martedì 13 settembre 2016

PILLOLE VOCAZIONALI (34) - COSA NON E' LA VOCAZIONE ?

Cari amici in ricerca vocazionale, il Signore vi dia pace.
Se nelle precedenti "pillole vocazionali" (32-33) ho cercato di illustrare "cosa è la vocazione", oggi , in maniera sintetica vediamo "cosa non è la vocazione". Il rischio infatti di avere su di essa idee distorte è molto facile. Meglio dunque chiarire ulteriormente la questione onde evitare illusioni e scelte superficiali.  E se per caso vi riconoscerete in qualche caso sotto esposto, niente paura: è abbastanza normale qualche "inquinamento" alla partenza! Ciò che è importante e necessario è invece fare verità su noi stessi, cercando anche l'aiuto di guide sante ed esperte che ci possano accompagnare e così meglio comprendere, nonostante tutto, l'autentica volontà del Signore sulla nostra vita. Coraggio dunque! Al Signore Gesù sempre la nostra lode. 
Fra Alberto (fra.alberto@davide.it)


COSA NON E' LA VOCAZIONE? 
  • Non è un sentimento: Si è soliti dire "sento" la vocazione; in realtà la vocazione "non si sente", non è semplicemente un'emozione. Piuttosto, è una certezza interiore che nasce dalla grazia di Dio che tocca la mia anima e chiede una risposta libera. Se Dio ti sta chiamando, la certezza dentro di te crescerà tanto più quanto tu gli risponderai con generosità.
  • Non è un premio: La vocazione non è un riconoscimento alla nostra bravura o intelligenza o bontà. Essa è invece pura gratuità da parte Dio, un dono e un invito d'amore assolutamente libero, che egli fa e rivolge a chi vuole, come vuole e quando Lui vuole. 
  • Non è un rifugio: La vocazione non nasce da un'incapacità di affrontare la vita. Consacrarsi nella speranza di trovare un "nido caldo" è pericoloso e illusorio. Il frate è infatti oggi più che mai un uomo di Dio perennemente sulla breccia, esposto alla frontiera, chiamato a donarsi e spendersi per tutti, più che a tutelare e custodire se stesso. 
  • Non è una fuga: La vocazione non può essere il ripiego a frustrazioni e delusioni varie (lavorative, famigliari, sociali..) nè tanto meno a immaturità umane o disordini affettivi o sessuali. I problemi, infatti, da cui si pensa di scappare, non si dissolveranno solo perchè si veste un abito religioso, anzi...!!
  • Non è una carriera: Spesso nei film e nell'immaginario di molti, diventare prete o frate, è considerato come un percorso in crescita verso cariche e posizioni di prestigio e potere come altre carriere. Niente di più falso e fuorviante! La vocazione è invece una storia d’amore, un incontro, una relazione, un donarsi. La vocazione è un "cuore trafitto" ! Chi cerca la carriera, come religioso vivrà una vita infelice e sterile, segnata dalla solitudine e dall'invidia.
  • Non è una sicurezza matematica: La vocazione religiosa, non è un qualche cosa dato e raggiunto una volta per sempre. Essa è un cammino, è un mistero d'amore e deve tenere presente il rischio e la libertà che sempre l'amare comporta:  un rischio che è nelle mani di Dio, ma anche, ogni giorno, è affidato alle nostra risposta. Se non si corrisponde, l'amore rimane frustrato, l'amore può anche finire e naufragare. L'amore si può anche sotterrare e non ascoltare.
  • Non è un qualche cosa di unicamente mio: La vocazione, la chiamata alla vita religiosa, non è mai un fatto esclusivamente personale. Non è infatti legata principalmente all'utorealizzazione di noi stessi, ma è sempre "per": "per" Dio, "per" la Chiesa, "per" i poveri, "per" l'annuncio, "per" la missione, "per" il martirio.... Quando manca questo slancio e sguardo all'esterno non c'è vera vocazione!
  • Non è mai al di fuori della Chiesa: La vocazione, non è il semplice sentire di qualcuno, che a tutti i costi deve essere accolto ed esaudito. La vocazione, come scrivevo sopra, è sempre "per" la Chiesa e nasce "nella" Chiesa. Pertanto, "dalla" chiesa (dai suoi rappresentanti, guide, formatori..) e per la propria utilità e il bene dei fedeli è vagliata, riconosciuta o anche, se necessario, non ritenuta idonea o autentica. Ecco perchè sempre si propone ai candidati un percorso di discernimento, con degli accompagnatori, il padre spirituale. il Gruppo san Damiano..ecc. ecc.
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1 commento:

  1. Queste le parole giuste per un giovane in ricerca, che Dio benedica il loro cammino!

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