sabato 24 gennaio 2015

Castità e celibato. Un cammino d'alta quota!

Cari amici in cammino  e in ricerca della vocazione divina, il Signore vi dia pace. Oggi riporto la corrispondenza con Luca, un giovane (25 anni) angustiato da tentazioni circa la castità e interrogativi inerenti la vocazione sacerdotale e il celibato. Come sempre, spero che quanto scritto possa essere utile a tutti. Vi chiedo una preghiera per Luca e...anche per me. Al Signore Gesù la nostra lode.
fra Alberto (fra.alberto@davide.it)


Lettera di Luca
Caro P. Alberto, mi chiamo Luca (25 anni). Finalmente mi decido a scriverle anche per ringraziarla del suo blog e delle sue risposte sempre cosi utili e incoraggianti. Spero abbia una risposta anche ad un quesito che mi assilla da tempo. Durante l’anno passato ho seguito con grande entusiasmo e serietà un corso di discernimento vocazionale nella Diocesi di (...). Nel mio cuore credo di avere intravisto la strada del sacerdozio e vorrei rispondere sinceramente a questa chiamata. Nel frattempo, ho pure concluso l'università e mi pare sia giunto il tempo per una decisione verso il seminario. "Ma"....., c' è ogni volta un "ma" che si ripresenta e mi frena: ho avuto in passato una lunga relazione affettiva (terminata due anni fa), ma vivo e sento in me ancora grande attrazione per le ragazze anche se poi concretamente non ho più voluto cercare un legame avendo la prospettiva della consacrazione. La "castità personale" non è però ancora una meta che posso dire di avere raggiunto, anzi vivo momenti di forte pulsionalità in cui mi trovo senza alcuna difesa e cado miseramente non riuscendo a controllarmi (...) Pensando al celibato, mi chiedo spesso se sarei in grado di sostenerlo con rettitudine. Quando mi scopro debole e peccatore su questi aspetti, mi scoraggio moltissimo e così temo per il mio futuro come seminarista ancor prima che da sacerdote e mi viene da rimettere tutto in discussione. Poi però, ogni volta ripenso al mio cammino di conversione (dopo un pellegrinaggio a Medjugorie) e al cammino di fede e vocazionale di questi anni e vi scopro anche tanti segni del Signore che mi indicano questa direzione ed è la preghiera a donarmi l'unico conforto possibile e ancora a suggerirmi il desiderio di continuare.  Però intanto resto fermo e non mi decido a far nulla! Cosa ne pensa? Cosa mi può aiutare? Grazie di tutto. Luca

