giovedì 1 gennaio 2015

La benedizione di S. Francesco anche per te

Cari amici in cammino e in ricerca vocazionale, il Signore vi dia pace. 
In questo primo giorno dell'anno vi affido tutti al Signore e chiedo la sua benedizione su di voi e il vostro cammino di discernimento, così come per le persone a voi care. Ricorro al riguardo alle parole con le quali san Francesco amava benedire i suoi frati, secondo un testo scritto (la chartula) di suo pugno per l'amico frate Leone. 
A tutti un Buon Anno nel Signore. A lui sempre la nostra Lode!
fra Alberto

 


Benedizione a Frate Leone
Il Signore ti benedica e ti custodisca.
Mostri a te il suo volto e abbia misericordia di te.
Volga a te il suo sguardo e ti dia pace.
Il Signore ti dia la sua grande benedizione.

Benedicat tibi Dominus et custodiat te,
ostendat faciem suam tibi et misereatur
tui convertat vultum suum ad te
et det tibi pacem
Dominus benedicat frater Leo, te
Benedicat, benedicat,
benedicat tibi Dominus
et custodiat te Frater Leo, te

(versione adattata in musica)



Frate Leone, colto sacerdote e abile calligrafo, fu uno dei compagni prediletti da Francesco (è sepolto accanto a Francesco). Questi lo volle come suo confessore e segretario inseparabile, tanto da essere protagonista di molti episodi della vita del Santo. Frate Leone era amato da San Francesco per due virtù particolari, la semplicità e la purezza di cuore, per le quali venne chiamato dal Santo “pecorella di Dio”. A lui San Francesco confidò la dimora della «vera e perfetta letizia», lo volle al suo fianco quando compose la Nuova Regola, e, dopo aver ricevuto le Santissime Stimmate sul Monte La Verna, elesse frate Leone, tra gli altri più semplice e più puro, lasciandogli vedere e toccare quelle sante piaghe. A sottolineare il profondo legame tra i due, rimane come testimonianza anche la nota formula manoscritta della Benedizione che San Francesco dedicò a frate Leone, e la lettera che il Santo scrisse a frate Leone in risposta a un momento di sconforto. 

La "chartula" è certamente una delle reliquie più preziose conservate nella basilica di S. France­sco in Assisi. Si tratta infatti di un rarissimo autografo del Santo ( se ne trova solo un altro nel duomo di Spoleto), un foglietto scritto subito dopo la stigmatizzazione sul monte della Verna, nel settembre del 1224. Contiene, da un lato, il testo delle «Lodi di Dio Altissimo» e, dall’altro, la «Benedizione a frate Leone». Riporta anche ben visibile il “Tau”, simbolo con il quale Francesco si firmava.

1 commento:

  1. I NOSTRI DESTINI E DINTORNI
    Agli auguri di un anno magnifico a un amico, sposato con figli, ho aggiunto una domanda:”Qual è la cosa che ti interessa di più nel 2015?” Risposta: “Conoscere il destino di mia moglie malata, il mio e quello dei miei tre figli”. Legittimo desiderio. Qualcuno ha scritto che “ci sono momenti in cui gli uomini sono padroni del proprio destino”. Direi che è vero, ma con riserva. Non è verità certa che siamo succubi di un fato indiscutibile. Il noto biblista Gianfranco Ravasi mi presta un apologo curioso, premettendo che la Bibbia parla di un Dio Creatore e nostra Provvidenza (da lui veniamo a lui ritorniamo). Non c’è posto per il caso o per la fortuna. Ravasi scrive di aver letto in coda a una rivista di ebrei americani che “un giorno un vecchio rabbino pregò così : “Signore, ti ho devotamente adorato e ho obbedito alla Legge. Ora sono vecchio e ho bisogno di aiuto: fammi vincere alla lotteria per trascorrere una vecchiaia serena nello studio della tua Legge”. Pregò ogni giorno, per settimane, mesi, anni. A un certo punto amareggiato, l’uomo gridò: “Dio fa qualcosa!” E Dio rispose: Fa qualcosa anche tu: compra, almeno, un biglietto della lotteria”. Il destino dell’uomo non è un terno al lotto. Né il risultato di una rigorosa ricerca. Lo afferma la celebre scienziata, Fabiola Gianoli, terzo Direttore italiano del CERN, dopo Carlo Rubbia e Luciano Maiani, prima donna a coprire questa carica. Guiderà dieci mila scienziati alla scoperta della materia oscura: “L’uomo non può mai saper tutto. La conoscenza è un cammino senza fine. Possono privarci del lavoro, dello stipendio, della casa, ma nessuno può portarci via il nostro cervello”. Alla domanda dell’intervistatore di La Repubblica (28.XII. 2014, p.29), “Cercate Dio?”, ha risposto: “No, non credo che la fisica potrà mai rispondere alla sua domanda. Scienza e religione sono discipline separate, anche se non antitetiche. Si può essere fisici e avere fede oppure no. E’ meglio che Dio e la scienza mantengano la giusta distanza”.Mentre scrivo, mi chiama al telefono un amico medico, che sta assistendo, da volontario, un paziente molto grave: “Siamo avvolti da un mistero. Finché Dio non ce lo svela viviamo inquieti. Questo è il nostro destino.” La maggioranza dei credenti conta sulla coscienza di far parte di un progetto di Dio e di essere custoditi dalla sua Provvidenza. I cristiani, di ogni confessione, sanno che c’è un giudizio divino e misericordioso, dopo questa vita. Sanno che dopo la morte ci attende una vita eterna, traguardo che va preparato con il buon uso della nostra libertà, a beneficio del prossimo. Parola di Cristo nel suo Vangelo. Il celebre giornalista Enzo Biagi, mi raccontò di una risposta di Papa Roncalli (Giovanni XXIII) alla sua domanda: “Santità, lei fa fatica a pensare all’ultimo viaggio?” Risposta: “Dottor Biagi, la morte è destino di tutti, non è una buona compagnia, ma è consolante sapere dove si va”. I destini degli uomini sono diversi, ma vivere come se oltre il “carpe diem” (goditi la vita) non ci sia nulla,non è un destino, ma una libera mutilazione del naturale anelito alla gioia senza fine. L’uomo non può sapere tutto, ma questo gli è fatto conoscere sufficientemente durante tutta l’esistenza, non senza momenti di instabilità e precarietà.

    Luigi Francesco Ruffato, frate del Santo

    RispondiElimina

Lascia qui il tuo commento all'articolo. Lo leggeremo e cercheremo di pubblicarlo quanto prima. Grazie del tuo contributo al Blog!