domenica 15 febbraio 2015

Sant'Antonio: una lingua da discepolo

Lingua di Sant'Antonio
L'amore rende dolci le cose aspre e leggere quelle insopportabili; invece il timore rende insopportabili anche quelle leggere.
«Pose la sua bocca sulla bocca di lui». Il prelato mette la sua bocca sulla bocca del peccatore quando lo istruisce affinché riveli i suoi peccati nella confessione. Dice infatti Isaia: «Il Signore mi ha dato una lingua esperta, perché io sappia sostenere con la parola colui che è caduto» (Is 50,4). E mette gli occhi sugli occhi quando piange sulla loro cecità, come faceva Samuele, al quale il Signore dice: «Fino a quando piangerai su Saul, quando ormai io l'ho ripudiato?» (1Re 16,1). E mette le mani nelle mani quando, per riparare alle opere perverse degli altri, profonde se stesso in opere sante; e così, colui che non è riuscito a richiamare in vita né con la verga né con la preghiera, possa almeno risuscitarlo con l'esempio delle opere buone.
Sant'Antonio, Sermoni, Domenica VII dopo Pentecoste, n. 12.

Cari amici che cercate la vita vera,
il Signore vi doni pace!

Oggi, 15 febbraio, qui nella Basilica di Sant'Antonio ricordiamo e celebriamo che 752 anni fa san Bonaventura, mentre presiedeva la ricognizione e la traslazione del corpo di sant'Antonio nella nuova tomba, trovò la sua lingua ancora incorrotta.
Antonio era un grande predicatore, un uomo dalle molte parole, che era riuscito ad essere puro, benevolo, chiaro, diretto, misericordioso... trattenendosi dal dire il male e facendo praticamente solo del bene con il suo parlare.
Nei suoi Sermoni ricorre molto spesso il riferimento alla lingua e al suo uso, più o meno buono. In questa festa auguriamo a voi e noi di utilizzarla sempre per il bene... Possa, anzi, essere strumento di guarigione, come Antonio chiede al predicatore. Come Gesù ci mostra oggi nella bella pagina evangelica di Marco (1,40-45), dicendo nient'altro che la sua volontà di bene per noi. Per approfondire ascoltate pure il commento offerto anche oggi dai frati della Sveglia francescana.

Buona domenica! Pace e bene!

frate Francesco
francesco.ravaioli@gmail.com



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