Risposta di Fra Alberto
Caro Luca, grazie per la fiducia e per avermi raccontato almeno in parte la tua storia e le tue fatiche: un bel dono per me. (...)  Riguardo alle preoccupazioni di natura affettiva e sessuale che ti angustiano, ti rinnovo sopra ogni cosa l'invito ad un dialogo schietto con il tuo padre spirituale; solo nella relazione personale si possono, infatti, affrontare serenamente temi così delicati e intimi. Nella tua lettera non parli di questa figura di riferimento che spero però tu abbia. Non illuderti di camminare da solo!!!
Mi permetto in ogni caso qualche breve considerazione. Circa le difficoltà (pulsionalità) in ordine alla "castità personale" di cui mi scrivi, da un lato, queste non vanno enfatizzate né super demonizzate: si tratta di un cammino di crescita e di auto dominio di sé che non è per nulla scontato o automatico in un giovane (specie in questa società iper sessualizzata)! Dall'altra, queste non vanno neppure sottovalutate, sostenendoti al riguardo sempre con la preghiera e una vita sacramentale assidua (confessione, eucarestia) e..tanta pazienza e umiltà. In esse andrebbe però colto anche il malessere che esprimono, il bisogno e il richiamo profondo che in qualche modo manifestano sia pure in modo disordinato. Si tratta dunque di andare all'origine di questo disagio, di questa pulsionalità irrazionale e senza confini che pare ogni tanto destabilizzarti. Vanno al riguardo evitati volontarismi e spiritualismi depistanti, scoprendo invece ciò che genera e favorisce in te certi comportamenti che poi ti addolorano e scoraggiano. La gioia sarà il primo segnale di questo cammino di conversione che per altro ti sarà molto utile anche se sceglierai di fidanzarti e farti una famiglia: la castità infatti non è solo prerogativa dei consacrati!!
Circa l'attrazione per le ragazze, ringrazia il Signore per la tua normalità! In questa tendenza infatti non c’è nulla di straordinario o di terribilmente peccaminoso. Questa tendenza, inoltre, non illuderti, anche se diventerai prete, non verrà mai meno e non è che scomparirà con la tua consacrazione. Non sta dunque qui la questione seria dove capire se potrai diventare o meno prete o religioso. I consacrati, infatti, scelgono il celibato, non perché non attratti o incapaci di amare una donna, ma nella consapevolezza che il loro cuore, la loro persona, la loro affettività e fisicità, ha già un'appartenenza, ha già nel Signore un amore ancora più grande e assoluto, così che tutta la loro vita è per Dio e per il Regno. 
Per diventare prete, devi dunque chiederti cosa significhi il Signore per te, che spazio abbia nella tua vita, che forza di seduzione eserciti su ti te. Sarà solo, infatti, una vocazione "divina" a consentirti una fedeltà nel celibato e conseguentemente una grande apertura di cuore e insieme la sua custodia; a permetterti una capacità di relazione e di dono verso ogni persona (donne o uomini) senza alcuna pretesa di possessività o esclusività. La castità e il celibato, nella consacrazione religiosa, dunque come via di libertà e di amore gratuito verso chiunque e ovunque. 
La castità e il celibato del sacerdote come "un cammino d'alta quota"; un cammino certo per "iniziati" (la vocazione religiosa non è per tutti!) esigente e affascinante, prossimo al Cielo, ma anche ben ancorato alla Terra, alla Vita dell'uomo... Qui sta il vero discernimento da operare...!!
Carissimo Luca, non ti conosco personalmente e quindi mi scuso se le mie parole sono state un poco generiche. Posso però dirti che da quanto scrivi, emerge la figura di un giovane retto e sincero; in te, mi pare sia presente un genuino desiderio di seguire il Signore e fare la sua volontà ( che tu diventi prete o no). Sono sicuro che questo tempo di prova e fatica saprà mostrati la strada che Lui ha in serbo per te. Ti sono vicino e ti ricordo nella preghiera. Al Signore Gesù sempre la nostra Lode.
Fra Alberto
Vite donate
Vietnam: frate con i lebbrosi
Vite donate
Assisi: frati e giovani ai campi estivi di spiritualità



25 commenti:

  1. Io penso che il celibato sia una scelta innaturale e disumana imposta dalla chiesa

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    1. Pace a te. Se fosse come tu credi, anche Gesù sarebbe una persona "innaturale" e "disumana". Lui stesso infatti per se scelse una vita di castità e di celibato. Da sempre nella chiesa si è guardato a Lui come modello ed esempio di comportamento e si è ritenuto questo suo stato e modalità di vita, (come ogni sua altra scelta e parola e indicazione), santa e "divina" ed esemplare. La chiesa pertanto non ha inventato nulla nè tanto meno ha imposto nulla, ma semplicemente si è rifatta a Gesù suo Signore e Maestro e Salvatore.fra Alberto

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  2. Caro padre, anch' io ho pensato qualche volta a diventare prete, ma la castità sento che mi costerebbe troppo. Vedo bello il vostro ideale, ma...Preghi per me perchè trovi una brava ragazza per farmi una famiglia. Alfonso

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    1. fratello ..grazie per la fiducia. La vocazione alla consacrazione come scrivevo sopra, non è per tutti: è una chiamata molto speciale. Affido il tuo desiderio di farti una famiglia a S. Antonio qui presso la sua tomba. fra Alberto

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  3. Sono un giovane ormai adulto (33 anni) che anni fa aveva pensato a farsi prete, ma la mia situazione di omosessualità, mi ha sempre trattenuto. Per la paura e il rischio di non riuscire a mantenermi fedele nella castità, così come avviene ancora a volte nella mia vita, ho creduto fosse meglio lasciar perdere. Che ne pensate? Ho fatto bene o dovevo seguire la chiamata? Vi chiedo una preghiera per una grave malattia che sto affrontando. Alex

