mercoledì 30 novembre 2016

QUANDO SEGUIRE GESU? SUBITO O DOMANI ?

Cari amici in ricerca della vocazione del Signore per la vostra vita,
ripropongo oggi la corrispondenza con un giovane, LUCA, un ragazzo di 23 anni residente al sud, che tempo fa mi avevo scritto. Ho ripensato a lui ascoltando il vangelo di oggi con la chiamata dei primi discepoli, fra cui s. Andrea Apostolo. Questi, SUBITO rispondono e lo seguono ! Ecco qualche passaggio della mail di Luca e anche parte della mia risposta.
Vi benedico. Al Signore Gesù sempre la nostra Lode

frate Alberto (fra.alberto@davide.it)

Mentre camminava lungo il mare di Galilea, Gesù vide... (Mt 4,18)
LETTERA DI LUCA
Caro p. Alberto (...) da sempre, fin da bambino (avevo 10 anni.. già!),  porto in me un richiamo segreto e inconfessato: diventare prete! Il mio prete ideale è il mio vecchio parroco, Don (...) che fu un santo uomo che si donò a tutti senza risparmiarsi e sempre col sorriso. Si tratta di un pensiero a volte bello, a volte temuto e fastidioso e che allontano, ma poi ritorna. Non ne ho mai parlato con nessuno per paura di compromettermi, che la voce girasse, di restare incastrato!!  Insieme a questo sogno/timore, convivono in me tanti altri desideri e progetti; faccio atletica e sport (gareggio a livello regionale), frequento l'università, ho iniziato una relazione da poco con una ragazza, vorrei viaggiare e conoscere la vita. Insomma tutti i desideri e i sogni di un giovane sono miei. In questi anni, ho sempre mantenuto la Fede  anche in contrasto con le scelte dei miei amici (voglio bene a Gesù! e lo prego sempre), ma per quanto riguarda la vocazione,  ho continuato a rimandare dicendo a me stesso, ho tante cose da fare prima, ci penserò "domani" e poi "domani" ancora, vedrò più avanti, forse nella speranza segreta che "quell'idea" mi potesse passare, ma devo ammettere che non è così! Vivo pertanto da tempo un forte conflitto interiore che mi blocca: vorrei e anche no! Mi piacerebbe, ma ho paura! Sento questa chiamata come vera per me, ma anche mi sento attirato da tante altre cose. E così... continuo a rimandare.. a domani... domani..(...)


RISPOSTA DI FRA ALBERTO
Caro Luca, scrive l'evangelista Matteo che Gesù, mentre stava camminando presso il Mar di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano la rete in mare, poiché erano pescatori. Allora « Gesù li chiamò e subito, lasciata la barca e il loro padre e lo seguirono ». 
Da una sua biografia, (La leggenda dei tre compagni) sappiamo come San Francesco, mentre si trovava a Spoleto (diretto a combattere in Puglia inseguendo il suo sogno di essere cavaliere) abbia udito una voce misteriosa. Questa gli chiese: " « Francesco, chi è meglio per te servire, chi può esserti più utile? Il padrone, o il servo? » – « Il padrone » risponde Francesco. « E allora -- riprende la voce -- perché cerchi il servo in luogo del padrone? ». E Francesco: « Cosa vuoi che io faccia, o Signore? ». « Ritorna-- gli risponde il Signore -- alla tua terra natale, perché per opera mia si adempirà spiritualmente la tua visione ». Francesco con il cuore ardente, subito abbandonando le armi, ritornò senza indugio ad Assisi, ormai solo desideroso che il Signore gli rivelasse la Sua Volontà ". 
Questi due testi, uno del Vangelo e uno tratto dalla vita di S. Francesco, evidenziano un aspetto molto importante della vocazione: l' URGENZA, la NECESSITA' di una DECISIONE! La chiamata infatti, chiede fin da subito una prova di disponibilità e ascolto, un giocarsi, un buttarsi, un mettersi  in discussione e in cammino; per questo si può cadere facilmente in ostaggio della paura, o di rimandi infiniti come : "Ti seguirò, Signore, ma lasciami prima ..." (Lc 9, 59-61)!!??.
La chiamata del Signore è dunque spesso una difficile sfida che scuote e interpella nel profondo, rompe comodi equlibri e infrange progetti preconfezionati o pre-pagati. Certo, possiamo anche anestetizzarla o evitarne l’impatto a volte molto duro (...come del resto è la CROCE !), mettendo però così a repentaglio "il senso" più vero della nostra stessa esistenza.
E, quando la paura prevale o sembra più forte? E di fronte alle immancabili difficoltà o dubbi? Ecco una parola chiave: FIDATI ! Il Signore non ti vuole “fregare” né rovinare ! (Quante volte invece pensiamo questo!!). Lui è sempre in noi e con noi e ci sostiene con la forza dello Spirito Santo: FIDATINon dire dunque "domani, domani" ... ma "Signore, cosa vuoi che io faccia ?". FIDATI!
Un consiglio davvero fraterno che ti offro, pregandoti di non rimandarlo "a domani" è questo: prova a parlarne finalmente con qualche sacerdote o religioso (noi frati ci trovi e siamo a...); non è un tabù pensare di diventare prete, ma nemmeno è un tabù il fatto che tu ne abbia timore e rifiuti talvolta questa strada !! Il dialogo stempererà molte di queste paure e ti aiuterà a chiarire cosa davvero sta nel tuo cuore, e l'autentica volontà del Signore ( che magari ha in mente per te un bel matrimonio!!). Ho scritto spesso anche nel blog della necessità di avere un padre spirituale e di fare un cammino di discernimento (che certamente anche nella tua regione è attivato sia dalla Diocesi che da noi frati). Solo con una guida, solo con un cammino potrai finalmente comprendere cosa davvero il Signore vuole da te: da solo non andrai da nessuna parte!!!. Certo questo chiede da parte tua un comprometterti, l'uscire un pco allo scoperto e semplicemente ammettere (almeno come primo passo) che in te vi è questa domanda  e che la vuoi affrontare e guardare più da vicino!!! Ma ne vale la pena, se vuoi uscire da questo limbo in cui ti sei cacciato! Ricorda: una "decisione" apre sempre ulteriori porte e possibilità, mentre "l'indecisione", lo stallo, il rimando ti rinchiude nel timore, nell'angoscia, nell'inerzia..in una neutralità sterile e alla fine maligna (...) 
Ti benedico e incoraggio!
frate Alberto

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