mi colpirono fin da subito.
In particolare fu però lo stile pastorale di don Mirco con i giovani della parrocchia ad affascinarmi; soprattutto il suo modo di relazionarsi semplice e profondo allo stesso tempo.
Oggi che mi preparo a ricevere il sacramento dell’Ordine mentre sono di comunità nella parrocchia francescana di Sant’Antonio d’Arcella, impegnato dentro l’ambito prevalentemente giovanile del patronato, il ricordo di quell’esperienza alla Guizza è un bagaglio di doni importanti da cui attingere molti insegnamenti che mi servono anche oggi nel servizio pastorale che sono chiamato a svolgere. Il primo e più importante di questi doni che ho appreso è uno “stile” di prossimità da adottare nei confronti dei giovani cioè avere con essi atteggiamenti di vicinanza, amicizia, stima e simpatia.
L’esperienza pastorale vissuta nella parrocchia dei Santi Angeli Custodi alla Guizza ha certamente arricchito anche il mio cammino di consacrato aiutandomi ad avere sempre più consapevolezza che la mia chiamata alla vita francescana vive di due realtà complementari che sono la vita fraterna in comunità e la vita pastorale.
Concludo ringraziando i miei formatori per avermi permesso di vivere quell’esperienza che insieme alle tante altre vissute negli anni della formazione iniziale hanno contribuito a farmi progredire nel mio cammino di sequela del Signore Gesù nella mia famiglia dei frati francescani minori conventuali.
Fra Simone

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