martedì 24 marzo 2015

24 marzo - Giornata di preghiera dei Missionari Martiri

Missionari martiri   

Perché si celebra la Giornata di preghiera dei missionari martiri il 24 marzo di ogni anno?

Un filo ideale lega ogni 24 marzo al 24 marzo 1980: la celebrazione annuale di una Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei missionari martiri ha preso ispirazione dal martirio, in quella data, di mons. Oscar Arnulfo Romero, Arcivescovo di San Salvador. Tanti anni dunque ci separano da quell’episodio emblematico, ma non unico.
Non unico. Occorrerebbe dire “purtroppo”: ogni martirio, ogni uccisione, ogni assassinio porta con sé il sapore amaro della prevaricazione, dell’ingiustizia, dell’arbitrio, delle peggiori realizzazioni umane. E porta con sé la frase illuminante di Gesù sulla Croce: “non sanno quello che fanno”. Il ripetersi fin troppo frequente di episodi di martirio tra i missionari e tra i cristiani rinnovano dolore, smarrimento, talvolta anche paura e rabbia. Eppure ogni martirio cristiano appartiene alle “beatitudini” di Gesù: “Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia” (Mt 5,11). La beatitudine è certamente proclamata di fronte a Dio e a favore del singolo martire, ma non vi resta estranea per la comunità che si sente privata di un fratello, di una sorella.
Difficile pensare di essere “beati” in quei frangenti. Però sul seme di Romero, come su quello dei martiri cristiani antichi o contemporanei, ogni comunità cristiana ha ritrovato anzitutto il senso profondo della vita secondo il Vangelo e spesso il coraggio di una memoria attiva, non rassegnata, capace di continuare il cammino con uno slancio migliore.
“La mia vita appartiene a voi”. Romero ha vissuto la logica di una vita ricevuta che si trasforma in vita donata: una logica in verità normale, quotidiana, per tutti i discepoli di Gesù. Anche noi – singoli e comunità cristiane –non vogliamo solo ricordare i missionari martiri, tra cui annoveriamo amici fraterni, ma vedere in loro il totale affidamento a Colui che per primo ha dato la vita per noi.
===================================================================I NUOVI SANTI MARTIRI DEL PERU'
Fra Miguel e fra Zbigniew
In questa giornata, insieme ai tanti sacerdoti e religiosi e religiose che hanno dato la loro vita nei recenti anni per il Signore Gesù e il suo Vangelo, consentitemi di ricordare il sacrificio di due giovanissimi confratelli, due frati francescani (minori conventuali) polacchi riconosciuti ufficialmente come "martiri" da papa Francesco nel febbraio scorso: P. Michele Tomaszek e P. Zibi Strzałkowski. Già più volte ne ho raccontato la storia che potete approfondire nel nuovo sito a loro dedicato. A Pariacoto, in Perù, la sera del 9 agosto 1991, un commando di guerriglieri di Sendero Luminoso entra nel villaggio e fa irruzione nel convento dei frati minori conventuali, sequestrando fra Michał (per tutti Miguel) e fra Zbigniew, trentun anni il primo e trentatré il secondo. Di lì a poco, dopo un processo sommario, i due missionari polacchi vengono uccisi con un colpo di pistola alla testa: il certificato di morte riporta «sfondamento del cranio per ferita da proiettile di grosso calibro».
Don Mario
Unico superstite è fra Jarek, superiore della comunità, in quel periodo in Polonia per il matrimonio della sorella. Papa Giovanni Paolo II, a Czestochowa per la Giornata mondiale della gioventù, è raggiunto dalla notizia e incontra fra Jarek in privato, il 13 agosto, chiedendo infor­mazioni di prima ma­no e inco­raggiandolo con queste parole: Sono i nuovi san­ti mar­tiri del Perù. Ad essi papa Francesco ha associato un altro martire di quella chiesa, un sacerdote missionario italiano, don Alessandro Dordi. Anche per don Mario la vita in comune e il lavoro con la popolazione locale e i campesinos, furono reputati pericolosi dai terroristi. È ucciso da Sendero Luminoso il 25 agosto 1991, quando rientrava in serata dopo aver celebrato la S. Messa in una lontana cappella.

Preghiera
Signore, tu hai donato la grazia del sacerdozio ai tuoi figli:
Michele, Zibi e Sandro e li hai inviati come messaggeri della Buona Novella in Perù. Ti rendiamo grazie, perché hai donato loro la palma del martirio e ti chiediamo anche di onorarli con la corona dei santi.
Per il loro sangue versato per te, donaci la fedeltà nella fede,
fa’ di noi i testimoni della speranza, preserva la nostra vita
e concedi alla nostra Patria il dono della pace.
Accogli le vittime innocenti della violenza nel tuo regno
e dona loro il premio eterno. Amen.

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