martedì 21 giugno 2016

VOCAZIONE E VIOLENZA

Cari amici in cammino e in ricerca vocazionale,
il Signore vi dia pace !
Questo mese di giugno è stato fin'ora purtroppo contrassegnato da molte tragiche notizie: una cantante americana che aveva partecipato a The Voice è stata uccisa; 49 morti a Orlando in una discoteca; una deputata britannica assassinata; hooligans seminano violenza ai campionati di football; alcune donne uccise per gelosia dai compagni...; la guerra che imperversa in Medio Oriente... Non abbiamo ascoltato altro!! Come metterci di fronte a tanta violenza? E cosa possono dire questi fatti a dei giovani in ricerca vocazionale? Vi propongo oggi, per la vostra riflessione un commento tratto da una catechesi dei nostri frati francesi (vedi BLOG). Al Signore Gesù, unica nostra pace, sempre la nostra Lode!
Fra Alberto(fra.alberto@davide.it)
Antonello da Messina:Cristo sofferente
Vocazione e violenza
La violenza si manifesta sempre più. E' un dato di fatto! Essa ci fa piombare nell'animalità - bestialità,  invece di elevarci e condurci verso una umanità più nobile e spirituale. Essa riesce a contaminare e rendere velenosi ogni aspetto della nostra vita: le relazioni, la politica, lo sport, il futuro... A questo punto emerge un interrogativo :

Perchè la violenza
è così presente nella nostra società ?

Dobbiamo abituarci e rassegnarci?

Cosa possiamo fare per contrastarla? 



La violenza. 
Una frase "choc" si trova all'inizio della Bibbia "Caino sarà vendicato sette volte, e Lamek settantasette volte"(Gen 4, 24). Vale a dire: uomo, fai attenzione perchè la violenza genera la vendetta che a sua volta innesca un ciclo infernale di distruzione e odio. La Bibbia ci mette dunque in guardia fin dalle prime pagine, ricordandoci la nostra capacità di uccidere e distruggere l'altro. L’altro che è differente da me! Che non è il mio prolungamento. L'altro che ha una sua storia specifica da accogliere e rispettare. Nel regno animale, i conflitti nascono dalla rivalità: l'altro è un avversario, un nemico da battere. Bisogna sottometterlo o eliminarlo.

uniteL'umanità, invece, si differenzia dagli animali quando l'altro è riconosciuto nella sua differenza e unicità; quando l'altro è un dono non un nemico ! Quando l'altro mi offre ciò che io non ho: mi completa e mi fa crescere.
La vocazione.
Se tanta è la violenza che ci circonda e ci opprime e talvolta sembra invincibile, ecco che la nostra vocazione (cristiana/francescana) diventa fondamentale per ritrovare nonostante tutto e prima di tutto in noi stessi quella pace interiore che solo il Signore Gesù può offrire. E questo è certamente un primo grande passo! 
Siamo  chiamati poi ad essere operatori di pace e testimoni di speranza attorno a noi.   La' dove i conflitti, le tensioni e le violenze  disintegrano la vita comune, per vocazione, noi siamo inviati a parlare e proporre gesti d'amore. 
Ma.., attenzione: non si tratta di un banale "vogliamoci bene" o di slogan ideologici della serie « peace and love ». Si tratta di mettere in pratica lo stile sempre nuovo e impegnativo del Vangelo, quella rinnovata capacità di amare l'altro che tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta... (1 Cor 13, 7) così come ce ne parla S. Paolo nella sua prima lettera ai Corinti. 
colombeIl binomio evangelico dell'amore e del perdono è dunque il vero segreto per estirpare la violenza dalla nostra vita. Gesù questo ci ha mostrato dalla croce: l'amore e il perdono incondizionato e per tutti. 

A questo punto è facile capire perchè San Francesco, modello ed esempio di vita evangelica, domandi ai suoi frati di vivere con gli altri e accanto agli altri (amici o nemici..) sempre in modo pacifico e mite e umile. Nella Regola leggiamo come devono comportarsi i frati: "che non facciano liti o dispute, ma siano soggetti ad ogni creatura umana per amore di Dio"  (1 Regola 16, 43).
La nostra società, il nostro tempo con le sue fratture e difficoltà, non hanno bisogno di gente che si scandalizzi della violenza, ma di giovani che si alzino per rispondere al male e all'odio con l'amore.
pape-francois-amour

Amare non a parole, ma nei fatti: ecco la vera vocazione! 

