domenica 14 febbraio 2016

Le tre tentazioni di Gesù e di ogni discepolo

Pace e bene cari amici in ricerca.
Il Vangelo di oggi (Luca 4, 1-13), prima domenica di Quaresima, ci parla delle tentazioni che Gesù deve affrontare all'inizio del suo ministero pubblico. Anche Gesù è chiamato a “verificare” a “testare” la propria vocazione e chiamata, a mettere alla prova fin dall’inizio la sua missione. E’ appena stato proclamato "figlio prediletto" (Battesimo Lc 3,22), ora però (come per ogni chiamato) gli tocca la lotta e la fatica di scegliere tra due volontà, tra due poteri, quello del Padre che lo vuole figlio, e quello del diavolo, che mette in discussione la volontà di Dio.
Se dunque anche nel nostro cammino di discernimento, sperimentiamo prove e tentazioni e seduzioni, non perdiamoci d'animo, ma ricorriamo a Gesù che per primo ha attraversato e superato questo difficile passaggio. A Lui sempre la nostra lode. 
Fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

Hieronymus Bosch, Il volo e la caduta di Sant'Antonio (particolare),
sportello sinistro del Trittico delle tentazioni di Sant'Antonio, 1505-1506

Prima tentazione (cfr vv. Lc 4, 3-4).
3 Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane».
4 Gesù gli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo».

* La prima tentazione è legata al Pane. Essa tocca l’uomo nel suo rapporto con il cibo, le cose, i beni, i nostri bisogni primari . Il diavolo propone a Gesù di cambiare una pietra in pane per spegnere la fame e il suo bisogno di cibo. La tentazione consiste nel mettere al primo posto questi beni, questi bisogni quasi fossero gli unici. E’ una grande tentazione per l’uomo quella di ritenersi “limitato” a quest’unica dimensione. Gesù ribatte che l’uomo vive anche di pane, ma non di solo pane: senza una risposta alla fame di Verità, alla fame di Dio, l’uomo non si può salvare. La vita non si trasmette unicamente attraverso il cibo e la soddisfazione dei bisogni materiali: abbiamo bisogno di parole, abbiamo bisogno della Parola.

* Gesù qui resiste anche alla logica del “tutto e subito” – del “tutto è mio..qui e adesso”:  tutto è  invece DONO  del Padre e prima di tutto verso di Lui va rivolta cura e attenzione; a Lui la priorità. Sceglie pertanto di affidarsi a Dio piuttosto che confidare nelle sue forze.

* In questa tentazione che Gesù supera vediamo anche come egli ci indichi una via concreta di comportamento di fronte ai bisogni (ha fame.. era digiuno da 40 giorni). La nostra società, infatti, li considera come fonte ineludibile di diritti: "mi piace... sento questo.. ho bisogno di quest’altro..; dunque è mio diritto rincorrere questo bisogno e assecondarlo e pretenderlo". Il credente, invece, sottomette i bisogni alla Parola di Dio, alla verità che è il Vangelo, al vero Bene. Per i figli di Dio nulla, neppure l'urgenza più irresistibile, è preferibile alla volontà del Padre.

= E’ qui ravvisabile per il frate il voto di Castità: Dio è l’amore e il bene assoluto e prioritario e totalizzante. Per Lui, il consacrato, rinuncia e mette in secondo piano anche un bisogno primario come la sessualità e gli affetti umani e famigliari e ogni altro bene.

Seconda tentazione (cfr vv. Lc 4, 5-8).
5 Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra 6 e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. 7 Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». 8 Gesù gli rispose: «Sta scritto: Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto».

* La seconda tentazione è legata al Potere e tocca l’uomo nel suo rapporto con gli altri. Il diavolo conduce Gesù in alto e gli offre il dominio del mondo, di popoli e regni e nazioni, se avesse rinnegato suo Padre e Dio.  Il tentatore propone a Gesù un rapporto con gli altri basato sulla sopraffazione e anche strettamente legato all’idolatria . Si comporta così l’uomo, quando diventa “adoratore del tentatore”, ma in fondo “adoratore di se stesso” : non l’uomo fatto a immagine di Dio, ma Dio a nostra immagine.

* Gesù ha ben chiaro che solo Dio può aspirare a richiedere un servizio esclusivo. Niente è preferibile a Dio; nemmeno il più grande fra i poteri umani è un potere così grande che ci faccia simili a Lui: contare su Dio come Padre!! Contare su Dio è scegliere la libertà e la nostra vera identità di figli: ogni altro potere è fonte di schiavitù. Quando l’uomo ha Dio per Signore, l’altro non è mai qualcuno da dominare o usare, l'altro non è mai una minaccia: l'altro è un fratello!

* Gesù  ha poi altrettanto chiaro che non è il potere mondano che salva il mondo, ma il potere della croce, dell’umiltà, del servizio, dell’amore gratuito.
La nostra società ci mostra strade ben diverse: l’uomo che si illude di bastare a se stesso (con il potere della scienza o economico) ; l’uomo che esalta la forza, la ricchezza, il successo, la superiorità (economica, fisica, sociale…) e che disprezza il servire, la gratuità, l’umiltà.

= E’ qui ravvisabile il voto di Povertà: Dio è il Signore e il Padrone di tutto. Non c’è potere o ricchezza o altro regno materiale che possa superarlo e per il quale spendere la vita. Il religioso è dunque colui che proclama questo davanti al mondo con la sua scelta di rinuncia radicale.

Terza tentazione (cfr vv. Lc 4, 9-12).
9 Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; 10 sta scritto infatti: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano;11 e anche: Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra». 12 Gesù gli rispose: «È stato detto: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo». 13 Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.

*La terza tentazione è legata al rapporto con Dio. Il diavolo, in modo subdolo e pervertito,  propone a Gesù di gettarsi dal pinnacolo del Tempio di Gerusalemme e farsi salvare da Dio mediante i suoi angeli, di compiere cioè qualcosa di sensazionale per mettere alla prova Dio stesso; ma la risposta è che Dio non è un oggetto a cui imporre le nostre condizioni, a cui chiedere di fare quello che vogliamo noi (fai quello che dico io!): Lui solo è il Signore di tutto (cfr vv. 9-12).

*Il tentatore chiede dunque a Gesù un gesto che obblighi Dio a venire allo scoperto. Questa è una tentazione spesso ricorrente fra i credenti: quando si ha con Dio un rapporto “commerciale”, quando si pretende che Dio ci risolva i problemi o si pieghi alla nostra volontà o si adegui ai nostri progetti. Ma lui è più grande di tutto questo e i suoi pensieri non sono i nostri pensieri. A noi piuttosto è chiesto, come tante volte preghiamo, “ che sia fatta la tua volontà”.; che riusciamo a vedere la sua presenza amorosa in ogni circostanza, lieta o triste della nostra vita.

= E’ qui ravvisabile il voto di Obbedienza: Il frate, è colui che sempre si rimette primariamente e in ogni circostanza alla Volontà di Dio. Questa ricerca, a questa desidera conformarsi e obbedire.

Hieronymus Bosch, tentazioni di Sant'Antonio (particolare),


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