lunedì 29 agosto 2016

MA CHI TE LO FA FARE ... A DIVENTARE FRATE?

Cari amici in cammino e in ricerca vocazionale il Signore vi da pace. 
Sabato 27 agosto ad Assisi (vedi post) 14 giovani sono diventati "giovani frati francescani", scegliendo di vivere il Vangelo secondo gli ideali di san Francesco d'Assisi. Da un ragazzo, un turista, presente per caso in basilica, mi è stato chiesto a bruciapelo: "ma chi glielo fa fare a questi di buttare via la propria vita così"?. Una domanda anche ragionevole dal punto di vista umano. Un frate, in effetti, "spreca" la sua vita: non si sposa, non avrà figli, rinuncia a tante cose, e tutto ciò che è e farà, sarà per gli altri e per il Signore in un donarsi continuo e gratuito!!!
Per tentare una risposta vi propongo una bella riflessione dei nostri frati francesi sul senso della scelta religiosa, e più in generale sul significato di ogni vocazione cristiana. "Diventare frate" infatti, ha a che fare con il nostro battesimo e rimanda ad una chiamata e missione che in realtà accomuna ogni credente, qualsiasi strada di vita intraprenda: l'AMORE! E' l'amore la sorgente di ogni vocazione, e l'amore sa esprimersi in tante sfaccettature e sfumature e gradualità, raggiungendo talvolta picchi estremi e radicali, orizzonti sconfinati, vette altissime.. da brivido! Qui trova senso la vocazione del frate, la vocazione francescana! 
Al Signore Gesù sempre la nostra Lode.
Fra Alberto (fra.alberto@davide.it)


L'AMORE, SORGENTE E CUORE DI OGNI VOCAZIONE
San Francesco spesso ripeteva in lacrime: «l’amore non è amato». San Massimiliano Kolbe, facendogli eco diceva : «solo l'amore crea, solo l'amore è forza creatrice». Santa Teresa del Bambino Gesù, giovanissima carmelitana (muore a soli 24 anni) così spiega la sua scelta radicale, dopo una lunga ricerca interiore: « la mia vocazione, infine io l'ho trovata! Nel cuore della Chiesa mia madre, io sarò l'amore ». Vale a dire: è l'amore il centro della vita cristiana, è l'amore il cuore e il motivo di ogni vocazione e chiamata. Per meglio comprendere questa verità riprendiamo sinteticamente una catechesi (vedi testo integrale) proposta da papa Francesco nel giubileo dei ragazzi (aprile 2016) in cui ha commentato una frase del Vangelo di S. Giovanni (Gv 13,35) « da questo sapranno che siete miei discepoli: se avrete amore gli uni per gli altri ».

« L’amore è sempre concreto ».
Per il papa, « l’amore è la carta d’identità del cristiano » ed esso, per essere autentico, deve esprimersi in gesti, scelte, fatti reali e visibili: « L’amore è sempre concreto. Chi non è concreto e parla dell’amore fa una telenovela, un teleromanzo». Occorre dunque « metterci alla scuola di Gesù, che è una scuola di vita per imparare ad amare. » Certo, « amare è bello, è la via per essere felici. Però non è facile, è impegnativo, costa fatica». Amare infatti, « vuol dire donare, non solo qualcosa di materiale, ma qualcosa di sé stessi: il proprio tempo, la propria amicizia, le proprie capacità ». Il papa ha invitato i giovani a guardare al Signore « Guardiamo al Signore, che è invincibile in generosità ». Ogni giorno, « Egli ci dona la sua amicizia fedele, che non ci toglierà mai. E’ l’amico per sempre, il Signore. Anche se tu lo deludi e ti allontani da Lui, Gesù continua a volerti bene e a starti vicino, a credere in te più di quanto tu creda in te stesso. Questa è la concretezza dell’amore che ci insegna Gesù ».
Quindi il papa ha proseguito:
« Il Signore è sempre con te ed è contento di stare con te. Come fece con i suoi giovani discepoli, ti guarda negli occhi e ti chiama a seguirlo, a “prendere il largo” e a “gettare le reti” fidandosi della sua parola, cioè a mettere in gioco i tuoi talenti nella vita, insieme con Lui, senza paura. Gesù ti aspetta pazientemente, attende una risposta, attende il tuo “sì”»

« L’amore non è mai possessivo».
Per il papa si tratta di imparare ad « amare le persone senza volerle come proprie, ma lasciandole libere. Perché l’amore è libero! (...) C’è sempre infatti la tentazione di inquinare l’affetto con la pretesa istintiva di prendere, di “avere” quello che piace; e questo è egoismo. E anche la cultura consumistica rafforza questa tendenza. Ma ogni cosa, se la si stringe troppo, si sciupa, si rovina: poi si rimane delusi, con il vuoto dentro. Il Signore, se ascoltate la sua voce, vi rivelerà il segreto della tenerezza: prendersi cura dell’altra persona, che vuol dire rispettarla, custodirla e aspettarla. E questa è la concretezza della tenerezza e dell’amore ».

Il santo padre ha poi sviluppato il tema complementare della libertà spiegando che « La libertà non è poter sempre fare quello che mi va: questo rende chiusi, distanti, impedisce di essere amici aperti e sinceri; non è vero che quando io sto bene tutto va bene. No, non è vero. La libertà, invece, è il dono di poter scegliere il bene: questa è libertà. E’ libero chi sceglie il bene, chi cerca quello che piace a Dio, anche se è faticoso, non è facile » . 
Ha quindi esortato i ragazzi presenti così:
« Solo con scelte coraggiose e forti si realizzano i sogni più grandi, quelli per cui vale la pena di spendere la vita. Scelte coraggiose e forti. Non accontentatevi della mediocrità, di “vivacchiare” stando comodi e seduti; non fidatevi di chi vi distrae dalla vera ricchezza, che siete voi, dicendovi che la vita è bella solo se si hanno molte cose ».