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    1. Pace a te caro Alex , grazie per la fiducia. Prima di tutto ti assicuro il nostro ricordo e la nostra preghiera per questo momento difficile che stai attraversando a causa della malattia. Il Signore, se ti affidi a Lui, ti aiuterà ad affrontarla con fede e atteggiamento di figlio.Circa la questione che mi poni, per cui anni fa hai fatto la scelta di non seguire la chiamata per i timori ( mi pare fondati!) inerenti la castità, credo che tu ti sia mosso con onestà e rettitudine. La via della consacrazione chiede infatti un'attenta valutazione delle nostre forze e possibilità reali di perseguirla e realizzarla con fedeltà, senza ambiguità o zone nascoste. Esempi contrari e poco limpidi di consacrati (anche eterosessuali) hanno creato talvolta scandali e incomprensioni alla chiesa e alla comunità oltre che infelicità a se stessi. E' per questi stessi motivi, che sempre preferiamo indicare a persone che vivono situazioni analoghe, come preferibile e più piana e più serena e gestibile la via laicale anziché una scelta di consacrazione. Ti benedico e affido all'Altissimo.

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    2. ma padre, io non sono d'accordo con quanto lei dice: se uno ha la vocazione e sente questo desiderio, dovrebbe seguirlo punto e basta e non farsi troppi problemi su di sè: il Signore lo aiuterà!

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    3. Pace e bene. grazie per la condivisione. E' vero che il Signore aiuta ed è vicino quando chiama qualcuno. E' anche vero però, come leggiamo nel Vangelo (cfr Lc 14,25-33) che, siccome seguire Gesù è una cosa seria, egli anche chiede ai suoi ascoltatori di non essere precipitosi e superficiali, ma di sedersi un momento ad esaminare se hanno i mezzi sufficienti per seguirlo fino alla fine. Così come chi vuole costruire una torre o affrontare una battaglia deve valutare con intelligenza se ha le risorse sufficienti per portare a termine l'impresa. Se gli uomini, giustamente, devono dimostrarsi saggi e prudenti nelle imprese umane, a maggior ragione devono dimostrarsi tali prima di avventurarsi nell'impresa di seguire Gesù, perché non accada loro di incominciare senza riuscire a finire oppure di vivere la chiamata con mediocrità, se non addirittura nel peccato e nello scandalo dei fedeli loro affidati e nell'ambiguità. A tal riguardo il formatore e l'accompagnatore spirituale, hanno una grande responsabilità anche a nome della Chiesa intera nel consentire o meno l'ingresso dei candidati in base alle loro effettive disposizioni e attitudini interiori. Quando queste mancano, in realtà, non c'è neppure la vocazione e sarebbe un grave errore introdurli nella vita religiosa! La vocazione del resto, come ho più volte scritto, non è un diritto individuale da accampare e pretendere a tutti i costi ( della serie: "sento che ho la vocazione, non potete dirmi di no!!"), ma è una chiamata a servizio della comunità cristiana e della Chiesa a cui unicamente spetta il vaglio di una sua veridicità e opportunità di proseguimento.
      Pace a te!

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    4. grazie padre della sua risposta. come la mettiamo allora con i preti pedofili e tutti gli scandali successi in questi anni? Chi ha permesso loro di diventare sacerdoti?

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    5. E' vero quanto affermi: la Chiesa è stata molto ferita per tutto questo (anche se molte sono state anche le strumentalizzazioni contro di essa). E se qualcuno ha sbagliato, tanti altri preti ferventi e operosi sono stati messi alla gogna ingiustamente. In ogni caso, l'uomo, come afferma la bibbia, resta un mistero e conoscere il suo cuore a volte è davvero molto difficile e così anche operare un attento discernimento. Ragione maggiore però per essere ancor più attenti e seri nel vaglio delle vocazioni, nella valutazione dei candidati, nella loro formazione umana e spirituale.

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  4. cosa pensa padre delle cosi dette "terapie riparative" riguardo l'omosessualità? so che sono tanto contestate e addirittura vorrebbero proibirle!

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    1. Pace a te. Penso che ogni persona abbia il diritto di chiedere ad uno psicoterapeuta l'aiuto che più ritiene necessario per la propria vita, anche quello di essere sollevato, almeno in parte, dal peso e dalla sofferenza di una omosessualità non accettata e non voluta. vedi link:
      http://lucaditolve.altervista.org/omosessualita-normalita-colloquio-con-joseph-nicolosi/

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    2. La ringrazio padre per l'indicazione che ha dato sopra. Sono un ragazzo (19 anni) molto sofferente a causa di questa tendenza o paura (non so bene definirla) che non accetto così come non accetto e non sento parte di me tutto quel mondo che vi gira attorno. Mi ha dato uno spiraglio diverso e nuovo finalmente di speranza. Mi ricordi. Stefano

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    3. Caro Stefano, ti affido alla Vergine Immacolata e incoraggio!

