sabato 31 gennaio 2015

Il "desiderio" è già un "segno" di vocazione?

Cari amici in cammino e in ricerca vocazionale, il Signore vi dia pace. Il recente post, in cui narravo le vocazioni "fin dal seno della madre" di p. Alessandro e don Stefano, ha suscitato molto interesse e curiosità. Mi scrive al riguardo un ragazzo di 15 anni, Luca, ponendomi un quesito interessante per tutti: "Che significa provare un "desiderio" per la vita dei frati?". Riporto di seguito la lettera di Luca con la mia risposta, invitando ciascuno ad essere attenti nel cogliere il desiderio più profondo nascosto nel proprio cuore, perché lì vi è una indicazione da non sottovalutare per la vostra vita. Vi affido al Signore Gesù. A Lui sempre la nostra Lode. 
Fra Alberto (fra.alberto@davide.it)

I desideri: segnavia e frecce per la nostra vita
Quesito di Luca
Caro fra Alberto, sono Luca, un ragazzo di 15 anni che segue sempre il suo bellissimo blog. Mi è molto piaciuto l'ultimo argomento in cui parlava della vocazione di P. Alessandro Brentari (mi piacerebbe tanto conoscerlo di persona !). Ho per lei alcune domande che mi tormentano da un pò di tempo. Ho fatto un recente viaggio ad Assisi con i miei genitori e sono tornato diverso e strano. Mi capita spesso di immaginarmi come frate francescano, vestito col saio e di desiderare di seguire san Francesco e di diventare un poco come lui così come tanti giovani frati che lì ho potuto vedere. Ma se una persona "desidera" la Vocazione, che cosa significa? Provare questo grande desiderio, vuol dire che ho già ricevuto una chiamata o che forse la riceverò più avanti? Oppure sono solo mie fantasie e sogni e suggestioni? Che cosa mi consiglia di fare poi per capire la mia strada?
Grazie per la sua risposta. Luca

Risposta di fra Alberto
Caro Luca, grazie a te, prima di tutto per la fiducia e perché apprezzi il blog "vocazione francescana". Non sai quanto mi incoraggi questo nel mio servizio!!!! Mi parli poi di un viaggio in Assisi e di come abbia inciso su di te quell'esperienza tanto da immaginarti e desiderare di diventare frate, di seguire san Francesco. La cosa, per certi aspetti, non mi stupisce: sempre Assisi sa toccare il cuore e affascinare! Non è però da tutti i ragazzi, dopo Assisi, desiderare una consacrazione, immaginarsi di vestire un saio e pensare di diventare un figlio di Francesco!!! Mi colpisce dunque molto questo "desiderio" così particolare, per quanto in embrione... Certo, sei giovane e tutto può mutare e cambiare, ma non puoi immaginare quanti religiosi sono tali perché hanno sentito fin da ragazzi questa chiamata e attrazione come te!!!
La vocazione (chiamata), infatti, in genere non avviene attraverso vie straordinarie né attraverso “voci” che si sentono sensibilmente, ma si manifesta proprio attraverso un desiderio, un’attrazione, un'ispirazione intuita nel profondo del cuore. 
Questa e' del resto la stessa esperienza di Francesco! All'inizio della sua ricerca, infatti, egli non sa bene cosa fare né dove andare, ha però nel cuore un grande "desiderio" di servire il Signore e fare la sua volontà. Famosa è la sua espressione davanti al Crocifisso di san Damiano: "Signore cosa vuoi che io faccia?".  Questo "desiderio" sarà per lui, come una freccia, una sorta di indicazione stradale che lo porterà via via a fidarsi sempre di più e a comprendere sempre meglio cosa il Signore gli stesse chiedendo per la sua vita. Senza questo "desiderio" interiore non si sarebbe mai mosso, né interrogato, né messo in discussione!!
Il "desiderio" dunque è già un buon segno, una buona indicazione, ma non basta. Quando si tratta infatti di vocazione al sacerdozio o alla vita consacrata, è sempre necessario anche un cammino di discernimento e verifica. Questo va fatto sempre, in dialogo con persone prudenti ed esperte, le quali, insieme al desiderio, possano prendere in considerazione anche le capacità intellettuali e morali del soggetto, le sue attitudini, lo stile e l'impegno nella vita cristiana, ecc... Al riguardo, ti sarebbe davvero utile poter parlare di tutto questo con qualche bravo sacerdote e religioso di tua fiducia che ti faccia da padre spirituale. Avrai visto che sempre insisto molto su questa figura fondamentale per un giovane. Se vuoi posso anch'io suggerirti qualche saggio frate che ti accompagni. 
Un'altra indicazione che mi pare importante per te ora è che tu faccia davvero bene quanto sei chiamato a svolgere ogni giorno: dalla scuola, alle relazioni, alla vita e agli impegni quotidiani, insieme alla preghiera e all'ascolto fedele di questo desiderio che è germinato nel tuo cuore. 
Ti consiglio anche, caro Luca, di pregare sempre con fiducia e disponibilità, come S. Francesco: "Signore cosa vuoi che io faccia?".  Il Signore, certo, saprà anche a te mostrare la via della tua vita, illuminando e portando a maturazione questo desiderio che ora è appena sbocciato. 
Ti benedico. fra Alberto




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