« Come crescere nell'amore? »
Per il Papa, «il segreto è ancora il Signore». Si tratta di vivere prima di tutto i l sacramento dell'Eucarestia e della Confessione per chè è lì, infatti che « impariamo ad accogliere il suo Amore, a farlo nostro, a rimetterlo in circolo nel mondo. E quando amare sembra pesante, quando è difficile dire di no a quello che è sbagliato, guardate la croce di Gesù, abbracciatela e non lasciate la sua mano, che vi conduce verso l’alto e vi risolleva quando cadete ». Ha quindi concluso il suo intervento con queste parole:

« Siete chiamati a costruire così il futuro: insieme agli altri e per gli altri, mai contro qualcun altro! Farete cose meravigliose se vi preparate bene già da ora, vivendo pienamente questa vostra età così ricca di doni, e senza aver paura della fatica. Fate come i campioni sportivi, che raggiungono alti traguardi allenandosi con umiltà e duramente ogni giorno. Il vostro programma quotidiano siano le opere di misericordia: allenatevi con entusiasmo in esse per diventare campioni di vita, campioni di amore! Così sarete riconosciuti come discepoli di Gesù. Così avrete la carta d’identità di cristiani. E vi assicuro: la vostra gioia sarà piena.»
E TU?
HAI DEI GRANDI SOGNI ?
FORSE IL SIGNORE CHIAMA ANCHE TE A DONARTI SENZA RISERVE ?  
A DIVENTARE UN "CAMPIONE DI AMORE AUTENTICO" ?!

FORSE IN CUOR TUO E' GIA' RISUONATO UN SUO INVITO? 

sabato 27 agosto 2016

ASSISI (27.08.16) - PROFESSIONE DEI NOVIZI

Assisi: Il gruppo dei  Novizi 2015-16

Cari amici in cammino e in ricerca vocazionale, Il Signore vi dia pace.
Ho trascorso l'intera settimana ad Assisi per partecipare ad un "campo" adolescenti organizzato dai nostri frati della Basilica di san Francesco. Sono davvero straordinarie queste proposte per i ragazzi, uniche nel loro genere e vi possono dare l'idea anche di che cosa ci occupiamo noi frati. Fra i tanti nostri campi d'azione vi è infatti l'educazione e l'accompagnamento e l'evangelizzazione dei giovani, così assetati di bene e verità, ma anche così abbandonati e illusi e derubati da una società che li ha messi in un angolo !!! Ma per grazia di Dio, non mancano i segnali di speranza.

Proprio oggi, infatti, sabato 27 Agosto, alle ore 11.00 abbiamo partecipato insieme un momento davvero bello e importante della grande comunità francescana che vive accanto alla basilica di san Francesco e che ci ha ospitato: la PROFESSIONE dei NOVIZI. Durante la solenne eucarestia, 14 giovani, al termine del così detto "anno della prova", con audacia e “pazzia” hanno deciso di affidarsi completamente al Signore Gesù e di costruire su di Lui la loro vita, lasciandosi guidare e ispirare da un santo incredibile: san Francesco. Pronunciando i voti di Povertà, Castità e Obbedienza e vestendo l'abito francescano (il saio) sono diventati  dei nuovi giovani frati !

Li attendono ora alcuni anni di studi e preparazione per poter svolgere al meglio la missione e il donarsi con gratuità ad ogni uomo. Saranno dunque  i frati che ancora si occuperanno di ragazzi e giovani e adolescenti e malati, e poveri, come di ogni persona bisognosa di incontrare e sperimentare l'amore del Signore.

Il loro esempio e la loro testimonianza guidi anche voi e vi sproni nelle vostre scelte. Il mondo ha bisogno di giovani generosi nel nome di Gesù. A Lui sempre la nostra lode. 
Fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

giovedì 25 agosto 2016

martedì 23 agosto 2016

LA VOCAZIONE E' UN SUSSURRO


La vocazione è un sussurro, raramente un terremoto, 
qualcosa che comincia come un seme, 
per dare frutto poco a poco.
Alessandro D'Avenia

domenica 21 agosto 2016

L'AMICIZIA DI DUE SANTI FRATI

P. Massimiliano Kolbe e P. Girolamo Biasi 

Pace e bene a voi tutti
cari giovani amici in ricerca e in ascolto della vocazione del Signore per la vostra vita. Nella domenica che segue la solennità dell'Assunzione della B. V. Maria è ormai tradizione da alcuni anni commemorare il Servo di Dio p. Girolamo Biasi (1897- 1929), dei Frati Minori conventuali . Tale commemorazione si tiene a Sfruz (provincia di Trento), suo paese natale. Al riguardo, riprongo oggi un post con la lettera di un ragazzo che mi chiedeva di parlare nel blog di questa stupenda figura di frate, amico fraterno di P. Massimiliano Kolbe egli pure "francescano conventuale", martire ad Auschwitz. Sono davvero felice di accogliere questo invito che mi consente di far conoscere P. Girolamo anche a molti altri ragazzi miei lettori, additandolo come esempio e protettore. P. Girolamo vi incoraggi nel donarvi totalmente al Signore. A Lui sempre la nostra Lode.

Camposampiero (Pd): Santuari antoniani
Qui la Tomab di p. Girolamo Biasi
LETTERA DI (...) : P. Girolamo Biasi mi ha aiutato nella scelta francescana
Caro frate Alberto, sono (...) un giovane di 22 anni. Quest'anno, dopo molti tentennamenti ho deciso finalmente di intraprendere un cammino di discernimento con i frati francescani conventuali, suoi confratelli, della mia regione (...): un cammino bellissimo di cui ringrazio il Signore. Se Lui vorrà, entrerò in Postulato...preghi per me! Nel percorso di questi mesi mi è stato consigliato l'approfondimento della vita di alcune figure di frati e santi dell'Ordine Conventuale. In particolare mi ha appassionato la storia di  P. Massimiliano Kolbe, che in parte già conoscevo. Accanto a questa figura straordinaria e universalmente conosciuta, ho potuto però avvicinare e approfondire  la vicenda di vita di un fraterno amico di P. M.Kolbe: P. Girolamo Biasi . Lei certamente lo conosce! Sarebbe bello se ne parlasse nel suo Blog (...), potrebbe aiutare tanti giovani nella scelta francescana così come ha aiutato tanto me. Grazie per il suo prezioso e utilissimo Blog.
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P. GIROLAMO BIASI 
Frate Minore Conventuale 
(1897-1929)

"mettimi sull’altare, 
accanto al pane e al vino".