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  5. Caro fra Alberto, mi chiamo Marco e sono un seminarista diocesano. Ho 18 anni e sono in quinta superiore. Desidero ringraziarvi per il grande aiuto che date a noi giovani con il vostro blog dove affrontate con semplicità temi tanto importanti per chi è in cammino vocazionale. Vi chiedo di ricordarmi nella preghiera: in questo periodo sto vivendo un passaggio molto delicato e cruciale per me. Sto prendendo la decisione per il mio futuro; se proseguire gli studi entrando in teologia o andare a casa e fare l'università. Ho sempre sognato di fare il prete o il medico. Anche per questa difficile decisione, e' un momento di grandi tentazioni e attrazioni e turbamenti. Grazie per la vostra preghiera. Marco

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    1. Carissimo Marco. Grazie per la fiducia e per gli apprezzamenti e anche per le confidenze. Ti invito ad un dialogo sincero e aperto con il tuo padre spirituale; ti invito a vivere seriamente e con impegno ogni tuo gesto e azione e attività; ti invito anche ad ascoltare senza pregiudizi quanto si muove dentro di te, i tuoi sentimenti de emozioni, e passioni..Tutto questo mondo interiore ha infatti tanto da dirti e rivelarti anche sulle tue scelte future. Ti invito a confidare nel Signore che solo vuole il tuo bene. Ti invito a non trascurare la preghiera e la parola di Dio.da parte mia non mancherò di ricordarti e pregare per te. Ti incoraggio e benedico

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  6. caro padre Alberto. Ho avuto nella giovinezza tante avventure amorose e esperienze anche molto disordinate ( 2 convivenze fallite), sempre lontano dalla chiesa e purtroppo senza combinare nulla di buono e stabile. Ora a 38 anni sto tornando alla fede, e da un pò di tempo non so perchè qualche volta penso che potrei diventare frate. Avevamo in famiglia un vecchio e buonissimo zio cappuccino a cui ero molto legato da ragazzo. Ma , secondo lei, uno con una mia storia, potrebbe provarci a essere accolto. grazie. Juri

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    1. Pace a te Juri. Grazie per la fiducia. Circa quanto mi chiedi, direi come prima cosa che è bello che tu stia tornando alla fede e che ricominci la tua vita cristiana. Questo mi pare per ora il traguardo più bello a cui tendere. Il desiderio vocazionale che manifesti va invece chiarito e approfondito: potrebbe essere da te confuso infatti con il camino di conversione che stai ricominciando. In realtà vocazione e conversione sono due percorsi simili, ma anche diversi da chiarire bene. Circa poi la tua vita affettiva e le esperienze varie vissute, anche queste , in vista di un discernimento, andranno vagliate con attenzione e verità. Ogni nostro comportamento, infatti, specie nell'ambito così delicato dell'affettività e della sessualità, non è mai neutro, ma incide profondamente nell'animo e nello stile di vita e nelle abitudini buone come cattive.Intraprendere la vita religiosa richiede dunque che ci siano le condizioni e le attitudini e le premesse per questa strada. Non sempre un vissuto precedente, specie se molto disordinato, consente questo percorso! In ogni caso, ti consiglio come prima cosa il confronto e il dialogo con una guida spirituale: lui saprà guidarti al meglio ( se mi scrivi dove abiti posso darti qualche riferimento).ti invito anche a pregare molto...anche affidandoti all'intercessione dell'anziano e bravissimo zio frate cappuccino.ti benedico. fra Alberto

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    2. caro fra Alberto. grazie per le sue risposte che spesso mi hanno aiutato. Io sono giovane (19 anni) e ancora non so cosa farò da grande: forse anche il frate ??! ho tanta confusione. Amo san Francesco, che ho scoperto questa estate ad Assisi col mio curato al campo scuola e a diventare frate un poco ci ho pensato. Ad Assisi ne ho visti di frati giovani! Però, quando parla di castità io mi sento tanto debole e pieno di tentazioni. I frati non hanno tentazioni? La saluto. Andrea

