martedì 19 gennaio 2016

Pillole vocazionali (11) - Come posso diventare frate se...mi piacciono le ragazze?

Pace a voi,
cari amici in ricerca in e in ascolto dei desideri del Signore.
Ecco di seguito, un'altra "pillola" vocazionale (questo è l'undicesima), e riguarda un interrogativo di molti. Resto a disposizione per ogni ulteriore chiarimento o approfondimento.
Vi benedico. Al Signore Gesù sempre la nostra lode.
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)



Come posso diventare frate se... mi piacciono le ragazze?
Ecco quanto mi ha scritto recentemente Luca (23 anni) combattuto fra un richiamo (segreto e mai veramente affrontato) alla vita francescana e al dono di sè come religioso, unitamente a un sentimento e un'attrazione/relazione che sta vivendo verso una ragazza in particolare. 

Una domanda che, lo confesso, mi fa sempre un pò sorridere, ma anche riflettere sulle "strane idee" diffuse in ordine alla vocazione e a una possibile chiamata del Signore alla vita religiosa o sacerdotale. Quasi che (cosa che in realtà anche molti "buoni" cristiani pensano) per diventare frate o prete occorra essere "un pò strani", misogini o insensibili all' amare...!

Il frate, è e deve essere prima di tutto un uomo, un uomo vero in tutti i suoi aspetti! Quanti problemi e anche scandali nella chiesa sono nati là dove questa piena umanità e maturità non c'era, là dove c'erano delle fragilità affettive non riconosciute o affrontate, là dove la presunta vocazione e il celibato erano solo una fuga o un espediente.

Ma dirò di più: il fatto di rendersi conto di desiderare e saper amare una ragazza, oltre ad essere quanto di più normale ci sia, può diventare per il giovane in ricerca vocazionale motivo di grande conforto. Significa infatti sperimentare cosa voglia dire avere un cuore di carne..., essere capaci di volere bene e di essere voluti bene, il sapersi giocare in una relazione sana. 

Nello stesso tempo, è un'occasione unica di verifica e verità nella scelta vocazionale. Significa anche, avere una piena consapevolezza del peso e del valore di una rinuncia così forte ad essa connessa, come è il celibato! Significa operare una scelta di consacrazione non per fuga o per ripiego o ancor meno per un rifiuto della donna e della famiglia, ma perchè richiesta da una chiamata d'amore più grande. E come c'è bisogno di frati e preti e religiosi che esprimano con cuore appassionato, limpido e puro e senza possesso, l'Amore del Signore!!!! Si diventa frati infatti per questo Amore più grande e non per altro!!!

La vocazione religiosa, dunque, è proprio questo: una chiamata d'Amore! Un appello del Signore che coinvolge l'intera persona e tutte le sfere della sua umanità (emozioni, affetti, sentimenti, sessualità...) e che solo giustifica il lasciare tutto e "campi e casa e moglie e fratelli e sorelle" (cfr. Mc10, 28-31). Altrimenti...chi ce lo fa fare??

Dunque caro Luca, non vedo alcun ostacolo in questo tuo normale sentire... anzi!! 
Piuttosto, se il richiamo del Signore ritorna in te... non scappare!! Parlane apertamente e con fiducia con una guida spirituale (ce l'hai?) e anche, con delicatezza e tatto, alla tua ragazza: è importante nella vita infatti "trovare il proprio posto", realizzare il progetto per cui siamo stati da sempre pensati... 

Fai un percorso di discernimento; prega; cerca di ascoltare e comprendere meglio il significato di questo invito nascosto nel tuo intimo... perchè forse il Signore sta chiamandoti a formare una famiglia e a realizzarti con tua moglie e i tuoi figli in questa vocazione santa. O forse, Lui cerca proprio te a donargli per intero la tua vita, la tua passione, il tuo cuore, la tua forza, la tua intelligenza, anche la tua corporeità e affettività...tutto quello che sei!!

In ogni caso, Lui vuole il tuo bene e ha in serbo per te un progetto di benedizione: questo è da ricercare!
Ti affido all'Altissimo e ricordo nella preghiera. frate Alberto

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2 commenti:

  1. Padre..a me piacciono gli uomini!!!! Come omosessuale mi è possibile diventare frate? Angelo

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    1. Pace e bene Angelo. Grazie per la fiducia. L'argomento in realtà richiederebbe una riflessione ampia soprattutto tenendo conto della tua storia personale, che credo non possa essere rinchiusa e riassunta in una definizione di poche righe! Non conoscendo assolutamente nulla di te (al di là della battuta!) , mi limito a quelle che sono le indicazioni generali della chiesa ribadite anche recentemente da papa Francesco ( vedi link sotto) . Oltre a questo, anche la lunga esperienza formativa del nostro ordine suggerisce come più consona e idonea e più libera una vita laicale cristiana rispetto ad una scelta religiosa.
      Ti ricordo e affido al Signore.

      Puoi visitare il seguente link in ordine alla formazione dei seminaristi ( ai numeri 199-201): http://www.clerus.va/content/dam/clerus/Ratio%20Fundamentalis/Il%20Dono%20della%20vocazione%20presbiterale.pdf

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