giovedì 14 luglio 2016

FRA FILIPPO CI RACCONTA LA SUA VOCAZIONE

Pace e bene cari amici in cammino e in ricerca della vocazione del Signore.
Anche oggi vi propongo la testimonianza vocazionale di un giovane frate (32 anni), fra Filippo Scarcella, siciliano di origine e studente in teologia ad Assisi. La sua storia, fatta di slanci e desideri, ma anche di molte sofferenze e fatiche, sono certo vi spronerà a non dubitare mai della presenza del Signore e della forza che in Lui ciascuno può ritrovare ogni volta per rialzarsi, scoprendo la propria via e così riprendere un cammino di bene e speranza. Ricordiamo con gratitudine nella preghiera fra Filippo per la sua condivisione. Al Signore Gesù sempre la nostra lode.
fra Alberto (fra.alberto.tortelli@gmail.com)

Alzati! Non rimanere fermo nella tua situazione
La vita con me non è stata molto generosa. Ho conosciuto troppo presto la realtà della sofferenza e cosa vuol dire crescere senza i genitori. Rileggendola posso tranquillamente dire che ogni evento e situazione hanno avuto un significato.
Mi chiamo Filippo Scarcella, sono nato nel 1984. A tre anni e mezzo ho perso mia madre. Può sembrare assurdo ma ringrazio Dio perché, anche se il mio cuore è stato ferito, non mi ha abbandonato. Ha subito colmato questo vuoto mettendo al mio fianco una figura materna e, scrivendo oggi questo, mi vengono in mente le parole del Signore: Tu sei prezioso ai miei occhi, perché sei degno di stima e io ti amo.
A 25 anni perdo mio padre, una terribile malattia lo colpisce e mi lascia, per congiungersi con mia madre in Paradiso.
Dopo tre anni dalla perdita di mio padre, malattia e sofferenza bussano nuovamente alla porta: mio zio, che mi aveva fatto da padre, mi abbandona definitivamente. A distanza di 8 anni la mia vita, tra alti e bassi, andava cambiando, servendosi di persone e situazioni sia negative che positive per portarmi dove Dio voleva. Penso alle situazioni senza senso.
Un giorno una conoscente mi invita ad un pellegrinaggio a Catanzaro per ascoltare l’esperienza della signora Maria Marino, fondatrice del Movimento Apostolico, che mi tenne in considerazione per tutti i giorni del pellegrinaggio. Dio era all’opera ma io non capivo, le paure incominciarono a inondarmi il cuore. Maria mi fissava e indicandomi mi fece alzare, mi disse che sarei diventato sacerdote e che ero stato scelto da Dio. Tutti incominciarono ad applaudirmi, io sconvolto non riuscivo a capire quello che stava succedendo, l’incredulità iniziò ad assalirmi. Ero turbatissimo, la salutai e mi disse che avrebbe pregato per me e che saremmo rimasti vicini con la preghiera. I miei incominciarono a preoccuparsi. I tentativi per entrare in seminario fallirono tutti. In quel momento incominciarono a sorgere dentro di me tutta una serie di domande e di perché che non avevano ancora una risposta, decisi di lasciar perdere tutto e distogliermi da questo pensiero che per me era diventato traumatico tanto da impedirmi di andare avanti.
Continuai a vivere con tranquillità proseguendo sempre con il mio stile di vita, anche se dentro di me si accendeva un fuoco che ardeva manifestando la gioia di consacrarmi al Signore. Ma il tempo passava. Tutto andava sparendo interiormente. Non percepivo più la presenza di Dio non sentendo più la chiamata che Dio mi aveva donato come se non fosse mai successo niente nella mia vita. Iniziai a chiedermi se tutto era una fissazione e se non ci fosse mai stato il segno di una chiamata.
Il 2009 per me è stato l’anno più critico. Cominciai a frequentare la chiesa dedicata a san Giovanni Battista e mentre mi trovavo davanti alla porta della chiesa, vidi Gesù esposto sull’altare, pronto ad accogliermi, io indifferente, ma sempre con quel desiderio di incontrarlo e di trovare la vera felicità, seguendo le parole di san Giovanni Paolo II: è Gesù che cercate quando sognate la felicità. Decisi così di incominciare a frequentare la parrocchia e il gruppo del Rinnovamento nello Spirito, in cui il mio incontro con Dio ha toccato il punto più alto e dove conobbi la mia ragazza. Quando la malattia di mio padre si aggrava ulteriormente il cuore viene inondato da altre scelte: questa volta si mette in gioco il legame tra me e la mia ragazza. Dio stava “invadendo troppo la mia vita”.
A Maggio la morte di mio padre. Dopo due mesi, la fine del mio fidanzamento. Una frase rimane impressa: “Alzati! Non rimanere fermo nella tua situazione”. Quella frase fu come una lama affilata a doppio taglio. Decido di fare qualche esperienza vocazionale e mi rivolgo ad un amico che come me frequentava la stessa parrocchia. Mi mise al corrente di un percorso vocazionale che svolgevano i Frati Minori Conventuali a Marineo e iniziai a frequentarli. Con gli stessi frati feci anche alcune esperienze di evangelizzazione di strada proposte dal Movimento Giovanile Francescano. Il Signore mi andava mostrando la via che avrei dovuto percorrere e il luogo nel quale avrei dovuto seguire Gesù più da vicino. Mi chiedevo insistentemente se questa era la mia strada, ma purtroppo ero schiavo del dubbio. Ricordai che da bambino, mentre stavo camminando per un sentiero in mezzo la strada, vidi una croce piccola, buttata per terra, mi inginocchiai.. era la croce di san Damiano. Non ne capivo e non ne conoscevo il significato, ricordo che la conservai. A distanza di tanti anni ebbi modo di scoprire che quella croce era speciale: parlò a san Francesco.
Riepilogando tutto il cammino, posso dire con fede ferma che dopo otto anni da quell’incontro con la signora Marino ho detto il mio sì a Dio per seguirlo sulle orme di san Francesco d’Assisi. La profezia che mi è stata donata da Dio servendosi di Maria si sta realizzando. Non come volevo e dove volevo io, ma come ha deciso Lui per me. Sono contento e felice di appartenere alla famiglia dei francescani Conventuali.
frate Filippo

1 commento:

  1. Stupenda testimonianza.
    Carlo - Palmanova

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