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    3. grazie caro Andrea per la fiducia e quanto mi hai scritto. sono contento che tu abbia conosciuto san Francesco e anche che la vita del frate in qualche modo ti interroghi. Circa le tentazioni, queste appartengono alla vita e al percorso di ogni uomo , anche dei frati, tanto che nella bibbia si dice: "se ti accingi a servire il Signore, preparati alla prova" (Siracide). Ma come si superano le tentazioni? Con la preghiera e l'affidamento umile al Signore ( getta nel Signore il tuo affanno ed egli ti salverà" , dice il Salmo 55,22), si vincono avendo cura di se è e custodendo il proprio cammino ( mai lasciarsi sorprendere, occorre vigilare!!), con l'allegria e la gioia delle fede e anche un pò di ironia ( anche perchè il male è così ripetitivo e banale!), si superano volendo bene e amando...le tentazioni anche ci aiutano a restare umili, a non sopravalutarci, ad affidarci solo al Signore e non alle nostre forze e anche, cosa da non sottovalutare, a pensare alle conseguenze dei nostri gesti, alla responsabilità che consegue ogni nostra azione.Tutti i santi sono stati tentati, compreso san Francesco in molte occasioni. Come quando si trova nell'eremo dei frati di Sarteano (Siena) e per sconfiggere le tentazioni si getta nella neve. Il desiderio di stare con una donna gli fa inscenare la costruzione di alcuni pupazzi di neve, marito, moglie, figli e domestica come ad indicare a se stesso che cedere a quella tentazione comporta responsabilità come sostenere e mantenere una famiglia. Questo evidenzia come il santo pensi anche alle conseguenze di una tentazione, cerchi di far emergere cosa può succedere se l'asseconda!! In tal modo ha anche la forza di superarla!!
      Carissimo...ti incoraggio. E se vuoi restare in contatto scrivimi pure. ti benedico.

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    4. "lampada ai miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino"

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  7. Buona giornata cari frati. Sono un sacerdote campano, don Alfonso. Seguo sempre il vostro blog e vi ringrazio. Vi porto la mia semplice testimonianza di prete da più di 45 anni a servizio della mia gente e delle comunità per le quali mi sono sempre prestato con tutta la dedizione e la gioia di cui ero capace e che ho amato più di me stesso, anche pur fra tante difficoltà. Il celibato è un dono e una grazia incomparabile per un sacerdote e così è stato ed è per me con la mia vita tutta donata alle comunità e alle persone che, di volta in volta mi erano affidate: per loro mi sento sposo , padre e madre, fratello di tutti. Ho anche ricevuto tanto, tanto.Ringrazio sempre il Signore di essere prete. Vi ricordo in unione spirituale e nella preghiera. Don Alfonso

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    1. La ringrazio di cuore caro Don Alfonso per le sue parole anche a nome degli altri frati. Grazie per la sua bella testimonianza di prete contento della propria vocazione e di sacerdote totalmente donato al Signore e alla sua gente. La ricordiamo e affidiamo a S. Antonio, qui presso la sua tomba. f. Alberto

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  8. Caro P. Alberto, sono un giovane, Walter, 20 anni, ogni tanto sento in me un richiamo alla vita come prete, ammiro molto i miei bravi sacerdoti. Vivo però grandi difficoltà sulla purezza e questo mi impensierisce molto sul mio futuro da consacrato. Mi sembrano due forze contrastanti e in antagonismo. Mi dica una preghiera..

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    1. caro Walter, grazie per la fiducia. Capisco la tua confusione.. Tutto diventa più chiaro quando nella nostra vita c’è la purezza e tutto si confonde quando si è inquieti su questo ambito. Quando le acque di un lago sono pulite e quiete è un piacere vedere nel fondo. Quando sono mosse e fangose non si vede niente e, se uno vuole pescare, va in qualche modo alla cieca.
      Ma non si può andare alla cieca nella soluzione di fondo della nostra vita.
      Se tu entrassi in seminario o nella vita consacrata con questo problema della purezza non ancora risolto, dopo poco te ne torneresti indietro oppure inizieresti a vivere una vita in palese contrasto con la purezza e la santità cui sei chiamato, con tutte le conseguenze che questo comporta. E sarebbe un disastro per te e per le anime. Questo vale però anche per la tua vita "normale" da giovane. La purezza è una meta per ogni credente e il raggiungerla e custodirla e la premessa di una vita bella, e gioiosa, anche se avrai una fidanzata e ti sposerai...Fatti aiutare da qualche bravo sacerdote che ti accompagni e sostenga..Ti ricordo e affido all'Immacolata.

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