sabato 3 ottobre 2015

Buona festa del piccolo e grande san Francesco

Verso Assisi...
Cari amici in cammino e in ricerca vocazionale, il Signore vi dia pace.
La nostra fraternità, stamane, alla vigilia della festa di san Francesco, vivrà la Professione Solenne di sei giovani che da oggi saranno "frati per sempre", chiamati anch'essi ed inviati, come il Poverello, a "riparare la casa" di un'umanità affaticata e in rovina. Vi propongo, al riguardo, una breve riflessione del nostro Ministro Provinciale, p. Giovanni Voltan, responsabile dei frati del nord-Italia.
Rendiamo lode al Signore per il dono grande di questi nuovi fratelli e la benedizione offerta alla sua Chiesa e all'umanità nel suo servo san Francesco.
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

"Va Francesco e ripara la mia casa"
Domenica 4 ottobre 2015
 San Francesco d’Assisi

“Ti benedico, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te” (Mt 11, 25-26).

Da quando Pietro di Bernardone inventò per il suo primogenito il nome Francesco, ovvero dalla bellezza di otto secoli e più, pensiamo a lui Francesco, figlio vivace e sveglio di Pietro di Bernardone e Madonna Pica, in seguito divenuto frate Francesco e presto, dopo la sua morte, san Francesco d’Assisi. Francesco è un nome inclusivo: dentro ci trovi l’ecologia, il creato, la pace, il dialogo, la semplicità, la fratellanza…Ognuno ha il “suo” Francesco e lo cerca con nostalgia. Per chi l’incrocia più da vicino, ne studia gli Scritti (pensate: un uomo che si definiva “idiota e illetterato” ha lasciato pagine e  pagine di scritti, alcuni dei quali autografi) e ne tenta la conoscenza, Francesco appare nella sua cifra di uomo del Vangelo, della possibilità di viverlo, adesso-qui, in povertà ed umiltà, nel segno forte  della fraternità e della piccolezza (che Francesco chiamava “minoritas”: essere come i “minores”, i piccoli della società, gli ultimi). Ed è, per grazia, anche l’aria che respiriamo ora con un Papa che per primo ha scelto il suo nome e ne ripete i gesti.
Per me, Francesco sono pure Antonio, Roberto, Andrea B., Simone, Andrea P. e infine un altro Andrea T. (tre Andrea su sei) che stamattina nella basilica del Santo, qui a Padova, diranno il si per sempre  della professione religiosa a seguire Gesù sulle orme di san Francesco d’Assisi nella nostra Fraternità provinciale di frati minori conventuali. Sono Francesco perché come me, e tutti i francescani (frati, suore, laici) cercheranno - nonostante tutti i nostri limiti - di vivere l’eredità di Francesco d’Assisi, cercando sempre ed insieme le forme e i gesti per attualizzarla.
Allora, a tutti  buona festa del piccolo e grande san Francesco, nostro fratello in umanità e santità!

fra Giovanni Voltan
Ministro Provinciale 
dei frati del Nord Italia



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