La giovinezza e la scelta della vita religiosa
Girolamo Biasi nacque a Sfruz, piccola borgata della val di Non, il 7 dicembre 1897. Il giorno seguente, Solennità dell’Immacolata, fu battezzato con il nome di Arcangelo. Crebbe in una famiglia molto povera insieme a numerosi fratelli, nello stupendo scenario trentino di monti, prati e boschi.
Girolamo era un ragazzo allegro, gioioso, semplice, amante della vita, dotato di viva intelligenza e di una splendida voce con la quale rallegrava spesso i suoi compagni. A soli dodici anni, volle entrare nel collegio dei Frati Minori Conventuali di Camposampiero (Padova) intraprendendo il cammino della vita religiosa.
Il 4 ottobre 1915 divenne «fra Girolamo» con il desiderio di percorrere la via stretta del Vangelo verso la santità. Nel suo diario scriveva: «Voglio farmi santo e grande santo e presto santo, perché questo è ciò che Dio vuole da me».

Gli studi a Roma e l'amicizia con P. Kolbe

Fu inviato a Roma, al Collegio Serafico Internazionale, dove visse il periodo della prima guerra mondiale, impegnato nello studio al Laterano dove si laureò. In quegli anni di scontri e tensioni, pregò per la pace, affidando all’Immacolata il suo servizio e consacrandosi a lei, insieme a padre Massimiliano Kolbe, suo carissimo fratello e intimo amico. Padre Girolamo e Padre Kolbe erano effettivamente grandi amici ed appartenevano al gruppo di sette frati che avevano fondato il movimento della “Milizia dell’Immacolata”. P. Kolbe lo ebbe affezzionato confidente e quando a lui si ricordava padre Girolamo Biasi egli aveva un sussulto: "La Milizia" - egli disse una volta - "deve molto, molto, al p. Girolamo  Biasi ". L'atto significativo di p. Massimiliano, che sulla tomba di Padre Girolamo a Camposampiero prese consiglio prima di recarsi a fondare la "Città dell'Immacolata" nel Giappone, è più eloquente di ogni elogio commemorativo.
Ordinato Sacerdote - malato di tubercolosi
Nel cuore portava il desiderio di essere sacerdote, ma i piani del Signore erano diversi: dovette interrompere gli studi e tornare a Camposampiero, malato di tubercolosi. Nonostante mesi di paziente attesa, fu ordinato il 16 luglio 1922 nella chiesa dei Carmini a Padova. Poche settimane più tardi, iniziò la sua salita al calvario. Come frumento macinato dalla sofferenza, divenne pane fragrante per il mondo: il suo sacerdozio vissuto nell’immobilità e nell’inazione, risponde pienamente alla sua chiamata sacerdotale. Ogni giorno fra Girolamo metteva la propria vita nelle mani del Signore, chiedendogli di poter essere anche lui vittima immolata per la vita dei fratelli.
Gli anni della sofferenza
Sette lunghi anni trascorsi da un ospedale all’altro, tra Venezia, S. Pietro di Barbozza, Cherso, Pola, Pirano, Camposampiero. Nel suo cammino carico di sofferenza, seppe tener viva la fiamma della speranza, accettando la volontà di Dio, se pur desiderando la guarigione per poter lavorare nella vigna del Signore. In mezzo alla sofferenza, riuscì a donare serenità e letizia ai frati e ai malati incontrati nei diversi ospedali, nonostante la più completa inattività e la solitudine a cui fu condannato. In quel suo letto di sofferenza, fra Girolamo pregava offrendo così, in modo eroico, il suo servizio sacerdotale.
La morte a soli 32 anni: una vita offerta per il mondo
Il 20 giugno 1929 morì all’ospedale di Camposampiero con il sorriso sulle labbra. Aveva solo 32 anni !Un’esistenza apparentemente inutile, vissuta nel nascondimento, nella piccolezza e nella sofferenza: una vita, quella di fra Girolamo, posta totalmente nelle mani del Signore, come offerta «accanto al pane e al vino» per la vita del mondo. Eco viva di un cammino segnato non dalle molte cose, ma dalla semplicità di un si, nel totale abbandono all’amore del Signore.

Dagli Scritti di fra Girolamo M. Biasi
"Le piccole cose"
" Gesù non vuole da me cose straordinarie;
vuole però che gli sia fedele nelle cose piccole,
e che in queste gli dia prova del mio amore.
Perciò prometto ora a Gesù di star molto vigilante…
Gesù mi dice che chi è fedele nel poco sarà fedele anche nel molto, e chi nel poco è infedele lo sarà anche nel molto. Non lo so anch’io per esperienza? Su via, cominciamo subito: fedeltà alle regole benchè piccole, prontezza nell’ubbidire, diligenza in ogni cosa; così Gesù sarà contento, e copiose spargerà su di me le celesti sue grazie e benedizioni "


Per approfondimenti su P. Girolamo Biasi vedi: 
Provincia Patavina Frati Minori Conventuali
Associazione "amici di P. Girolamo"
santi e beati

sabato 20 agosto 2016

E DOPO LA GMG A CRACOVIA.... CHE SI FA?

Cari amici in cammino e in ricerca vocazionale, il Signore vi dia pace.
Sto ricevendo, in questi giorni,  tantissime testimonianze di giovani che hanno partecipato alla GMG a Cracovia. Mi colpisce il travolgente entusiasmo per l'esperienza vissuta, ma anche le molte domande che questa sta suscitando, della serie: E ora cosa posso fare? A cosa mi chiama il Signore? Come vivere ancora la gioia di quei giorni? Qual'è la strada in cui orientare la mia vita secondo lo spirito della GMG ? Come rispondere agli inviti del Papa? E così via...
Vi propongo di seguito una delle tante mail pervenutami. E' di un giovanissimo, Alessandro (17 anni). Ometto per questioni di privacy alcuni aspetti molto personali. Lo affido alla vostra preghiera. Al Signore Gesù sempre la nostra lode.
fra Alberto  (fra.alberto.tortelli@gmail.com)


