mercoledì 25 febbraio 2015

Come sta il tuo cuore?? L'esame di coscienza

Cari amici in ricerca,
il Signore vi doni pace!

Il tempo di Quaresima è un continuo stimolo a guardarsi dentro, perché «dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male... Tutte queste cose cattive vengono fuori dall'interno e rendono impuro l'uomo» (Mc 7,21-23). Questo ci dice Gesù.

Oggi nel Vangelo il Signore ci chiama a conversione, ci chiede di impegnarci nel cambiamento... a partire semplicemente dal «segno di Giona». A questo curioso e svogliato profeta è dedicato interamente uno dei più piccoli libri dell'Antico Testamento. Nel clou della sua vicenda egli vede cambiare, pentirsi e fare penitenza l'intera Ninive, la grandiosa città pagana della Mesopotamia... a partire dalla sua predicazione asciutta e (da quanto il libro ci fa immaginare) poco convinta.
Se tanto ha potuto una simile predicazione, perché non dovremmo essere raggiunti e cambiati noi dalla forza della Parola di Gesù, maestro divino e primo realizzatore di ciò che dice??
Molto dipende da noi e dal nostro cuore. Ci dice Gesù, a cui fa eco oggi Papa Francesco.

Alla luce di questo credo che possa fare molto a ciascuno di noi approfittare di questo tempo per riprendere una buona abitudine della nostra tradizione cristiana: l'esame di coscienza. Papa Francesco con l'inizio della Quaresima ha fatto distribuire in Piazza San Pietro un piccolo libretto, intitolato Custodisci il cuore. È una piccola raccolta di brani evangelici e di "classici" della fede, per «diventare cristiani coraggiosi». Tra beatitudini evangeliche e virtù teologali, dopo i dieci comandamenti della Bibba e i cinque precetti della Chiesa... ecco arrivare il "vecchio" esame di coscienza. Preceduto e seguito da alcune indicazioni sul Sacramento della Penitenza o Confessione.

Esaminare la propria coscienza non è un'operazione di "narcisismo spirituale", un procedimento per autoperfezionarsi. È un modo per verificare quanto il Vangelo di Cristo sia messo in pratica nella mia vita. Guardare cosa ha bisogno di essere corretto in me è il primo passo amare concretamente il Maestro, perché: «Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama» (Gv 14,21).

Ecco di seguito le indicazioni di Papa Francesco per l'esame di coscienza, come  sempre proposto con parole semplici ed efficaci.

Clicca sull'immagine per ingrandire o scaricare.
Tratto da Avvenire.
Per concludere... il «segno di Giona», di cui parla Gesù nella pagina evangelica proposta oggi dalla liturgia, non è solo il "segno della predicazione". Nasconde anche il "segno della Pasqua". Giona è anche colui che è stato tre giorni nel ventre del pasce, come Gesù entra nella morte per «risorgere il terzo giorno» (Lc 9,22).
Accanto al "segno della parola", che dice con chiarezza e severità la verità a cui la nostra vita si deve conformare, Gesù ci offre con bontà anche il "segno della grazia": essa sola potrà convertirci fino in fondo.

Camminare in questo tempo con tenacia e gioia verso una vita cristiana "più vera" è un atteggiamento importante per ogni discernimento vocazionale. Tanto più se l'orientamento della mia vita mi porta verso una scelta di vita religiosa, proprio facendo i conti con il mio peccato e la misericordia di Dio, non posso tirarmi indietro dalla fatica di mettermi in stato di conversione... e "allenarmi" così a «seguire Cristo con maggiore libertà ed imitarlo più da vicino» (Conc. Vaticano II, Decr. Perfectae Caritatis, n. 1).

Continuiamo il cammino uniti nella preghiera.
Pace e bene!

frate Francesco


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