martedì 13 ottobre 2015

Ostacoli alla "vita come vocazione"

Cari amici in cammino e in ricerca vocazionale, il Signore vi dia pace. 
In questi giorni ha fatto scalpore su molti giornali la notizia che in una grande diocesi del Nord, non c'erano quest'anno ingressi di nuovi seminaristi. Le ragioni sono molte e non mi dilungo. Mi limito ad elencare di seguito degli aspetti problematici nella vita di un giovane, con  alcuni ostacoli e controindicazioni a concepire la vita "come vocazione" e come "dono di sé". Nel clima culturale che tutti respiriamo, in effetti è sempre più difficile e "strano" pensare di dovere rispondere ad una chiamata per diventare preti o frati; suore poi, non ne parliamo!! In realtà, ormai è diventato raro e fuori moda anche la vocazione al matrimonio, lo sposarsi (in chiesa.., ma anche civilmente), preferendo altre modalità più "liquide" e fluide e meno responsabilizzanti. Suggerisco a ciascuno di confrontarsi con gli atteggiamenti e gli stili di vita sotto indicati, chiedendosi sinceramente quanto questi  incidano e siano presenti anche nella propria giornata e quotidianità. Vi incoraggio, invitandovi sempre e comunque alla lode al Signore Gesù. Solo in Lui e per Lui, possiamo recuperare la libertà di scelte ardite e controcorrente per il Regno. 
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)


Ostacoli e aspetti problematici alla "vita come vocazione"

1)"Io prima di tutto e tutti"
 Il rifiuto di soffrire, la insostenibilità della prova, del giudizio altrui... l’istinto di difesa per proteggere il godimento della felicità, il diritto alla "mia" felicità ad ogni costo.

2) "Mi faccio da solo"
Il rifiuto dei "padri", di ogni relazione verticale (famiglia, chiesa, Dio...), quindi l’idea che ognuno è padre di se stesso, e solo di se stesso.

3) "Vivi l'attimo"
La brevità e la reversibilità del tempo. Ogni istante deve essere gratificante, non serve la speranza, non ha senso. Creo il tempo con le mie scelte. E, se non mi trovo, torno indietro...cambio.

4) "Sono il mio look"
Il bisogno di piacersi e piacere e quindi il “valore” metaforico e trascendentale del corpo, strumento del piacere e luogo dell’affermazione di sé. Immagine più che sostanza.

5)"Mi diverto"
I “riti” che sostituiscono la decisione e in fondo mettono sotto embargo la libertà. Tali "riti" sono per es.: lo spritz, le vacanze, la palestra, i viaggi, gli happenìng musicali, il sabato sera...

6) "Sempre connesso"
La fuga nel virtuale, attraverso Internet con la messa al bando del "reale"; il bisogno imperioso di "protesi", non solo per il corpo (piercing, tatuaggi...), ma ormai per la mente, per l’anima....

Ma il Signore continua a chiamare 
e ad attendere fiducioso la tua risposta

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