MAIL DI ALESSANDRO
Caro fra Alberto,
Sono Alessandro, ho 17 anni e vengo dalla provincia di (...). Sono tornato dalla giornata mondiale della gioventù poche ore fa e ho iniziato a pensare ... A pensare alla mia vita.
Durante la giornata un ragazzo della mia parrocchia di 20 anni ha comunicato il suo ingresso a settembre in seminario e io da qualche ora ho iniziato a interrogarmi sul mio futuro.
Quando si finisce la scuola superiore ci si pongono due interrogativi... Se proseguire gli studi o se prendere un anno sabbatico per scegliere cosa fare della propria vita... Io mi sento già come se vivessi in questo anno sabbatico... Sono da sempre stato affascinato dalla figura di San Francesco conosciuto per la prima volta grazie a mio padre guardando un film dove era interpretato da Raul Bova. Poi ho visitato la basilica un paio di anni fa e da lì sono stato catturato ancora di più dall'amore di Dio in  San Francesco. La mia giovane vita spirituale si è sviluppata negli anni in un campeggio estivo ... Molto forte a Cracovia è stato il momento della Confessione e del perdono.. (...) Ora sono molto confuso ... (...)  Quanti frati ho visto in questi giorni... Mi affascina troppo la vostra vita ... Non so se questa è una vera e propria chiamata ...Anzi probabilmente non lo è ... Pensa che domani partirò come aiuto educatore per il campo "giovanissimi" della mia parrocchia e il tema è proprio San Francesco... Il destino voluto dal nostro Padre é proprio strano ... Quando prego mi sento attraversare da una brezza leggera che mi fa stare meglio... Sono confuso ... Buona serata ...aspetto una risposta caro fra Alberto...

Non so che fare fra Alberto... Mi aiuti . Ciao Alessandro

VIDEO STRABELLO GMG-CRACOVIA : Clicca sopra!!

RISPOSTA DI FRA ALBERTO
Ciao carissimo Alessandro..
grazie per la fiducia e per quanto mi hai scritto di te, di così profondo e vero.

Sai ..non mi stupisce che la GMG sia stata per te un inizio  e un avvio molto speciale per una riflessione nuova sulla tua vita e il tuo futuro e le tue scelte. Per tantissimi ragazzi, da sempre essa ha rappresentato e rappresenta proprio questo...!!! E se anche per te si è presentata come il momento dove interrogarti, loda il Signore!!
Trovare la propria  strada, la propria vocazione, è quanto di più cruciale e necessario e difficile un giovane debba affrontare. Molti sono purtroppo quelli che scappano di fronte ad una tale domanda, oppure la sotterrano e o la rimandano o non la vogliono ascoltare, ma ne va dell'esistenza e del senso profondo da dare ad essa!! Dunque: loda il Signore che è venuto ad inquietarti e a scuoterti con questi interrogativi!!

Che poi il tuo futuro ti veda diventare frate, forse ora è un po’ prematuro averne una piena certezza e magari la GMG ti aiuterà semplicemente ad essere un giovane cristiano migliore (in parrocchia, all'università, ecc..)!! In ogni caso hai ancora davanti a te, un po’ di tempo per riflettere e maturare e verificare questa intuizione e desiderio di consacrazione che è scaturito in te.. Nel frattempo si tratta di coltivarlo e non lasciarlo disperdere, si tratta anche di operare un discernimento  e un approfondimento  di tale desiderio. Si tratta anche di crescere nella dimensione spirituale nella preghiera: solo l'amore per il Signore Gesù infatti giustifica una scelta vocazionale così da pazzi come quella di diventare frate!!

Al riguardo, sarebbe bello poterci incontrare e approfondire un poco questi tuoi pensieri ..oppure, se credi, potrei suggerirti qualche bravo religioso più vicino a te  cui rivolgerti per un accompagnamento spirituale e una verifica seria che diventeranno necessari se vorrai capirci qualche cosa di più!!!!...
Con lui anche potrai capire quali passi fare per orientarti in questa ricerca..Se per es. frequentare il Gruppo san Damiano o che altro fare..Ti lascio in ogni caso il mio cel 3804199437 per un contatto più diretto con me ( se ti può far piacere). Resto a disposizione per ogni ulteriore tua domanda  e condivisone.
Ti benedico e ricordo . Ciao. fra Alberto

mercoledì 17 agosto 2016

CARO P. ENZO

Cari amici in cammino e in ricerca vocazionale, il Signore vi dia pace.
Ieri, improvvisamente, sorella morte ha visitato la mia Comunità del Santo (Pd). Il Signore ha chiamato a sè p. Enzo Poiana, rettore della basilica di S. Antonio e guardiano del nostro convento.
Era un uomo giovane (57 anni) e certo avrebbe potuto dare ancora tanto con la sua travolgente carica umana  e cristiana per la quale sapeva farsi ben volere da tutti. Ma i pensieri del Signore sono più grandi dei nostri...!
Lo ricordo con gratitudine in questo blog dedicato alle vocazioni: nei suoi 11 anni come rettore della Basilica ha infatti spalancato la porta e il cuore ai tanti giovani che in convento sempre hanno trovato accoglienza fraternità, ascolto, conforto, simpatia e allegria...
La presenza continua di giovani (a pranzo, alla preghiera, in vari momenti dell'anno liturgico, al triduo pasquale.. ) grazie a lui è diventata abituale e scontata, un fatto quotidiano  e bello che ha reso più ricca e viva l'intera comunità francescana del Santo. Un'eredità che porta il suo nome e che ha aiutato nel cammino moltissimi ragazzi e noi frati e che ormai è nel DNA del nostro convento. 
Grazie p. Enzo anche a nome di tutti questi giovani che hai abbracciato, rallegrato, accolto, sostenuto, incoraggiato...  Ci affidiamo ancora alla tua preghiera; dal cielo continua a guidarci con la tua inimitabile forza e gioia di vita. 
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)


IMPROVVISA MORTE DI PADRE ENZO PAOLO POIANA
Rettore della Pontificia Basilica di Sant'Antonio in Padova

