venerdì 24 aprile 2015

Ho 17 anni... e sogno di diventare frate

Assisi: campo di spiritualità con adolescenti

Cari amici, il Signore vi dia pace. 

Oggi vi ripropongo la corrispondenza intercorsa tempo fa con un ragazzo di 17 anni, Luca, che si interroga sulla possibilità di diventare frate. Visto che non sono pochi i giovanissimi che mi scrivono presentandomi questo sogno, mi è sembrato opportuno ritornare sull'argomento. Invito tutti a ricordare questi ragazzi nella preghiera, specialmente nell'imminente Giornata di preghiera per le vocazioni. Al Signore Gesù sempre la nostra lode.
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

LETTERA DI LUCA
Caro fra Alberto grazie per il suo bellissimo blog. Le scrivo da Monza. Mi chiamo Luca e frequento il liceo classico. Sono giovane: ho 17 anni. Insieme alla mia famiglia ho sempre frequentato la parrocchia; considero l'oratorio la mia seconda casa, amo Gesù, la Chiesa e i miei bravissimi sacerdoti diocesani. Ultimamente, l'esempio di papa Francesco è stato però per me travolgente (per non dire sconvolgente!) e non so perchè, sento forte una chiamata a diventare frate francescano. Ne ho parlato al mio parroco, il quale mi ha suggerito di frequentare il gruppo vocazionale diocesano. Io però desidero conoscere meglio la vostra vita di frati! In realtà mi affascina troppo san Francesco, figura che ho scoperto solo recentemente, un pò stimolato dal Papa e dopo una vacanza in Assisi con i miei genitori. Sto leggendo moltissimo di lui, trovandolo tanto vicino alla mia sensibilità di ragazzo "agitato" e irrequieto. Fin da piccolo sono uno che ha coltivato sogni grandissimi (esploratore, astronauta, scrittore da premio nobel, atleta olimpionico di canottaggio - lo sport che amo!!:):) e  che non si è mai accontentato di risposte banali  o superficiali. Al riguardo devo dire, che san Francesco  mi stupisce e incuriosisce come nessun altro, soprattutto per la sua libertà e umiltà e radicalità nell'amare Gesù e vivere il Vangelo. E anche, per quanto secondario, mi affascina molto il vostro abito (che ho visto da vicino per la prima volta in Assisi ammirando estasiato un giovane frate in preghiera presso la tomba del santo).  E' sbagliato pensare di diventare come San Francesco, come uno di voi? So che c'è un gruppo di ricerca e discernimento vocazionale francescano: il San Damiano. Mi piacerebbe farne parte, ma non so se, data la mia giovane età, questo sia possibile. Anche mamma, con la quale mi sono confidato, mi ha espresso le sue perplessità al riguardo, soprattutto in relazione ai miei 17 anni, anche se si è detta contenta delle scelte che io vorrò fare; so invece che il mio babbo già mi vede alla guida dell'azienda di famiglia. Ho letto nel blog che ci sono delle regole circa l'età per iniziare un cammino vocazionale. Mi sa dare qualche indicazione più precisa? Io, è vero, ho solo 17 anni, ma ho forte questo desiderio di diventare frate.  Grazie per quello che fate per noi ragazzi. Luca

