giovedì 24 settembre 2015

Quale differenza tra un prete e un frate?

Cari amici in cammino e in ricerca vocazionale, il Signore vi dia pace. Fra le tante domande a cui mi trovo a dover rispondere,  frequente è la seguente: che differenza c'è fra un prete e un frate? Si tratta di due percorsi vocazionali, per certi aspetti simili: entrambi, infatti, scaturiscono da Gesù, ma con accentuazioni poi molte diverse.
Al riguardo, già vari sono stati i post dedicati che vi invito a rileggere. Qui mi limito semplicemente ad alcune note. Resto disponibile per ulteriori chiarimenti o approfondimenti.
Al Signore Gesù sempre i nostri sguardi e la nostra Lode.
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

IL PRETE DIOCESANO
La vocazione peculiare del Prete diocesano (in sintonia e in comunione col Vescovo) è FARE ciò che Gesù ha fatto. E cosa ha fatto Gesù nella sua vita e nel suo ministero pubblico? Essenzialmente ha annunciato il Vangelo e ha operato miracoli e guarigioni. Il vescovo e il prete, in effetti, sono tali per predicare la Parola di Dio e compiere quei "miracoli" che sono i Sacramenti. Attraverso di loro Gesù opera ancora per noi in modo indubitabile: si rende presente nell'Eucarestia e nella catechesi, guarisce e risana (nella Riconciliazione..) e guida la nostra vita alla salvezza e lontano dal peccato. Il servizio pastorale del Prete è fondamentale per la guida e la crescita e la custodia delle comunità cristiane e si esprime principalmente nella "parrocchia" di cui il sacerdote è in un certo senso, misticamente "sposo" e pastore. Per antichissima consuetudine della Chiesa Latina è chiamato al celibato con una "promessa", ma questa di per sè non è una condizione "sine qua non" per essere prete. Tant'é che nei riti orientali questi possono sposarsi.

IL FRATE FRANCESCANO
La vocazione del Frate francescano e più in genere di ogni religioso ( suore, monaci, frati di diverse congregazioni) è di tutti quegli uomini e donne credenti che vogliono ESSERE come Gesù è vissuto. Essi dunque, intendono in qualche modo, fare proprio e ripresentare e rivivere lo stesso stile di vita di Gesù, essere come Lui. Tutto, infatti, di Gesù è bello e nobile e santo e divino e degno di essere imitato e seguito "alla lettera", così come è descritto nei Vangeli. L'esperienza di san Francesco nasce proprio da questo stesso desiderio di imitazione "carne a carne", di assimilazione all'Amato, di totale identificazione con Gesù. San Francesco, non a caso fu definito dai suoi contemporanei "alter Christus" !

Da qui alcune scelte che caratterizzano il frate.
* Gesù non si è mai sposato o unito a una donna: è stato casto.
Dunque anche il frate sarà così! Il suo amore e il suo cuore è per il Signore e per ogni uomo.

* Gesù non ha avuto niente per sé, specie negli ultimi tre anni di vita: è stato povero.
Dunque anche il frate vivrà da povero! Il suo vero bene è Gesù e le cose materiali non sono il tutto della vita.

* Gesù ha poi affrontato la vita sempre facendo propria la volontà del Padre celeste: è stato obbediente.
Dunque anche il frate vivrà di obbedienza al Signore e alla Sua Parola, sempre e solo cercando prima di tutto la volontà di Dio rispetto ad altre indicazioni.

* Gesù ha invitato ogni uomo a sentirsi fratello e figlio dell'unico Padre nei cieli: è stato fratello di tutti.
Dunque anche il frate ha come caratteristica fondamentale la dimensione della fraternità e della comunità con il cuore aperto ad ogni persona.

Anche i molti frati che accedono al presbiterato, mai in ogni caso possono venire meno alle caratteristiche di cui sopra: prima di tutto, dunque, sono frati, poi anche e insieme preti!.

Attraverso queste scelte, la vita di Gesù è ancora viva e attuale e visibile e riconoscibile in mezzo agli uomini di ogni epoca: ecco la "pretesa" di noi frati e religiosi, francescani e non solo!! Si tratta di una "vocazione divina", di un'ispirazione dall'Alto, di una chiamata che da sempre risuona nel cuore di qualcuno che a questo appello, lascia tutto, e semplicemente segue Gesù cercando di essere come Lui.
       
Un frate e prete impegnato nel sacramento della riconciliazione



3 commenti:

  1. Un'altra differenza nell'essere frate molto importante secondo me, da come la percepisco io, e che a me personalmente attrae di più della vita del frate rispetto a quella del prete diocesano, è che il frate non si ritrova mai solo sul cammino, neppure umanamente, ma può sempre contare nel sostegno e nel ritrovarsi nell'altro fratello.
    Ho sempre infatti visto il sacerdote diocesano come una persona talvolta molto sola, anche in quelle parrocchie dove c'è parroco e viceparroco i due lavorano insieme, ma spesso per quanto in buoni rapporti, non si considera l'altro prete come un familiare in tutto e per tutto. I preti sono uniti da una fraternità spirituale senza dubbio, ma non vivono in questa fraternità come qualcosa di concretamente tangibile e in cui sono letteralmente immersi come invece è per il frate francescano o anche il religioso/la religiosa di altro ordine.

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    1. Grazie per il tuo contributo caro Simon. E' vero in parte quello che dici: il frate non è mai solo, a differenza ( tal volta..) del prete diocesano. Ma questo dipende proprio dalla diversità di vocazione e chiamata. Se un frate infatti è tale proprio anche perché vive in una comunità, per il sacerdote diocesano questa non è una dimensione fondamentale e necessaria. La sua comunità di riferimento sarà quella parrocchiale e presbiterale allargata che certo ha altre dinamiche relazionali rispetto al modo di vivere tra frati. Anche la fraternità che tanto apprezzi è dunque legata alla scelta e ancor prima al tipo di chiamata che il Signore rivolge a ciascuno. Nella Chiesa c'è bisogno e spazio per tante figure ed esperienze e carismi diversi: preti, frati, religiosi, laici.. Ciascuno pertanto, nell'unità e nella specifica diversità concorre al bene comune e all'edificazione della chiesa stessa. ti benedico. fra Alberto

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    2. Beh... Certo... Non era mia intenzione dire che la vita del prete diocesano è meno apprezzabile rispetto alla vostra per la quale provo effettivamente una quale attrazione, dico solo che nella valutazione del tipo di Chiamata è anche importante questo aspetto che per me costituirebbe un'attrattiva in più, ma magari per altri no.

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