La comunità dei Frati del Santo comunica che le esequie di Padre ENZO PAOLO POIANA, Rettore della Pontificia Basilica di Sant’Antonio in Padova, saranno celebrate giovedì 18 agosto 2016, alle ore 15.00 – in Basilica. La liturgia funebre sarà presieduta dal Delegato Pontificio S. Ecc. Mons. Giovanni Tonucci.
La liturgia funebre sarà trasmessa in diretta da Telechiara e via streaming all’indirizzo: www.santantonio.org
La camera ardente viene aperta nella Sala del Capitolo (chiostro della Magnolia) da oggi pomeriggio, con orario 15.00 – 19.00, e domani dalle 6.30 alle 12.00.
Una Veglia di preghiera sì svolgerà oggi, mercoledì 17 agosto, alle ore 21.00 in Basilica.
La salma di padre Enzo sarà tumulata nella tomba dei frati al cimitero di Padova-Arcella.
Si ringraziano fin d’ora quanto vorranno unirsi alla preghiera della comunità del Santo, in questo doloroso momento, nella condivisione della fede in Cristo Risorto e nella gratitudine al Signore per il bene compiuto dal caro padre Enzo nel nome di sant’Antonio.
I Frati del Santo

P. Enzo davanti all'urna con i resti mortali di S. Antonio

martedì 16 agosto 2016

DOVE TROVARE LA FELICITA' ?


TUTTI BRAMANO LA FELICITA' E ASPIRANO AD ESSA, 
MA POCHI LA TROVANO,  PERCHE' LA CERCANO LA' DOVE NON ESISTE...

san Massimiliano Kolbe
frate francescano martire ad Auschwitz

lunedì 15 agosto 2016

ASSUMPTA EST

Cari amici in ricerca vocazionale il Signore vi dia pace.
Si celebra oggi la solennità della beata Vergine Maria Assunta in cielo: una festa che ci riempie di gioia e speranza! In Maria infatti già intravediamo la nostra meta, l'anticipo di ciò che ci attende - il cielo - e dunque anche il senso più vero al nostro cammino e pellegrinare qui in terra. Ci affidiamo con fiducia a Lei: il suo sia anche il nostro per poter dunque anche noi giungere a contemplare ed essere immersi totalmente nell'Amore di Dio. 
Ci custodisca tutti la sua protezione materna. fra Alberto 

Basilica di san Francesco - giardino dei novizi (Assisi)
grotta di Lourdes con la statua della Vergine offerta da p. Massimiliano Kolbe
Consentitemi oggi di proporvi, per la vostra preghiera e meditazione una straordinaria composizione musicale anche se presumo poco conosciuta e decisamente alternativa ai più diffusi gusti giovanili anche in fatto di melodie religiose: si tratta della Messa "Assumpta est" di Giovanni Pierluigi da Palestrina (1525-1594). Vuole essere un omaggio di "bellezza perenne" offerto alla Vergine Maria nel giorno a Lei dedicato e una piccola provocazione ad imparare ad apprezzare e gustare anche ciò che appartiene alla grande tradizione.
La registrazione dei Tallis Scholars contiene l'ordinario della messa preceduto dal mottetto che musica le parole dell'antifona d'Introito della solennità odierna, a cui aggiunge il versetto 6,9 (6,10 in italiano) del Cantico dei Cantici.
Sotto il video musicale trovate testo e traduzione di "Assumpta est Maria in coelum".


Assumpta est Maria in coelum,
gaudent angeli,
laudantes benedicunt Dominum.
Gaudete et exsultate omnes recti corde, quia hodie Maria virgo cum Christo regnat in aeternum.

Quae est ista, quae progreditur quasi aurora consurgens,
pulchra ut luna, electa ut sol,
terribilis ut castrorum acies ordinata?
Gaudete et exsultate omnes recti corde, quia hodie Maria virgo cum Christo regnat in aeternum.

Maria è assunta in cielo,
si rallegrano gli angeli,
lodano e benedicono il Signore.
Rallegratevi ed esultate voi tutti retti di cuore, perché oggi la Vergine Maria insieme a Cristo regna per l’eternità.

Chi è costei che avanza come aurora che sorge, bella come la luna, fulgida come il sole, terribile come esercito a vessilli spiegati?
Rallegratevi ed esultate voi tutti retti di cuore, perché oggi la Vergine Maria insieme a Cristo regna per l’eternità.

domenica 14 agosto 2016

VORREI ESSERE POLVERE !


Cari amici in ricerca vocazionale, il Signore vi dia pace.
Prima di tutto mi scuso se il blog, in questi mesi estivi va un pò a rilento, ma sono ancora molto impegnato con i "campi" per giovani e adolescenti che noi frati proponiamo ad Assisi presso la Basilica di san Francesco. Si tratta di settimane bellissime e impegnative (per me!) di incontro, preghiera, cammini, gioia, fraternità, che vedono la partecipazione di tanti ragazzi/e da tutta Italia.
Oggi non posso però dimenticare uno straordinario santo francescano (frate minore conventuale), P. Massimiliano Kolbe, nell'anniversario della sua tragica morte ad Auschwitz il 14 agosto del 1941, quando offrì la sua vita al posto di un altro prigioniero già condannato. Vi propongo al riguardo una bella riflessione di un caro anziano confratello del Convento del Santo (Pd), che da sempre ha studiato e approfondito la figura di p. Kolbe. 
Al Signore Gesù, con l'intercessione di p. Massimiliano Kolbe, sempre la nostra lode. 


VORREI ESSERE POLVERE
P. Massimiliano Kolbe a 75 anni dal martirio, onorato da Papa Francesco


Papa Francesco ad Auschwitz, recentemente, ha chiesto perdono e silenzio. Nella “cella dell’inferno”, quella di P.Kolbe, ce l’hanno mostrato di spalle, chinato, senza parole: mi dava l’impressione che prestasse la voce a Dio. Aveva scelto di morire lì dentro per risparmiare la vita a un padre di famiglia, disperato. Lo sanno tutti, ne parlano come un ricordo di grande amore, ma fanno fatica a rimanere in silenzio.

