lunedì 13 giugno 2016

La vocazione di sant'Antonio

Cari amici in ricerca,
il Signore vi doni pace!

Vi scrivo un piccolo post per raccontarvi in breve i passaggi fondamentali della vocazione di Sant'Antonio da Lisbona e di Padova, in questo giorno della sua festa. Questo grande fratello della prima ora del francescanesimo è un modello forte ed originale per noi frati, soprattutto per quanti sono sacerdoti. Ma la sua vita può essere un riferimento molto importante anche per chi ricerca la propria vocazione con passione, affrontando difficoltà e cambiamenti, come lui.
Dopo questi cambiamenti giovanili, la vita di Antonio continua con altre "puntate" appassionanti. Per ora provate a confrontare (con l'aiuto di qualche domanda) la vostra ricerca e discernimento della chiamata con le turbolenze che ha attraversato anche lui.

Buona festa del Santo e ogni bene!

frate Francesco
francesco.ravaioli@gmail.com

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Nato nel 1195 in un famiglia nobile (de Bulhões) accanto alla Cattedrale di Lisbona, fu battezzato con il nome di Fernando.

Vocazione giovanile
Monastero di San Vincenzo a Lisbona
come appare oggi
Probabilmente spinto ad imboccare la 'carriera' paterna del cavalierato, fin da giovanissimo si decide invece per la vita religiosa. A circa quindici anni entra nel Monastero di São Vicente di Lisbona tra i Canonici regolari, organizzati attorno alla Regola di Sant'Agostino. 
Preferendo un maggior raccoglimento rispetto alle frequenti visite di amici e parenti, due anni dopo chiede ed ottiene il trasferimento presso il Monastero di Santa Cruz a Coimbra, allora capitale del Portogallo.
  • In un modo o nell'altro in ogni chiamato la vocazione si manifesta fin dalla prima giovinezza.
  • Se sei giovane/giovanissimo (15-20), avverti i segni e/o il desiderio di una vocazione verso la vita religiosa o il sacerdozio?
  • Se sei adulto o un giovane adulto, la domanda che ti stai ponendo ora trova radici  e memoria in episodi concreti nella tua infanzia e adolescenza?
Formazione e sacerdozio
Il monastero è molto grande e importante per la capitale. In una comunità di circa settanta monaci approfondisce gli studi, anche grazie alla grande biblioteca monastica e alla vivacità culturale che caratterizza le comunità agostiniane in quei decenni, fino a che non vengono "superati" dal progressivo affermarsi delle nascenti università. Distinguendosi nella conoscenza delle Sacre Scritture e nella predicazione, viene ordinato sacerdote.
Frattanto nel suo Monastero agostiniano, anche per pressioni esterne, crescono le tensioni comunitarie e calano l'impegno e la coesione attorno alla vocazione e allo stile di vita religioso.
  • Negli anni dello studio, Fernando si forma anche come credente e religioso. Decisivo per lui e per noi è il rapporto con il Vangelo e la Bibbia. Dedichi spazio nella lettura e nella preghiera all'ascolto della Parola di Dio?
  • La scelta di vita religiosa è delicata: da una parte si è condotti dalla propria storia ad incontrare varie comunità, dall'altra parte dipende dalla responsabilità di ciascuno abbracciare uno stile di vita che aiuti a progredire (e non arretrare) nella fede e nella vita spirituale. Coltivi uno sguardo che tiene insieme l'aspirazione ad una vita radicale e il realismo di una realizzazione mai "perfetta" della vita cristiana?
Novità missionaria
Statua di Sant'Antonio
pronta per la festa nel Convento francescano
di Santo Antonio dos Olivais a Coimbra
dove don Fernando divenne frate Antonio
Nel 1219 giunge dall'Italia una spedizione diretta in Marocco, per tentare una missione tra i mussulmani. Si tratta di cinque religiosi itineranti, chiamati "frati minori", appartenenti ad un nuovo movimento iniziato da un certo Francesco d'Assisi. Si imbarcano da Coimbra, probabilmente dopo essere stati ospiti nella comunità monastica di Fernando.
Alcuni mesi dopo i cinque missionari francescani sono riportati a Coimbra, ma senza vita: per l'annuncio del Vangelo hanno incontrato il martirio. Le loro reliquie vengono portate proprio nella Chiesa di Santa Croce (dove sono conservate ancora oggi) a Coimbra.
Questa testimonianza di estrema fedeltà si rivela fondamentale per il giovane religioso Fernando, che nel settembre 1220 decide di lasciare i Canonici agostiniani per entrare a far parte del nuovo Ordo Minorum di Francesco d’Assisi. In questo passaggio lascia il suo nome di battesimo, per assumere quello di Antonio.
Questo cambiamento è accompagnato e certamente motivato dall'avvertire una forte vocazione alla missione, senza escludere la possibilità e il rischio del martirio: con questo slancio parte anch'egli alla volta del Marocco.

Ma la sua vita francescana lo porterà in missione altrove...
  • Nella tua ricerca prevale l'orientamento al silenzio e alla preghiera? O alla missione e alla dimensione fraterna?
  • Conosci almeno un po' gli elementi di fondo dalla vita francescana per poter fare una scelta ponderata? [Per approfondire questa domanda]
  • Sant'Antonio non è stato un tipo che ha "rimandato" le pur difficili scelte, che sentiva di dover affrontare. Tu che rapporto hai con il tempo? Stai rimandando? Rischi di perdere tempo ed energie preziose da donare? [In ogni caso è importante confrontarsi con una guida spirituale]

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