lunedì 18 maggio 2015

Fra Luca (26 anni!) racconta come è diventato frate

Fra Luca...e due tiri al pallone
Cari amici in ricerca, il Signore vi dia pace.
Vi propongo oggi la storia vocazionale di un giovane frate. Si tratta di fra Luca (26 anni), che al momento sta compiendo gli studi di teologia in Assisi presso il "Franciscanum", il convento vicino alla basilica di san Francesco dove ci si prepara al ministero e alla vita evangelica. Fra Luca condivide questa tappa importante del suo cammino con altri confratelli di varie nazionalità: italiana, cinese, austriaca, tedesca, ungherese, beninese e slovacca, uniti dal comune desiderio di seguire Cristo sulle orme di Francesco. Qui in Assisi, vivono il periodo della prima formazione alla vita consacrata con lo studio della Teologia, nel servizio liturgico e pastorale nella Diocesi e nelle Basiliche di S. Francesco e l'accoglienza semplice e calorosa dei pellegrini. Gestiscono anche un Blog vivace e interessante da visitare. Ricordo pure come in Italia altri centri di formazione teologica per i giovani frati si trovino a Padova e a Roma. Vi invito a pregare per fra Luca, che ringraziamo per la sua testimonianza, e per tutti questi giovani confratelli: hanno bisogno del nostro sostegno, della nostra simpatia, ma soprattutto del nostro affidamento a san Francesco, alla Vergine Immacolata e al suo Figlio Gesù, nostro Signore. A Lui sempre la nostra Lode. 
Fra Alberto (fra Alberto@davide.it)

Assisi - triduo pasquale 2015: giovani frati "innalzano" la croce
Fra Luca racconta la sua vocazione francescana

Mi chiamo fra Luca, ho 26 anni e sono uno studente di teologia . Inizio subito con una piccola parentesi, dicendo che quando mi è stato chiesto di raccontare in un articolo il mio cammino vocazionale, ho pensato subito alla difficoltà di raccogliere in un paio di pagine la complessità di una storia in cui il protagonista non sono solo io, ma anche e specialmente Dio; questo perché tanti fattori entrano in gioco, primo fra tutti la paura di non riuscire ad esprimere in maniera profonda quegli eventi che hanno incredibilmente trasformato la mia vita. Ma veniamo al sodo: innanzitutto io provengo da una famiglia che mi ha assicurato fin da bambino una solida educazione cristiana, non fatta tanto di parole quanto di fatti concreti; è infatti dall’amore concreto tra i miei genitori che ho imparato cosa significhino parole come “gratuità”,”ascolto”e anche “sacrificio”. Dico questo, perché sono assolutamente convinto che le fondamenta della vita cristiana non si possano imparare in altro modo che facendone esperienza. Comunque sia dopo aver ricevuto i sacramenti della Comunione e della Cresima, come molti miei coetanei mi sono molto allontanato dalla Chiesa, anche se non ho mai chiuso completamente la porta né ad essa né a Gesù; i motivi di questa mia scelta erano principalmente due: la mancanza di una motivazione che mi spingesse ad approfondire la mia vocazione cristiana e il subentrare di altri interessi.
Cosi ho passato l’adolescenza vivacchiando, cioè senza fare specifici programmi o avere particolari obiettivi per il futuro, sforzandomi invece di riuscire nel miglior modo possibile in ogni mia attività quotidiana, che fosse la scuola o lo sport: ma questo non tanto per me, quanto per la mia famiglia, che molto si era spesa per la mia tranquillità.

Però ben presto ho cominciato a nutrire degli ideali personali troppo alti ed irreali e di conseguenza a soffrire quegli ambienti che frequentavo (scolastico, sportivo e degli amici) considerandoli superficiali e privi di valori e ai quali non riuscivo più ad adattarmi.
In tal modo ho cominciato a chiudermi sempre di più, coltivando disprezzo verso chi non la pensava come me e provocando con questo comportamento molte sofferenze a me stesso e agli altri. Con il passare del tempo la situazione è peggiorata sempre di più e se ci ripenso adesso solo un’ intervento esterno a me poteva aiutarmi ad uscirne e difatti cosi è stato: non un intervento qualsiasi però, ma quello potente e misericordioso di Dio. La modalità, se ci ripenso, mi sembra ancora oggi cosi ordinaria e allo stesso tempo cosi straordinaria: essa semplicemente consiste in un incontro assolutamente casuale con un frate che non conoscevo e che neanche avevo programmato di conoscere. Lo incontrai fuori da una vecchia ed isolata Chiesa in una fredda domenica dicembrina di qualche anno fa, mentre mi trovavo ad ammirare, con la tristezza nel cuore, un’incantevole paesaggio di montagna, quando all’improvviso una voce alle mie spalle mi invitò dolcemente a prendere qualcosa di caldo nella casa adiacente la Chiesa. Una volta all’interno una sua semplice domanda, del tipo “perché sei qui?”, mi scombussolò a tal punto da cambiare la mia vita: la mia risposta fu infatti una vera e propria esplosione, nella quale riversai tutto il dolore che portavo nel cuore e cosi confessandolo me ne liberai. 

Al dolore subentrò la gioia per un incontro che fu soprattutto l’Incontro (con la I maiuscola) con Dio, tanto che da li iniziò il mio cammino vocazionale, che mi portò a voler donare la vita proprio a quel Dio che si era presentato a me nella persona di un semplice frate. Cosi ho cominciato a compiere il percorso formativo, fatto anche di tante difficoltà, che mi ha portato in vari luoghi e ora che mi trovo ad Assisi, anch’io come frate, sono grato al Signore, perché mi da la possibilità di percorrere un tratto di strada nella terra dove è nato, vissuto e morto, il santo fondatore del mio ordine religioso, San Francesco, il quale prego che mi aiuti a vivere la vocazione con la stessa coerenza e passione con cui l’ha vissuta lui, cosi da testimoniare ad ogni persona che la vera vita si ha solo in Gesù Cristo!
Fra Luca (Frati in cammino - Assisi)

Laudato sii mi Signore.....

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