venerdì 30 gennaio 2015

Quando chiama il Signore?

Basilica del Santo (Pd): Gruppo dei Novizi con il P. Maestro e il Vice Maestro
Pace e bene cari amici in cammino e in ricerca. 
La settimana scorsa, ho fatto visita, con i Novizi, ad un anziano e santo frate, fra Alessandro Brentari che ha speso tanti anni della sua vita per le vocazioni sacerdotali e religiose. Un impegno che continua anche oggi con grande fedeltà, nonostante la malattia e l'età avanzata (è in una casa di riposo dei frati), sempre pregando, in ogni momento, per tutti quei giovani che percepiscono tale chiamata "divina" nel loro cuore. (Siete dunque tutti, statene certi, in buone mani!!!!). E' stato bello ascoltare anche la sua testimonianza vocazionale e scoprire come già da bambino avesse pensato di diventare prete e frate, entrando pertanto a 10 anni nel nostro seminario minore (il seminario dei cosi detti "fratini" che ora non c'è più) di Camposampiero. Il fascino per questa vita era nato dal racconto di alcuni frati compaesani giunti dalla missione e dall'evento straordinario per la sua piccola parrocchia di montagna, della celebrazione di una "Prima Messa" da parte di un giovane sacerdote appena ordinato. Ricordava p. Alessandro, come da allora per gioco amasse ripetere i gesti e i riti del sacerdote, soprattutto imitandolo nella celebrazione della messa, che ben conosceva facendo il chierichetto. Mentre parlava, i suoi occhi brillavano e si commuovevano nel riconoscere la fedeltà e l'amore di Dio percepito in quegli eventi lontani, ma ancora così presenti e significativi nella sua vita!! Già altre volte, per la verità, mi era capitato di ascoltare racconti di vocazione di frati anziani, e per molti vi era un'intuizione alla vita consacrata fra i 10 - 12 anni, quando poi era normale entrare in seminario così piccoli. "Cose d'altri temi, potreste pensare, per quanto edificanti, ma che ora non sarebbero più possibili !! In realtà, non è così !!

P. Alessandro (prima della malattia) con P. Alberto
Domenica, infatti, ho avuto l'opportunità di ascoltare un'altra bella e gioiosa testimonianza di un giovane prete della diocesi di Padova, Don Stefano (33 anni) che parlava della sua vocazione. Mi ha ovviamente molto colpito sentire come la prima intuizione, il primo richiamo al sacerdozio, fosse anche per lui quando ancora era un bambino di 10 anni, età in cui decise di entrare in seminario. E' stato interessante udire il maturare di questo primo germe, attraverso tante esperienze poi vissute (affettive, umane, relazionali..) dove non è mancata la fuga e la ribellione fino a giungere, attraverso un lungo cammino di necessaria rielaborazione (specie nell'adolescenza e prima giovinezza) ad una scelta definitiva di vita come prete. Si è trattato di un percorso certo meno lineare e piano rispetto a quello di P. Alessandro, eppure segnato anch'esso dalla fedeltà del Signore e da un Suo sguardo d'amore grande a cui don Stefano non ha potuto e voluto sottrarsi. Anche in tale racconto è emerso il fascino provato fin da bambino per il sacerdote, dal desiderio di ripeterne i gesti e i riti, sia pure nel gioco e nel fare il chierichetto (insieme poi al calcio... e a quanto un ragazzino normalmente fa).

" se non ritornerete come bambini..."
Questi due racconti ravvicinati, così simili eppure così distanti fra loro, insieme a tante altre diverse storie vocazionali di giovani in cammino, di religiosi e frati e preti ascoltati in questi anni, mi rivelano prima di tutto come il Signore sia ogni volta mosso da una grande fantasia e libertà, nel chiamare chi Lui vuole alla sua sequela. Vi è chi riconosce questa luce fin da bambino (come fra Alessandro o don Stefano) : vedi al riguardo un post molto bello e simpatico in "Cantuale Antonianum". Vi è invece chi ode la chiamata solo nella giovinezza, sovente durante o al termine delle superiori o dell'università (magari poi spesso scappando... e poi tornando); chi vi giunge in piena maturità ormai superati i 30 anni... e oltre; chi dopo lunghi e contorti percorsi vita; chi anche da esperienze di lontananza e rifiuto dalla fede; chi da cammini forti di conversione; chi da profonde domande di senso e interrogativi su come spendere al meglio la propria vita e chi vi resta affascinato per l'esempio di qualche santo frate o prete... Tante storie dunque, molto diverse, ma anche molto simili, accomunate da una fiamma d'amore, da un fuoco che ad un certo punto accende il cuore e lo fa palpitare forte forte; da uno sguardo privilegiato di bontà e di bene; da una Voce che da sempre chiama per nome e forse troppe volte non si  voluto o potuto ascoltare....


Come sono belle e vere allora le parole del profeta Isaia (49,1):  "il Signore dal seno materno mi ha chiamato, fin dal grembo di mia madre ha pronunziato il mio nome".
Se dunque caro amico anche in te qualche volta è risuonato l'invito dolce e segreto del Signore -"seguimi"- mettiti in ascolto.....Ciascuno senta vero il richiamo della Scrittura "Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori " (Eb 3,7-8). Vi incoraggio!

Al Signore Gesù sempre la nostra lode. 
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

2 commenti:

  1. Non pensa caro padre che l'esperienza dei Seminari minori abbia ormai fatto il so tempo? grazie! Angelo

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    1. caro Angelo grazie per la fiducia . I seminari sono stati per la Chiesa ( per le diocesi, per noi frati francescani..) fino a pochi anni fa un patrimonio inestimabile e una sorgente unica e straordinaria di vocazioni. Il profondo cambio culturale e religioso che stiamo vivendo, ha cambiato anche all'interno della chiesa stessa, la sensibilità verso questa istituzione secolare. La' dove sono ancora aperti ( specie in alcune diocesi), si è oviamente aggiornato il sistema educativo e di accompagnamento, per una formazione e maturazione umana e spirituale dei ragazzi davvero integrale e attenta ai segni dei tempi.
      Per quanto riguarda noi frati Francescani Minori Conventuali, da circa 20 anni ormai abbiamo preferito orientare i nostri percorsi formativi su fasce di età più alte. I candidati devono pertanto avere concluso almeno gli studi superiori prima di entrare in postulato. Questo non ci esime però dall'accompagnare anche degli adolescenti in ricerca , che seguiamo in accordo e in dialogo con i loro genitori, lasciando che continuino in ogni caso il loro percorso di vita in famiglia e l'iter normale di studi. Non sono rari comunque gli ingressi in questi anni, nei nostri postulati di giovanissimi , ragazzi di 18/19 anni che hanno appena terminato la scuola superiore. Solitamente sono giovani molto motivati ed entusiasti. Nel postulato ( che dura due anni) hanno poi sempre modo di approfondire e verificare la chiamata e la strada intrapresa. Grazie per la domanda che mi ha permesso queste specificazioni. Ti ricordo. fra Alberto

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