2 commenti:

  1. E' un vero pacifista chi...
    (Padre Karl Rahner)

    È un vero pacifista chi è capace di cambiare opinione, perché solo così si può sperare di poter riappacificare avversari che sostenevano pareri diversi.

    È pacifista solo chi è capace di rimetterci, dando ragione al suo cosiddetto avversario e terminando una discussione diverso da come è entrato.

    È pacifista chi riesce a lodare almeno una volta il sostenitore di opinioni e di decisioni contro le quali egli è convinto in coscienza del proprio dovere di resistenza e opposizione.

    È pacifista chi tratta con pazienza e cortesia anche chi gli dà sui nervi.

    Siamo pacifisti solo quando non disprezziamo gli atteggiamenti e gli sforzi degli altri con grossolani e declassanti giudizi facili da evitare; quando abbandoniamo il nostro modo di pensare fatto di luoghi comuni; quando cerchiamo di scoprire, dietro le parole, il concetto sul quale siamo forse dello stesso parere.

    Siamo pacifisti solo se confrontiamo noi stessi con gli ideali degli altri, secondo le possibilità reali; quando non difendiamo il nostro prestigio sociale e combattiamo in modo leale e corretto, anche se questa correttezza dovesse diminuire le possibilità della nostra vittoria.

    Serviamo la pace solo se abbiamo davvero capito che possiamo assumerci delle responsabilità anche esitando o tacendo, se stimiamo i politici solo quando si dimostrano veri uomini in tutte le situazioni e non banali rappresentanti del nostro egoismo e quando sospettiamo dei politici che ci danno troppo ragione, confermando la nostra opinione.

    Avremo la beatitudine promessa dal Vangelo agli operatori di pace, quando combatteremo per la libertà nostra e per quella degli altri, e impareremo, piano piano, a sentire nostra l'ingiustizia commessa non solo verso noi stessi, ma anche verso gli altri.

    Ci sono anche piccole virtù quotidiane del pacifista.

    È cortese verso chi gli è subordinato e non è servile davanti a quelli più potenti di lui.

    Mette di fronte al suo errore chi ha mancato, ma sa tacere di fronte agli altri. Non si considera troppo importante ed insostituibile; sa che in tutti noi l'autodifesa tende a prendere il sopravvento sull'autocritica; sa anche di poter delegare la responsabilità e non crede sempre di fare tutto meglio degli altri.

    Sa che a volte è meglio che l'altro faccia bene qualcosa che lui stesso avrebbe fatto meglio, perché la libertà dell'altro, che è veramente la cosa più importante, può svilupparsi solo quando gli si permette di fare bene ciò che sa fare.
    Il pacifista non si fa costringere ad accettare alternative primitive; tenta di formulare gli argomenti del suo avversario nel modo migliore e più convincente di quanto lui stesso non sia riuscito a fare, perché il pacifista non cerca la misera vittoria su un avversario che ha già ridotto ad un fantoccio.

    Cerca, invece, di superare i propri pregiudizi là dove riconosce che si tratta di parzialità emotiva, perché sa che siamo ancora fin troppo ottusi dove crediamo di essere aperti. Il pacifista cerca di convincersi sempre che l'altro non è sciocco o cattivo solo per il fatto che sostiene un'altra opinione; si rende conto, infatti, che le possibilità di essere sciocchi o cattivi, e quindi egoisti, sono regolarmente presenti in tutti gli uomini.

    Fonte: tratto da" La pace come impegno" di Karl Rahner, 1968

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  2. Video: https://youtu.be/8vbGidk8BfU
    Pace sia, Pace a voi
    (Gen Rosso e il Gen Verde)

    “ Pace sia, pace a voi ”: la tua pace sarà
    sulla terra com’è nei cieli.
    “ Pace sia, pace a voi ”: la tua pace sarà
    gioia nei nostri occhi, nei cuori.
    “ Pace sia, pace a voi ”: la tua pace sarà
    luce limpida nei pensieri.
    “ Pace sia, pace a voi ”: la tua pace sarà
    una casa per tutti.

    “ Pace a voi ”: sia il tuo dono visibile.
    “ Pace a voi “: la tua eredità.
    “ Pace a voi “: come un canto all’unisono
    che sale dalle nostre città.
    “ Pace a voi “: sia un’impronta nei secoli.
    “ Pace a voi “: segno d’unità.
    “ Pace a voi “: segno d’unità.
    “ Pace a voi “: sia l’abbraccio tra i popoli la tua promessa all’umanità.

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