lunedì 1 giugno 2015

Dalla droga alla vocazione??

Cari ragazzi in ricerca,
pace a voi!

Oggi condividiamo un tema piuttosto scottante, grazie al breve ma incisivo contributo di un giovane frate. Fra' Gabriele, terminato il suo cammino formativo ed emessa la professione solenne, è stato inserito nel Convento di Monselice. Lì i frati animano la Comunità San Francesco (www.comunitasanfrancesco.org), che si occupa di recupero dalle dipendenze: in particolare droghe e alcool, ma ultimamente anche ludopatie e non solo. Tra gli alcolisti, in particolare, si trovano ad accompagnare verso la guarigione anche alcuni religiosi e sacerdoti.
A partire da questo servizio, fr. Gabriele mette a nostra disposizione queste riflessioni, che trovo interessanti per tutti. È capitato anche a me di ascoltare e accompagnare diversi ragazzi, che hanno avuto un contatto più o meno prolungato con alcune sostanze. Alcuni ancora faticano a prenderne le distanze. Sempre più mi faccio l'idea che – quando ancora la salute psichica non è irrimediabilmente compromessa, come talvolta accade – la scelta di essere e vivere liberi da queste dipendenze... non è solo una questione di forza psicologica, ma anche la maturazione di una scelta profondamente spirituale. Per la libertà. Per l'umiltà.
Buona lettura!

frate Francesco

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È sempre possibile il discernimento?

Carissimi amici, fratelli e sorelle, il Signore vi dia pace!
Vi raggiunga come sempre questo saluto appartenente a Francesco d'Assisi e che egli ha ricevuto in dono dal Signore stesso! Quanto mai attuali sono queste poche parole, di cui il mondo ha bisogno, anzi, ha sete senza nemmeno, talvolta, saperlo! Questo vale anche, e soprattutto, per coloro che soffrono di una qualche forma di dipendenza, come è la tossicodipendenza, tanto per citare un esempio.

Ma che c'entra tutto questo con un blog che ha a che fare con la vocazione francescana? C'entra, eccome!
Fiori coltivati dai ragazzi di Monselice
Innanzitutto si può affermare che ogni forma di dipendenza è terribile perché si configura nel tempo, toglie il respiro che dà vita, spegne ogni velleità. La dipendenza prende tutto: corpo, mente, cuore. Credo sia ancora più terribile il fatto, però, che tolga la capacità di discernimento, infierendo negativamente sul pensiero. Senza discernimento la vita è come una barca in mezzo al mare in balia del vento e delle onde. Il discernimento è il timoniere che conduce la barca in mezzo, non solo alla tempesta, ma anche nella quiete, fino a farla approdare a riva. Manca sostanzialmente la capacità di decidere, la libertà di decidere.

Le relazioni si ammalano progressivamente. A onor del vero spesso la causa di una qualsiasi forma di dipendenza è proprio il disagio relazionale, con sé e con gli altri. L'abitudine a fuggire di fronte alle difficoltà e ai problemi ben presto assumono la forma del vizio, cioè di un'azione malsana che si ripete nel tempo. Questo comportamento vive dell'illusione del piacere prodotto, ad esempio, dalla sostanza, per provare un attimo di sollievo, ma che in realtà è una pura contraffazione... Una volta dentro il tunnel la luce si assopisce e non si è più in grado di discernere, di decidere, perché si va a tentoni immersi nel buio.

Fra' Gabriele pronuncia i voti solenni
Eppure esiste una forma sana di dipendenza, una sola, quella con Gesù Cristo. Seguire e aderire a Gesù guarisce progressivamente il cuore e riapre alla vita vera e buona, poiché Egli è «Via, Verità e Vita» (Gv 14,6). Egli compie guarigioni verso molte persone, le sfama e le disseta. Ogni giorno, stando con Lui, ci è donata la grazia di osservare nella nostra vita segni evidenti che dicono della Sua presenza, della Sua premura verso ciascuno di noi. La preghiera è il motore principale che ci spinge a stare con Lui e noi desideriamo con tutte le nostre forze, con tutto il nostro cuore, restare accanto a Gesù per vedere con occhi nuovi la relazione con se stessi e con gli altri. Con Gesù si stempera il disagio e in Lui sempre possiamo confidare, con l'accortezza di «Tenere fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede» (Eb 12,2) per non ricadere nella trappola. Ascoltiamo la sua Parola ed Egli ci concederà la grazia del discernimento perché «Io sono la luce del mondo; chi segue me non cammina nelle tenebre, ma avrà la luce della vita» (Gv 8,12). Infatti: «Io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza» (Gv 10,10).

Pace e bene!

fr. Gabriele - Comunità San Francesco - Monselice (PD)
terzi.gabriele@gmail.com


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