mercoledì 1 marzo 2017

QUARESIMA : TEMPO DI LUCE, PORTA APERTA, RICHIAMO DI VITA

Cari amici 
in ricerca vocazionale, il Signore vi dia pace. 
Oggi 1° marzo, Mercoledì delle Ceneri, inizia la Quaresima. Tutti, certo, parteciperete ai riti che caratterizzano questa giornata di digiuno e penitenza, con il segno aspro delle ceneri.
Di seguito, ecco alcuni pensieri per vivere al meglio questo tempo.
Vi benedico e.. caminiamo insieme.
Al Signore Gesù sempre la nostra Lode.
Fra Alberto (fra.alberto@davide.it)


Quaresima: un banchetto di Luce
È il «tempo forte» che ci conduce alla Pasqua (memoria della passione, morte e risurrezione del Signore Gesù); è «il momento favorevole» come dice San Paolo per compiere «un cammino di vera conversione»; è un tempo di cambiamento interiore e di pentimento in cui «il cristiano è chiamato a tornare a Dio “con tutto il cuore” per non accontentarsi di una vita mediocre», ci ricorda papa Francesco nel Messaggio per la Quaresima 2017.
E certo ciascuno di noi sa bene dove la propria vita cristiana è oppressa da fatiche e mediocrità e fughe e compromessi e peccati!! Ora.. è il tempo di cambiare.., di buttare via abiti logori e pesanti, di squarciare oscurità e paure, rompere catene di oppressione e peccato per rivestirci di Luce, rivestirci di Gesù e fare festa con Lui.
La Quaresima è un banchetto di luce” [O. Clément]

Quaresima: una porta aperta 
In questi 40 giorni siamo chiamati dunque a metterci in cammino rinnovando la nostra fede nella consapevolezza che « la vita cristiana  - come bene spiegava anche papa Benedetto in una omelia del 2011- è una “via” da percorrere, consistente non tanto in una legge da osservare, ma nella persona stessa di Cristo, da incontrare, da accogliere, da seguire». Dunque è Gesù che vogliamo incontrare e seguire e conoscere e amare di più in questo tempo di grazia! E' Lui, il Signore della Gloria, che sono chiamato a riscoprire e accogliere, a Lui voglio aprire la mia porta : «Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me» (Ap 3,20).
"La Quaresima è una porta aperta"[A. Tourtell]

Quaresima: un richiamo di Vita
* La cenere imposta sul capo è  il segno forte della liturgia odierna che ci ricorda prima di tutto la nostra condizione di creature deboli e mortali e parziali (via dunque ogni superbia e autosufficienza!) e insieme ci rinnova l'invito alla conversione, ad un'adesione più gioiosa e intima col Signore, bene espressa nella forma rituale: «Convertiti e credi al Vangelo».
* Il digiuno, altro segno specifico di questo tempo, significa certo l’astinenza dal cibo, ma comprende altre forme di privazione, non certo per uno sterile ascetismo fine a se' stesso, ma per una vita più sobria e libera e genuina, per un cuore più grande e disponibile nell'amore. E ciascuno di noi sa bene dove dover riacquistare spazi interiori di aria pura ( dal computer, da internet, dal lavoro, da stress, da vizi e abitudini cattive.. e schiavitù) per dedicarsi con maggiore disponibilità e apertura al Signore e al prossimo.
* Il digiuno è legato poi all’elemosina ed è reso santo dalle virtù che l’accompagnano, soprattutto dalla carità, da ogni gesto di generosità che dona ai poveri e ai bisognosi il frutto di una privazione. Chiamati in questo tempo a riscoprire "l'altro come un Dono" ( come scrive papa Francesco nel suo messaggio), non come un nemico, un inciampo, un ostacolo! «L’altro è un dono. Anche il povero alla porta del ricco non è un fastidioso ingombro, ma un appello a convertirsi e a cambiare vita» (papa Francesco). Nella nostra Quaresima invitati dunque a guardare al nostro prossimo con occhi nuovi e rinnovati gesti di amore e compassione verso chi è nella necessità.
*La preghiera è la nota continua di questo tempo. San Francesco, al riguardo, ci è da guida e modello esemplare. Lo faceva in una forma così evidente che i suoi biografi non esitano a dire che “egli non era un uomo che pregava, ma un uomo diventato preghiera” (2 Cel, 95). Ecco come ne parlano i contemporanei : " Francesco ... svincolandosi man mano dalla superficialità, si appassionava a custodire Cristo nell’intimo del cuore; e nascondendo allo sguardo degli illusi la perla evangelica che intendeva acquistare a prezzo di ogni suo avere, spesso e quasi ogni giorno s’immergeva segretamente nell’orazione. Vi si sentiva attirato dall’irrompere di quella misteriosa dolcezza che penetrandogli sovente nell’anima, lo sospingeva alla preghiera perfino quando stava in piazza o in altri luoghi pubblici
Perché pregare? Francesco prega perché si sente seguace di Gesù, poiché per lui la preghiera comincia nella sequela. Nella misura in cui si segue Gesù, si può pregare con cuore puro. Francesco ha scoperto Gesù che attrae e conquista: è Lui che motiva la risposta del cuore, la preghiera nella fede. Per Francesco una cosa è chiara: si prega nella misura in cui si è discepoli, si prega nella misura in cui il nostro amore per Gesù è vivo! 
"La Quaresima è un richiamo di Vita"[ fra Giuseppe]

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