In un film “Vita per vita”, ambientato ad Auschwitz, diretto da C. Zanussi, il detenuto che fuggendo procurò la drammatica rappresaglia, si chiede: “Non so neanche se credere a questa storia. Ad Auschwitz non esistevano santi. Si lottava solo per sopravvivere. Chissà se è vero. Fosse anche vero, io penso che sia stato un modo come un altro per suicidarsi. Non approvo quello che ha fatto a se stesso”. “I preti non ammettono il suicidio. Infatti non si è ucciso contro un filo spinato come altri”. “E se per caso avesse salvato te?” “Tu non hai idea chi fosse l’ufficiale che comandava. Era un bastardo, non avrebbe mai permesso quello scambio”. Al termine del film il fuggitivo vuole emigrare in Germania. “Io me ne frego della memoria, voglio incominciare una nuova vita e lasciare il passato alle spalle”. “Guarda qui c’è scritto che hanno trovato l’uomo salvato da P. Kolbe nel 1941. Era un soldato. Che è quella storia?” “Non lo so e neanche mi riguarda”.

Ho visto Papa Francesco camminare solo, commosso, tra i viali della drammatica schiavitù moderna. Ha abbracciato ebrei e non ebrei sopravvissuti. Anche loro in silenzio. Ha baciato il palo dell’impiccagioni, piantato sulla piazza dell’Appello. Non ha sorriso a nessuno. Dopo aver ascoltato il “De profundis”, letto da un rabbino, ha scritto in lingua spagnola sul libro dei visitatori di Auschwitz: “Signore abbi pietà del tuo popolo! Signore perdona per tanta crudeltà!” Firmato: Franciscus, 29.7.2016.

I campi di concentramento cambiano paese e i martiri credenti e non credenti sono costretti ad abitarli. Diventano polvere, ma non muoiono. “Vorrei essere polvere, aveva scritto Padre Massimiliano Kolbe, dichiarato ufficialmente dalla Chiesa Cattolica santo martire, per viaggiare con il vento e raggiungere ogni parte del mondo a predicare il Vangelo”. Il 15 di agosto, festa dell’Assunta, il giorno dopo la morte, le polveri del suo corpo furono sparse al vento.

Il drammaturgo rumeno, battezzato francese, Eugène Ionesco, stupito che un uomo abbia offerto volontariamente la sua vita per uno sconosciuto, ha scritto: “Massimiliano Kolbe è un santo. Io ammiro e adoro in lui ciò che è difficile: il sacrificio e la santità. Vivere e morire per gli altri, nell’amore della vita e della morte: ecco quanto fece, ecco ciò che fu l’esistenza di Massimiliano Kolbe. Per me è la sola esistenza invidiabile, la sola esistenza che merita di essere vissuta, che giustifica, abbondantemente, sia la vita che la morte”. 

Luigi Francesco Ruffato, frate del Santo

vedi altri articoli sulla figura di p. Kolbe

sabato 13 agosto 2016

GIOVANI SENZA GIOIA !


E’ triste vedere un giovane senza gioia. (...)
Ci farà bene ogni mattina dire nella preghiera: “Signore, ti ringrazio perché mi ami; sono sicuro che tu mi ami; fammi innamorare della mia vita. Non dei miei difetti, che vanno corretti, ma della vita, che è un grande dono: è il tempo per amare ed essere amati".

Papa Francesco ( Cracovia GMG 2016)

giovedì 11 agosto 2016

COME SI DIVENTA FRATE FRANCESCANO ?


1) Il tempo delle domande
Quante domande nascono nel cuore quando ci si mette in ascolto! Quando ci si chiede, come il giovane Francesco : «Signore, cosa vuoi da me? Cosa vuoi che io faccia? Qual è il tuo disegno su di me?»Se vuoi conoscere il cammino da compiere per diventare frate francescano, ecco le tappe più importanti.

2) I primi passi: mettersi in ascolto
Il «segreto» che dà inizio ad ogni “storia vocazionale” può forse essere brevemente descritto come un "incontro vivo", un trovarsi "faccia a faccia" con il Signore, riconosciuto come buono e affidabile, pieno di attenzione e di benevolenza. È l’esperienza dell’amicizia profonda, vissuta anche da san Francesco, con cui Dio sa attirare ai suoi disegni i suoi figli e ancora rivolgere un invito : «Seguimi».

Il «Gruppo san Damiano»
Quando un giovane intuisce questa chiamata misteriosa del Signore e un fascino del tutto particolare verso la «forma di vita» tracciata da San Francesco, può chiedere di iniziare un cammino di discernimento con il «Gruppo San Damiano» che riunisce altri giovani in ricerca vocazionale: un percorso che dura circa un anno, con incontri mensili (un fine settimana al mese) guidati da alcuni frati. Avrà in tal modo la possibilità di essere accompagnato nella direzione spirituale, di vivere momenti di preghiera e confronto, con spazi di quiete e di silenzio, e tante occasioni di fraternità e servizio. In questo tempo ha anche la possibilità di passare periodi prolungati in alcune nostre comunità e conoscere così più da vicino la vita francescana. Il gruppo vocazionale è dunque il primo passo del cammino formativo per chi desidera essere accolto nell’Ordine; permette di conoscere più da vicino la vita francescana. Con il Gruppo san Damiano, si inizia un lungo cammino a tappe che proseguirà successivamente con il Postulato, il Noviziato, il Postnoviziato per conoscere ancor più da vicino il carisma e la spiritualità del nostro Ordine Francescano, un percorso per discernere e approfondire la chiamata del Signore, un itinerario per andare con San Francesco incontro a Colui che viene e vuole parlare al nostro cuore. 


3) La formazione nei seminari francescani
Il «postulato»
L’entrata «ufficiale» in convento si ha con l’ingresso in Postulato. Accanto ad una comunità di frati vive il gruppo dei postulanti: si tratta di quei giovani che, concluso “il Gruppo San Damiano”, sono stati ammessi a proseguire il cammino francescano, e desiderano condurre una vita il più possibile vicina a quella dei frati stessi. È un periodo di due anni in cui si possono assaporare in maniera significativa e bella, alcuni dei valori fondamentali della vita francescana: l’ascolto del Signore, soprattutto nella preghiera comunitaria e personale; la fraternità e la letizia; il servizio nella dedizione di sé all’altro, la semplicità di vita. Il Postulato a cui noi facciamo riferimento si trova a Brescia, nel Convento San Francesco (per le regioni del nord Italia), mentre per il centro si trova ad Osimo e per il sud a BeneventoIl fine del Postulato è, per il candidato, il discernimento sulla propria vocazione e sulla scelta che sta per fare; per i formatori, una prima valutazione circa la previsione di un inserimento del candidato stesso nella vita francescana. 

