giovedì 2 febbraio 2017

LA VOCAZIONE : PRENDERE O DONARE ?

Cari amici in ricerca il Signore vi dia pace. Si celebra oggi, 2 febbraio, la giornata della vita consacrata: un'occasione prima di tutto per pregare per noi frati come per ogni religioso, le religiose, i monaci, le suore.. Un'occasione anche per riflettere su questa vocazione così speciale e radicale (nelle sue varie forme), che a tutti e ovunque vuole comunicare la gioia di amare e servire il Signore, la bellezza di donarsi senza riserve per Lui, in Lui e con Lui...
Vi propongo di seguito una breve riflessione, che può aiutarci ad entrare nel mistero di questa chiamata. Grazie per le preghiere che oggi , ne sono certo, farete per tutti noi!!
Al Signore Gesù sempre la nostra Lode. 
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)


Viviamo tutti in una società abituata a prendere, sospinta dalla brama di possesso: di cose, di qualcuno, di potere, di sicurezze.... Tuttavia, anche oggi, molti giovani sentono di dover seguire desideri e sogni diversi, di voler dare ascolto ad altri richiami e ideali interiori che li portano ad andare controcorrente e a donarsi e spendersi totalmente, in gratuità per il Signore e per il prossimo. Il donarsi è dunque al nucleo della vocazione religiosa, della scelta di farsi frate e consacrato. Certo, queste notizie non compaiono sui media, non fanno scalpore, ma la vita religiosa (per molti irrilevante e inutile)  è nel mondo e per la Chiesa quel sale e quella luce di cui ha così bisogno!!

Donare e donarsi oppure prendere, possedere , questa è la questione… Una vecchia storia. 


Adamo ed Eva, si allontanano da Dio impossessandosi del frutto proibito (cf. Gn 3,6). Essi vogliono possedere le cose e decidere senza Dio. La loro decisione provoca in essi un sentimento nuovo e sconosciuto: l'intimità e l'amicizia con Dio lasciano il posto alla paura di Dio e, di conseguenza, alla paura degli altri.
Gesù, al contrario, non prende, ma dona ciò che egli ha di più prezioso: prendete questo è il mio corpo, … questo è il mio sangue… per voi! (cf. Mc 14,22-24). Gesù non offre ricette o terapie o tecniche di salvezza; Egli dona la sua vita. Con il dono di sè, egli ricrea comunione e amicizia fra Dio e gli uomini e risana e guarisce la paura delle origini. Solo Gesù ci fa così passare dalla paura e rifiuto alla fiducia e confidenza con Dio; al vedere l'altro come un fratello non più nemico o avversario !
E così... sull'esempio di Gesù e per sua divina ispirazione, molti sono i giovani generosi e forse un pò pazzi (almeno per il mondo !) che ancora abbracciano la vita francescana e religiosa: per riparare e risanare dei cuori e delle vite, per testimoniare e annunciare ovunque l'amore di Dio. I giovani, certo amano le belle dichiarazioni, ma ancor più credono ai gesti: dare la vita come Gesù !

cfr. vocationfranciscaine

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