lunedì 9 marzo 2015

Diverso

Terza domenica di Quaresima (Gv2,13-25)
Gesù...trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe, e i cambiavalute seduti al banco. Fatta allora una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori del tempio con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi....
Giotto-Cappella Scrovegni (Pd): particolare della cacciata dei mercanti del tempio
Gesù grida. Gesù si indigna. 
Gesù ha la forza fisica per compiere un gesto profetico veemente far uscire pecore e buoi dal tempio, ribaltare tavoli pieni di monete.
Gesù porta su di sé il peso della solitudine e dell’incomprensione.
Gesù dice cose durissime ai farisei, prende le distanze da loro senza ammorbidimenti verbali e gridando li accusa di essere vipere, ipocriti, figli del Demonio. Gesù sceglie. Gesù rimprovera. Gesù ordina.
Gesù si circonda anche di uomini focosi come gli zeloti disposti ad usare la spada per scacciare i romani. Pietro di spada ne possedeva una e all’arresto di Gesù la usò tagliando un orecchio. Gesù è virile.
Gesù fa la faccia dura come la pietra andando incontro alla Croce.
Gesù piange per un amico morto. Gesù prega anche da solo nella notte.
Gesù subisce una quantità di colpi capace di ammazzare un uomo meno che robusto. Il telo della Sindone ce lo svela atletico.
Gesù non ha paura di rimanere solo. Gesù non risponde a tutte le domande. Gesù non ha paura di deludere. Gesù sta in silenzio. Gesù canta.
Gesù è semplice. Gesù dice cose non immediatamente comprensibili. Gesù è intelligente. Gesù è un grande camminatore.
Gesù scaccia i demoni.
L’Amore e la Misericordia di Dio emergono da tutti i lineamenti ben definiti del vero volto di Cristo che il Vangelo ci consegna. Terribile farne un fantoccio senza volto con uno SMILE per bocca e due bottoni al posto degli occhi. Ignorare le Scritture significa ignorare Cristo, quello vero.
E chi conosce tutte le parole del Vangelo, sa che Gesù è veramente così.
Ho usato il presente perché lo Spirito Santo realizza in noi che siamo le membra del suo vero corpo questo stesso Cristo. L’imperativo di Gesù è quello di seguirlo, di imitarlo, fino ad amare come lui ama. Non è né automatico, né spontaneo, né immediato appartenere a Gesù come discepoli. Gesù, in particolare, vuole conformare noi suoi pastori a lui unico pastore. La frase diffusissima: “Eh… Gesù è Gesù, ma noi siamo noi…”, sembrerebbe ovvia e innocua, ma non ce n’è altra che ci allontani di più dalla sua volontà. Parole solo apparentemente umili, ma così intrise di orgoglio da annullare la volontà di Cristo.
Gesù Cristo rimanendo lo stesso ieri, oggi e per sempre, non cambia rispetto a quello vero del Vangelo. Rispetto a quello che dovrebbe essere per risultare gradevole a ogni palato moderno, inesorabilmente diverso.


Dall'omelia di Padre Maurizio Botta 
per la terza domenica di Quaresima
(www.cinquepassi.org)

Nessun commento:

Posta un commento

Lascia qui il tuo commento all'articolo. Lo leggeremo e cercheremo di pubblicarlo quanto prima. Grazie del tuo contributo al Blog!