Il «noviziato»
Si tratta di un anno davvero speciale, vissuto presso la Basilica di San Francesco in Assisi, in cui si privilegiano soprattutto due aspetti. In primo luogo la vita di preghiera: oltre alla Liturgia delle Ore, molto tempo viene trascorso a contatto con la Parola di Dio, nell’adorazione eucaristica, nella meditazione personale. L’altra dimensione che trova in quest’anno una accentuazione notevole riguarda il discernimento personale, ossia l’impegno di un confronto frequente con il frate maestro che accompagna i giovani in questo cammino. Durante il Noviziato, inoltre si affrontano tematiche relative ad aspetti fondamentali della vita consacrata, si approfondiscono la vicenda biografica e spirituale di san Francesco e quella di altre figure importanti del nostro Ordine francescano, come sant’Antonio di Padova, san Massimiliano Kolbe, santa Chiara d’Assisi. Il noviziato ha come meta la "Professione semplice", quando il giovane veste il saio francescano e pronuncia (ora solo per tre anni) i voti di povertà, castità e obbedienza. A questo punto il giovane frate è chiamato a proseguire ulteriormente la sua ricerca e la sua formazione, in vista di una promessa e di un'adesione definitiva alla vita francescana con la "Professione solenne".

Il «post-noviziato»
Inizia quindi per i giovani frati il periodo formativo e di studio (teologia) più lungo che condurrà prima di tutto alla "PROFESSIONE SOLENNE". Si tratta della promessa di vivere, per tutta la vita, in Povertà e Castità e Obbedienza, per essere interamente del Signore e "per sempre", membri della famiglia francescana. Contemporaneamente, per i giovani anche con tale chiamata, prosegue un discernimento più intenso e serio per poter ricevere gli ORDINI SACRI e quindi diventare SACERDOTI di Cristo. È un tempo di almeno quattro/cinque anni, trascorso in un convento-seminario: per il nord  è il  Convento Sant'Antonio Dottore, non lontano dalla Basilica di Sant'Antonio. Altre case formative per i giovani frati professi temporanei sono ad Assisi e a Roma. In questo periodo la quotidianità ordinaria, la semplicità della vita, le fatiche umili e discrete divengono il «banco di prova» per verificare se la vita francescana è davvero ciò a cui il Signore chiama.
Quali sono gli ambiti in cui il giovane frate può sperimentarsi? Sono quelli della fedeltà e dell'amore alla preghiera; la fraternità vissuta con gioia e semplicità; la serietà nel proprio accompagnamento spirituale; lo studio della teologia fatto con impegno; il coinvolgimento nei diversi tipi di servizio a carattere pastorale e socio-caritativo o missionario; uno stile di vita semplice e modesto; la letizia come atteggiamento fiducioso di abbandono nelle mani della Provvidenza.

Alcuni criteri per l'idoneità del candidato
Già dall'inizio dell'itinerario vocazionale (gruppo san Damiano), come nelle successive fasi formative indicate, possono manifestarsi tendenze o comportamenti che pongono seri dubbi circa l’idoneità del candidato. In particolare, la "non idoneità" si presenta, quando:
a) E' evidente la propensione per un’altra forma di vita religiosa (per es. monastica o diocesana) 
b) E' evidente l'indirizzo verso un'altra vocazione (matrimoniale).
c) E' evidente l'incapacità di normali relazioni sociali e disturbi della personalità 
d) E' evidente una incapacità e una negligenza alla vita spirituale.
e) E' evidente l'incapacità di vivere la vita religiosa in castità. Non possono per es. essere ammessi "al seminario e agli ordini sacri", secondo le indicazioni della chiesa, «coloro che non giungono a padroneggiare (contra ire nequeant) eventuali tendenze omosessuali (...); nè coloro che praticano l’omosessualità e presentano tendenze omosessuali profondamente radicate o sostengono la cosiddetta cultura gay».
f) E' evidente l'incapacità a vivere la dimensione della fraternità, in stile di condivisione, povertà, semplicità di vita e docibilità.

4) La Professione solenne e l'Ordinazione sacerdotale
Eccoci così al termine di questi primi anni di vita francescana! Con la Professione Solenne il giovane frate entra a far parte definitivamente della nostra famiglia dei Frati Minori Conventuali, per continuare, con la grazia del Signore, ad essere gioioso testimone del Vangelo! Per molti frati (che hanno ricevuto anche tale chiamata) il cammino ancora prosegue con un'altra meta importante: l'Ordinazione sacerdotale.


5) L'inserimento nelle Comunità Francescane
A questo punto, il giovane frate riceve la prima "obbedienza" ed è inviato in una delle nostre comunità, operanti in molteplici e diversi settori: pastorale, parrocchiale, ma anche caritativo, santuariale, missionario, culturale, sociale. 
C'è dunque spazio per tutti; per ogni sensibilità, attitudine, disponibilità, cultura e formazione! 
E qui... inizia, con l'aiuto di Dio e dei fratelli, un altro appassionante e impegnativo cammino.


CONTATTI
Caro amico in ricerca, mi pare importante una sottolineatura: l'itinerario sopra indicato è specifico della Provincia religiosa del Nord Italia (Emilia Romagna compresa), ma i passi formativi descritti sono comuni ai frati dell'intera area italiana (e oltre...). Se desideri indicazioni per un cammino vocazionale e contatti con frati di altre zone d'Italia, scrivici pure, saremo ben lieti di suggeriti dei confratelli a te vicini che possano darti una mano. 

Per indicazioni ulteriori, per una possibilità di ascolto o accoglienza, sotto trovi i nostri recapiti.

lunedì 8 agosto 2016

ROBA DA "FRATI"


Pace e bene cari giovani amici in ricerca vocazionale.
Molti di voi mi scrivono desiderando conoscere più da vicino la vita di noi frati francescani.
Vi propongo oggi un simpatico video dei miei confratelli polacchi.
Vi benedico e vi ricordo da Assisi, dove per tutta la settimana sarò al corso vocazionale con  molti ragazzi come voi desiderosi di capire meglio la propria strada.
Al Signore Gesù sempre la nostra lode.
Fra Alberto (fra.alberto.tortelli@gmail.com)

sabato 6 agosto 2016

GRUPPO VOCAZIONALE SAN DAMIANO 2016-17

Se sei un giovane "in ricerca"...

