lunedì 3 ottobre 2016

SAN FRANCESCO AI SUOI FRATI

Assisi - Basilica di san Francesco: alcuni giovani Novizi
"io ho fatto la mia parte, la vostra, Cristo ve la insegni!
(san Francesco)
Cari amici in ricerca della vocazione divina, il Signore vi dia pace.
Questa sera, 3 ottobre, in tutte le chiese francescane si vive un momento davvero sentito, profondo e intimo: si ricorda e si commemora la morte di san Francesco avvenuta proprio all'imbrunire del 3 ottobre 1226 presso la Porziuncola ad Assisi. E' la cosidetta celebrazione del TRANSITO, del passaggio del "Serafico Padre" da questa vita terrena all'incontro defnitivo e luminoso con il Signore.
Nel racconto delle sue ultime ore mi colpisce sempre un'espressione che Francesco rivolge ai frati presenti come ai frati di ogni tempo: "io ho fatto la mia parte la vostra, Cristo ve la insegni!" (FF1239)
Come dire: ognuno di noi faccia la “parte” che Cristo gli affida nel portare la bellezza del Vangelo nei propri giorni, nel proprio ambiente e anche là dove una presenza di frati è più necessaria e utile. Chiamati a fare la nostra "parte" nel facilitare il cammino di fede di tante persone disorientate e confuse, con semplicità e gioia. Chiamati ad invitare ogni uomo e donna e giovane... alla fede,  e così trovare felicità e pienezza di vita nell'incontro con Gesù Cristo. Chiamati a continuare l'opera di Francesco "nel riparare la Chiesa", nel confortare e medicare tanta umanità ferita e sola e povera. Chiamati ad essere ferventi e santi, appassionati e amanti di Dio e dell'uomo, frati e fratelli in cui ogni persona possa trovare accoglienza e ascolto, un sorriso, un pezzo di pane...  Ecco il compito dei frati, ecco la nostra "parte" e missione, che sorretti dallo Spirito di Dio, pur fra debolezze e limiti, ancora possiamo attuare e vivere!! Un'autentica sfida sempre nuova e coinvolgente, come il Vangelo!
Caro amico, se forse anche tu ti stai chiedendo quale sia "la parte" che il Signore ti affida per la tua vita, se ti affascina la strada e  "la parte" aperta da S. Francesco, e se vuoi condivederla con noi, vieni! Cammineremo insieme!
Al Signore Gesù sempre la nostra lode (fra.alberto@davide.it)

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CHI E' IL FRATE FRANCESCANO?
Qui un bel video dei nostri frati maltesi!

 

RACCONTO DEL TRANSITO 
DI SAN FRANCESCO 
(dalla "Legenda Maggiore" di san Bonaventuara. FF 1239-41)
1239. Durante il biennio che seguì alla impressione delle stimmate, egli, come una pietra destinata all'edificio della Gerusalemme celeste, era stato squadrato dai colpi della prova, per mezzo delle sue molte e tormentose infermità, e, come un materiale duttile, era stato ridotto all'ultima perfezione sotto il martello di numerose tribolazioni. Nell'anno ventesimo della sua conversione, chiese che lo portassero a Santa Maria della Porziuncola, per rendere a Dio lo spirito della vita, là dove aveva ricevuto lo spirito della grazia. Quando vi fu condotto, per dimostrare che, sul modello di Cristo-Verità, egli non aveva nulla in comune con il mondo, durante quella malattia così grave che pose fine a tutto il suo penare, si prostrò in fervore di spirito, tutto nudo sulla nuda terra: così, in quell'ora estrema nella quale il nemico poteva ancora scatenare la sua ira, avrebbe potuto lottare nudo con lui nudo. Così disteso sulla terra, dopo aver deposto la veste di sacco, sollevò la faccia al cielo, secondo la sua abitudine totalmente intento a quella gloria celeste, mentre con la mano sinistra copriva la ferita del fianco destro, che non si vedesse. E disse ai frati: " Io ho fatto la mia parte; la vostra, Cristo ve la insegni ".
1240. Piangevano, i compagni del Santo, colpiti e feriti da mirabile compassione. E uno di loro, che l'uomo di Dio chiamava suo guardiano, conoscendo per divina ispirazione il suo desiderio, si levò su in fretta, prese la tonaca, la corda e le mutande e le porse al poverello di Cristo, dicendo: " Io te le do in prestito, come a un povero, e tu prendile con il mandato della santa obbedienza ". Ne gode il Santo e giubila per la letizia del cuore perché vede che ha serbato fede a madonna Povertà fino alla fine; e, levando le mani al cielo, magnifica il suo Cristo, perché, alleggerito di tutto, libero se ne va a Lui. Tutto questo egli aveva compiuto per lo zelo della povertà, che lo spingeva a non avere neppure l'abito, se non a prestito da un altro. Volle, di certo, essere conforme in tutto a Cristo crocifisso, che, povero e dolente e nudo rimase appeso sulla croce. Per questo motivo, all'inizio della sua conversione, rimase nudo davanti al vescovo; per questo motivo, alla fine della vita, volle uscire nudo dal mondo e ai frati che gli stavano intorno ingiunse per obbedienza e carità che, dopo morto, lo lasciassero nudo là sulla terra per il tratto di tempo necessario a percorrere comodamente un miglio . Uomo veramente cristianissimo, che, con imitazione perfetta, si studiò di essere conforme, da vivo, al Cristo vivente; in morte, al Cristo morente e, morto, al (,risto morto, e meritò l'onore di portare nel proprio corpo l'immagine di Cristo visibilmente!
1241. Finalmente, avvicinandosi il momento del suo transito, fece chiamare intorno a sé tutti i frati del luogo e, consolandoli della sua morte con espressioni carezzevoli li esortò con paterno affetto all'amore di Dio. Si diffuse a parlare sulla necessita di conservare la pazienza, la povertà, la fedeltà alla santa Chiesa romana, ma ponendo sopra tutte le altre norme il santo Vangelo. Mentre tutti i frati stavano intorno a lui, stese sopra di loro le mani, intrecciando le braccia in forma di croce (giacché aveva sempre amato questo segno) e benedisse tutti i frati, presenti e assenti, nella potenza e nel nome del Crocifisso. Inoltre aggiunse ancora: " State saldi, o figli tutti, nel timore del Signore e perseverate sempre in esso! E, poiché sta per venire la tentazione e la tribolazione, beati coloro che persevereranno nel cammino iniziato! Quanto a me, mi affretto verso Dio e vi affido tutti alla Sua grazia! ".
1242 Terminata questa dolce ammonizione, I'uomo a Dio carissimo comandò che gli portassero il libro dei Vangeli e chiese che gli leggessero il passo di Giovanni, che incomincia: " Prima della festa di Pasqua... ". Egli, poi. come poté, proruppe nell'esclamazione del salmo: " Con la mia voce al Signore io grido, con la mia voce il Signore io supplico " e lo recitò fin al versetto finale: " Mi attendono i giusti, per il momento in cui mi darai la ricompensa ".
1243. Quando, infine, si furono compiuti in lui tutti i misteri, quell'anima santissima, sciolta dal corpo, fu sommersa nell'abisso della chiarità divina e l'uomo beato s'addormentò nel Signore.

Circa il Transito di san Francesco vedi altri link utili.

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