mercoledì 8 febbraio 2017

FRATI MISSIONARI

Cari amici, il Signore vi dia pace.
Come più volte ho scritto, l'Ordine Francescano è presente in tutto il mondo, e sta crescendo e operando per il Regno di Dio con missioni e attività anche in luoghi impensati e lontanissimi e spesso ancora molto difficili.  Soprattutto all'inizio di questa espansione vi è stato sempre l'azione generosa di tanti frati che sono partiti lasciando la propria realtà, per servire altri popoli, altre culture, altre mentalità. Con grande vitalità, da veri apostoli e testimoni della misericordia di Dio, hanno costruito scuole, fondato parrocchie, cappelle, ospedali, ambulatori e centri professionali... con una dedizione quotidiana e una grande fede, fatta di gesti a volte eroici.
"Ma chi li ha spinti a questa scelta? Certamente non un desiderio mondano, non una curiosità da appagare, non un viaggio turistico... ma qualcosa di profondo che travalica la logica umana per vivere il mistero del “donarsi agli altri”. Su queste motivazioni di fondo si basa “la missione del missionario”. Cioè la scelta di seguire quella chiamata specifica che nella misericordia trova la chiave di ogni scelta convinta. È infatti questa parola “misericordia” che caratterizza la vita di san Francesco (e l'agire di Papa Francesco) e il cui esempio viene attualizzato in ogni azione del missionario. Egli si inchina sulle sofferenze delle infinite povertà e sui bisogni della gente. L’anima del missionario è la generosità e l’altruismo! Non si ferma mai dinanzi alle difficoltà… Attende, spera, non dispera e conta sempre che qualcuno lo aiuterà. Sarà certamente il buon Dio, Padre datore di ogni bene, che si serve anche delle mediazioni umane per alleviare i tanti bisogni della gente. L’unica risorsa è la tenacia di condividere ogni giorno “tra e con” la gente, infondendo fiducia e speranza a tutti". ( così scrive P. Fiasconaro, responsabile della rivista "Missionario francescano")
Alcuni nostri frati rappresentano al riguardo davvero delle figure quasi eroiche e mitiche. Oggi vi presento brevemente la figura di P. Angelo Panzica, frate minore conventuale di Sicilia, originario di Marianopoli (CL), che ha celebrato lo scorso anno i suoi cinquanta anni di vita sacerdotale quasi completamente spesi per la Missione francescana dello Zambia, ove ha operato per la sua gente senza sosta nei vari settori della sua poliedrica attività umanitaria, religiosa e sociale.
Il suo esempio generoso, come quello di tanti altri missionari, possa suscitare nuove risposte d'amore e dedizione.

Al Signore Gesù sempre la nostra Lode.
Fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

P. Angelo...con un bimbo in braccio
UNA VITA PER LO ZAMBIA
P. Angelo Panzica, ordinato sacerdote nel 1965, dopo aver compiuto la sua formazione nei seminari francescani di Sicilia, ancora giovanissimo, ha richiesto di realizzare la sua vocazione missionaria in terra d’Africa. Dopo adeguata preparazione e opportuno studio della lingua in Inghilterra, il 16 Aprile 1969 parte per la missione francescana della Rodesia del Nord, oggi Zambia, ove l’Ordine dei frati Minori Conventuali fin dal 1930 aveva aperto la sua missione e ove già operavano alcuni missionari della stessa Provincia conventuale di Sicilia.
Energico e forte come personalità e carattere, si è dedicato tutto alla Missione realizzando chiese, scuole, lebbrosari, case per convegni e ritiri e centro di spiritualità. A Lusaka, capitale dello Zambia, ha progettato e costruito una grandiosa Basilica capace di accogliere oltre 2000 fedeli con annessi locali per le varie attività religiose e sociali, mentre nella provincia del Copperbelt dello Zambia, nel territorio di St. Theresa, e nella vasta foresta, ha realizzato ben 15 chiese ove si recava saltuariamente affidando ai catechisti locali l’assistenza religiosa dei cristiani.

«La realizzazione di tante opere – afferma P. Angelo – è solo frutto della divina provvidenza». Tutti gli aiuti ricevuti per mezzo della Provincia francescana, nelle sue mani sono divenuti chiese, seminari, lebbrosari e scuole.

Nel maggio del 1989 l’allora Presidente della Repubblica Kenneth Kaunda, in riconoscimento del suo lungo servizio alla gente umile e povera del vasto Conpound di Chawama, conferiva al P. Angelo Panzica la più alta onorificenza dello Stato per i suoi meriti umanitari sia nel campo sociale che culturale. In precedenza erano stati decorati della stessa onorificenza altri due insigni missionari conventuali, Mons. Francesco Mazzieri, fondatore della missione e primo Vescovo di Ndola e il prizzese P. Giuseppe Scoma che in quaranta anni di vita missionaria ha realizzato nella sperduta foresta a sud di Solwezi il grande villaggio St. Francis con una molteplicità di opere: l’area abitativa per oltre un migliaio di persone, l’ospedale, il lebbrosario, le scuole, le officine per i vari servizi, gli impianti idrici e, addirittura, una pista aerea per l’atterraggio di aerei di pronto soccorso e una grande chiesa che, purtroppo, non ha potuto inaugurare, costretto a rientrare in Sicilia per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute.

Lo Zambia è la prima missione dei Frati Minori Conventuali in Africa, iniziata nel 1930. I primi frati provenivano dalla Provincia delle Marche, come anche il primo vescovo di Zambia, il Servo di Dio, Mons. Francesco Mazzieri. Negli anni seguenti si sono aggiunti numerosi altri frati provenienti da varie Province dell’Ordine (dall’Europa e dal Nord America), tra cui il P. Angelo Panzia e il compianto P. Giuseppe Scoma. Lo Zambia è diventato Provincia religiosa autonoma nel 1998 ed costituita attualmente da circa 130 frati distribuiti in 17 conventi (tra cui uno in Malawi - la missione della Provincia iniziata nel 2008), impegnati in molteplici attività: promozione vocazionale, formazione dei postulanti, novizi e chierici di filosofia, pastorale parrocchiale (20 parrocchie in 3 diocesi), attività di mass-media (pubblicazione di due riviste e una tipografia di fama nazionale), attività educativa e caritativa rivolta verso i poveri. La lingua ufficiale nel paese è l’inglese, anche se nella pastorale si usano varie lingue locali, della famiglia Bantu (es. bemba, nyanja, kaonde, lunda, tumbuka, etc.).

2 commenti:

  1. Pace e bene. Ho appena trovato il bel lavoro di questo blog. Tornerò ancora!

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  2. "Beato il servo che, quando parla, non manifesta tutte le sue cose, con la speranza di una mercede, e non è veloce a parlare, ma sapientemente pondera di che parlare e come rispondere. Guai a quel religioso che non custodisce nel suo cuore i beni che il Signore gli mostra e non li manifesta agli altri nelle opere, ma piuttosto, con la speranza di una mercede, brama manifestarli agli uomini a parole. Questi riceve già la sua mercede e chi ascolta ne riporta poco frutto." (San Francesco, Ammonizioni XXI)

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