                            ... vieni al Gruppo San Damiano 2016-2017 


Un giorno Francesco passò accanto alla chiesa di San Damiano
quasi in rovina e abbandonata da tutti.
Condotto dallo Spirito, entrò a pregare,
prostrandosi supplice e devoto davanti al Crocifisso...
L'immagine di Cristo Crocifisso, dal dipinto, gli parlò movendo le labbra: "Francesco- gli disse chiamandolo per nome -
va' e ripara la mia casa che, come vedi, è tutta in rovina".
(dalla Vita di San Francesco)

"SIGNORE COSA VUOI CHE IO FACCIA?"
E' la domanda che il giovane e inquieto Francesco d'Assisi rivolge al Signore per dare alla sua vita pienezza e felicità. Francesco si rende attento alla voce di Dio: nella preghiera e nell'ascolto della Parola accoglie con entusiasmo l'invito del Signore a seguirlo. Se anche tu sei un giovane alla ricerca della volontà del Signore, se sei affascinato dalla figura di San Francesco,  se il tuo cuore è attratto o incuriosito dalla nostra vita religiosa francescana...
"VIENI AL GRUPPO SAN DAMIANO" 
... per ascoltare il Signore, verificare i tuoi interrogativi, confrontarti con altri giovani, conoscere noi frati e il nostro stile di vita segnato dalla preghiera, dalla fraternità e dal servizio, nell'abbandono lieto e  fiducioso alla volontà del Signore.


COSA E' IL GRUPPO SAN DAMIANO? 
Il Gruppo Vocazionale francescano "San Damiano" riunisce giovani (17-35 anni) che desiderano interrogarsi su una possibile chiamata alla vita francescana. Si tratta del primo passo, per un discernimento verso una eventuale scelta di vita religiosa, come frate francescano. Per il Nord Italia, il Programma  prevede che ci si ritrovi circa una volta al mese (dal sabato pomeriggio alla domenica pomeriggio - da ottobre a giugno) solitamente nel convento francescano di Brescia (sede del Postulato) o in altri conventi del Nord. Anche nelle altre regioni (centro-sud-isole) il Gruppo San Damiano è attivo e promosso da noi Frati Francescani Minori Conventuali. Chi provenisse da queste regioni e fosse interessato ad avere dei contatti a lui più vicini, ci scriva pure e gli daremo indicazioni e suggerimenti utili. Al Nord il G.S.D. è guidato da frate Alberto (Padova) e da frate Francesco (Parma); vi sono poi fra' Alessandro di Brescia (rettore dei postulanti) e altri giovani frati che si alternano ogni anno.
COME SI SVOLGONO GLI INCONTRI ? 
Il pomeriggio del sabato è solitamente dedicato alla preghiera in un clima meditativo e di quiete per poter rientrare in noi stessi lontano dai frastuoni quotidiani che ci impediscono di ascoltare in profondità i suggerimenti dello Spirito. La domenica mattina invece, in genere si approfondiscono tematiche inerenti la vocazione (desideri, paure, tappe... sogni...) alla luce della Parola del Signore e dell'esperienza di san Francesco. Sempre molto interessanti e utili risultano le testimonianza dei "postulanti", i ragazzi che vivono già stabilmente presso il convento di Brescia così come importante è lo scambio schietto e sincero fra i giovani del gruppo e i frati della comunità ospitante... E' bello e utile soprattutto ascoltare le storie e i racconti dei frati (anche anziani) così come il condividere il cammino con altri altri giovani coetanei. E' poi certamente prezioso questo immergersi "dal vivo" per due giorni in una realtà francescana spesso del tutto sconosciuta. Il G.S.D. rappresenta dunque una bellissima opportunità di discernimento per ogni giovane "in ricerca", garantendo uno sguardo libero e aperto sulla nostra dimensione francescana e un'occasione di approfondimento dei valori e delle scelte ispirate da san Francesco.

CONTATTI
Per partecipare al Gruppo San Damiano o per informazioni contatta:  
fra' Alberto Tortelli: fra.alberto.tortelli@gmail.com; cell. 380 4199437 
Basilica del Santo, Piazza del Santo, 11, Padova
frate Francesco Ravaioli: francesco.ravaioli@gmail.com; cell. 340 4093031
Convento San Francesco del Prato, Strada Del Prato, 4, Parma

LODIAMO IL SIGNORE
Alcuni anni fa, con i giovani del G.S.D. andammo in visita dal Cardinal Martini (ormai gravemente malato); egli ci accolse con tanta bontà e gentilezza e volle comporre per noi una preghiera che da allora ci accompagna ed è diventata la "Preghiera del Gruppo San Damiano". Vi invitiamo a pregarla con fervore e fede! Al Signore Gesù sempre la nostra Lode. 
frate Alberto, frate Francesco e fra' Alessandro


CALENDARIO 2016-2017

sabato 22 - domenica 23 ottobre 2016
La grazia della Vocazione 

sabato 19 - domenica 20 novembre 2016
La libertà della risposta

giovedì 8 - domenica 11 dicembre 2016
(ad Assisi - Basilica di San Francesco)
Appuntamento con san Francesco

sabato 14 - domenica 15 gennaio 2017
Qualcuno cammina con me 

sabato 18 - domenica 19 febbraio 2017
Ritiro di Quaresima


sabato 18 - domenica 19 marzo 2017
Un compito per il mondo


sabato 22 - martedì 25 aprile 2017
Vocazione... in servizio


sabato 20 - domenica 21 maggio 2017
Vocazione ..in cammino

sabato 3 - domenica 4 giugno 2017
L'affidamento incondizionato


sabato 1 - domenica 2 luglio 2017
Signore, cosa vuoi che io faccia?


lunedì 7 - sabato 12 agosto 2017

(ad Assisi - Basilica di San Francesco)
Corso vocazionale francescano (nazionale)