RISPOSTA DI FRA ALBERTO
Caro Luca, grazie anche a te per la fiducia e per quanto mi hai scritto. 
Al riguardo, prima di tutto ti invito a ringraziare il Signore per i tanti doni che ti ha elargito gratuitamente e con tanta generosità : la tua giovinezza bella e serena, il tuo amore a Gesù, l'ambiente sano della parrocchia che frequenti, i tuoi ottimi sacerdoti e certamente la buona famiglia in cui sei nato e dove hai ricevuto la fede. Ringrazia il Signore anche per l'opportunità di studiare niente meno che al liceo classico (non è da tutti), così come di coltivare interessi e sogni grandi e di un certo spessore. Loda dunque il Signore e ringrazialo per questo.
+ Non posso non pensare un poco, leggendo la tua mail, all'esperienza del giovane Francesco, anch'egli pure proveniente da un ambiente famigliare e sociale molto favorevole e proiettato in un primo tempo alla conduzione della bottega paterna; anch'egli attratto da tanti sogni di grandezza (ricco mercante, cavaliere, re delle feste), ma anche sempre alla ricerca di "un di più", mosso dal desiderio di dare un senso più  profondo alla propria vita. La sua scelta radicale di vivere  in povertà, castità e obbedienza, nascerà proprio da questa irrequietezza e ricerca e sogni giovanili "alla grande", che solo in Gesù e nel suo Vangelo, comprenderà, potevano trovare una risposta più piena e più vera. 
Per san Francesco la svolta fu l'incontro con il lebbroso e il dialogo con il Crocifisso di san Damiano, per te, pare che lo "tzunami" sia avvenuto anche grazie allo straordinario carisma di questo Papa e all'immancabile richiamo spirituale che sempre san Francesco sa trasmettere ad un giovane insieme al fascino della sua città di  Assisi. Il Signore, credimi, ogni volta sa far bene "il proprio mestiere" per attrarre a sè chi più ama e quelli che egli vuole alla sua sequela  e mai fa mancare sul nostro cammino di ricerca i segni della sua presenza e della sua volontà. 
+ Al riguardo, mi piace molto che un bellissimo segno vocazionale tu lo abbia colto nel nostro abito (il saioe che anche attraverso di esso sia nata in te un'ispirazione alla vita francescana, così come è misterioso questo tuo orientamento istintivo e originale alla vita religiosa che ben poco conosci (diventare frate) piuttosto che alla vita del prete diocesano che invece da sempre frequenti. Ma...certamente il Signore sa tutto e vuole solo il nostro bene e lungo il cammino della nostra vita sa accendere per noi quelle luci di cui abbiamo bisogno! 
+ Circa la tua richiesta di aderire al Gruppo san Damiano, sei dunque il benvenuto! Pensa che al momento altri due ragazzi tuoi coetanei ne fanno parte (Luca da Bologna e Francesco da Bergamo). Certo sarà necessario concordare il tutto con i tuoi genitori, che possiamo anche venire ad incontrare e conoscere di persona, se fa loro piacere. Il percorso nel Gruppo vocazionale è del resto assolutamente necessario, per vagliare meglio le intuizioni e i desideri che ti porti nel cuore e l'autentica chiamata del Signore, anche al di là di ogni facile entusiasmo che può caratterizzare la tua giovane età; serve dunque un attento discernimento per una scelta di vita tanto "grande" come il diventare frate. L'esperienza nel Gruppo San Damiano ti sarà molto utile anche per un confronto più reale con noi frati e la nostra vita, oltre che per lo scambio con altri giovani e coetanei alle prese con le medesime domande. Per ulteriori dettagli ci sentiamo più avanti. 

+ Carissimo Luca, ancora grazie per la fiducia. Ti incoraggio e ricordo nella preghiera.
Frate Alberto



3 commenti:

  1. È bello sapere che molti giovani si avvicinano alla fede e iniziano ad andare controcorrente..laa vita del frate richiede una fede forte e tanto entusiasmo che il Signore ripaga con la gioia ..sapere che ci siete è un grande dono per tutta l umanità che purtroppo spesso è lontana..ma tutto fa parte del Suo ammirabile disegno e tutti prima o poi restiamo abbagliati dalla luce che avete negli occhi ..Dio sia sempre con voi..buon cammino di pace e bene

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  2. Domenica un sacerdote della mia parrocchia ci ha parlato di come una comunità che non genera vocazioni non sia una comunità... (non ricordo il termine azzeccato usato da lui) veramente viva in Cristo, feconda, una vera comunità insomma, e di come il Signori poti togliendoci sacerdoti (abbiamo da poco subito un trasferimento da un giorno a un altro, improvvisamente richiesto dal vescovo e del tutto inatteso), perché pota laddove non si porta frutto. Ci ha poi parlato del fatto che si può perdere la vocazione laddove non si sa dove si va e perché (ha citato don Milani). Per voi, cosa significa perdere la vocazione? Il discorso di questo sacerdote, da me molto amato e stimato, mi ha fatto riflettere sul senso del mio cammino legato alla mia vocazione: cerco spesso di fingere che io stia procedendo a velocità costante, o che comunque non debba preoccuparmi ma rimanere in attesa tranquilla, sebbene la mia esperienza sia contraddistinta da continue paure di non andare da nessuna parte, di non sapere proprio questo: dove sto andando e se ciò che mi spinge a questo è veramente un cuore aperto a qualsiasi volontà di Dio o meno. Allora mi chiedo: io sto perdendo la mia vocazione nonostante frequenti i sacramenti? Come si perde una vocazione?

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    1. la vocazione è un dono...e come ogni dono , lo si può buttare via, lo si può dimenticare, scartare, non apprezzare....reciclare..Ma se così, vuol dire che non ci importa nulla di CHI ci ha mandato questo dono e questo regalo...

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